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Questo sito si sta arricchendo degli apporti di un nuovo amico il cui nome avrete già notato nelle ultime pubblicazioni. Si tratta di un Maestro di scherma italiano che si è laureato, vive e lavora negli Stati Uniti. Non è un caso se apriamo a contributi provenienti da altri Paesi e proviamo ad esportare quelli dei nostri Maestri; perseguiamo l’idea di sensibilizzare alla dimensione internazionale favorendo scambi ed esperienze. Questi scambi sono indubbiamente una grande risorsa all’interno della scherma in quanto consentono la sua pratica in un tessuto sportivo, culturale e sociale multiforme nonché di insegnarla, proponendosi magari per collaborazioni in Paesi dove non esiste la figura del maestro formato con un programma di studi teorico ben definito.
Ed ora conosciamo meglio il Maestro Pezza.
E.L.
Il milanese Gil Pezza - al secolo Guglielmo ma Gil per tutti sin dall’infanzia (“di madre inglese che non riusciva a pronunciare il nome Guglielmo al suo arrivo in Italia”) – conseguì la maturità scientifica al Liceo Einstein della sua città.

Centro Coni Anno 60-61
Prima fila in ginocchio da sinistra a destra John Pezza, Gil Pezza, Clara Mochi, Gianfranco Mochi e Maestro Marcello Lodetti
Iniziò la scherma da giovanissimo, assieme al fratello John, con la Maestra Marisa Cerani, continuò col Maestro Marcello Lodetti al centro CONI e passò poi col Maestro Arturo Volpini al Giardino raggiungendo i vertici della spada italiana degli anni settanta.

Scherma Giardino Milano, saggio. Maestro Volpini, Gil Pezza (destra) e Carlo Romanelli
Interessato ad avere un'esperienza accademica negli USA, vi si recò nel 1975 e nel 1976 sia per passare il TOEFL (test sulla proficenza nella lingua inglese) che per tirare in vari tornei americani di spada e di fioretto anche assieme a Fabio Del Zotto nell’estate del 76. Venendo dalla nazionale italiana e vincendo diverse gare si fece subito notare dai vari allenatori di scherma universitari che cercarono di ingaggiarlo come studente-atleta.
Racconta Gil: ”Avevo altri orizzonti in mente e quindi non ero interessato ad una carriera postagonistica in federazione. Si guadagnava qualche soldino anche allora; forse, tra stipendio dei carabinieri, mensile FIS e premi gara si guadagnava più di 1000 EU odierni. Però erano sempre soldi effimeri. Scelsi gli USA anche perché mi ero scocciato del vivere a Milano ai tempi della contestazione quando non si poteva andare al cinema o ad un concerto senza gas lacrimogeni e tafferugli.”
Nell'anno accademico 1977-78, Gil iniziò la sua carriera di studente-atleta nel circuito universitario americano (NCAA) usufruendo di una borsa di studio (athletic scholarship) alla Wayne State University (WSU) a Detroit, Michigan. A WSU Gil fu il primo spadista a vincere il campionato NCAA di spada individuale nel 1980 e di nuovo nel 1981; piazzandosi secondo nel 1979 dopo Carlo Songini anch’egli ex nazionale di spada che studiava ingegneria a Cleveland State University con una borsa di studio per la scherma.
Completati gli studi undergraduate nel 1981 con una laurea in Storia e Scienze politiche, continuò a WSU vincendo un'altra borsa di studio NCAA (Post Graduate scholarship) per fare un Master in Sports Administration (1985) e allo stesso tempo ottenne la posizione di Allenatore Capo di Scherma presso la WSU la cui squadra primeggiò sotto la sua guida negli anni ottanta. Allo stesso tempo Gil ricevette il diploma di Maestro dall'Accademia Nazionale di Scherma di Napoli nel 1985 con la tesi: L’evoluzione della Scherma di Fioretto negli ultimi vent’anni (1965-1985).
Finale Internazionale Spada Jacobson (Svezia), Hein (Germania) Bellone (Italia), Pezza Gil (Italia)
Mentre era Allenatore Capo a WSU, dopo il master degree, si iscrisse alla Detroit College of Law e nel 1990 ottenne il dottorato in giurisprudenza (juris doctor) magna cum laude.
Eletto Presidente della United States Fencing Coaches Association (USFCA) nel 1990 rimase in carica fino al 1994 e fu responsabile per i corsi di tirocinio per istruttori di spada presso US Olympic Training Center a Colorado Springs, CO, e per la nazionale di spada femminile USA.
Come avvocato lavorò per diversi anni per uno degli studi legali più prestigiosi del Michigan. Divenne poi responsabile per le operazioni internazionali dello Stato del Michigan e ora si occupa di tecnologie dell'acqua.
Riavvicinatosi all’insegnamento della scherma nel 2010, accetta l'incarico dell'USFCA di dirigere la sezione di sviluppo professionale per l'associazione ed insegna corsi di avviamento professionale per istruttori di scherma nel Michigan.
Nel 1994 Gil Pezza pubblica un libro sulla scherma con due coautori curando la parte concernente la spada:
Foil, Saber, and Épée Fencing
Skills, Safety, Operations, and Responsibilities
By Maxwell R. Garret, Emmanuil Kaidanov, and Gil Pezza
Publish Date: 4/27/1994
Sull’esperienza di reclutatore di studenti-atleti:
"Per quanto riguarda gli ingaggi di tiratori Italiani conosco molto bene le problematiche dato che ingaggiavo dall’Italia, Germania, Francia e Norvegia. Di italiani ho ingaggiato Ettore Bianchi, Giovanni Girotto, Loredana Ranza, Francesca Pauly, Laura Galassi, Michele Giulietti, Dianella Gobbato, Alva Boni ed altrettanti dagli altri paesi. Dall’Italia è sempre stato più difficile per via della lingua, del cordone ombelicale e della tarda pianificazione degli studi rispetto agli Stati Uniti. Però gli Italiani sono quelli che mi hanno dato più soddisfazione e risultati. Tutti poi laureati con successo ed in seguito molti hanno proseguito con masters in altre università con carriere molto brillanti qui negli USA o in Italia o in altri paesi. Quindi la scherma, negli USA, per tiratori di un certo livello può aprire la porta a nuovi orizzonti.
Parte del problema è che i Maestri di sala in Italia non facilitano questi agganci dato che non vogliono perdere allievi. Quindi erano i tiratori stessi che avevo ingaggiato ad essere i migliori recruiter. Inoltre, gli atleti top in Italia non sono interessati per ovvie ambizioni agonistiche e quindi la ricerca era per le prime categorie che non sfondano o le forti seconde categorie, un mix non facile da trovare. All’epoca non c’erano però le opportunità ONLINE che ci sono ora."
Sull'arbitraggio in USA:
"Quando arrivai negli USA gareggiavo anche di fioretto dato che ero forte di fioretto per gli gli standard USA di quell’epoca (in Italia ero in nazionale di spada) e vinsi diverse gare di fioretto. Però era il presidente di giuria USA l’avversario principale da sconfiggere. La lacuna principale era che non guardavano l’azione nel contesto dell’azione dell’avversario e conoscevano troppo bene il regolamento FIE, ma non la teoria della scherma, specialmente le azioni di controffesa. Quindi se “A” avanzava con il braccio piegato, davano per default la stoccata contro “A” senza chiedersi a che punto "B" abbia iniziato la sua azione schermistica in rapporto ad “A”.
Pochissimi, ancora oggi, chiamano l’azione “errore commune” (da non confondere con il tempo comune). I fiorettisti USA di quell’ epoca poi quando andavano all’estero si trovavano completamente svantaggiati dalle interpretazioni degli arbitri stranieri, anche perché gli arbitri USA li costringevano quasi ad allineare il fioretto prima di muoversi, manovra suicida con le abilità controffensive del fioretto moderno europeo perfezionate negli anni 80."
Sui fencing coaches in USA:
"Vi sono degli ottimi Maestri. Ma molti insegnanti di qui sono magari bravi tecnicamente, però non hanno una conoscenza teorica e quindi strategica di base che poi limita il proprio repertorio, nonché l'abilità di portare l'allievo a traguardi più elevati. Il mio dogma fondamentale che insegnavo agli istruttori di spada era: La spada non è un'arma convenzionale, quindi nella spada è molto più difficile attaccare. Poi li invitavo, socraticamente, a riflettere su ciò e a spiegare quali erano le conseguenze strategiche di questo fatto, e come affrontarle nell'insegnamento tecnico e strategico dell'allievo.
Inoltre molti insegnanti di scherma qui negli USA sono autodidatti e quindi non hanno l'opportunità di svilupparsi “artigianalmente” all'ombra di un Maestro e vi è in molti un'interpretazione letterale dei testi, che si manifesta (come detto sopra) anche in come gli arbitri di scherma USA interpretano le convenzioni sulla priorità nel fioretto, cioé guardano unilateralmente il braccio e la lama del tiratore che avanza senza valutare le stoccate nel contesto delle azioni e reazioni di entrambi gli schermidori. Quindi partendo dalla loro esperienza limitata e rifacendosi principalmente ad un testo di scherma rimangono senza la “colla” che tiene tutto insieme (i sottotemi allineati con i temi principali) e leggendo che la velocità è un elemento fondamentale la enfatizzano troppo prematuramente e si ritrovano allievi che tirano con il deltoide perennemente contratto senza il senso tattico della misura e con cognizioni di tempo e tempo schermistico molto limitate."
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