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Calendario gare fittissimo e poche gare PDF Stampa E-mail
Sabato 19 Maggio 2012 06:06
calendario-Son entrato da 5 anni scarsi, da praticante over 50 nel mondo affascinante della scherma, dopo decenni di esperienza come atleta e come dirigente nel tennis, nell'equitazione e nel podismo. come si vede discipline diversissime le une dalle altre, per livello tecnico, economico ed organizzativo.

Ho avuto modo, più di una volta, di fare rilevare a molti di coloro che gravitano nel mondo della scherma (maestri, presidenti, dirigenti federali, genitori, atleti) il numero “risicato” di gare alle quali uno schermidore italiano, qualunque sia la sua età, può partecipare nel corso della stagione, rispetto alle predette discipline da me conosciute e praticate.

Le reazioni sono state di due generi opposti:

I maestri, i dirigenti ed i genitori dei ragazzi che voglio definire “bravini” (intendendo con tale termine tutti gli under 20, da prime lame a giovani, che in virtù dei risultati partecipano a gran parte delle prove nazionali) mi hanno ritenuto poco informato in quanto sono subissati di gare e trasferte a getto continuo che spesso mettono in crisi la continuità didattica dei maestri o creano problemi di regolarità scolastica ai figli.

Tutti gli altri, cioè genitori di ragazzi non bravini ed atleti over 20 che raramente si qualificano per la prove nazionali, rilevano che effettivamente le gare disputate e disputabili in ambito regionale o interregionale si possono contare sulle dita di una mano.

Senza scomodare statistiche e numeri è ovvio ed evidente che ognuno, dal proprio punto di vista strettamente personale, abbia seriamente ragione.

Vi è nel calendario nazionale una quantità di gare tale da stroncare tutte le velleità giramondistiche del maestro o genitore più assatanato di viaggi.

Peggio se essi dovessero avere allievi o figli di livello internazionale.

E le cose si complicano ancora quando i genitori sono chiamati a giustificare i figli davanti ai presidi ed agli insegnanti, perché gran parte dei docenti, nonostante la loro esperienza con il 99% di studenti svogliati e/o strafottenti, non riescono a capire il grande valore aggiunto che acquisiscono nella propria maturazione di uomo e donna quei giovane che con passione si sottopongono a tali i notevoli stress di viaggi e gare e studio e compiti in classe. Ma questo è un altro problema.

Di fronte a tale duplicità di reazioni ed in forza della mia esperienza personale di “non bravino” (diciamolo pure: scarso) che si ritrova in calendario tre/quattro garette annue, ho voluto pertanto prendere il calendario nazionale della FIS ed ho stilato un elenco di gare minime disputabili per fascia di età a livello regionale/zonale ed esaminare anche numericamente la partecipazione alle gare nazionali.

 

Orbene, partendo dai più giovani, in calendario vi sono 3 gare regionali di GPG.

Sempre per la categoria GPG vi sono inoltre le 2 prove del GP Nazionale Kinder.

A queste si aggiungono il Trofeo Regionale a Squadre ed il Trofeo Nazionale a Squadre.

Considerando che non tutti partecipano alle tre gare regionali di GPG  e che solo una minima parte di atleti potrà essere, ovviamente, convocata per le gare a squadre, rimane da vedere quanti atleti partecipano alle gare nazionali.

Orbene, dalle classifiche finali del GP kinder 2012 si può agevolmente rilevare che di tutti i partecipanti (maschi e femmine) e cioè 547 per sciabola, 1136 per spada e 1127 per fioretto, solo un 50/55% ha partecipato ad entrambe le prove nazionali.

Quindi per il settore GPG il risultato è che un 70% degli under 14 ha partecipato, si e no, a 4 gare individuali (tre regionali ed una nazionale) mentre l'altro 30% ha partecipato a tutte le 5 prove. Infine un numero limitatissimo avrà partecipato anche ad una o entrambe la gare a squadre.

Questo per quanto attiene il settore GPG.

Per il settore che definirò per semplicità over 14 (cadetti, giovani, under 23, assoluto) vi sono in calendario le due prove di qualificazione regionale/zonale più la Coppa Italia Regionale: quindi 3 gare aperte a tutti.

Per i migliori, che rappresentano non oltre il 20% di tutti gli over 14 vi sono anche le due prove di Qualificazione Nazionale più la Coppa Italia Nazionale.

Quindi altre 3 gare per quel 20% di migliori.

A queste gare bisogna aggiungere, solo per i cadetti ed i giovani, le due Prove Nazionali loro riservate ed il Campionato Nazionale di ognuna delle due categorie.

Tralasciando il dettaglio sui campionati a squadre, ai quali partecipano i tre/quattro migliori atleti per società e riassumendo i dati del settore over 14, possiamo stabilire che anche qui per un buon 75% degli atleti vi sono in calendario solo 3 gare annue, il rimanente 25% (dei quali la stragrande maggioranza sono cadetti e giovani) partecipa alle altre gare nazionali assolute e di categoria, oltre che ai campionati a squadre.

Discorso a parte va fatto per il settore Master per il quale teoricamente vi sono 6 prove nazionali oltre ai Campionati Nazionali.

Dico teoricamente perché a parte una singola prova che si disputa nel Centro-Sud (più Centro che Sud, perchè non si scende mai sotto Salerno/Caserta o Foggia/Bari) tutte le altre prove si disputano oltre la “linea gotica”, generando così un tour riservato al 90% agli schermidori del Centro-Nord i quali, in genere, si guardano bene dal partecipare alla prova collocata più a Sud di Roma.

 

Tirando le somme, ecco un buon argomento di riflessione e discussione: oltre il 70% degli iscritti alla FIS (di tutte le età) partecipa a 3 al massimo a 4 gare nel corso della stagione. O meglio, per oltre il 70% dei propri iscritti (di tutte le età) la FIS si limita ad organizzare non più di 3, al massimo 4 gare nel corso della stagione.

Per me è abbastanza per disincentivare molti che finiscono per annoiarsi, abbandonare ed impoverire un settore che, invece, dovrebbe "agganciare" il neofita di tutte le età e portarlo fino ad età avanzata (Master categoria 4 per intenderci), con grande guadagno in termini morali ed economici per tutti.

A presto.

 

 

 

 
Le regole del gioco PDF Stampa E-mail
Sabato 19 Maggio 2012 06:06
calciobalillaLa stagione agonistica nazionale e, con essa, la frenesia delle competizioni che si inseguono settimanalmente sono terminate. C'è tempo per riassumere, per riflettere e scrivere nell'ottica di informare e dar vita a quel confronto critico che i lunghi silenzi lasciano nell'oblio, magari raccogliere consenso per proporre insieme soluzioni ai tanti problemi del nostro ambiente.

 

Ultimamente ho visto emergere una tendenza nuova e preoccupante o, almeno, io l'ho percepita come tale: la trasgressione o la deroga di regole scritte che contraddice il codice di convivenza che ci siamo dati e il buon senso.

La Federazione Italiana Scherma (F.I.S.) si è dotata di un articolato regolamento dell'attività agonistica [http://www.federscherma.it/file/36667.pdf] che, tra l'altro, disciplina la partecipazione alle gare. Al pari di ogni ferrea prescrizione pone limiti al libero arbitrio e traduce, a un tempo, lo spirito del gioco e la politica sportiva.

In quest'ottica, pochi anni or sono, mio malgrado, ho dovuto accettare la decisione di vedere estromesso dalla prima prova del campionato italiano giovani un mio atleta cadetto che, secondo un primo comunicato della F.I.S. era l'ultimo dei classificati per poi ritrovarsi sul luogo della gara, a Rovigo, primo degli eliminati. Infatti, con una seconda comunicazione correttiva, non letta perché non adeguatamente pubblicizzata, veniva data l'esatta posizione della sua classifica.

Un primo quesito che pongo e che, a mio parere, si oppone al buon senso più che alle regole scritte, riguarda la partecipazione ai Campionati Italiani Assoluti degli atleti stranieri che, seppur residenti in Italia da un sufficiente periodo di tempo, gareggiano parallelamente per il loro paese d'origine. Definendo la gara Campionato Italiano Assoluto, se la semantica non è un'opinione, la partecipazione di atleti stranieri sembra essere una contraddizione palese. Sarebbe diverso se si parlasse di gara italiana open. In alcune discipline sportive il limite posto agli stranieri affinché possano disputare i campionati italiani assoluti, oltre alla residenza nel nostro paese da un determinato periodo di tempo, è la rinuncia alla iscrizione alla federazione della nazione da cui provengono. Del resto, in un ambito territoriale più ristretto, ai nostri connazionali non è permessa l'iscrizione a due sodalizi sportivi della stessa federazione e, di conseguenza, la disputa dei campionati regionali o zonali in due differenti contesti. Si potrebbe ancora parlare di campionati italiani assoluti se dieci atleti stranieri, residenti in Italia, si qualificassero tutti per la fase finale della gara? E se due di essi si disputassero la finale per il primo e secondo posto chi sarebbe il campione italiano, quale degli italiani classificati terzi? E se lo straniero, non potendo ovviamente concorrere al titolo italiano, favorisse un suo consocio italiano?

L'atteggiamento contraddittorio della F.I.S. è ancora più manifesto avendo, in questi ultimi due anni, usato due pesi e due misure per due diversi atleti stranieri. L'anno passato il bulgaro Gionov, avendone acquisito il diritto, non ha potuto disputare la fase finale degli assoluti perché, sembra, non residente in Italia seppure studente all'università di Padova da almeno quattro anni. Ma allora come è stato possibile che egli abbia preso parte ad altre competizioni, per esempio alla Coppa Italia? Quest'anno l'ungherese Nemsik, invece, ha potuto competere nella rassegna dei migliori sciabolatori italiani di Livorno.

Una deroga, a mio parere ancora più grave, è stata quella di ammettere agli ultimi Campionati Italiani Assoluti, contro gli inoppugnabili dettami del regolamento, due atleti che non ne avevano acquisito il diritto. Il Presidente Federale, per compensare un errore che avrebbe negato la partecipazione ai campionati europei under 23 di almeno uno di loro, ha deciso di iscrivere d'ufficio alla competizione i due atleti. A mio parere, ad uno sbaglio si è compensato con un secondo errore in grado d'innescare un circolo vizioso di precedenti e recriminazioni.

Se pure tale soluzione fosse legittima, in ossequio alla tanto sbandierata trasparenza, non sarebbe stato meglio renderla pubblica e giustificarla scrivendone sul sito federale?

Un tempo si diceva "dura lex, sed lex". Oggi, nell'epoca del relativismo, può essere plausibile tutto ed il contrario di tutto. L' eccezione continua ai regolamenti e gli sbagli della F.I.S. possono giustificare errori come quelli in cui è incorsa una compagine ai recenti Campionati Italiani Giovani a Squadre Misti. Nel caso in specie un "allievo" è stato inserito in un'equipe insieme ad altri due atleti più grandi, violando la norma che disciplina la partecipazione della squadra. Quando ho sottolineato l'incongruenza alla Direzione di Torneo c'è stato un palleggiamento di responsabilità. Non si sa se il controllo dovesse riguardare la Federazione che accetta le iscrizioni alla gara o la Direzione di Torneo che elabora i dati pervenuti dalla F.I.S.

Il fatto certamente più grave è che l'accompagnatore della squadra incriminata si è rivolto nei miei confronti in malo modo, tacciandomi di antisportività. Con le dovute differenze, è come se un ladro, arrestato in flagranza di reato, si ribellasse alle forze dell'ordine accusandole di sconvenienza.

I fatti descritti testimoniano di come l'arbitrio e la non osservanza delle regole conducano ad una confusione estrema in cui la vittima viene paragonata al carnefice, facendo scivolare l'ambiente, sempre più, in un pantano d'incertezza e di scarsa credibilità.

Nell'occasione invito, quanti siano a conoscenza di altrettanti episodi di inosservanza delle regole, a farne menzione pubblica in modo da avere tutti un'esatta dimensione del fenomeno.

Alberto Coltorti

 

 
The third fencer PDF Stampa E-mail
Sabato 19 Maggio 2012 06:06

At last the Italian competitive fencing season is over. Returning back from Ancona I take advantage of the trip to ponder and make some considerations recalling in my mind actions and fleeting moments of the bouts... No recriminations for my fencers and I can’t find anything to blame myself for as a coach. I’m sure that I gave it my best just like every year.

And yet something didn’t go right. I’m not talking of bad luck or mental blackout of my kids... No, once more it was the third “fencer” to intervene. Quite obviously I refer to the referee... I just can’t get over thinking of the many referees’ blunders which again compromised this year the final outcome of important bouts.

As a coach of a club which has been around for just few years I realize that it will be quite difficult for the young sabreists to beat individual athletes with an important competitive past or from the military squads, especially with certain individuals as referees.

It really makes me think the fact that at this year’s senior national championships we had a young seventeen years old foilist as the winner, and that in epee we often find outsiders in the top four, but if you check the results in saber, quite curiously you find always the same names on top.

Undoubtedly there is a technical gap between some Champions and young emerging athletes but the final results describe an almost “superhuman” situation with nary a bad day or a drop in performance in some saber fencers.

How is it that we have very high level foil referees who are not hypnotized by a big name and remain lucid also when refereeing someone “big” while in saber the best refereeing is always is always abroad or in international competitions?

Is this a domestic climate problem? Is there some level of psychological intimidation?

  • I tried to find a logical explanation. 
  • 1 _ We often see ridiculous theatrical performances on the part of some athletes when they run into problems during a bout for which they are almost never sanctioned by the person who first and foremost has the role to make sure that the competition is run fairly and smoothly;
  • .
  • 2 _ When we are spared the theatrics of these athletes, it's their coaches' turn and they should be sanctioned also. For example, at the senior national championships this year I should have been given a black card during a team match but the referee gave me only a yellow card... He showed me more clemency I'd have shown him. I would have disqualified him for at least six months because of his lack of professional competence in refereeing the match.
  • .
  • 3 _ The referees are not "punished" for their mistakes.

A possible solution would be to give the referees who make macroscopic mistakes a rest period to prompt them to reflect and think... After all isn’t this also something the FOC should do anyhow?

I consider myself lucky for being able to make my passion my profession. Therefore, just as I demand of myself and my students to take things very seriously, the same requirement applies to the referees and their assigners also. They must fulfill a very important role because the result of each competition is used as the base for the selection of athletes with potential national team aspirations for the future.

Given all this, wouldn’t it be necessary to select with more care those who operate in this sector considering not only technique, terminology, gestures, but also demeanor on and off the strip (e.g., explain the importance to be alert when interpreting and judging a touch. Being alert becomes obviously questionable when one retires to the hotel room in the wee hours of the morning).

Many have observed questionable demeanor on the part of some referees. I refer specifically to an incident which I and three other coaches (two sent by the federation, one on his own) witnessed at a World Cup in Budapest when checking in our hotel and noticed a head referee with a bag full of alcoholic beverages. The following day this person showed up three hours late at the venue for obvious reasons.

I believe it is legitimate to demand seriousness and professionalism from someone who not only is paid to perform his duties but most importantly has the power to determine the future of young athletes and rankings of the their respective clubs.

Last, but not least, I question what influence may such behavior have and whether this is the example to give to impressionable adolescents who are not yet fully mature.

We often talk informally about these topics during the competitions and I believe I’m expressing a general feeling of malaise. The time has come to find a concrete solution and to sanction those referees who make serious mistakes during certain bouts compromising the work done by coaches and students for an entire season.

Presidents of the affected clubs and coaches should clamor for this change not at least as an act of respect towards the parents of these kids which are involved in a discipline which we insist in advertising as “educational.”

maestro-vince-castrucci_foto-schermalazio_jpgM° Vincenzo Castrucci

Foto tratta da SchermaLazio.it

Translated by gram

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