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Buon anno ai maestri di scherma,
ai maestri che credono nel progresso;
ai maestri che accolgono coloro che sanno, che fanno, che danno, indipendentemente da che parte stiano;
ai maestri che fanno scelte coraggiose di rottura e di sperimentazione;
ai maestri che non sono incrostati di pregiudizi, che non sobbalzano per l'inaudito;
ai maestri che credono che il valore di un gruppo stia nella crescita comune e anche nel rispetto del singolo, per come egli si comporta e per quello che è in grado di produrre per se stesso e per gli altri.
Buon anno ai maestri che ricordano i colleghi che non ci sono più.
Buon anno ai maestri vecchi e saggi che indicano i veri valori della vita e della competizione sportiva, che insegnano ai giovani di chiedersi sempre perché? e li guidano lontano dalle guerre fratricide.
Buon anno ai maestri che, conoscendo le fasi della vita, lasciano andare gli allievi per la loro strada senza cercare di fermarli, consapevoli che ogni esperienza nella giovinezza va assaporata per il tempo che dura e poi lasciata, e altre ne arriveranno. E arriveranno sempre nuovi allievi.
Buon anno ai maestri che motivano, che rendono partecipi dei progetti, che responsabilizzano senza delegittimare chi fa scelte che non condividono appieno. Che possano accorgersi di crescere loro stessi assieme a quanto cresceranno queste persone con loro.
Buon anno ai maestri nelle istituzioni che si sono caricati della responsabilità di rappresentare i colleghi, con l'augurio di riuscire a non dimenticarsi di ogni maestro e maestra, singolarmente e nel loro insieme; negli ultimi mesi ho avuto troppe volte la sensazione che tutto questo scivolasse irreversibilmente indietro nella scala delle priorità istituzionali, con i risultati involutivi che tutti abbiamo visto. Auguro loro di saper condividere il presente e di voler progettare con responsabilità il futuro assieme a tutti i maestri di scherma, poiché essi continueranno ad insegnarla ben oltre il tempo di un mandato.
E infine buon anno a chi la scherma la fa e a chi lavora in ogni ambito affinché quel chi possa continuare a farla,
a chi la scherma la ama, a chi l'ha smarrita, a chi l'ha ritrovata.
E buon anno a me e a chi mi è vicino.
A tutti voi regalo per l'anno nuovo questo proverbio che ho letto da qualche parte:
Se vuoi andare veloce, corri da solo. Se vuoi andare lontano, corri con gli altri.
Buon 2010

"Di più per ora scritto non trovo nel destino dell'Anno Nuovo: per il resto anche quest'anno sarà come gli uomini lo faranno ".
Gianni Rodari

Le immagini
Domenico Ghirlandaio, Vecchio e nipote. Museo del Louvre, Parigi
René Magritte, Falso specchio, Museo di Arte Moderna, New York |