| Via Mezzocannone, Taniello e altri ricordi |
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| Mercoledì 16 Giugno 2010 21:13 | |
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"Sono contento di aver resistito, negli anni, alla tentazione di fare spazio, liberandomi dal superfluo. Oggi ritrovo mondi e storie dimenticate, e da condividere."
Stiamo preparando, qui a Busto Arsizio, una mostra fotografica sulla storia della Pro Patria Scherma. La maggior parte delle foto degli ultimi trent'anni è a casa mia: una miniera, che richiede scavi complessi. Tanto tempo, e tante emozioni, al riaffiorare dei ricordi di una vita. Ce n'è per tutti, non solo per la Pro Patria. Ho ritrovato foto dei tempi in cui insegnavo a Salerno, quando c'era solo la Nedo Nadi, e prima o poi le digitalizzerò per il loro sito, curato da Luca Chiei: uno dei miei primi allievi di quel periodo. Sono contento di aver resistito, negli anni, alla tentazione di fare spazio, liberandomi dal superfluo. Oggi ritrovo mondi e storie dimenticate, e da condividere.
e qualche altro dato potete leggerlo qui ... il tutto insieme a due piccole foto, sempre quelle. Davvero poche. Scavando, però, ne ho trovate altre, che oggi vi propongo. Due, in bianco e nero, sono state scattate nella mitica sala del Cus Napoli, in via Mezzocannone, dove ho iniziato. Vi si può riconoscere, in una delle due - l'ultimo a destra - anche Marco Romano, medaglia d'argento olimpica a squadre a Mosca, nel 1980 (insieme a Dino Meglio, un altro allievo di Bassetti).
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Commenti
Ma quello che mi viene spontaneo da questa rievocazione è un paragone tra due epoche, distanti circa trent’anni.
Una scherma, allora, forse poco professionale ma ricca di umanità, di amicizia, di divertimento, un ambiente dove stemperare la durezza della vita vera. Il maestro Bassetti, un amico più grande, un padre, che oltre a Silvana e Remo aveva tantissimi altri figli, tutti noi.
La ricchezza delle serate dove, a parte la poca scherma, si andava a mangiare da “Donna Carmela” o in bettole di infimo ordine dove i nostri recettori degli oppiacei venivano stimolati dalle battute sagaci, dagli scherzi, dall’anfitrione per eccellenza, il Maestro Bassetti, che instancabile forgiava allegria.
Oggi, invece, le sale sono piene di ragazzi che fanno scherma senza piacere, senza passione, spesso solo per giustificare lo stipendio del gruppo sportivo. Collezionano una serie infinita di gare (un mio giovane ne ha contate, quest’anno, ben 22) che hanno il pregio di nauseare e spegnere ogni entusiasmo.
Bisognerebbe riesumare il fantasma di "Taniello"!
Ma, forse, non ha molta importanza il dove… conta piuttosto il come.
E il come sembra fosse davvero bello.
Splendide le ragazze, e morbide, in quei loro tratti così… innamorati, dolci e sereni i ragazzi...
E il mitico sorriso del Maestro a compiacersi…
La mia frase non è chiara.
Intendo dire che è, forse, poco comune che il padrone di casa beva un bicchierino da solo, quando gli ospiti non accettano. Mentre l’inverso sarebbe più nella norma.
Solo questo piccolo particolare, davvero piccolo, potrebbe negare l'ipotesi della Toranna. Per il resto... mi sembra ancora la più lucida!
Non chiedermi come faccia a ricordarselo, però ...
Per sicurezza, ho inoltrato la domanda al presunto padrone di casa
Cosa piace a me è percepire da quelle immagini profetiche come stavate bene con il vostro maestro, il quale evidentemente vi ha trasmesso qualcosa di speciale, oltre alla scherma e ad una particolare filosofia di vita, che avete saputo sviluppare se siete stati scelti come guida dai vostri colleghi.
“E questo compensa quello!”
che la confessione di Taniello la conosca bene anche tu. E l'opportunità di far emergere precisazioni, e altri ricordi. Come quelli di Gianluigi, che mi ha risposto, e che non era allievo di Bassetti: e che dalla sua personalità fu influenzato, come noi tutti, in quel periodo.
Vi riporto qui la sua risposta.
Citazione:
La memoria di Anna tiene botta molto bene.
Quanto a me, ti pareva che non cogliessi l’occasione? Ho trovato notizie sulla poesia e con molta fortuna pure la traduzione; meno male, perché ritengo il napoletano più incomprensibile del tedesco.
Grazie per le vostre testimonianze.