Via Mezzocannone, Taniello e altri ricordi PDF Stampa E-mail
Mercoledì 16 Giugno 2010 21:13 | Scritto da Giancarlo Toran

Bassetti_Color_2_AnnaToran_sigraApicella

 

"Sono contento di aver resistito, negli anni, alla tentazione di fare spazio, liberandomi dal superfluo. Oggi ritrovo mondi e storie dimenticate, e da condividere."

 

 

Stiamo preparando, qui a Busto Arsizio, una mostra fotografica sulla storia della Pro Patria Scherma. La maggior parte delle foto degli ultimi trent'anni è a casa mia: una miniera, che richiede scavi complessi. Tanto tempo, e tante emozioni, al riaffiorare dei ricordi di una vita. Ce n'è per tutti, non solo per la Pro Patria. Ho ritrovato foto dei tempi in cui insegnavo a Salerno, quando c'era solo la Nedo Nadi, e prima o poi le digitalizzerò per il loro sito, curato da Luca Chiei: uno dei miei primi allievi di quel periodo.

Sono contento di aver resistito, negli anni, alla tentazione di fare spazio, liberandomi dal superfluo. Oggi ritrovo mondi e storie dimenticate, e da condividere.
Avete letto, in passato, rievocazioni della figura del mio Maestro, che fu Vittorio Bassetti, grazie alla bella penna di Remo, suo figlio, notaio a Torino, avviato al piacere di scrivere negli anni in cui il padre pubblicava "La Stoccata", su cui scrivevo spesso anch'io.

e qualche altro dato potete leggerlo qui

http://www.accademiadellascherma.it/educazione-e-formazione/e-capii.html
http://www.accademiadellascherma.it/attualita/dilettanti-allo-sbaraglio.html

... il tutto insieme a due piccole foto, sempre quelle. Davvero poche.

Scavando, però, ne ho trovate altre, che oggi vi propongo. Due, in bianco e nero, sono state scattate nella mitica sala del Cus Napoli, in via Mezzocannone, dove ho iniziato. Vi si può riconoscere, in una delle due - l'ultimo a destra - anche Marco Romano, medaglia d'argento olimpica a squadre a Mosca, nel 1980 (insieme a Dino Meglio, un altro allievo di Bassetti).
  • Bassetti_BN_1_rid

     

    Bassetti_BN_2_rid


    Le altre tre, a colori, riguardano una serata, non so più a casa di chi. Il libro, però, lo ricordo bene: "L'Inferno nella poesia napoletana". E ricordo Bassetti mentre declamava, a memoria, "La confessione di Taniello".

  • In primo piano è Gianluigi Placella, spadista, olimpionico a Monaco, amico carissimo e compagno di tanti allenamenti, al Cus o al Maschio Angioino, dove allora aveva sede l'Accademia Nazionale di Scherma. Sulla sinistra potete riconoscere il giovanissimo Alberto Coltorti, oggi nostro presidente. Le due signore sono la moglie di Gianluigi, e la Toranna.
  •  

    Bassetti_Color_1_rid

     

    Bassetti_Color_2_rid

     

    Bassetti_Color_3_rid

     

     

     

     

    Commenti 

     
    0 # alcol 2010-06-17 22:17
    Dalle foto mi pare di riconoscere la casa del Maestro Bassetti…
    Ma quello che mi viene spontaneo da questa rievocazione è un paragone tra due epoche, distanti circa trent’anni.
    Una scherma, allora, forse poco professionale ma ricca di umanità, di amicizia, di divertimento, un ambiente dove stemperare la durezza della vita vera. Il maestro Bassetti, un amico più grande, un padre, che oltre a Silvana e Remo aveva tantissimi altri figli, tutti noi.
    La ricchezza delle serate dove, a parte la poca scherma, si andava a mangiare da “Donna Carmela” o in bettole di infimo ordine dove i nostri recettori degli oppiacei venivano stimolati dalle battute sagaci, dagli scherzi, dall’anfitrione per eccellenza, il Maestro Bassetti, che instancabile forgiava allegria.
    Oggi, invece, le sale sono piene di ragazzi che fanno scherma senza piacere, senza passione, spesso solo per giustificare lo stipendio del gruppo sportivo. Collezionano una serie infinita di gare (un mio giovane ne ha contate, quest’anno, ben 22) che hanno il pregio di nauseare e spegnere ogni entusiasmo.
    Bisognerebbe riesumare il fantasma di "Taniello"!
     
     
    0 # Magis 2010-06-17 23:13
    Casa di Gianluigi, a Venezia. Se lo dice la Toranna...
     
     
    0 # alcol 2010-06-18 07:04
    La Toranna perde colpi... Non sono mai stato a casa di Gianluigi a Venezia. Poi ricordo bene il quadretto. Sulla parete di fronte faceva bella mostra un altro, una mano colorata, opera del Maestro Bruno Amalfitano.
     
     
    0 # esedra 2010-06-18 08:02
    Qualche indizio : il Maestro in giacca e cravatta… beh… non dovrebbe trovarsi sul proprio divano… mentre la moglie di Placella, seduta sul tappeto, appare piuttosto a proprio agio e - mi lancio - mostra una mise e una graziosa acconciatura forse più adatte per una cena informale in casa propria… sebbene, mi chiedo, avrebbe mai bevuto il padrone di casa senza compagnia?

    Ma, forse, non ha molta importanza il dove… conta piuttosto il come.
    E il come sembra fosse davvero bello.
    Splendide le ragazze, e morbide, in quei loro tratti così… innamorati, dolci e sereni i ragazzi...
    E il mitico sorriso del Maestro a compiacersi…
     
     
    0 # esedra 2010-06-18 17:08
    Citazione esedra:
    … sebbene, mi chiedo, avrebbe mai bevuto il padrone di casa senza compagnia?



    La mia frase non è chiara.
    Intendo dire che è, forse, poco comune che il padrone di casa beva un bicchierino da solo, quando gli ospiti non accettano. Mentre l’inverso sarebbe più nella norma.
    Solo questo piccolo particolare, davvero piccolo, potrebbe negare l'ipotesi della Toranna. Per il resto... mi sembra ancora la più lucida!
     
     
    0 # Magis 2010-06-18 22:19
    ... non solo: dice di ricordare anche cosa ha mangiato quella sera. Risotto, cucinato da Anna, la moglie di Gianluigi.
    Non chiedermi come faccia a ricordarselo, però ...
    Per sicurezza, ho inoltrato la domanda al presunto padrone di casa
     
     
    0 # Ella 2010-06-18 23:53
    Alla fine non è poi così importante sapere se eravate a casa di Tizio o di Caio!

    Cosa piace a me è percepire da quelle immagini profetiche come stavate bene con il vostro maestro, il quale evidentemente vi ha trasmesso qualcosa di speciale, oltre alla scherma e ad una particolare filosofia di vita, che avete saputo sviluppare se siete stati scelti come guida dai vostri colleghi.

    E questo compensa quello!
     
     
    0 # Magis 2010-06-19 13:08
    E' vero, Ella, non è così importante. Ma un suo valore ce l'ha, nella ricostruzione, avvenuta quasi per caso, di un pezzettino della nostra storia. Avremmo perso, altrimenti, le osservazioni acute di Esedra, che ha fatto centro, meglio di Sherlock Holmes. Il sospetto Citazione:
    “E questo compensa quello!”




    che la confessione di Taniello la conosca bene anche tu. E l'opportunità di far emergere precisazioni, e altri ricordi. Come quelli di Gianluigi, che mi ha risposto, e che non era allievo di Bassetti: e che dalla sua personalità fu influenzato, come noi tutti, in quel periodo.

    Vi riporto qui la sua risposta.

    Citazione:
    Caro Giancarlo, belle le foto!

    Hai sempre avuto anche questa convinzione vissuta con piacere: documentare. Che è forse uno dei tanti modi per pensare e provvedere agli altri e che probabilmente deriva da un equilibrio con sé stesso acquisito prima di chi il sé lo cerca dentro e non insieme agli altri.

    Quando non bastasse la, in sé, autorevole affermazione di Toranna o addirittura l'incredibile (ma perciò paradossalmente credibile) supporto a prova del ricordo del menu, entro io a testimoniare facendo appello, anche questo paradossalmente , alla mia memoria.

    In realtà più che la memoria in questo caso, per me sono i dettagli fotografici che mi confortano.
    Infatti è casa mia.
    O meglio casa mia di quegli anni.
    Mio il divano, mio il quadretto, regalo di Marien marito di Etta al quale avevo fatto da testimone di nozze nell'anno fatidico del 77 in cui si sono decisi i vincoli coniugali di ben cinque coppie di miei amici compresi voi due.

    L'anno era probabilmente il 78.
    Tu avevi già tagliato i baffi nuziali ed io non ancora (l'ho fatto con Francesco di 1 anno e cioè nell'80).
    Ho interpellato anche Annamia che conferma l'anno, anche deducendolo dalla sua acconciatura che usava incinta di Francesco.
    Questo contributo e l'abbigliamento permettono di restringere l'epoca all'autunno 78, diciamo ottobre.
    L'occasione fu una visita di Bassetti a Venezia per qualche gara e nella foto rileggendo il libro mi avvicinavo ai suoi gusti e alla sua personalità.

    Il mio rapporto con il tuo maestro fu infatti sempre alterno.
    Ero attratto dalla spigliatezza, dalla sua sapidità divertente ed intelligentemen te costruttiva che mi apriva verso il mondo della battuta pronta e della compagnia goliardica.
    Ma allo stesso tempo non sapevo resistere alla censura (indebita e catechistica) verso la sua galanteria con le frequentatrici della sala.
    In più la sua abitudine ad interrompere spesso la lezioni per divagazioni tattiche e trucchi psicologici, per la mia formazione rigorista e tecnicistica, mi suggerivano l'idea di sfaticatezza e di "slealtà" nel fair play di pedana.

    Per la verità, negli anni e anche per merito tuo che mi hai fatto scoprire la flessibilità, molto di questo vano rigore ideologico l'ho smantellato.

    In più vivevo con disagio la sensazione di essere in qualche modo strumentalizzat o per le sue scalate federali nel presentarsi, o nel lasciar credere, di essere il mio maestro anche se questo argomento poi forse, lo usò a mio favore nella mia designazione olimpica.
    E così, pur nel mio sentire controverso, convinto forse dalle sue idee di ringiovanimento del mondo napoletano della scherma, finii per schierarmi con la sua indicazione di voto per il nuovo segretario dell'Accademia del Maschio Angioino (mi pare nel 73) contro la candidatura del mio Maestro.

    Col quale questa scelta fu poi motivo di incomprensione e di sofferenza dei nostri rapporti che si ricomposero solo più tardi.

    Comunque grazie per questi ricordi.
     
     
    0 # Ella 2010-06-19 21:28
    Il metodo di indagine di Esedra è ad alta precisione, le manca solo la pipa.
    La memoria di Anna tiene botta molto bene.

    Quanto a me, ti pareva che non cogliessi l’occasione? Ho trovato notizie sulla poesia e con molta fortuna pure la traduzione; meno male, perché ritengo il napoletano più incomprensibile del tedesco.

    Grazie per le vostre testimonianze.
     

    Ultimi commenti