Un'esperienza americana PDF Stampa E-mail
Venerdì 22 Ottobre 2010 17:17 | Scritto da Ella Loescher

RobertaRavasi

 

 

Il programma di lavoro di sala tutti i giorni, due volte la settimana e settimanalmente. "Può tirare subito chiunque si presenti in sala, hanno divise di riserva pronte all'uso."

 

 

 

Uscire dai confini nazionali può consentire di mettere a disposizione i propri talenti e le proprie inclinazioni negli ambiti più svariati e contemporaneamente imparare nuove lingue, culture e costumi.

L'istruttrice di scherma Roberta Ravasi, sentita la necessità di migliorare il suo inglese, è andata a Houston, in Texas.

Un primo ponte tra il dottor Fiore ed il nostro amico Gram e poi la generosa accoglienza dei nostri amici americani, e Roberta ha potuto approfondire l'apprendimento della lingua e confrontarsi con i metodi schermistici degli States, portando là la sua conoscenza maturata nelle pedane della sala del dottor Lodetti.

In questa videointervista del Maestro Toran ci racconta brevemente la sua esperienza texana.

 

 

Ho voluto porre anch'io qualche domanda a Roberta Ravasi.

Ciao Roberta, puoi illustrare a grandi linee ai tuoi colleghi italiani il programma di lavoro di sala che hai visto a Houston?

Volentieri. Al club dove sono stata ospite, iniziavano con 15-20 minuti e non di più di riscaldamento con corsa, giochi... e streching compreso. Quando assegnavano a me tale compito, io facevo mezz'ora Tongue out perché penso sia veramente importante un buon e lungo riscaldamento muscolare accompagnato dallo streching, soprattutto quando hai un range di persone di varie età tutte insieme: dagli adulti ai bambini.

Successivamente, due volte a settimana avevano quello che loro chiamano 'la classe': per un'ora facevano molto allenamento di gambe scherma ed esercizi schermistici a coppie, i drills. Poi come in ogni sala si procedeva a tirare o a fare lezione individuale.

Una volta a settimana c'era il mega girone come se si fosse in gara.

Ci sono aspetti del sistema di insegnamento che hai osservato, specialmente per quanto riguarda la parte tecnica, che ora adotterai con i tuoi allievi in Italia?

AndreyGeva-alliancefencingacademyIl Maestro caposala, Andrey Geva,  è russo quindi ho potuto osservare una grande attenzione per il footwork, ossia il nostro gambe scherma; ne fanno veramente molto!

Inoltre ho potuto rivalutare l'importanza del colpo al piede, prerogativa in tutta l'America solamente degli allievi di questo Maestro. Quello che più mi ha stupito degli Americani è la grande coordinazione, la grande fisicità ed il grande atletismo. Tutto ciò grazie, com'è generalmente risaputo, dall'amore per lo sport e l'importanza che esso riveste nella cultura americana. I bimbi ogni giorno fanno sport a scuola, non come da noi una volta a settimana, quando la fanno.

 

Hai avuto momenti di scambio per quel che riguarda la promozione della scherma? Come si cerca di reclutare, là, nuovi schermitori?

Per il reclutamento si fa un po' come qua, ossia la miglior cosa è sempre il passaparola. Fanno anche promozione a scuola ma con meno successo di qua, perché gli Americani hanno la fobia che qualcuno si faccia male e di conseguenza le scuole, per ragioni assicurative, non consentono l'accesso.

Poi, usano molto fare le feste di compleanno in sala: il bimbo viene in sala con i propri amici, per un'ora fanno i fondamentali, provano a fare qualche assalto e poi torta!

Comunque, in generale, fan subito tirare a chiunque si presenti in sala, hanno una riserva di divise pronte all'uso. Questo soluzione può essere un bene per il budget della sala, ossia i nuovi non si annoiano, si divertono subito e di conseguenza rimangono e si iscrivono. Ma dal punto di vista schermistico non è l'ideale come i maestri italiani ben sanno.

 

Nella videintervista hai detto a Giancarlo Toran che in USA i maestri danno lezioni individuali pagate un tot all'ora. Si potrà mai arrivare a qualcosa del genere, secondo te, anche da noi?

Proprio così; le lezioni, in ogni club americano, sono individuali e durano 20-25 minuti al costo di 30 dollari l'una. Uno paga ogni volta che prende lezione.

Per rispondere alla tua domanda credo che la via giusta, onesta, sia quella di mezzo. Se si adottasse solo il metodo americano si perderebbe la qualità, perché si ridurrebbe ad un lavoro a cottimo (come quello che ho visto), ossia più lezioni faccio più guadagno. Io personalmente rimanevo lucida e impartivo lezioni ad alto livello solo per un massimo di 5-6 (ricordate che sono 25 minuti max a testa), poi crollavo fisicamente ma soprattutto mentalmente.

D'altro canto penso che i maestri in Italia siano malpagati. Insomma, aspettiamo tutti un tariffario con un minimo garantito... chissà se rimarrà una chimera!

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C'è attenzione da parte dei maestri americani per promuovere sane abitudini di vita?

Mah, da quel che ho visto no! E' il paese degli hamburger e della Coca-cola, questo mangia la gente. Il Texas è il paese con l'indice più alto di gente obesa.

 

Due parole per sintetizzare la tua esperienza americana.

Strabella e soprattutto interessante! Vedere un'altra realtà schermistica ti porta ad apprezzare maggiormente da dove provieni e la grande e gloriosa Scuola italiana.

 

Foto cortesia Alliance Fencing Academy

 

 

 

Commenti 

 
+3 # Davide Lazzaroni 2010-10-25 11:28
Cara Roberta, ti invidio molto.
 

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