| Maestri, tutti a scuola! Domande e risposte |
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| Venerdì 07 Maggio 2010 23:52 | |
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Abbiamo il piacere di proporvi un'intervista al Consigliere federale Luigi Campofreda, responsabile della formazione in Federscherma. Campofreda si sta occupando attualmente del Percorso formativo del maestro di scherma e proprio su questo argomento egli ha accettato di rispondere a qualche domanda.
Dottor Campofreda, grazie per la disponibilità, innanzitutto, e un saluto dai maestri dell'Accademia della Scherma. Passando al motivo della nostra conversazione, finalmente anche Federscherma si sta attivando per seguire il Piano Nazionale di Formazione degli Operatori Sportivi già utilizzabile, da tutte le federazioni sportive nazionali, a partire dal 2002. Campofreda: Sì. Ricordo però che siamo ancora in fase di approvazione definitiva e qualcosa, almeno nella fase iniziale, può essere soggetta ad una gradualità di attuazione o di cambiamento. Ricevo continuamente osservazioni, alcune sono veri contributi al miglioramento del programma e cerco di recepirli.
Tuttavia non mi è chiaro se l'aggiornamento dei tecnici di ogni livello è previsto o solo auspicabile per quanto riguarda la FIS. Inoltre, se fosse previsto come obbligatorio, con che modalità si prevede di imporre tale obbligo? Campofreda: L'aggiornamento dei tecnici è previsto, ma come in tutte le innovazioni strutturali sarà sicuramente prevista una fase di transizione, durante la quale i crediti saranno conteggiati ma non obbligatori. Per quanto riguarda l'attuazione pratica, saranno incoraggiati i comitati regionali perché organizzino almeno un evento formativo ogni anno, ma saranno considerati anche altre istituzioni come le università o le scuole regionali e centrale dello sport o altre associazioni magistrali e non purché venga fatta richiesta di accreditamento al settore formazione della federazione. C'è da considerare ancora la possibilità di riconoscere altri tipi di attuazione della formazione continua, come per esempio l'assistenza guidata ad eventi agonistici di vario livello, o l'uso di piattaforme informatiche.
C'è l'intenzione di riformare anche i testi di studio, in particolare i trattati di scherma, considerati da molti ormai obsoleti? In caso affermativo, con quali modalità e criteri? Campofreda: Per quanto riguarda i testi di studio, quelli per le materie generali sono già pronti editi dalla Scuola dello Sport; per quelli tecnici, è da anni che sene parla e se ne sente la necessità. Sicuramente sarà un obiettivo anche se i tempi non ci fanno sperare nella possibilità di reperire gli opportuni finanziamenti, ma certamente un testo tecnico moderno dovrà essere concepito in formato multimediale.
"La Fis consente oggi di affiliare una sala anche all'I.N. in una sola arma": Questo significa che, ai fini del riconoscimento federale di un titolo professionale, l'I.N. a una sola arma ha la stessa prerogativa di un I.N. alle 3 armi o di un Maestro... Campofreda: Fermo restando il concetto che al secondo livello SNaQ corrisponde il titolo di istruttore regionale alle tre armi, il nuovo modello formativo non stravolge i regolamenti federali attuali che consentono l'affiliazione di una società con il titolo di istruttore nazionale ad una sola arma. Almeno per ora.
"Il sistema previsto consente di integrare nel sistema formativo CONI-FSN-DSA(*), che rimane comunque l'asse centrale della formazione nazionale, anche percorsi di formazione compiuti in altre agenzie formative (Università, Regioni,ecc.), purché riconosciute dalla Fis, integrando quindi diversi percorsi formativi ed esperienze eterogenee, ma comunque convergenti rispetto alle competenze da acquisire." Campofreda: Non è tanto importante la valutazione dei requisiti delle agenzie formative che si possono proporre, ma la qualità e l'adeguatezza dei contenuti insieme al curriculum dei docenti. In effetti nel testo c'e un errore di trascrizione: non sono le agenzie ad essere riconosciute - come potrebbe non essere riconosciuta l'università o il CONI? - ma i percorsi formativi.
E' già utilizzabile un sistema che stabilisca il valore degli indicatori inerenti la gestione dell' attività formativa? Campofreda: No. Non ancora abbiamo lavorato al riconoscimento di modi e parametri utili per la verifica.
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Quale sarà l'organo preposto a selezionare i docenti, applicando i criteri di selezione enunciati?
Campofreda: L'organo di riferimento sarà sempre la Federazione nel suo settore formazione, che chiaramente si avvarrà della collaborazione di tutti gli enti ed associazioni che in passato hanno collaborato o che sarà utile coinvolgere per un adeguamento dei programmi e dell'organizzazione.
È previsto un analogo percorso per i tecnici di scherma storica? E' prevista una fase del percorso formativo nella quale le basi della scherma olimpica e di quella storica dovranno essere acquisite da tutti i tecnici, a prescindere dalla loro specializzazione? Campofreda: Fin ora il percorso di formazione dei tecnici dei tecnici di scherma storica non ha previsto il primo livello per scarsità di numeri e disomogenea diffusione sul territorio, stiamo valutando le possibilità di adeguamento.
Campofreda: In parte ho già risposto nella prima domanda. Sicuramente docenti e formatori maturano crediti formativi, la cui valutazione è variabile in base al carico di lavoro ritenuto necessario per la preparazione.
Per accedere all'esame di Istruttore Regionale, sono necessari almeno due anni di tesseramento ed attività agonistica, maggiore età e diploma di scuola media superiore. Prendendo come rapporto le arti marziali, il judo ad esempio, sarebbe pensabile la creazione di una serie di gradi tecnici ufficiali (le cinture) per i semplici schermitori, attribuibili dai maestri delle varie sale, che prevedano un esame pratico e teorico e che portino ad una maggiore consapevolezza tecnica da parte di quanti volessero intraprendere la carriera magistrale, oltre a motivare la massa di atleti che non ottengono risultati agonistici? Campofreda: Questa idea non è nuova e già qualcuno la attuata con buoni risultati motivazionali e promozionali. E' da considerare.
La lista tecnica, questa sconosciuta... Campofreda: La lista tecnica nello statuto FIS è più volte citata e mai definita. Il Consiglio federale provvederà al più presto.
Ci sono già notizie sull'organizzazione dei prossimi corsi estivi di preparazione agli esami? Campofreda: I corsi estivi si svolgeranno come di consueto. Al più presto saranno pubblicate le informazioni necessarie.
Per la scherma e per i giovani che vi si accosteranno, l'adesione a questo progetto denoterà una grande maturità ed una forte umiltà a mettersi in discussione. Ha già avuto qualche riscontro fra i maestri celebri, o quelli più anziani, sulla loro disponibilità a tornare sui banchi? Campofreda: Come ho già detto, non sempre si tratterà di tornare sui banchi, ma si potrà attuare l'aggiornamento con la strutturazione in evento formativo la consueta partecipazione alle gare federali. L'esperienza dei maestri più anziani è una ricchezza alla quale i più giovani non possono rinunciare.
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E. L.
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Commenti
Nel progetto non si parla di età.
Capisco che i limiti anagrafici non dovrebbero appartenere al mondo dello sport, eppure come lo si fa per gli atleti, così si dovrebbe pensare a qualcosa del genere per i maestri.
Qual è il limite di età per poter diventare maestro di scherma? Lancio una provocazione: età anagrafica o età biologica?
Collegandomi al discorso dell'età, aggiungo un'osservazione in seguito alla lettura di quanto segue:
Lo status di sportivi professionisti è riconosciuto (art.2 della Legge 23 marzo 1981,n.91) agli atleti, agli allenatori, ai direttori tecnico-sportivi e ai preparatori atletici, che esercitano l’attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell’ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione dalle Federazioni sportive nazionali, secondo le norme emanate dalle Federazioni stesse, con l’osservanza delle direttive stabilite dal CONI per la distinzione dell’attività dilettantistica da quella professionistic a.
Il DM del 13 marzo 1995 ("Norme sulla tutela sanitaria degli sportivi professionisti ") ha ridisegnato l’area della tutela sanitaria, delimitandola agli atleti professionisti praticanti il calcio, il ciclismo, il pugilato, il motociclismo, il golf e la pallacanestro, nonché ad altri professionisti diversi dagli atleti.
Si può essere più o meno d’accordo con quanto stabilito da questi Decreti Ministeriali.
Da parte mia tutti i professionisti dello sport dovrebbero essere tutelati tramite controlli medico-sportivi periodici distinguendo, casomai, gli approfondimenti sanitari in base al genere di attività - leggera, intensa, eccetera - che definiscano ciò che più conta nell’attività fisica: l’età biologica.
Ma è anche realistico porre dei limiti d’età anagrafica necessari per favorire il rinnovamento, vista la diminuzione costante dei praticanti schermitori.
Non sarebbe auspicabile creare un nuovo rapporto sinergico - di mutuo vantaggio - tra anziani e giovani?
Come nelle università, nell’artigianat o, nell’arte, in cui chi possiede il sapere e lascia per limiti d’età anagrafica, grazie alla sua giovinezza biologica istituisce autonomamente e indipendentemen te fondazioni, scuole e corsi per chi, a sua volta, si sente chiamato a seguire quella via.