Le risposte di Marco Siesto PDF Stampa E-mail
Martedì 30 Agosto 2011 21:00 | Scritto da Ella Loescher
"E allora parliamo del 'coraggio', del coraggio di decidere, di prendere decisioni difficili, importanti, così importanti da mettere l'arbitro in condizioni di farsi notare, di diventare un protagonista, non il protagonista, della partita".
Pierluigi Collina, Le mie regole del gioco.

 

 

Non è semplice fare l'arbitro, non fosse altro per la sproporzione tra i mezzi che egli ha per giudicare e il numero di appassionati e addetti ai lavori che giudica le sue decisioni.

Malgrado ciò,  resta anche per lui inevitabile chiedersi: 
- della natura  delle nostre e delle altrui azioni
- del fine/del loro scopo
- se  in quella situazione, in quel momento, si possa
- del Destino ultimo. 
.
L'arbitro Marco Siesto ha accolto il nostro invito al dibattito sulle regole della scherma scritte o interpretate e sulle interazioni fra arbitri e maestri, partito da 'Signori maestri, signori arbitri, qualche domanda'. Il risultato, raccolto in due tempi, comprende una prima parte più discorsiva e una seconda sottoforma di intervista.

Ringrazio Siesto per la sua disponibilità e per aver accettato di rispondere a tutte le domande, anche quelle più scomode. Altri non se la sono sentita.

E. L.

 

 

siesto-mediafoggiaMarco Siesto: sull'arbitraggio nella scherma

Ritengo che per valutare un'azione schermistica non sia mai sufficiente discuterla, si finisce per teorizzare o per fare filosofia schermistica che si allontana molto dalla pratica realtà.

Per analizzare dal punto di vista arbitrale un'azione schermistica, sicuramente bisogna vederla e poi discuterla, in modo da poter sciogliere definitivamente ogni dubbio e sancirne una volta e per sempre come dovrà essere giudicata.

E' sottinteso il fatto che i maestri insegnano la scherma, e che gli arbitri devono applicarne regole e convenzioni.

E' ovvio che ci deve essere una stretta collaborazione tra maestri e arbitri in fase analitica, di alcuni tipi in particolare di azioni schermistiche, in modo da sancirne per sempre e di comune accordo in che modo giudicarle.

La Commissione internazionale dei Coaches

Durante il Campionato del Mondo assoluto di Antalya, nel 2009, per forte volere dello scrivente e della Commissione Arbitrale internazionale F.I.E. si è costituita la 1° Commissione internazionale dei Coaches (anche se per adesso solo in via ufficiosa) che bauer-fotofioreha eletto il suo presidente Maestro Christian Bauer, mentre il rappresentante italiano è il Maestro Stefano Cerioni.cerioni

Tale Commissione è nata proprio per quel principio di collaborazione che obbligatoriamente ci deve essere tra maestri e arbitri.

Questa collaborazione deve avere il fine di aiutare i componenti delle varie Commissioni Regolamenti nazionali ed internazionali - ricordo che il Consigliere della F.I.S. dottor Cafiero fa parte della Commissione Regolamenti F.I.E. - ad aggiornare il regolamento tecnico e non di stravolgerlo, migliorandolo nei contenuti per adeguarlo ad una scherma che, nel corso degli ultimi anni, grazie anche all'avvento della tecnologia (video arbitraggio-visione dell'arbitro di una stoccata al rallenty), è sicuramente cambiata.

La prima domanda da porsi è: la scherma è cambiata in meglio?

Personalmente ho avuto la fortuna di avvicinarmi ad essa, in particolar modo alla sciabola, quando ancora c'era l'arbitro con i quattro giurati, per passare successivamente alla sciabola elettrica con il sensore, agli incontri dove gli attacchi simultanei erano un punto per ognun tiratore e dove fu abolita la flèche ed invertite le luci dell'apparecchio.

Fino ad arrivare alla sciabola odierna che, a mio modo di vedere, sicuramente si è evoluta in meglio, anche nel modo di arbitrare.

Stessa cosa penso per il fioretto e per la spada.

Oggi ci sono incontri di scherma con un livello di spettacolarità altissimo ma che dal punto di vista arbitrale diventano difficilissimi, basti pensare agli ultimi Campionati del Mondo di Parigi, in particolare agli incontri tra Italia e Cina di fioretto maschile a squadre o tra Italia e Russia di sciabola maschile a squadre.

Ripeto: bellissimi da vedere ma difficilissimi da arbitrare.

"Sbagliare è possibile in molti modi"...

Proprio in questi casi l'ausilio della tecnologia è fondamentale perché ci si trova a giudicare delle stoccate o dei gesti tecnici di elevata velocità.

E' chiaro che di Valentina Vezzali ne nasce una su un milione come deve essere chiaro che di Peter Erdei  - ungherese, miglior arbitro del mondo per più di un decennio - ne nasce uno su un milione.

Non si può pretendere che l'arbitro non sbagli mai. L'arbitro può commettere errori arbitrali decisivi come un'atleta può sbagliare l'esecuzione di una stoccata decisiva o un maestro sbaglia l'interpretazione tattica di un incontro decisivo.

L'obiettivo comune deve essere quello di ridurre questi errori, con la collaborazione tra i soggetti in causa, in momenti di incontro per studio e analisi.

... "ma riuscire è possibile in un unico modo", Aristotele

Negli ultimi quindici anni, mi è capitato spesso di avere in Italia occasioni di incontro durante le gare con interlocutori esperti, con i tanti a_di_ciolo-tutamaestri di innumerevoli medaglie olimpiche e mondiali, i quali hanno di gran lunga contribuito a migliorare le mie capacità arbitrali ed approfondire la mia conoscenza tecnica/pratica. Per citare un paio di nomi, ricordo conversazioni molto costruttive con Antonio Di Ciolo [foto A.Fiore] e poi con suo figlio Enrico che si concludevano sempre con un finale chiaro e privo di dubbi.

Ultimamente sono stato a Norcia all'allenamento della Nazionale di fioretto maschile e femminile - invitato dal Commissario tecnico Maestro Stefano Cerioni - per filmare, discutere e analizzare azioni schermistiche di difficile valutazione tecnica con gli atleti ed i maestri dello staff tecnico.

Buona parte di questo filmato - di ottima qualità poiché i protagonisti delle azioni schermistiche hanno vinto innumerevoli medaglie olimpiche e mondiali - verrà utilizzata per seminari tecnici ed esami arbitrali integrando il materiale didattico già esistente, naturalmente previa approvazione della Commissione Arbitrale internazionale.

Un incontro del genere è già stato concordato - e da farsi quanto prima possibile - anche per l'arma della spada con il Commissario tecnico Maestro Sandro Cuomo. Conosciamo tutti i problemi di interpretazione ed applicazione che sta creando la nuova regola della "non combattività" che sicuramente va rivista.

Per quanto riguarda l'arma della sciabola, con il Commissario tecnico Maestro Giovanni Sirovich e con i vari maestri dello staff si svolgono spessissimo sereni e positivi momenti di confronto e di analisi.

Differenze solo italiane

Se mi è permesso un inciso, in Italia trovo una piccolissima differenza tra i maestri del fioretto/spada e quelli della sciabola.

Nella sciabola, per fortuna solo da parte di pochi, si tende maggiormente a non saper tollerare l'errore arbitrale, sospettando sempre una "malafede".

Vorrei ricordare a quei maestri che dubitano della buonafede di un arbitro, che ogni incontro di scherma a qualsiasi livello, dalle gare regionali ai giochi olimpici, oramai è sempre filmato da qualcuno: un maestro, un parente, un amico... Ergo, a nessun arbitro del mondo giustiziasportivapiace rivedersi su youtube mentre sbaglia o addirittura cambia intenzionalmente le sorti di un incontro.

Ad ogni modo, per chi ha intenzione di effettuare una protesta seria - non una sterile polemica per screditare il settore arbitrale a causa di manie di persecuzione o simili - ricordo che la Federazione Italiana Scherma è organizzata per fornire gli strumenti per tutti i ricorsi del caso tramite la Giustizia Sportiva.

A proposito di organizzazione: in campo internazionale la FIS è sicuramente vista come la federazione leader per quanto riguarda la sua struttura organizzativa ed attraverso i suoi atleti ed anche i suoi arbitri esprime indubbiamente l'eccellenza nella scherma mondiale.

Italiani: migliori 11 su 12

Infatti, dal 2008 ad oggi, ben undici candidati all'esame da arbitro internazionale su dodici presentati dalla Commissione Arbitrale Italiana alle varie sessioni di esame internazionale, sono risultati tra i migliori come conoscenza del regolamento tecnico e giudizio di stoccate.

Tutto ciò è ovviamente documentato dai rapporti degli esaminatori internazionali depositati alla F.I.E.

Altra considerazione da fare sull'arbitro di scherma: può diventare e fare l'arbitro di scherma solamente chi la scherma l'ha praticata, possibilmente anche a buoni livelli.

Continuare a tirare di scherma. Sì, ma dove?

Ogni arbitro che io conosco è un ex schermidore nato e cresciuto schermisticamente in qualche società; ritengo opportuno e giusto che, in quanto tale, continui ad avere l'opportunità di frequentare il suo club di appartenenza anche da arbitro per allenarsi quotidianamente come fa un atleta di buon livello. Ovviamente questo fattore non può e non deve scatenare da parte di qualcuno accuse di "malafede" nei suoi confronti. La scherma, come sport, si evolve e si adegua ai tempi moderni molto velocemente; se si toglie ad un arbitro il diritto di allenarsi, come può anche lui evolvere e migliorare?

Un' ultima osservazione sul settore arbitrale: l'arbitro di scherma in un weekend di gare deve essere sempre pronto e lucido nell'arbitrare stoccate molto difficili, talvolta anche per più di 12 ore al giorno e per giorni, non come un arbitro di boxe o di calcio che dopo 90 minuti ha finito. Quindi deve essere considerato ovvio che sia molto più elevata la probabilità che un arbitro di scherma sbagli dopo aver arbitrato una quindicina/ventina incontri di eliminazione diretta.

Naturalmente, a causa di questi fattori, il dibattito nella scherma ci sarà sempre ed è qui che tornano in gioco i protagonisti: i maestri, gli atleti, gli arbitri.

Confrontarsi

Sia chiaro, in linea di principio non sono contrario alla protesta. La quale, soprattutto quando espressa da autorevoli esperti e conoscitori della scherma, deve essere ascoltata da chi ricopre ruoli istituzionali, che deve renderla costruttiva.

Queste persone hanno il diritto-dovere di cooperare con confronti, dibattiti e proposte, possibilmente scritte in modo da rendere la scherma sempre più comprensibile a tutti, compreso chi la guarda in televisione, incrementando già il considerevole numero di amanti di questo sport.

Sono sicuro che la Federazione Italiana Scherma, nel corso della stagione prossima, organizzerà diversi incontri tra la classe arbitrale e quella magistrale e che tali incontri saranno appunto momenti di costruttivo dibattito per continuare a migliorare un movimento che è in continua crescita.

Conoscere, capire, agire

diciolo-bwdownunder-avat-F.netConcludo con una nota sulla questione dell'attaque composée in fencing.net: tra Enrico Di Ciolo e downunder ha sicuramente ragione Di Ciolo.
David è un arbitro giovane e intraprendente ma sicuramente non ha ancora le nozioni schermistiche di Enrico.
 
 
 
 

 

creazione-michelangelo

La Creazione di Adamo, particolare, Cappella Sistina.
Michelangelo, 1510

 

Domande e risposte

giancarlo_toran-propatriaschermaIl Maestro Toràn, nel suo articolo "Arbitri & maestri. Le interferenze ragionevoli"  scrive che "Le vere regole del gioco non sono quelle scritte, ma quelle realmente applicate, e dipendono da coloro che le applicano, gli arbitri, e da chi li seleziona." e segnala che il Regolamento Internazionale, fin dalla sua nascita nel 1914, fa riferimento ai "trattati" senza indicare quali. D'altra parte gli insegnanti di scherma non hanno ancora scritto un trattato internazionale moderno.

Le chiedo: la comunità arbitrale nazionale ed internazionale ha mai comunicato formalmente alle scuole magistrali ed alle commissioni sui regolamenti la necessità di riferimenti più specifici e più aggiornati con definizioni chiare, coerenti e soprattutto traducibili in ogni lingua? Se lo ha fatto, quale è stata la risposta?

Come ho già detto, è chiaro che il regolamento tecnico va rivisto in chiave più moderna ed è ovvio che a farlo debbano essere tutte le parti in causa. E' anche ovvio che si sente l'esigenza di comunicare con il mondo magistrale.

Le porte sono aperte, anzi, spalancate. L'Italia ha tantissimi rappresentanti eletti nella F.I.E. che sono portavoce del movimento schermistico. Io stesso ho sempre detto ai miei interlocutori di inviarmi proposte, progetti, per discuterne insieme e renderle efficaci in termini arbitrali, regolamentari e magistrali.

Però a dire il vero, solo in pochissimi casi ho riscontrato una vera volontà nel farlo.

 

 

La riflessione di Toràn introduce un altro tema spinoso: i criteri di valutazione degli arbitri. Sappiamo che la valutazione FIE comporta solo due categorie di arbitri: A - pochissimi - e B - tutti gli altri -. Per fare un esempio: è naturale che un giovane, ancora limitato nella sua conoscenza ed esperienza, valutato B nella spada e nel fioretto non può essere all'altezza di un Siesto che è B nella spada.

Oggi si preferisce far accomodare arbitri provenienti da paesi esotici in nome dell'universalità della scherma. Piuttosto, il rating non dovrebbe essere più granulare e riflettere l'esperienza e la capacità di un arbitro e salire e scendere a seconda della sua performance?

Prima, gli arbitri internazionali avevano tre categorie: A, B e C. Successivamente la categoria C venne eliminata e a tutt'oggi un arbitro che supera il difficile esame internazionale diventa categoria B.

Oggi però, su proposta della mia commissione F.I.E., non basta superare l'esame pratico, teorico e regolamentare. Infatti, dopo aver sostenuto l'esame, se ritenuto idoneo il candidato arbitro prende la categoria P (provvisorio); per evolvere in categoria B, entro un anno deve arbitrare almeno due gare di coppa del Mondo U20 sotto l'osservazione di un componente della Commissione arbitrale internazionale.

Per l'Europa queste gare sono Lignano Sabbiadoro e Bratislava.

 Ovviamente per diventare arbitro internazionale cat. B deve risultare idoneo anche in questa fase di giudizio. Tale procedura è stata resa necessaria proprio perché si vuole ricercare con attenzione di capire le capacità di chi vorrà diventare arbitro internazionale.

Se non è facile ottenere il titolo di arbitro internazionale, è estremamente difficile ottenere la categoria A.

Innanzitutto si può diventare A solo se si è arbitrato una finale di un campionato del mondo o dei giochi olimpici, ma anche questo non basta: infatti, anche il fattore "anni di arbitraggio ad altissimo livello" è fondamentale per ottenere la cat. A che si ottiene su proposta della Commissione Arbitrale al Comitato Esecutivo F.I.E., che dovrà decidere se l'arbitro in questione è meritevole o meno della prima categoria arbitrale.

E' un privilegio che tocca a una o due persone al massimo in un quadriennio.

 

 

AlessioBonino-maestrodischermaNella prima parte del suo intervento Alessio Bonino scrive: "Detto ciò, il REGOLAMENTO che è competenza necessaria per l'arbitro, disciplina l'attività schermistica sportiva e agonistica (di cui noi siamo promotori ed insegnanti da un punto di vista "trattatistico" e metodologico individuale nonché di fatto) con l'impiego di molteplici concetti, convenzioni del combattimento, terminologie, sanzioni, regole, termini tecnici, giudizi delle stoccate ecc ... Però, mentre il corpo magistrale ritrova tutto ciò almeno in parte, già all'interno dei propri "totem" di appartenenza, l'arbitro (credo, ma correggetemi se mi sbaglio) non ne ha tangenza diretta se non addirittura, come avviene in parecchi casi ne sono sicuro, ALCUNA."

Allora io insisto: di fronte a lacune o in mancanza di aggiornamento del Regolamento di un'arma, l'arbitro può emettere un giudizio "interpretando"?

[*] Pur  non avendo l'obbligarietà di leggere i trattati di scherma, l'arbitro può dirigere una gara solo se la scherma gli è stata insegnata - da un MAESTRO -  e l'ha praticata, proprio per la complessità e la varietà di regole e azioni schermistiche. E' impensabile che un profano possa aspirare a diventare un arbitro di sufficiente livello nella scherma; la conoscenza della scherma in generale fa parte del dna dell'arbitro.

Vorrei aggiungere che,  a mio modo di vedere, continua ad essere un errore separare le  figure di maestri ed arbitri; sono sì figure diverse ma sono necessariamente connesse tra di loro.

Per quanto riguarda l'interpretazione, l'arbitro non può interpretare una regola, ma deve valutare una azione schermistica a seconda delle dinamiche tecniche durante il combattimento.

Ricordiamoci che la scherma è uno sport di combattimento ed il difficile nell'arbitrare sta proprio nel valutare un'azione schermistica restando il più possibile nei canoni regolamentari delle convenzioni. Non è mica facile, sapete!!

 

 

Su schermaonline.com nel passato ci fu chi protestò per la presenza ingombrante di un importante arbitro in veste di accompagnatore ad una gara giovanile della stessa arma. Riteneva, chi scrisse e in seguito chi commentò, che le osservazioni ad alta voce di quell'arbitro o anche solo la sua presenza a bordo pedana avessero potuto influenzare l'arbitraggio del collega più giovane che dirigeva l'incontro.
Effettivamente, la particolarità del suo ufficio imporrebbe all'arbitro un comportamento distaccato anche se in gara ci fosse suo figlio. Quale è la sua opinione?

E' verissimo che un arbitro in quanto tale deve avere l'obbligo di imparzialità, chiunque abbia mai fatto l'arbitro sa quanto questa è necessaria per poter svolgere al meglio il proprio lavoro. Ma è pur vero che la scherma è uno sport complicato nel quale, un arbitro deve confrontarsi con tantissime regole e convenzioni e, a mio modo di vedere, il modo più efficace di tenersi sempre in allenamento è quello di frequentare attivamente una società di scherma, per avere sempre il contatto con le pedane, gli atleti e i maestri.

Questo, sicuramente aumenta la confidenza tecnica e gestionale di un arbitro.

Perché togliere ad un arbitro questa opportunità?

Io personalmente sono nato e cresciuto schermisticamente nel Circolo Schermistico Dauno di Foggia dove, purtroppo, proprio per vicissitudini del genere, visto che qualcuno metteva in dubbio la mia buona fede prima di arbitro e poi di dirigente arbitrale, ho deciso di non metterci più piede da anni.

Per me è paradossale andare in giro per il mondo a tenere corsi, seminari ed esami arbitrali ma nel frattempo non poter entrare nella società che mi ha insegnato a fare l'arbitro. Ricordo che le ultime tre edizioni olimpiche - Sidney 2000, Atene 2004 e Pechino 2008 - sono state arbitrate rispettivamente da Tommaso Dentico, Lucio Virgilio e Marco Siesto. Tre foggiani nati e cresciuti schermisticamente nel Circolo Schermistico Dauno. Oggi, purtroppo nelle società foggiane, fatta eccezione per Raffaele Riontino e Antonio Traiano - in attività da più di un quindicennio - non vi sono più arbitri internazionali. E mi duole molto dire che gli arbitri nazionali appartenenti alle varie società foggiane non sono ancora all'altezza di arbitrale un campionato italiano giovani.

In Italia si esprime un livello arbitrale di fioretto che è di gran lunga il migliore del mondo. I primi dieci arbitri Italiani di fioretto sarebbero tutti in grado di arbitrare con autorevolezza e maestria una finale olimpica o mondiale. Ritengo che questo fenomeno si verifichi proprio perché essi, e naturalmente la maggior parte dei rimanenti, in qualche modo restano legati alle loro società di appartenenza.

Purtroppo, i numeri per gli arbitri di sciabola sono di gran lunga inferiori rispetto agli arbitri di fioretto proprio perché talvolta non è loro consentito di poter continuare a frequentare nessun club.

Ed è chiaramente per questo fattore che i numeri diminuiscono.

Insomma, diventa un circolo vizioso: se un arbitro non frequenta un club come fa a crescere? Meglio ancora, se un arbitro di rilievo internazionale non può frequentare un club, come fa a trasmettere la sua conoscenza tecnica-regolamentare e la sua passione agli aspiranti arbitri?

Ripeto, nella scherma non bisogna spingere la palla in una rete. Questo è uno sport complicato, fatto di regole e tattiche che richiedono sempre un continuo studio ed una continua e attiva collaborazione tra i protagonisti, a tutti i livelli.

La Federazione Italiana Scherma, che resta sensibile e attenta al settore arbitrale, da tre anni ad inizio di stagione organizza un seminario dedicato che coinvolge più di 200 arbitri. Inoltre da quest'anno verranno svolti più seminari arbitrali in occasione degli appuntamenti nazionali più importanti, alcuni dei quali verranno estesi anche ai maestri.

 

Gli assalti con risultati molto vicini richiedono un arbitraggio con pochissima tolleranza per errori. Questo articolo sul sito FFE fa un'analisi dei risultati degli Europei di Sheffield:
Delle sei finali, quattro si sono concluse per un punto di differenza! Questo richiede zero errori da parte dell'arbitro e sappiamo tutti che non siamo a questi livelli di perfezione. Danao Leggio ha citato medie di un errore negli assalti a 5 punti e due a 15 nel caso della sciabola; con questi risultati l'arbitro diventa veramente, volente o nolente, il terzo schermitore. Non ritiene che questo sia un problema che deve essere affrontato?

L'obiettivo dell'arbitro è sicuramente quello di non fare errori. Sappiamo però che può capitare, l'importante è non cambiare le sorti di un incontro. Ci sono assalti dove i due schermidori stanno effettuando un match dall'elevato livello tecnico ed altri incontri dove invece stanno esibendo una scherma "poco pulita" piena di errori tecnici da parte di entrambi.

In entrambi i casi, per un arbitro non esperto è molto facile cadere nell'errore proprio a causa della difficoltà dell'incontro ed è proprio qui che subentra l'importanza della tecnologia ma soprattutto del BUON SENSO.

Resto dell'idea che con l'ausilio della tecnologia emerga chi sa arbitrare e chi no, chi è dotato di personalità e buon senso e chi non ne ha.

Mi spiego meglio: se da arbitro guardi per giudicare un'azione ma perdi il colpo d'occhio del momento, il video che ti consente di rivedere fa sì che, se conosci la scherma, tu sia in grado di riprendere il colpo d'occhio perso o di correggere un errore magari dettato dall'impulso. Ma, se anche riguardando il video, continui ad avere forti dubbi perché magari l'azione da giudicare è viziata da entrambi gli schermidori o semplicemente continui ad avere consistenti incertezze, basta ASTENERSI.

Io stesso, nella finale olimpica di Pechino di sciabola femminile a squadre, sul 44 pari decisi di astenermi. L'azione decisiva era troppo complessa per essere giudicata e, proprio perché tutti sbagliano, non mi sembrò il caso di poter incorrere nell'errore nientemeno che in una finale olimpica e addirittura nella sua stoccata decisiva.

 

 

Mi sembra che gli arbitri non commentino mai i propri errori o gli atti virtuosi di un collega. Non pensa che dovrebbero comunicare, specialmente dopo qualche gara? Non tanto per essere sottoposti a polemiche improduttive, ma per migliorare la comprensione del loro giudizio.

E' un'impressione sbagliata. Gli arbitri commentano tantissimo gli incontri appena arbitrati, nel bene ma soprattutto nel male.

E' chiaro che tale momento di confronto si svolge prettamente nelle direzioni di torneo o nelle sale per arbitri ove previste nei palazzetti sportivi, altrimenti si rischia di trasformare un dibattito tecnico-gestionale costruttivo in chiacchiere infruttuose da bar o da mercato se non controproducenti.

  

Siesto, quando ha deciso di diventare arbitro?

Nel 1994 ho chiuso la mia attività di atleta con un 3° posto ai Campionati Italiani U-20 di sciabola e l'anno successivo, nel 1995, ho arbitrato la finale nella stessa gara.

Ho iniziato a fare l'arbitro perché ormai avevo già troppi amici veri nell'ambiente schermistico e mi sarebbe dispiaciuto perdere l'opportunità di incontrarli cosi spesso come quando ero atleta.

  

Un arbitro di scherma deve essere anche un atleta della stessa disciplina o è sufficiente che sia atletico? Se basta quest'ultimo, gli arbitri non dovrebbero essere sottoposti ad un monitoraggio medico-sportivo della loro forma fisica?

E' molto difficile che chi non ha praticato la scherma possa diventare arbitro. (ma non per una questione fisica bensì per una questione di conoscenza generale della disciplina).

Anzi più ad alto livello l'hai praticata, più sarai abituato a gestire la tensione provocata da un incontro importante o di finale.

 

Arbitrare è: decidere sotto pressione, correttezza, equilibrio, e la certezza che l'incarico di un compito così importante significa fiducia... Ma come si prepara un arbitro del suo calibro ad ogni competizione?

Io dico sempre che il migliore arbitro al mondo non è quello che fa zero errori bensì colui che pur facendo un errore riesce a farlo accettare con tranquillità e serenità dall'atleta che ha subito il torto. Sempre per il principio che "tutti sbagliano" è normale che succeda anche ad un arbitro, l'importante è che gli atleti
1. abbiano fiducia in te
e capiscano che
2. sei concentrato
3. sei onesto e competente.

E' chiaro che solo l'esperienza e le continue ottime prestazioni arbitrali fanno si che si possano avere tutti e tre questi requisiti.

Prima di una gara è necessario riposare bene viste le lunghe e impegnative ore di lavoro che si prospettano l'indomani. In generale per fare l'arbitro - di qualunque sport, credo - è necessario avere uno stile di vita consono al ruolo.

  

Un consiglio per un giovane collega.

Fare l'arbitro di scherma sicuramente non comporta dei guadagni; infatti, non essendoci il professionismo, si ricevono solo dei rimborsi spese. Anzi, in qualche prova di coppa del mondo qualche volta mi è anche capitato di rimetterci dei soldi.

Va da sé che un ruolo così importante dovrebbe essere ben retribuito. Il professionismo arbitrale sarebbe sicuramente uno strumento per migliorare il mondo schermistico in generale, ma purtroppo oggi cosi non è. Ciò che mi sento di dire ai miei giovani ex colleghi aspiranti arbitri è: intraprendete la carriera arbitrale solo se ciò che vi muove è la passione e l'amore per il nostro sport, la SCHERMA.

Senza la passione non si va da nessuna parte.

  

Un gesto di fairplay a cui ha assistito in gara.

Podzniakov-Montano_RepubblicaIn realtà durante la mia carriera arbitrale ho assistito a tanti gesti di fairplay. Uno che mi è rimasto particolarmente impresso è stato in un incontro tra Podzniakov e Montano alla Coppa del Mondo di Atene nel 2004. Punteggio sul 14-14 pari, l'arbitro dà il 'Pronti, a voi!' ma Aldo scivola e Stanislav lo tocca mettendo cosi la stoccata della vittoria.

L'arbitro sta per decretare la fine dell'incontro ma Podzniakov chiede all'arbitro di ripetere, proprio in virtù della scivolata di Montano. Grande gesto, fatto da un grande campione. [foto Repubblica.it]

  

C'è un arbitro che lei considera il suo Maestro?

In realtà sono tanti gli arbitri bravi a cui ho cercato di rubare il mestiere e l'esperienza. Tra gli italiani sicuramente ci sono Andrea Magro, Sergio Angeletti e Tommaso Dentico.

Però il mio più grande mentore è stato l'ungherese Peter Erdei, miglior arbitro al mondo per quasi un decennio con il quale - io giovane arbitro internazionale e lui grandissimo arbitro internazionale - ho condiviso varie volte la camera dell'hotel durante i vari campionati di scherma cercando di carpirgli il più possibile i "segreti del mestiere".

  

L'errore che non rifarebbe.

Smettere così giovane l'attività agonistica da atleta.

 

Un libro che non dimenticherà.

La biografia di Marco Pantani il ciclista. È incredibile come un mito dello sport possa essersi distrutto in quella maniera.

 

La sua canzone preferita.

"Save a prayer" dei Duran Duran

 

 

Un film che rivedrebbe volentieri.

"Braveheart" con Mel Gibson

 

Per cosa vorrebbe essere ricordato?

Sperando di essere ricordato il più tardi possibile... Sicuramente la mia attività arbitrale è una componente importante della mia vita.
Mi piacerebbe essere anche ricordato come qualcuno che ha fatto qualcosa di buono per la scherma, la mia grande passione.

 

 

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Marco Siesto, 37 anni, arbitro di finali mondiali ed olimpiche, è anche selezionatore degli arbitri FIE.

 

Questi i suoi numeri:

23 finali per l'oro arbitrate ai vari campionati del mondo
100 finali per l'oro, poi ha smesso di contarle, arbitrate in gare nazionali ad internazionali fino al Mondiale di Lipsia 2005
2 finali per l'oro arbitrate alle Olimpiadi di Pechino 2008
1994: fine attività agonistica: 3° ai Campionati Italiani Giovani di sciabola
1995: inizio attività arbitrale: Finale dei campionati Italiani Giovani di sciabola
1996: licenza da arbitro internazionale nella spada e nel fioretto
1997: licenza da arbitro internazionale nella sciabola
2008: fine attività arbitrale
Dal 2008: membro della Commissione arbitrale Fie
Dal 2009: membro della Commissione arbitrale italiana

E questo il suo curriculum:

REFEREE CATEGORY: Sabre A, Foil A, Epee B.
.
REFEREE
- OLIMPIC GAMES, PEKIN (China) 2008
- World Championship Junior, Acireale (Italy) 2007
- World Championship Senior, San Petersburg (Russia) 2007
- European Championship Senior, Gent (Belgium) 2007
- World Championship Senior, Turin (Italy) 2006
- World Championship Senior, Leipzig (Germany) 2005
- European Championship Senior, Copenaghen (Denmark) 2004
- World Championship Senior, La Havana (Cuba) 2003
- World Championship Junior, Trapani (Italy) 2003
- European Championship Senior, Moscow (Russia) 2002
- World Championship Junior, Gdansk (Poland) 2000
- European Championship Junior, Viano do Castelo (Portugal) 1999
- World Championship Senior of sabre women, Budapest (Hungary) 1999
- European Championship Senior, Bozen (Italy) 1998
- World Championship Junior of sabre women, Digione (France) 1998
- European Championship Senior, Plovdiv (Bulgary) 1997
- World Championship Junior, Valencia (Venezuela) 1997
EXTRA EUROPE COMPETITIONS:
- West Asian Games, Doha (Qatar) 2005
- Pan American Games, Rio de Janeiro (Brasil) 2007
La finale di Lipsia 2005 di sciabola maschile individuale tra Covaliu e Poszniakov è stata la sua 100esima finale in carriera.
 
FENCER
- Military World Champion Sabre Teams, Moscow (Russia) 1993
- 4° class. at Cadet World Championship, Foggia (Italy) 1991
- 11° class. at Cadet European Championship, Gouda (Holland) 1990
Always finalist (top 8) in all the Italian Championships from 1987 untill 1994.
 
 

 
 
La foto di Marco Siesto sono di MediaFoggia e di Antonio Fiore.
La foto del Maestro Toran è tratta da ProPatriaScherma.
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[*] Aggiornamento: 8 Settembre 2011,  ore 14

 

 

Commenti 

 
+3 # alcol 2011-09-07 20:13
Caro Marco,
grazie per esserti sottoposto di buon grado alle domande dell'intervistatrice . Benché il tuo ruolo sia eminentemente nella FIE spero che, forte dell'autorevolezza e della competenza che ti sono proprie, possa farti latore della necessità, anche in Italia, di un organismo a carattere nazionale parallelo alla Commissione Internazionale dei Coaches. Infatti, solo dal dialogo continuo tra tecnici e arbitri può scaturire quello scambio di cultura e di idee che, rafforzando il rispetto reciproco, possa condurre alla crescita di queste componenti essenziali del nostro sport.
In particolare l'augurio è che la dirigenza del nostro sport si accorga dell'importanza di accogliere nella commissione arbitrale un tecnico, scelto dalla base che, seppure con compito consultivo, porti l’esperienza del suo lavoro giornaliero e, altrettanto, possa informare il mondo magistrale, per tempo, dei cambiamenti in atto in tema di regolamenti e di loro tendenze interpretativa.
Alberto Coltorti
 
 
+5 # Alessio Bonino 2011-09-08 16:58
Ciao Marco,
intanto ti ringrazio per l'intervento attraverso il quale possiamo trovarci qui a confrontare vedute ed opinioni personali; innanzitutto sono d'accordo su ciò che hai detto riguardo al mio intervento, ci tengo a precisare che ciò di cui parlavo riguarda proprio il fatto che un arbitro, ed un maestro, si trovano in "conflitto" su alcune problematiche di giudizio durante un assalto (legate alla ricostruzione/assegnazione della stoccata ecc…) proprio perché la formazione e l'evoluzione dei propri ruoli, nel tempo, tende a prendere due strade dai contenuti in parte condivisi ma "specializzati". Il maestro italiano (per lo meno) che studia sui trattati apprende da essi anche una sorta di regolamento (non quello ufficiale, e ne è cosciente ovviamente) deducibile dalla lettura di essi, mentre un arbitro (anche proveniente da un'esperienza schermistica d'atleta o di altro genere) si specializza su di un regolamento ufficiale, che viene spesso aggiornato, migliorato rivisto ecc… come dice il M° Coltorti "solo dal dialogo continuo tra tecnici e arbitri può scaturire quello scambio di cultura e di idee che, rafforzando il rispetto reciproco, possa condurre alla crescita di queste componenti essenziali del nostro sport".

Hai inoltre aggiunto che "… a mio modo di vedere, continua ad essere un errore separare le figure di maestri ed arbitri; sono sì figure diverse ma sono necessariamente connesse tra di loro".

Su questo non posso che darti ragione visto che, nel mio stesso intervento, ho sottolineato la necessità di un legame fra arbitri e maestri, ma retto da un confronto necessario per poter affrontare tutte le tematiche necessarie. Ci tengo a ricordare un altra considerazione che feci nel mio intervento, che direi calza a pennello con quanto hai detto tu "oggi nessuno può esser personificato in una sorta di “sfinge schermistica” che conosce la verità, penso invece che entrambe le figure istituzionali (maestri ed arbitri) siano oggi da vedere come figlie della stessa madre, la scherma…".

Spero vivamente che il tuo intervento stimoli anche gli altri colleghi a dire la loro, credo sia il momento opportuno per farlo, chissà che non si riesca a fare un po' più di… chiarezza?

Alessio Bonino
 
 
0 # redazione web 2011-09-11 23:32
Abbiamo ricevuto questa e-mail da parte di David Baker - alias downunder su fencing.net - che ci chiede di pubblicarla.


Salve,

Mi dispiace che non parlo l'italiano bene.

Sono David Baker e sono stato citato nel vostro sito. Ritengo che ci sia stato un frainteso e che le mie parole siano state riportate non correttamente. Sono sempre stato d'accordo col signor Di Ciolo sull'attacco composto ed ho anche dichiarato che Marco Siesto ha fatto un grande lavoro per standardizzare i giudizi e le decisioni degli arbitri.

Non credo ci sia mai stato un disaccordo tra di noi. Non vedo l'ora di vedervi tutti a Catania.

Vi sarei grato se poteste pubblicare questo sul vostro sito.

Grazie,

David
 
 
+9 # Ella 2011-09-12 00:20
Citazione David Baker:
Salve,

mi dispiace che non parlo bene l'italiano.

Sono David Baker e sono stato citato nel vostro sito. Ritengo che ci sia stato un frainteso e che le mie parole siano state riportate non correttamente. Sono sempre stato d'accordo col signor Di Ciolo sull'attacco composto ed ho anche dichiarato che Marco Siesto ha fatto un grande lavoro per standardizzare i giudizi e le decisioni degli arbitri.

Non credo ci sia mai stato un disaccordo tra di noi. Non vedo l'ora di vedervi tutti a Catania.

Vi sarei grato se poteste pubblicare questo sul vostro sito.

Grazie,

David




Ciao David.
Grazie per la tua mail che ho pubblicato qui come hai chiesto. Se lo desideri puoi registrarti liberamente sul sito Accademia della Scherma e pubblicare direttamente i tuoi commenti in inglese in qualsiasi momento. Faremo sì che ci sia la traduzione in italiano per permettere al pubblico italiano di beneficiare dei tuoi interventi.

Ti risponderò privatamente con maggiori dettagli. Per il nostro discorso pubblico questa è la mia posizione ridotta all’essenziale.


1. Nessun fraintendimento da parte mia

Ho citato testualmente quello che tu ed altri avete scritto, sia nella versione originale, sia nella relativa traduzione. Sei libero di far verificare validità ed accuratezza di qualsiasi traduzione dall'inglese all'italiano e viceversa.

2. Differenza di opinioni

Numerose persone, molte delle quali con conoscenze e competenze schermistiche ineccepibili, ritengono che la strada da percorrere debba essere quella del dialogo tra arbitri e maestri per colmare alcune lacune nel Regolamento e per aggiornarlo, nonché per una miglior formazione degli arbitri e dei maestri di tutto il mondo affinché ci sia uniformità di conoscenza, di comprensione, di azione e di giudizio.

Dopo la tua mail qui sopra sono andata su Fencing.net: ho letto il tuo commento alla presentazione dell’intervista a Marco Siesto dove dici di essere d’accordo con lui e con Enrico Di Ciolo.
Ne sono lieta per te e per la scherma. Tuttavia... perché non l’hai scritto subito invece di usare quel tono che tu hai poi definito “scherzoso”?

Nel futuro – in considerazione dell'importante ruolo che ricopri in campo internazionale – forse potresti esprimerti più chiaramente per essere compreso dall’intero mondo schermistico, proprio come molti di noi si aspettano maggior chiarezza da un Regolamento aggiornato.

Ritornando al dialogo/dibattito tra arbitri e maestri, spero che le discussioni che abbiamo avuto fino ad ora in questo sito e in altri - che tu definisci come "resoconto molto unilaterale", "minori (e sottolineo minori) cambiamenti di interpretazione ", "è molto facile dire che 'il cielo ci sta cadendo addosso' e perdersi in chiacchiere senza respiro"sminuendo, se posso dirlo, le opinioni contrarie espresse dal maestro Toran, altri maestri italiani, e Marco Siesto - possano invece rappresentare un impulso per una rinnovata collaborazione tra le varie parti nel mondo della scherma: atleti, maestri, allenatori, arbitri e dirigenti delle federazioni di scherma nazionali ed internazionale.

Grazie per aver partecipato; spero di leggerti ancora, magari un giorno come uno dei coordinatori del dialogo fra arbitri e maestri di ogni paese del mondo.
Buona fortuna e tanti auguri per la tua carriera di arbitro internazionale e tutto il resto.

Ella Loescher
 
 
+7 # Ella 2011-10-05 13:06
Abbiamo ricevuto un nuovo messaggio da David Baker, arbitro FIE, il quale sostiene ancora una volta che lo abbiamo frainteso e mal interpretato. Per equità nei suoi confronti pubblichiamo la sua e-mail a noi diretta e la mia risposta.



Ciao Ella,
Grazie per la risposta esauriente. Mi scuso per non averti risposto - ero particolarmente impegnato col mio lavoro.
Ripeto, mi hai frainteso e non mi hai citato correttamente.

I riferimenti a 'il cielo sta cadendo addosso' e 'le interminabili discussioni' si riferiscono alla natura delle discussioni nel forum di discussione su Fencing.net (e Internet), non a cosa ha detto il M. Di Ciolo. Per dimostrare facilmente questo mio punto ci sono due threads in prima pagina sull’ "arma in linea" ai quali hanno rapidamente risposto arbitri FIE, ma da allora il discorso si è trasformato in discussioni veramente orribili.
Il commento di parte cui ho fatto riferimento era che l'analisi pubblicata [su AdS] era fatta dalla prospettiva di un Maestro/coach. Dato che non sono un arbitro di sciabola, non mi sento a mio agio di rispondere entrando nei dettagli. Ovviamente, dopo che ho postato in questi termini M. Siesto ha contribuito in modo chiaro.

Infine, su fencing.net esprimo la mia opinione liberamente, come l'ho fatto usando uno pseudonimo da quando avevo 16 anni. Mi sorprende di essere citato in maniera così formale ed ufficiale dato che non sono un arbitro di sciabola né pretendo di essere un esperto di scherma. Sono un arbitro giovanissimo di una nazione piccola schermisticamen te parlando che ha avuto una fantastica opportunità di arbitrare a livello élite - così mi sforzo di continuare ad imparare da tutti gli esperti del nostro sport.

Grazie per la gentile offerta di unirmi alla vostra comunità, ma dopo questo episodio ho deciso di rinunciare totalmente a postare online.

Potresti pubblicare questo nel tuo forum? Se sarai ai campionati del mondo gradirei moltissimo di fare la tua conoscenza.

Cordiali saluti,
David




La mia risposta a Baker:

Ciao David, ho pubblicato la tua replica come mi hai chiesto. Avrei preferito chiudere il discorso, ma evidentemente qualche chiarimento è ancora necessario.

Capirsi

Quando non si condivide un consistente bagaglio culturale con chi scrive, anche se si dispone di un’ottima conoscenza della lingua comune (l’inglese in questo caso), si possono fraintendere alcune frasi.
Qualsiasi documento, infatti, anche il commento in un forum, è un insieme di lingua, termini e innumerevoli convenzioni (educazione, norme, valori, usanze sociali, atteggiamenti, senso dell’umorismo…) cosicché può capitare che le incomprensioni tra persone avvengano non sempre per le parole dette - sebbene divergenti - ma per il tono e il modo in cui quelle parole vengono dette e accolte. Come dice un vecchio proverbio italiano, è il tono che fa la musica.

Nel caso di affermazioni tecniche, poi, si dovrebbe sapere chi è l’autore del documento e quindi capire se è abbastanza competente per fornire informazioni utili allo svolgimento di un’attività o per la comprensione di particolari funzioni e regole (nel nostro caso dirette ai maestri/coach, agli arbitri e agli atleti).

Ora tu prendi le distanze da tutto questo, attribuendo ad altri eventuali errori e fraintendimenti .

Forse temi ancora - come hai scritto un po’ drammaticamente su Fencing.net - che le opinioni giuste o sbagliate espresse in un forum di scherma possano influenzare il futuro professionale di chicchessia. Ma pensare questo significa attribuire poca intelligenza a chi dovrà valutare, non ti sembra?

Qui noi abbiamo puntualmente precisato ogni parte presentando gli autori e le loro eventuali qualifiche riportandone fedelmente le opinioni tecniche e non, nonché i vari documenti formativi con gli eventuali riferimenti.

Scrivi: “ ... da allora il discorso si è trasformato in discussioni veramente orribili.”

Questa è la tua opinione. Se per te tutto o quasi tutto è chiaro, limpido e facile, guardando da un altro punto di vista capiresti che se tanti hanno difficoltà a digerire certi concetti (inclusi "arma in linea" e precedenza) forse la colpa non è loro.
In ogni caso fra i compiti più alti di un arbitro c'è quello di essere un giudice equo dei rapporti fra le parti in contrasto, non di sminuire o mettere alla berlina chi non la pensa come lui.

Scrivi:“I post on fencing.net very candidly...”

Beh, accetterei questa espressione se tu non avessi fatto mai riferimento alla tua posizione di arbitro internazionale nei tuoi post e nella tua pagina personale. L’hai fatto anche quando non sapevi dare un’opinione ma hai voluto ugualmente dire di te, del tuo ruolo... Insomma, ti piace parlare a ruota libera , "candidly", come un normale utente e contemporaneame nte autocelebrarti come importante arbitro FIE.

Forse vivere meglio qualche aspetto della propria comunicazione può evitare contraddizioni e brutte figure.

Per finire

Ma ora preferisco concludere questo discorso che rischia di farsi infinito e noioso se replicassi punto per punto: in ogni caso chi avesse difficoltà ad addormentarsi può richiedermi il file-word dove ci sono tutti i vari interventi su Fencing.net.

Catania, Italia

Salutandoti, sono certa che a Catania potrai apprezzare la città, il paesaggio, la cultura e l’incredibile ospitalità siciliana e della Scherma Italiana. Se ti piacciono i dolci, ti consiglio le minnuzze e le granite.

Felici Mondiali, e che vinca il migliore.

Ella
 

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