Giovanna Ferro. L'atleta al centro PDF Stampa E-mail
Sabato 12 Dicembre 2009 01:00 | Scritto da Ella Loescher

Giovanna Ferro Oggi vi presentiamo una maestra di scherma catanese dal denso curriculum di atleta e formatrice e con tre imperativi: la qualità nell'interesse dell'atleta, il rispetto delle regole, la custodia dei valori.
 

 

Maestra Ferro, la stagione appena trascorsa è Stata molto positiva per il Cus Catania.

 

Sì, è vero. Abbiamo vinto la serie A2 a squadre di spada maschile con Mino Ferro, Luigi Mazzone, Sergio Parisi e Matteo Scamarda e con un po 'di orgoglio Ti comunico Che siamo l'unica squadra siciliana in A1 in questa specialità.
Abbiamo vinto il Campionato Italiano a squadre di fioretto under 14 (categoria Maschietti / Giovanissimi) con Emanuele Marchese, Gianpiero Gulisano e Lorenzo Salemi. Gulisano e Salemi Entrambi sono saliti sul podio per il bronzo anche al Campionato Italiano di Rimini 2009, categoria Giovanissimi Fioretto. Lorenzo ha vinto anche il Gran Premio Nazionale 2008 nella categoria Maschietti Fioretto.
Ancora a Rimini, QUEST'ANNO, abbiamo conquistato altre medaglie grazie: NEGLI Allievi Spada, bronzo con Giacomo Scalzo (secondo al Gran Premio Nazionale 2009) e Nelle Ragazze Fioretto, argento con Arianna Pometti.
Vorrei Aggiungere Che dello staff tecnico del Cus Catania fanno parte anche gli istruttori Rosanna Fusco e Matteo Scamarda

 

giovanna-ferro-lorenzo-salemi 

Giovanna Ferro con il figlio Lorenzo Salemi uno Modica, regionali del 2007

 

Come è cominciato Il suo percorso schermistico?

Avevo sette anni Quando entrai per la prima volta in una sala d'Armi. Devo la scoperta di questo straordinario mondo della scherma al mio amatissimo papà, grande estimatore del Caposcuola della scherma a Catania, il Maestro Pasquale Timmonieri.

 

Che ricordo ha del suo primo giorno in sala?

Fu amore a prima vista. Volevo cimentarmi subito ma il Maestro fu irremovibile: "Sei troppo piccola, il fioretto è più grande di te!". E così mentre Mino, mio fratello maggiore, prendeva la lezione, io su Un'altra Pedana riproducevo tutti i movimenti, credendo di passare inosservata ... Un bel giorno il Maestro mi chiamò in pedana, sulla sua pedana, per mettermi alla prova e non rimase deluso. Ce l'avevo fatta!

 

E del suo maestro di scherma?

Il mio Maestro era un uomo burbero ma dal cuore grande. Era già ottantenne nel 1970, quando io lo conobbi, ma aveva il vigore e la determinazione di un giovanotto. Aveva dedicato tutta la sua vita alla scherma e la sala la teneva sempre aperta, tutto l'anno. La scherma era la sua passione e da uomo d'altri tempi non la voleva condividere con le donne. Tuttavia aveva alcune allieve, poche rispetto agli allievi maschi. Era rigoroso e intransigente e, dati quegli anni e la sua educazione di tipo militare, non si potevano discutere i suoi metodi. Ricordo che era sempre innovativo e intuitivo, sebbene non seguisse più i suoi allievi alle gare. Il Maestro era meticoloso nell'impostazione e sempre attento ad esaltare i punti di forza di ogni suo allievo. A lui è degnamente intitolata la nostra sala.

 

Quando ha pensato di dedicarsi alla carriera magistrale?

Credo di avere sempre avuto una certa predisposizione all'insegnamento. Soprattutto agli inizi del mio percorso di insegnante, a metà degli anni ottanta, mi piaceva dedicarmi ai "casi difficili". Ogni progresso insperato mi inorgogliva ed era una spinta formidabile per continuare. Ero ancora un'atleta agonista e rivestire questo doppio ruolo mi piaceva. D'altra parte avevamo in sala due olimpionici: Angelo Arcidiacono medaglia d'oro nella sciabola a squadre a Los Angeles e mio fratello Mino, bronzo nella spada a squadre. Il C.U.S. Catania viveva un momento magico e il fermento era tangibile. Il Maestro Timmonieri, ormai ultranovantenne ed appagato, era al crepuscolo della sua splendida carriera. In sala operavano allora i maestri Raffaele Manzoni e Domenico Sperlinga. Gli iscritti erano tanti e per me fu naturale il passaggio graduale da atleta ad istruttore e quindi a maestro. Nell'86 ottenni il diploma magistrale all'Accademia Nazionale di Napoli.

 

Chi è oggi il maestro di scherma?

Ricordo il timore riverenziale e la profonda soggezione che avevo nei confronti del mio Maestro. Io ho sempre cercato di instaurare un rapporto amichevole con i miei allievi.
Oggi, come una volta, dando per scontato che sia un conoscitore della disciplina, il maestro di scherma dovrebbe essere un educatore, un individuo pieno di risorse, un punto di riferimento per i suoi allievi.
Oggi il maestro dovrebbe essere anche uno psicologo, un animatore, nondimeno una persona colta, umile, sensibile e ben educata; e, perché no, un manager, magari un genio o semplicemente un saggio.
Tutto questo dovrebbe essere. La verità è che il maestro di scherma è un imperfetto essere umano e c'è chi è solo questo o solo quello...

 

Un maestro di spada degno di essere ricordato

Sono tanti i nomi che potrei fare. Un maestro che ricordo sempre con piacere per i suoi modi garbati, la sua preparazione e la chiarezza espositiva è Pietro Gnisci. Ho sempre ricavato molto dalle sue lezioni e conservo ancora degli appunti che ho poi elaborato.

 

 E' il maestro che sceglie l'allievo o l'allievo a scegliere il maestro?

Inizialmente è il caso a farli Incontrare. In seguito si scelgono reciprocamente se sono affini per educazione e cultura.

 

Cosa conta di più nel maestro, la sua personalità o la sua conoscenza?

Un maestro senza conoscenza non penso che possa andar lontano. Un maestro senza personalità potrebbe avere altre risorse. Se uno vale e non ha carisma ci metterà più di un altro a farsi apprezzare ma i risultati parleranno per lui.

 

Per influire su una cultura educativa di qualità, su cosa si dovrebbe puntare?

Sul rispetto delle regole e la custodia dei valori.

 

Quale futuro immagina per i maestri di scherma?

I maestri italiani sono tra i più capaci al mondo. Immagino una classe magistrale di qualità che operi sempre nell'interesse dell'atleta.

 

Una proposta che farebbe al Presidente di Federscherma Giorgio Scarso

Caro Presidente, propongo di istituire almeno altri due collegiali per gli aspiranti azzurrini nel corso dell'anno agonistico.
Per non gravare sul bilancio federale i richiedenti andrebbero a spese loro. Le richieste (lo sono già) sarebbero tantissime. Non si possono inserire tutti gli atleti meritevoli in quell'unico raduno di Settembre.

 

... E una richiesta

Io ho avuto la fortuna di partecipare a molti corsi di formazione e aggiornamento in più di 20 anni di attività e non ho mai smesso di imparare. Il confronto, l'osservazione, lo scambio arricchiscono chiunque sia pronto a mettersi in discussione. Noi abbiamo un patrimonio di maestri straordinari, di grande esperienza.
Bisognerebbe convocarli un po' meno in assemblea e un po' più sulle pedane, in tuta, per dare esempi concreti, per fare la scherma.

 

Cosa ha ricevuto dalla scherma?

Sensazioni forti. Ho sempre subito il suo fascino: le divise, le armi, i suoni e le luci di una sala viva, con i suoi odori e le sue emozioni, un luogo unico dove tutti i sensi sono all'erta e nessun momento è uguale all'altro. Il tuo avversario, almeno quello preferito, è sempre nuovo, mentre la sua strategia e la sua tecnica si affinano sempre di più; ma non solo la sfida si rinnova: con essa anche il tuo ingegno, la tua fantasia e quell' imponderabile che sbuca fuori all'improvviso...

 

C'è qualcosa che la scherma le ha tolto?

Mi ha tolto del tempo da perdere in cose ordinarie.

 

E ora, per conoscerla un po' fuori pedana, qual è l'ultimo libro che ha letto?

Il cacciatore di aquiloni.

 

La sua canzone

Il mio cantautore preferito è Claudio Baglioni. "Solo " è un brano che punta dritto al cuore.

 

Il suo passatempo preferito

Vedere, o rivedere, un bel film. Genere: commedia

 

Il film che più l'ha emozionata

Di recente: "Il curioso caso di Benjamin Button"

 

Giovanna Ferro, maestra di scherma al Cus Catania e diplomata ISEF, ha vinto numerosi titoli italiani e mondiali nella categoria Maestri. Dal 1986 numerose attività professionali in altri settori Hanno arricchito la sua carriera tra cui l'insegnamento alle scuole medie e alla facoltà di Scienze motorie.
Le sue performances migliori come atleta più importanti ei rendimenti dei suoi allievi cliccando qui

 

camp-mond-maestri-graz-94 

Campionati del Mondo Maestri, Graz 1994.
Giovanna Ferro vince il bronzo Spada ind., Combinata Nella l'argento, e l'oro in Ciascuna delle specialità: fioretto, sciabola e spada a squadre.
Partendo dal basso da destra: Giovanna Ferro, Francesca D'Alessandri (Treviso) e Giulia Mazzoli (Torino)
Nella fila centrale i maestri accompagnatori. Da destra: Gentile, Perno, Rigoli e Piraino.
Sempre da destra, Nella fila in alto, i vincitori del Fioretto: Galli, Bottari e Giannini

 

 

 

Settembre 2009

Fonte schermaonline 

 

Domande di Ella Loescher

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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