Divise Marchio CE. I chiarimenti del Presidente della Commissione SEMI FIS PDF Stampa E-mail
Venerdì 09 Aprile 2010 12:14 | Scritto da Ella Loescher

ce-fieUn paio di settimane fa, su schermaonline si commentavano le disposizioni Fis riguardanti le divise, scadenza 1° luglio.

Stimolata dalle osservazioni scaturite, ho chiesto direttamente a Giandomenico Varallo - Presidente della Commissione SEMI FIS e membro della E.F.C. SEMI Commission – alcuni chiarimenti ed indicazioni che possono interessare i dirigenti di società, gli arbitri, i genitori, gli atleti ed i maestri.

Desidero ringraziarlo fin da ora per l'attenzione e la sollecitudine con cui ha accolto la mia richiesta, l'argomento non è dei più elementari.

Ecco il risultato.

 

accademia_della_scherma

 

"Gentile Ella,

tenterò di rispondere ai suoi quesiti nel modo più chiaro possibile, quand'anche la materia sia complicata e alcune cose esulino dal discorso "scherma" vero e proprio.

La Commissione SEMI ha solo compiti consultivi e propositivi e, al di fuori di problemi immediati di sicurezza quali i controlli del materiale durante le competizioni FIS o FIE ove delegata, non ha poteri normativi.

La circolare a cui si fa riferimento non è nuova, è semplicemente un richiamo per tutti onde evitare di arrivare all'inizio della prossima stagione con ritardi sui materiali da adeguare.

Si ricorda peraltro che questa Commissione ha sempre dato puntuale informazione dell'obbligo dell'utilizzo del marchio CE sulle divise dei tiratori e che tale informazione é stata altrettanto puntualmente resa pubblica dai comunicati tecnici della Federazione nr. 2 del 23.11.2004, nr. 1 del 20 ottobre 2006, nr.3 del 16.02.2009. lettera del 15 giugno 2009, nr. 1 del 23.09.2009, oltre all'ultimo memento che ha originato le sue richieste.

 

D. Le direttive della Comunità Europea si prefiggono di definire le linee guida necessarie a ciascun stato membro per promulgare leggi ma è anche previsto che ad ogni stato membro siano lasciati margini decisionali. Di conseguenza la stessa direttiva può essere recepita differentemente dai diversi stati. Nel nostro caso, le risulta che le regole riguardanti la sicurezza dell'equipaggiamento degli atleti schermitori siano applicate rigorosamente solo in Italia?

 

Partendo ab ovo è necessario spiegare come si formino le linee guida delle Direttive europee.

Vengono formati gruppi di lavori di esperti nella materia in cui si deve dare direttive. I gruppi sono multinazionali e composti da un panel di esperti giuridici, tecnici, commerciale e quant'altri secondo necessità.

Nel nostro caso è stata elaborata nel 2002 (con revisioni successive - vedi oltre) la norma tecnica EN 13567 che si può scaricare dal seguente link:

http://webstore.uni.com/unistore/public/productdetails?productId=UNIN1356700-2007!EEN

Titolo: Indumenti di protezione - Protettori delle mani, delle braccia, del torace, dell'addome, delle gambe, del viso e conchiglie per schermidori - Requisiti e metodi di prova

Purtroppo è rigidamente protetta da copyright e non posso fornirgliela direttamente.

La lingua della stesura è l'inglese e non è ancora stata tradotta in italiano.

Trattandosi di norma tecnica, al di là delle eventuali difficoltà di traduzione, non vi sono spazi per interpretazioni.

Non differisce, almeno per quanto ci interessa, dalle precedenti 2004 e 2002.

Tale normativa venne incorporata in un documento "politico" di una Commissione dal nome complicato: CEN TC 162 WG11 (cioè tutti i lavori effettuati dal workgroup 11) e, dopo la necessaria approvazione degli Organi Direttivi Europei, è stata recepita nel 2004 dal Governo Italiano che ne ha resa obbligatoria l'applicazione su tutto il territorio nazionale con apposita legge dello Stato ( le cosiddette leggi di conversione o di recepimento).

Il materiale prodotto quindi dal 2002 in avanti e che riporta nell'etichetta interna il riferimento alla norma tecnica (EN13567) è quindi conforme alle direttive CEE.

La marcatura CE esterna testimonia l'adeguatezza alla norma tecnica suddetta. I commercianti (e ovviamente fabbricanti) di materiali di scherma in Italia hanno quindi l'obbligo di mettere in commercio (dal 2004) solo materiali con marchio CE, vale a dire che i loro prodotti sono conformi a un campione che è stato testato in laboratori specialistici e autorizzati ed è stato da loro ritenuto conforme alla norma tecnica EN13567.

Dall'introduzione della normativa tecnica EN 13567 nel 2002, per tutto il materiale prodotto (maschere, guanti, corazzette, giubbe e pantaloni) la FIE richiede il marchio CE per rilasciare a sua volta il diritto di esporre il proprio logotipo.

Sono al corrente che in Germania l'applicazione della norma è stata praticamente immediata, non conosco esattamente cosa sia capitato in altri paesi quali Francia o Gran Bretagna dove le condizioni di sicurezza sono effettivamente più trascurate. Non posso rispondere con certezza però in quanto non sono a conoscenza se e in quali stati sia già stata recepita la direttiva citata.

 

D. Dal 1° luglio 2010 tutte le divise dovranno avere per obbligo la dicitura CE. A parte il marchio CE, in che cosa si differenziano le nuove divise da quelle finora in uso?
Da quanto tempo sono commercializzate le divise con marchio CE?

 

Come le ho già detto prima, dal 2002 le divise sono sempre uguali e rispondono a criteri di sicurezza conformi alla norma.

Le norme tecniche vengono attualizzate, è vero, ma con criterio e la EN13567 verrà rivista nel 2010; se non si sono verificati incidenti di rilievo rimarrà invariata.

In buona sostanza tutte le divise che nell'etichetta (interna o esterna) portano il riferimento alla EN13567 sono prodotte con le stesse caratteristiche di sicurezza.

I problemi sono due: 

  •  
    •  non permettere ai commercianti di continuare a mettere in commercio materiale, anche se prodotto con tali caratteristiche, non correttamente marcato; cosa che ci aveva costretto a concedere l'ulteriore proroga in inizio di questa stagione perché purtroppo erano accaduti ancora casi del genere.
    •  mettere in condizione il controllore (dicasi l'arbitro) all'inizio di ogni competizione di potersi accertare della conformità del materiale del tiratore a una prima occhiata e non costringere il povero schermitore a svestirsi per leggere se sull'etichetta interna vi sia o no il riferimento alla giusta norma.

Consideri quindi che sono passati 4 anni da quando la legge imponeva di mettersi in regola e che per il resto d'Europa l'etichettatura è a posto più o meno da quella data. Non esiste una soluzione pratica diversa se non quella adottata, purtroppo.

 

D. Il budget limitato di alcune società schermistiche impone una forte attenzione alle spese, da qui le difficoltà per un agile ricambio di nuovi equipaggiamenti.
In quale contesto, se previsto, potrebbe essere autorizzato l'utilizzo delle vecchie divise, fermo restando l'accurato controllo che confermi l'adeguatezza della loro resistenza?

 

Non è prevista da alcuna normativa una scadenza dei materiali in questione, essi sono ritenuti dispositivi individuali di protezione (come i guanti da lavoro o i caschetti da cantiere) e, se trattati a cura del consumatore con le debite cautele prescritte nella scheda tecnica annessa (l'etichetta interna), dovrebbero conservare nel tempo le loro caratteristiche.

In pratica tutto il materiale di marche note prodotto dal 1999 corrisponde a quelle caratteristiche.

A titolo strettamente personale aggiungo che non sono pienamente soddisfatto della soluzione, ma sono in questo caso costretto a rimettermi solo al buon senso e all'esperienza e a considerare una buona norma effettuare un controllo dello stato del materiale (in particolare le cuciture, più suscettibili di danni da lavaggio) ogni 5 anni e di considerarlo definitivamente invecchiato in dieci. Posso comunque informarla che la FIE sta pensando a un periodo di validità (con tempi analoghi a quelli che le ho detto) da proporre all'approvazione del prossimo congresso di Parigi (Novembre p.v.)

Le stesse regole dettate per l'attività agonistica nazionale valgono ovviamente per le sale di scherma, durante l'attività quotidiana.

Il non uso, l'uso improprio o errato dei dispositivi individuali di protezione, così come pure quello degli impianti, crea, secondo il nostro legislatore, responsabilità civili e penali.

E' appena il caso di rilevare che, nelle more di accertamento delle responsabilità, ovviamente si hanno effetti sugli eventuali risarcimenti assicurativi.

Sempre a titolo personale, in quanto non di competenza di codesta Commissione, le aggiungo che le responsabilità soggettive gravano, oltre che sui tiratori, sui responsabili dell'organizzazione delle competizioni e sugli addetti alla sorveglianza (quelli che dal T.U. Sicurezza Dlgs81/2008 vengono definiti dirigenti e preposti); parimenti deve ritenersi per l'attività in sala con il coinvolgimento, quindi, del Presidente, dell'R.S.P.P., del direttore sportivo o di sala (qualora nominato) e dei maestri o assistenti presenti e delegati alla sorveglianza.

 

D. In un commento all'articolo citato, si è osservato che nel passaggio dalla categoria 'Giovanissimi' a quella 'Ragazzi' i fiorettisti ora debbano cambiare le lame: "Le stesse passano da 85 cm a 90 cm e divengono FIE". Ma i loro coetanei spadisti possono continuare a usare le lame da 85 cm, e inoltre i Ragazzi non competono in gare internazionali...

 

Non vi sono particolari motivazioni che coinvolgano la Commissione SEMI all'origine di tale decisione, posso solo informarla che, per quanto a mia conoscenza, è un sistema che viene adottato più o meno in tutt'Europa; ho preso direttamente atto che così è in Francia, Spagna, Germania e Regno Unito.

Mi permetta ancora di aggiungere che posso comprendere il mugugno di chi è costretto a spendere qualche soldino per l'attrezzatura, ovviamente la necessità di garantire la miglior sicurezza possibile non è sempre conciliabile con l'economicità dell'attrezzatura.

Vorrei anche ricordarle quanto viene rinvenuto e non protestato alla fine di ogni gara (in termini pratici almeno un 100 euro di materiale buono per utilizzi successivi) e che giace a Fiumicino una sacca da scherma piena da un mese e nessuno la richiede.

Per quanto possibile, noi tutti in Commissione abbiamo ben presente comunque tale istanza.

Le ricordo che ci siamo battuti con la SEMI FIE per ottenere l'omologazione più rapida possibile delle gorgiere rimovibili e fissate con velcro o biadesivo proprio per mantenere i costi più bassi possibili. Le bavette rimovibili sono realtà dalla fine dello scorso anno.

La reale portata dell'importanza della sicurezza del tiratore viene solo percepita, purtroppo, in occasione di incidenti.

Questo è il motivo per cui, per primi, abbiamo imposto uno STOP alle maschere trasparenti per il fioretto sul territorio nazionale e abbiamo provocato, dato l'immediato seguito di moltissimi altri paesi, la sospensione delle stesse anche in ambito FIE fino a ulteriori studi e nuove indagini.

Rimango a sua disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

Giandomenico Varallo
Presidente Commissione SEMI
Federazione Italiana Scherma
E.F.C. SEMI Commission

 

 

 

Commenti 

 
0 # Rapier 2010-04-10 01:20
Preciso e competente come sempre, un caro saluto a Giandomenico.
 
 
0 # esedra 2010-04-10 09:34
Citazione:
Vorrei anche ricordarle quanto viene rinvenuto e non protestato alla fine di ogni gara (in termini pratici almeno un 100 euro di materiale buono per utilizzi successivi)
...

... in realtà, è piuttosto difficile ritrovare la roba dimenticata in palestra, al termine di una gara, e probabilmente chi è vittima della propria disattenzione ( o dell'attenzione di altri...) stenta, poi, ad avviare ricerche pressocché inutili.

... Citazione:
e che giace a Fiumicino una sacca da scherma piena da un mese e nessuno la richiede.
...

... credo si tratti di una sacca da scherma della Nazionale Italiana e dal momento che i nostri campioni non pagano quasi nulla delle proprie attrezzature sportive (evviva gli sponsors!) mi sembra di potere intuire il motivo di certa strafottenza...
Restano, invece, disperse nei vari aeroporti le sacche da scherma, piene, di tanti altri schermidori... meno titolati e meno fortunati!

Comunque, grazie a Varallo per la gentile disponibilità: nonostante la penuria di... lirismi, ho letto l'articolo con vero interesse.
 
 
0 # mattie 2010-04-21 15:49
Visto l'argomento ne approfitto per fare due domande:

1) non sarebbe possibile creare una bavetta elettrica rimovibile per le maschere da fioretto? In questo modo chi fa spada e fioretto non è costretto a comprare due maschere.
Nell'articolo si parla di gorgiera, forse si intende la bavetta?

2) un ragazzo cadetto può utilizzare in sala armi non FIE per allenarsi? Es. compro una spada con lama STM da 90 cm, non a norme FIE. Posso tirarci in palestra?
 
 
0 # Ella 2010-04-22 21:29
Risposta per Mattie dal Presidente della Commissione SEMI FIS:


BAVETTA o GORGIERA?
Bavetta è un francesismo usato nella scherma italiana come sinonimo di gorgiera.
In termini tecnici italiani la bavetta è una sbavatura della fusione del metallo, preferisco usare gorgiera.
Comunque, come dicevo sinteticamente nell'articolo, tutti i principali fabbricanti hanno prodotto per le loro maschere kit di applicazione posticcia del ritaglio di tessuto elettrico, con fissaggi mediante velcro o biadesivo. Ovviamente a ogni marca di maschera corrisponde il proprio kit.
In seguito ai nostri esperimenti effettuati con l'aiuto di un primario prodotture italiano e alla conseguente azione portata avanti con la Commissione SEMI FIE da Gianandrea Nicolai, l'iniziale direttiva che imponeva il fissaggio mediante cuciture è stata modificata in tal senso; le gorgiere rimuovibili sono omologate dalle FIE da ottobre 2009.

LAME
Come presidente della commissione preposta alla sicurezza dei materiali non posso approvare l'uso di materiale non certificato neanche per l'uso in sala d'armi.
Peraltro posso solo esortare tutti a cercare di tirare nelle migliori condizioni di sicurezza possibili anche nelle proprie sale; il materiale si usura e si rompe, anche troppo rapidamente, ohimè, costa e va sostituito, ohimè, ma le conseguenze di un incidente cruento quali ricadute comporterebbero sulla società dove fosse accaduto il fattaccio?

Cordiali saluti
Giandomenico Varallo
 
 
0 # mattie 2010-04-26 12:32
Ringrazio sia Ella che il sig. Varallo per la risposta.
Per bavetta intendevo la parte in tessuto elettrico che quindi si può applicare senza cucitura. Ottima notizia!

Lame non FIE
Una lama nuova, venduta dai maggiori fabbricanti italiani, può realmente avere questi grandi problemi di sicurezza? Spero di no, o non mi spiegherei perchè sono in vendita. La differenza di costo non è indifferente per chi non ha intenzione di partecipare a gare, ma solo allenarsi in sala.
Sicuramente il discorso cambia se parliamo di lame vecchie e usurate.
 

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