Sulla prevalenza degli elementi fondamentali PDF Stampa E-mail
Sabato 17 Dicembre 2011 22:29 | Scritto da Maestro Gil Pezza

FencingCoach-byRayParker-USFCAorgIn questo articolo si esamina la relazione tra elementi fondamentali ed elementi secondari1 della scherma nel contesto dell’insegnamento agli schermitori principianti e si propone un approccio sistematico per la loro corretta integrazione nella lezione di scherma rispondendo a questa domanda: Se gli elementi fondamentali sono i temi maggiori della lezione di scherma quali allora, tra gli elementi secondari, sono i sotto-temi da sviluppare in parallelo con ogni corrispondente tema principale? Se da un lato tutto questo può non concernere i maestri con lunga esperienza è invece di grande importanza per gli istruttori novelli che spesso insegnano elementi secondari in vacuo (cioè fuori dal contesto degli elementi fondamentali), il che inevitabilmente porta alla formazione di schermitori mediocri.2

 

Prima di analizzare ciascun elemento fondamentale dobbiamo tener conto di quanto segue:

 

1.     Secondo una scuola di pensiero che sta emergendo in Italia esiste una spinta verso una revisione di quali sono gli elementi fondamentali nella scherma che includono: misura, tempo e iniziativa; dove come conseguenza la velocità, che in effetti viene sostituita dalla iniziativa, è degradata ad elemento secondario. Una discussione più approfondita sulla iniziativa segue qui sotto nella parte intitolata “Iniziativa e corrispondenti sotto-temi chiave.”3

2.     La scherma classica enfatizzava al massimo la tecnica e la corretta esecuzione durante le fasi iniziali di insegnamento della scherma e di conseguenza distoglieva gran parte dell’attenzione dello studente dal suo avversario.4 Poi, nel corso degli anni l’emergenza della “lezione tattica” e della lezione come un esercizio risolutivo  ha focalizzato, invece,  l’attenzione dell’allievo sull’ avversario.5 Di conseguenza la lezione di scherma è passata dalla “lezione parlata” con l’allievo che reagisce ai comandi verbali del maestro, alla “lezione silenziosa” in cui il maestro provoca la reazione dell’allievo attraverso stimoli non verbali.

3.     Anche se la misura è chiaramente il punto di partenza nella formazione di un allievo, tutti e tre gli elementi fondamentali devono essere sviluppati simultaneamente (non sequenzialmente) nella lezione, aumentando o diminuendo l’enfasi di uno o dell’altro a seconda del livello e del progresso dell’allievo.

4.    L’autore di questo articolo è diplomato all’Accademia nazionale di scherma ed è stato allievo di alcuni tra i più grandi Maestri italiani di scherma del dopoguerra che includono Marisa Cerani, Marcello Lodetti e Arturo Volpini. Quindi la maggior parte delle definizioni qui usate sono quelle della Scuola Italiana di Scherma, come tradotte in inglese dal caro amico e collega di sempre, Maestro William Gaugler nel suo trattato "FENCING–everyone".

 

 

 

Misura e i corrispondenti sotto-temi chiave

 

MISURA

 

Concentrazione &                         Sensibilità del ferro e                             Coordinamento

Osservazione                                       di svincolo                                             tattico

 

La misura è definita come la distanza che deve essere coperta da una botta dritta a breve, media e lunga misura. Da un punto di vista pratico, la prima cosa che uno schermitore deve imparare è come colpire dalla posizione di guardia a breve o stretta  misura, sul passo avanti e con l’affondo seguendo i segnali (non verbali) del maestro.6 Questo viene fatto dal maestro con minime correzioni (non verbali) perché lo scopo principale in questa fase dell’insegnamento è per l’allievo di acquisire il senso della misura ed allo stesso tempo concentrare la sua attenzione esclusivamente sull’avversario; imparando, quindi, a riconoscere ed a decifrare i segnali del maestro. Quest’ultimo può introdurre gradualmente  esercizi che hanno lo scopo di sviluppare la sensibilità tattile dell’allievo (sentiment du fer, nella scuola francese) con azioni sul ferro e di svincolo su e da tutte le linee, mescolate con azioni semplici di offesa e di difesa eseguite sempre in movimento e variando costantemente la misura,7 la linea ed il bersaglio. Man mano che l’allievo progredisce, il maestro può introdurre variazioni composte sugli stessi sotto-temi con particolare enfasi sul corretto cordinamento tra pugno e gambe, con particolare attenzione alle azioni sul ferro eseguite da lunga misura o misura camminando.8  Nel tempo, migliorando l’allievo, gli esercizi sulla misura diventano la fase di “riscaldamento” della lezione.9

 

 

 

Tempo e i corrispondenti sotto-temi chiave

 

TEMPO

 

Azioni in                      Variazioni in velocità               Azioni in tempo

              contropiede                             e ritmo                               schermistico                     

 

Nella scherma si definisce tempo come il momento propizio in cui un’azione offensiva coglie l’avversario in contropiede, cioe’ alla sprovvista.10 Per cogliere questa opportunità presentata dall’avversario, il tiratore deve imparare prima a riconoscere quando l’avversario si trova nelle condizioni più sfavorevoli per opporsi.11 Pertanto il maestro commetterà degli errori intenzionali nell’attacco per stimolare il contrattacco in tempo dell’allievo, ad esempio ritraendo il ferro su un attacco di cavazione angolata (coupé) sul passo avanti (invece di quando il piede posteriore arriva a terra o dopo il passo avanti), oppure cercando di prendere il ferro o cambiare legamento del ferro sempre sul passo avanti. Il maestro, inserendo a caso le stesse azioni eseguite correttamente (in relazione al passo avanti), insegnerà all’allievo come riconoscere quando l’avversario è veramente sbilanciato e qual’è il momento ottimale per contrattaccare o meno. In aggiunta, l’allievo in questa fase può imparare anche come confondere l’avversario proattivamente con l’inclusione tattica del mezzo passo (in avanti e indietro) e l’appel nelle azioni schermistiche, e ad imparare a stabilire un ritmo (e poi romperlo) e a variare la velocità d’esecuzione delle azioni offensive, difensive e controffensive.12

 

Il “tempo schermistico” invece ha un significato più specifico. Tempo schermistico è il lasso temporale trascorso tra attacco e contrattacco, perchè quest’ultimo sia considerato valido.13 Per facilitare lo sviluppo del contrattacco valido in un principiante, due metodi sono raccomandati: (a) iniziando da una lunga misura il maestro esegue una finta mentre avanza in risposta all’invito dell’allievo (su tutte le quattro linee) e lo studente farà un affondo con opposizione o con un filo sul ferro del maestro.14 Il maestro dovrebbe inserire finte eseguite dalla posizione di guardia (senza passo avanti) che lo studente deve imparare a ignorare. Questo semplice esercizio aiuterà anche lo studente a riconoscere un vero attacco da una finta di attacco;15 (b) esercizi con l’arma in linea di offesa durante i quali l’allievo impara ad eseguire la cavazione in tempo, la parata e risposta dalla linea (se permette al maestro di prendere il ferro) e la finta in tempo contro l’azione di controtempo del maestro. Il maestro può invertire i ruoli (rispetto all’arma in linea) ed insegnare allo studente come confrontarsi contro l’avversario in linea ed a eseguire le prime azioni in controtempo. Esercizi sull’arma messa in linea sono molto utili allo schermitore principiante perchè lo introducono alla regola della priorità del fioretto, lo espongono sin dall’inizio al discorso strategico e tattico della scherma e lo aiutano a sviluppare una strategia difensiva efficace nel rallentare l’azione offensiva dell’avversario.

 

 

 

Iniziativa ed i corrispondenti sotto-temi chiave

 

 

INIZIATIVA

 

Capacità risolutiva               Tradecraft*                          Regolamento

Maestria dell’inganno

 

 

* Tradecraft: l’insieme di conoscenze ed abilità tattiche e strategiche acquisite attraverso l’esperienza,  atte a confondere, sviare e a ingannare l’avversario; in altre parole la maestria dell’inganno. 

 

Può la velocità essere un elemento fondamentale che assieme a misura e tempo possono far prevalere un tiratore sopra gli altri con abilità tattiche e tecniche simili? La risposta è no. I top schermitori nel mondo sono di solito quelli che hanno comando e controllo dell’assalto. Anche secondo la teoria schermistica tradizionale italiana, la velocità era considerata di importanza secondaria al confronto con la misura e il tempo. Più specificatamente, la velocità serviva solamete a perfezionare la potenza del tiratore.16   

 

Toran-fbBisogna anche notare che il concetto di “iniziativa” non è nuovo nella teoria tradizionale della scherma italiana. Il Maestro William Gaugler collega concettualmente l’iniziativa all’attacco nel senso che un attacco può essere eseguito su propria iniziativa o contro l’iniziativa dell’avversario.17 Il Maestro Giancarlo Toràn, Presidente dell’AIMS dal 1992 al 2008, invece collega l’iniziativa al primo tiratore che si muove in avanti dopo una pausa nell’azione schermistica; ma il Maestro Toràn espande il concetto per includere la contro-iniziativa a_di_ciolodell’avversario quando si esegue un’azione controffensiva contro l’attacco.18 Questa è una sottile distinzione introdotta dal Maestro Toràn che ha aperto la porta ad una interpretazione ancora più ampia di questo concetto. In ogni caso un altro grande Maestro Caposcuola di scherma, Antonio Di Ciolo, ora considera l’iniziativa come un elemento fondamentale che rimpiazza la velocità.19 

 

L’autore di questo articolo è dell’opinione che l’iniziativa trascende i parametri rigidi dell’attacco o del movimento in avanti. Piuttosto, l’iniziativa è la competenza di base del comando e controllo dello schermitore che può essere usata sia in offesa, che in difesa, che in controffesa. Ad esempio, se un tiratore si rende conto che l’avversario predilige azioni in controtempo che si concludono con una parata e risposta con fianconata in quarta, il tiratore può permettere che l’avversario faccia una finta di attacco composto e poi esegue un colpo d’arresto con l’intenzione di (i) fare una finta in tempo contro il controtempo, oppure (ii) permettere il controtempo e la fianconata in quarta per contrapporvi un’imbroccata. L’avversario potrebbe infatti aver iniziato il suo attacco, ma chi aveva veramente l’iniziativa o il comando e controllo dell’azione?

 

L’autore definisce l’iniziativa così: La capacità di comando e controllo necessaria ad un tiratore per avere successo in gara; fondata su una padronanza assoluta della misura, del tempo e delle regole del gioco, e risultante dalla sinergia delle capacità risolutive, strategiche, tattiche e tecniche acquisite attraverso l’esperienza.

 

Sulla base delle premesse di questa definizione, l’autore identifica i corrispondenti sotto-temi di questo elemento fondamentale: capacità risolutive, tradecraft (maestria dell’inganno) e una comprensione tattica delle regole del gioco.

 

La capacità risolutiva è il sotto-tema da presentare allo studente sin dall’inizio. Botta dritta, affondo, finta, cavazione, parata, finta in tempo, controtempo etc., sono tutte soluzioni trovate dal tiratore, non istruzioni/comandi impartiti dal maestro.20 Il ruolo del maestro è di guidare l’allievo, con suggerimenti adatti e non verbali, perchè possa trovare soluzioni ai problemi presentatigli dalle azioni del maestro durante la lezione. Questo permette al maestro di sviluppare e valutare l’intelligenza schermistica dell’allievo e che più tardi permetterà all’allievo di mettere nel sacco i suoi avversari avendo acquisto una maggiore abilità nel cambiare strategia e tattica durante l’assalto a seconda dei casi.

 

Tradecraft  (un termine usato per definire tecniche di spionaggio e controspionaggio) è definito in questo contesto come la convergenza di capacità strategiche, tattiche e tecniche acquisite attraverso l’esperienza durante lezioni ed assalti atte a confondere, sviare e ad ingannare l’avversario; in altre parole la maestria dell’inganno. Nell’ottica della vera lezione di scherma tale sotto-tema si sviluppa in parallelo con il progresso fatto dal tiratore. Cioè l’allievo impara dal maestro a riconoscere suggerimenti e spunti per eseguire azioni schermistiche con la corretta coordinazione tattica e, allo stesso tempo, a riconoscere (ed approfittarne) un’azione eseguita in maniera incorretta (intenzionalmente da parte del maestro). Per stimolare lo sviluppo e la crescita del tradecraft (maestria dell’inganno) il maestro deve poi insegnare all’allievo come celare le sue vere intenzioni avendo lo scopo di fuorviare ed ingannare l’avversario inviando falsi segnali, eseguendo finte azioni (ad esempio finte parate, finti contrattacchi o una messa in linea fallace) o eseguendo un’azione incorrettamente per provocare la reazione dell’avversario. Partendo dalla base già sviluppata di sensibilità del ferro e di svincolo, la lezione ora dovrà concentrarsi su azioni di scandaglio e di traccheggio (ad esempio, finta di attacco composto seguito da botta dritta). In altre parole, il tiratore non deve solo imparare a riconoscere e a decifrare i segnali dell’avversario ma deve sopratutto, saper confondere, sviare ed ingannare l’avversario dando dei falsi segnali. A questo punto/livello la lezione tattica può coprire un numero sempre maggiore di variabili (ad esempio quello che il Maestro Di Rosa chiamava bassi tempi di reazione discriminante), ed il vero gioco di scherma finalmente inizia.

 

L’ultimo, ma certamente non il minore, sotto-tema è la comprensione tattica del regolamento. Bisogna presentare presto all’allievo le regole del gioco e le loro interpretazioni, ma non nell’astratto. Il regolamento e le sue interpretazioni devono essere insegnati nel contesto delle loro applicazioni tattiche per ispirare creatività nell’allievo. Per esempio, la regola dell’arma in linea conduce, deduttivamente, ad applicazioni tattiche (come il contro-tempo, la finta in tempo), ma possono anche ispirare creativamente il tiratore a mettere l’arma in linea di offesa alta o bassa a seconda se lo scopo è far sì che l’avversario prenda il ferro o meno; oppure anche di di mettere l’arma in linea d’offesa in maniera incorretta piegando leggermente il gomito o ondeggiando la punta del fioretto (a braccio completamente esteso) da destra a sinistra per attirare l’attacco dell’avversario e poi parare e rispondere. Le regole sono le regole che ci piacciano o no e questo vale anche per le regole nella scherma. Negli anni recenti la FIE con le sue regolamentazioni ha creato un bel po’ di controversie su vari fronti. Ma quello che è importante è di insegnare all’allievo come sfruttare le regole a proprio vantaggio durante l’assalto.

 

In conclusione lo scopo di questo articolo è di stimolare una discussione animata tra i tecnici della scherma proponendo che (1) l’iniziativa sia ufficialmente adottata come uno dei tre elementi fondamentali della scherma; (2) il riconoscimento di certi elementi secondari corrispondenti come sotto-temi di ciascun elemento fondamentale; e (3) implicitamente la creazione di una categoria terziaria di elementi che includa tutti gli altri elementi che non sono nè primari, nè secondari.

 

Commento finale: Pur essendo la formazione dell’autore come schermitore agonista e come Maestro radicata nella scuola italiana di scherma, la sua crescita come tecnico e maestro professionale deve molto alle interazioni e scambi con i suoi ex colleghi dello staff di US National Coaching ai centri di preparazione olimpica a Colorado Springs, Lake Placid ed altri training camps negli USA; tra questi alcune delle menti schermistiche più dinamiche su questa sponda dell’Atlantico come Yves Auriol, Alex Beguinet, Vincent Bradford, Michael D’Asaro, Wes Glon, Emmanuil Kaidanov, Aladar Kogler, George Kolombatovich , Ron Miller, Yuri Rabinovich, Ed Richards, e William Shipman.

 

1 Dato che “fondamentale” significa primario, ne segue che tutti gli elementi non fondamentali sono elementi secondari. 

2 È curioso che nella presentazione dei trattati di scherma gli elementi fondamentali sono subordinati a quelli secondari per semplice piazzamento dei capitoli.  

3 Bisogna tener conto che il grande Maestro  Caposcuola Livio Di Rosa, sin dal 1981, raccomandava di includere “bassi tempi di reazione discriminante” tra gli elementi fondamentali della scherma. Seminario di Livio Di Rosa per docenti di scherma presso l’ISEF, Roma, ottobre 1981. L’autore include questa funzione nel sotto-tema “tradecraft” (maestria dell’inganno) sotto il corrispondente elemento fondamentale della “iniziativa.”

4 Strategia e tattica venivano introdotte più tardi nella formazione dello schermitore, attraverso lo “spratico d’assalto” dove il Maestro tirava con l’allievo. Infatti non era affatto insolito per una sala di scherma di assumere anche un “Maestro Assaltante” per aiutare nell’espletazione di questa funzione. 

5 L’enfasi sulla soluzione di problemi nella Scuola italiana di scherma di fioretto moderno è attribuita al Maestro Livio Di Rosa. La lezione tattica invece è generalmente attribuita alla Scuola russa di scherma.  

6 Questo il Maestro lo può fare facilmente aprendo la linea dal proprio legamento sul ferro dell’allievo (a) a piè fermo, (botta dritta dalla guardia) o (b) mentre il suo piede posteriore si ritira (l’allievo colpisce con l’affondo), oppure (c) mentre il suo piede anteriore completa l’indietreggiamento (lo studente porta la stoccata mentre il piede posteriore arriva a terra sul passo avanti). Seminario di Livio Di Rosa per docenti di scherma presso gli ISEF, Roma, ottobre 1981.

7 Imparare a toccare prima con una botta dritta sul passo avanti è la chiave per imparare come eseguire azioni schermistiche da lunga misura .

8 Durante l’esecuzione di azioni sul ferro da lunga misura, per evitare di essere colto in contropiede, lo schermitore deve imparare a prendere il ferro quando il piede posteriore atterra o dopo che il passo avanti è completato.

9 Vedi La misura nella scherma del Maestro Giancarlo Toràn (Aprile 2008) per un’analisi più approfondita della misura.

10 L’istruttore novizio dovrebbe sapere che azioni offensive includono azioni di controffesa opposte all’attacco.

11 Equilibrio positivo (stabile) esiste quando lo schermitore ha entrambi i piedi per terra. Equilibrio negativo (instabile) esiste quando un piede è sollevato rispetto al terreno, come nel caso del passo in avanti. Il momento ottimale per prendere l’avversario in contropiede e’ quando esegue azioni sul ferro in equilibrio negativo. 

12 È il cambiamento nella velocità che rompe il tempo, da lento a veloce o viceversa. Pertanto è sia accelerazione che decelerazione. Vedi Choice of Tempo in Fencing del Maestro Giancarlo Toràn (7 gennaio 2009) per una discussione più approfondita su tempo e ritmo.

13 Ogni movimento schermistico rappresenta un’unità di tempo schermistico. Le opportunità per concludere un contrattacco dipendono dal numero di movimenti nell’azione offensiva. Per esempio, una finta di cavazione e cavazione (che è eseguita dal legamento dell’avversario) comporta due movimenti ed il contrattacco deve toccare/segnalare prima dell’inizio dell’ultimo movimento. N.B.: Un attacco eseguito da lunga misura richiede per definizione due unità di tempo schermistico (il passo avanti e l’affondo). FENCING –everyone.

14 Le linee esterne dovrebbero essere preferite agli inizi perché la finta in risposta ad un invito di terza (sesta in USA) richiede che il tiratore esegua un contrattacco con opposizione in prima (mezzocerchio) o una fianconata in quarta, le quali sono molto più difficili da eseguire. 

15 Una volta che il tiratore dimostra abilità nel contrattacco sul passo avanti dell’avversario, il maestro può introdurre il contrattacco “chiudendo in avanti dalla posizione di guardia” contro la finta del maestro che è eseguita dopo il passo avanti.

16 Vedi, Il Fioretto, C.O.N.I. Federazione Italiana Scherma, pag. 98. Un’interpretazione più moderna della velocità è data dal Maestro Giancarlo Toràn che invece di velocità parla di accelerazione. Vedi, Dispense di Spada, Corsi di Spada –Pesaro Settembre 1999, Maestro Giancarlo Toràn a pag. 34. http://www.accademianazionalescherma.it/Dispense_di_Spada_Toran.pdf

17 FENCING –everyone a pag. 125.

18 Vedi Dispense di Spada, Corsi di Spada –Pesaro Settembre 1999, Maestro Giancarlo Toràn, a pag. 13.

19 Vedi  intervista con il  Maestro Antonio Di Ciolo su YouTube at http://www.youtube.com/watch?v=FX-UTU4r2Y4&NR=1

20 Seminario di Livio Di Rosa per docenti di scherma presso gli ISEF, Rome, ottobre 1981.

 

 

 

GilPezza-figlieAnnabellaMarellaSull’autore: Gil Pezza è stato studente di rinomati maestri di scherma italiani, Marisa Cerani, Marcello Lodetti e Arturo Volpini e membro delle squadre nazionali italiane junior e senior di spada. Ha ricevuto il diploma di Maestro di scherma dall’ Accademia nazionale di scherma di Napoli; ha conseguito i diplomi undergraduate e graduate alla Wayne State University (WSU), e juris doctor, magna cum laude, al Detroit College of Law.

 

Prima di diventare un avvocato ha ricoperto la posizione di Fencing Head Coach (uomini e donne) a WSU ed é stato membro del United States National Coaching Staff. Il Maestro Pezza è stato pure Presidente dell'Associazione USA dei Coaches di Scherma (USFCA) dal 1992 al 1994.

 

Recentemente è ritornato alla scherma insegnandola alle sue due figlie più piccole, Marella e Arabella [con lui nella foto], e offrendo USFCA cliniche per istruttori di scherma nel Michigan.Ultimamente il Maestro Pezza è stato nominato presidente del comitato per lo sviluppo e formazione professionale della USFCA.

 

 

 

 

Traduzione a cura di Gram

La foto che apre l'articolo è tratta da www.usfca.org 

 

Commenti 

 
+2 # Enrico Di Ciolo 2011-12-28 19:40
Un articolo interessante ed una disamina puntuale. Secondo la mia scuola di pensiero (che il Maestro Pezza cita nel suo articolo) l'iniziativa è il punto chiave, l'aspetto principale dello schermire. Sento quindi la necessità di formulare una differente modalità di procedere nell'apprendimento. Nell'approccio metodologico che usiamo non esiste la tecnica senza la tattica o la strategia, il tutto è legato strettamente alla necessità di avere l'iniziativa. pertanto anche gli insegnamenti partono dal presupposto che l'allievo debba fare di tutto per ottenere il controllo del dialogo tecnico. La caratteristica peculiare della scuola di pensiero a cui appartengo è la considerazione dell'unicità di ogni allievo, per cui trovare aspetti fondamenti o secondari è relativo a chi abbiamo davanti, non esistono protocolli fissi. Ogni gesto può essere fondamentale o secondario, facile per qualcuno e difficile per un altro. Grazie a a Gil Pezza (che conosco di fama e spero di conoscere di persona)
 
 
+2 # Gil Pezza 2011-12-30 05:00
Caro Enrico mi permetto di darti del tu dato che siamo colleghi. Come si dice qui negli USA “you hit the nail on the head"; in altre parole hai centrato in pieno il nocciolo della questione. Invero, questa e’ stata la maggiore difficolta’ che ho incontrato nella scrittura del mio articolo, cioe’ lo sviluppo di protocolli fissi in relazione all’insegnament o della scherma; specialmente essendomi formato in Italia dove si applica un logica informale -basata sulla creativita’- all’insegnament o della scherma (e sul discorso di logica formale ed informale nella scherma, verra’ pubblicato in Febbraio un mio articolo sul sito USFCA). Sono riuscito pero’ a superare questa mia resistenza atavica all’idea dei protocolli fissi per due motivi, entrambi dettati da necessita’ diverse.

Qui negli USA, a livello capillare (geograficament e parlando), non’vi e’ per molti giovani istruttori, l’opportunita di imparare la scherma in maniera osmotica all’ombra di un maestro diplomato. Quindi per molti istruttori autodidatti qui negli USA non esiste un percorso da seguire. Quindi questa reorganizzazion e degli elementi della scherma allineando certi elementi fondamentali con alcuni, prescelti, secondari, segna perlomeno un tracciato per loro da seguire; nella speranza che durante il loro iter professionale sviluppino la propria metodologia mischiando gli elementi della scherma “ad hoc’, a seconda delle necessita dell’allievo. E su questo punto concordo in pieno con le tue osservazioni. Aggiungo anche che sarebbe interessantissi mo per noi qui negli USA avere una comprensione piu' approfondita della metodologia sviluppata della scuola Di Ciolo.

L’altra necessita’, (e questa a he fare con la teoria e non la didattica) , e’ che la teoria per definizione segue una logica formale (deduttiva quindi) , che a mio avviso, e’ carente nei trattati di scherma (non nelle dispense). Una preparazione teorica formale stimola l’estro, la creativita’ ed anche la genialita’poich e le menti brillanti non possono assogettarsi a protocolli fissi imposti da una logica formale e quindi ne confutano persino le premesse per arrivare a nuovi orizzonti di conoscenza. Questo vale nel campo della scherma come nelle fisica. Quindi, una riforma della teoria della scherma basata su una logica formale e’ ancora piu’ importante qui negli USA per i motivi esposti prima.

A presto, spero.
GP
 

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