Scherma contro natura: l'arte di colpire quando si è colpiti. PDF Stampa E-mail
Lunedì 19 Aprile 2010 07:01 | Scritto da Giancarlo Toran
maestro
 
Probabilmente avrete già capito dove vado a parare. Che le cose siano cambiate, e parecchio, lo ammetteranno tutti. Che non si possa tornare indietro, anche: con qualche eccezione nelle alte sfere, visti i tentativi piuttosto recenti e maldestri di manipolare le regole per eliminare, speravano, certi colpi poco graditi (ma a chi?). Un grande buco nell'acqua, che ha prodotto notevoli danni, con rare eccezioni.
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Quando il duello stava già scomparendo, ma ancora poteva capitarti fra capo e collo, c'era un gran parlare delle degenerazioni della scherma. Nata come arte marziale, trasformatasi in sport, non poteva che perdere per strada le caratteristiche più crude: senza paura di morire, lo ammetterete, è tutt'altra cosa.

Oggi ci sforziamo sempre più di avvicinare anche il nostro sport al mondo della scienza: senza volerlo troppo allontanare, beninteso, da quello dell'arte, in modo che si possa sempre orgogliosamente dire, come un tempo, che la scherma è "arte e scienza".

E tuttavia la scienza parte, come ben sapete, da definizioni precise. E capita ancora, oggigiorno, di sentire amenità come questa: la scherma è l'arte di colpire senza essere colpiti. C'era una volta.

Probabilmente avrete già capito dove vado a parare. Che le cose siano cambiate, e parecchio, lo ammetteranno tutti. Che non si possa tornare indietro, anche: con qualche eccezione nelle alte sfere, visti i tentativi piuttosto recenti e maldestri di manipolare le regole per eliminare, speravano, certi colpi poco graditi (ma a chi?). Un grande buco nell'acqua, che ha prodotto notevoli danni, con rare eccezioni.

 

"Ma adesso basta!", mi pare di sentirvi dire. "Perché mai scherma contro natura?"

Vi accontento subito.

 

Secondo natura la scherma sarebbe, per l'appunto, l'arte di colpire senza essere colpiti. Qual è il suo opposto? L'arte di colpire facendosi colpire! Ed è proprio quel che succede. Quel che si insegna. Quel che imparano i più furbi che poi, grazie a questo, si avvantaggiano sugli avversari. Vediamo.

Iniziamo dalle armi cosiddette convenzionali: il fioretto e la sciabola, in cui esiste la convenzione, che stabilisce la ragione e il torto in caso di colpo doppio.

Vi sarete accorti, e se no ve lo dico io, che se il vostro avversario tira, non sta parando: e quindi il suo bersaglio è scoperto, indifeso.

Vi sarete anche accorti di un fatto che sembra irreversibile, ed ha a che fare con un problema ancora più ampio, quello del modo di arbitrare: sembra che l'attacco inizi non dalla distensione del braccio (che non si usa quasi più), come ancor oggi prescrive il regolamento, ma dal movimento in avanti delle gambe.

Da quanto tempo non vedete più un attacco col braccio ben disteso, prima del passo avanti o dell'affondo? Attenti a come rispondete: se mi dite che è la norma, vi mando dall'oculista, o vi sommergo di video che dimostrano il contrario.

E sappiamo perché questo accade: il movimento in avanti del corpo è più facile da percepire, per un arbitro che sta a meno di due metri dalla pedana, e deve controllare contemporaneamente il movimento di due atleti. Ed è più facile anche per il pubblico, per inciso: cosa non indifferente, se la giustificazione di molte delle recenti modifiche è stata proprio la necessità di rendere più facile e comprensibile il gesto tecnico. Se ci siano riusciti, è un altro paio di maniche.

Avanzare, quindi, col braccio non disteso (e sorvolo sul quanto): il che rende certo più difficile per l'avversario parare, o prendere il ferro.

E scaricare il colpo quando l'altro, non potendo o volendo più arretrare, e rinunciando a parare un ferro che non c'è, accenna a fermarsi per contrattaccare. Non l'avete mai vista, un'azione così? Davvero? Ah, volevo ben dire.

 

Ma vediamo ora cosa succede quando questa cosa bisogna insegnarla.

 

Fate spratico con un bambino e ... là, quando il suo attacco è iniziato, gli tirate un bell'arresto sbagliato. Cosa fa, lui: continua? Certo che no! Va a parare, l'anima candida! Non ha ancora capito che deve fare una cosa contro natura: lasciarsi colpire, mentre lui colpisce insieme, o addirittura dopo. E quanti tentativi, e quante spiegazioni, prima di instaurare il nuovo comportamento, contro natura, sì, ma tanto efficace!

D'altra parte, non occorre fasciarsi la testa. Esiste sempre la contraria, è un assioma della scherma. Solo che è anche questa contro natura. Gli spiegate che quando vede il suo avversario avanzare lento, col braccio piegato, bisogna lasciarlo avvicinare e poi, proprio quando il suo bersaglio è alla distanza giusta, scoperto, invitante – impossibile mancarlo! – dovrà solo far finta di tirare l'arresto sbagliato, che invece è giusto, portandogli la punta o la lama a pochi centimetri dal bersaglio: provocando così la conclusione dell'azione dell'altro, per parare e rispondere.

Già li sento, gli amici della spada: "... la nostra è un'arma vera ... beh, un po' più vera" (la fifa di morire, certo, non c'è neanche per loro). "La convenzione non esiste. La nostra è l'arma del duello". Come se nel duello vero - con l'eccezione forse dei suicidi, o dei mariti traditi e perciò, all'epoca, gravemente disonorati - si facesse regolarmente ricorso al colpo doppio!

Non è che capiti per caso, amici spadisti, e lo sapete benissimo: il colpo doppio, nella spada sportiva, è la principale risorsa di chi è in vantaggio, e vuole mantenerlo senza troppa fatica. Non si dà il ferro, si tiene misura lunga, si fa melina per far passare il tempo, e si aspetta il momento giusto: quando l'altro, appunto, è costretto a tirare il suo colpo, e lascia indifeso il suo bersaglio. D'accordo, c'è la contraria anche qui, e la più classica si chiama controtempo: ma ammetterete che non è l'azione più facile. Lo fanno solo i più bravi. E poiché il vantaggio - scusate il bisticcio di parole - è tutto dalla parte di chi è in vantaggio - cui conviene ricorrere al doppio - ammetterete che anche questa è scherma contro natura. Come volevasi dimostrare.

 

 

Postilla: non ce l'ho con la scherma moderna, e con i cambiamenti radicali che ci ha portato. Bisogna accettarli. La scherma – l'ho detto e lo ripeto – è, per me, nella sua accezione più nobile, l'arte delle contrarie. Non dipende dallo strumento, spada, sciabola o fioretto; bastone, pugni, o parole: ma dalla mente e dal cuore. Tempo, velocità, misura. Coraggio, autocontrollo. Il resto è un accessorio. Se vogliamo continuare a distinguerci, la chiave è questa.

 

 

 

 

Una fase dell'assalto per il primo posto ai campionati italiani assoluti di Tivoli 2009. Vezzali contro Errigo. Si noti l'attacco della Errigo, che tira indietro il braccio armato proprio mentre la Vezzali tira il suo colpo. La Errigo colpisce successivamente, l'arbitro le dà ragione, e la Vezzali non ha nulla da obiettare. Nessuna delle due distende completamente il braccio armato per colpire.

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Commenti 

 
0 # Giovpass 2010-04-20 15:19
Pienamente d'accordo, anche se mi lascia molto triste che durante queste dissertazioni non prendiate mai in considerazione il Kombat, ed il proprio aspetto conservativo.
 
 
0 # Ella 2010-04-21 12:27
Perché non provi a parlarcene tu, Giovpass? Ai curiosi piace molto imparare!
 
 
0 # Rapier 2010-04-21 17:55
Bellissimo articolo, che evidenzia questo carattere innaturale dell'attuale modo di interpretare la scherma olimpica.

La scherma di convenzione nasce con il fioretto, la spada da allenamento, per questioni legate alla sicurezza ed all'accademicità, limitando il bersaglio e dando una scansione precisa della frase d'armi. Il pricipio della necessità di parare innanzitutto, e quindi esaltare il concetto difensivo e conservativo della scherma è ormai stravolto completamente.

La sciabola, come la spada, è arma da terreno e l'unico motivo plausibile che giustificava l'applicazione della convenzione schermistica poteva essere semplicemente la difficoltà di arbitraggio, in assenza di un apparecchio di segnalazione.

In effetti, con l'avvento della segnalazione elettrica la convenzione non avrebbe più senso di esistere.

Ma esistono altre due convenzioni, parimenti criticabili anche nella scherma di spada, detta, a buon diritto, quella più simile al duello vero:
1) il tempo schermistico stimato in 40/50 millisecondi (troppo breve per avere una sufficiente garanzia contro la reazione avversaria);
2) la parificazione del valore dei colpi, equiparando una stoccata al braccio ad una al cuore (assurdità che permette a chi cerca il colpo doppio di farlo senza troppi patemi);

Logico? Mica tanto, evidentemente, altrimenti le modifiche ai regolamenti di questi anni avrebbero potuto essere molto più semplici, economiche ed efficaci.

Lasciando perdere la possibilità di riprodurre un combattimento vero, a meno di farlo veramente, a rischio della pelle, la scherma Storicombat regolamentata dalla FIS prevede una scherma di spada a combattimento continuato, eliminando di fatto il concetto del tempo schermistico e imponendo quindi necessariamente l'obbligo di colpire senza essere colpiti o, almeno, stabilendo valore e punteggi differenziati ai bersagli colpiti e alle modalità di colpo (punta/taglio), di colpire un bersaglio vitale sacrificandone uno non vitale.

Questo si può fare anche usando l'apparecchio ed è la base di un progetto denominato Fencing Extrema, del quale vi propongo un primo video di prova. Qui si usa l'apparecchio di spada, ma con quello di fioretto è possibile selezionare il bersaglio vitale, attribuendo un punteggio x al "bersaglio non valido" e, ad esempio, 3x all'accensione della luce colorata.

Nel video potete osservare due varianti, ovvero quella da pedana (con le limitazioni conseguenti) e quella da terreno, con apparecchio wireless.

http://www.youtube.com/watch?v=24B8i5cRb84
 
 
0 # Magis 2010-04-23 22:24
Sono sempre favorevole alla sperimentazione , da cui possono nascere nuovi spunti, e aprirsi altre vie.
Ma non dimentichiamo che anche la spada da terreno, quella dei duelli, era rigidamente regolamentata. Bastava sfiorare il terreno, e il duello si fermava, per disinfettare le punte: morire ammazzati, passi. Ma d'infezione!
E poi la scherma che s'imparava, per essere "realistica", doveva essere funzionale al modo di farla dell'epoca: sport, o duello, con le sue regole da rispettare. Convenzioni anche quelle. Al primo sangue, in genere, ci si doveva fermare.
 
 
0 # Rapier 2010-04-24 09:48
Il combattimento senza regole è brutalità, non scherma.
Il primo sangue stabilito a priori, anche negli ultimi tempi del duello, era considerato anticavalleresc o e causato dalla cautela del medico, obbligatoriamen te presente, che trattava una scalfittura come una ferita invalidante, che impediva la continuazione del combattimento.
Ricordiamo poi i rischi non solo fisici, ma anche penali di chi si batteva e, soprattutto, di chi causava lesioni gravi o la morte dell'avversario, per non parlare del coinvolgimento penale dei rappresentanti e dei secondi.
La disinfezione delle punte è ovviamente storia recente, data dalle maggiori conoscenze in campo medico.
 
 
0 # Magis 2010-04-24 17:48
... appunto: non è più, e non è solo arte marziale. E' qualcosa di più, qualcosa di meno, e quindi diversa, proprio perché regolamentata.
E allora, forse un regolamento assurdo vale l'altro...
 
 
0 # Rapier 2010-04-24 19:44
Della serie, prima o poi bisogna morire, perché addannarsi a vivere.

Qualunque arte marziale è regolamentata, solo che in genere le arti marziali addestrano al combattimento attraverso un gioco, mentre la scherma olimpica addestra ad un gioco attraverso un combattimento...

...ed è principalmente per questo che è nata la scherma storica.
 
 
0 # Magis 2010-04-25 09:50
Evviva la scherma storica. Credo di essere al di sopra di ogni sospetto

Ma non c'è niente da fare: sparita l'idea di giocarsi la pelle, ogni regola è artificiale. Serve ad esaltare questo o quell'aspetto del gioco: secondo i gusti, secondo i fini e le priorità.
 
 
0 # Rapier 2010-04-25 10:51
Dici il vero, soprattutto perché senza di te non saremmo mai arrivati a questi risultati.
Lo dici anche quando affermi che, sparita l'idea di giocarsi la pelle, ogni regola è artificiale.
Ma si muore anche in pedana, così come sul ring (anche se sul ring, chissà perché, il combattimento fa più impressione), e se non possiamo riprodurre la scherma "vera", almeno prossiamo provare ad aumentare il grado di verosimiglianza . Il che significa che i regolamenti non sono tutti uguali: se così fosse, ad esempio e restando nell'ambito del gioco, queste due versioni videoludiche sarebbero del tutto uguali:

http://www.youtube.com/watch?v=HCtA9E2GQdE&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=X_3zZxLpwao

È sempre tennis, no?
 
 
0 # Magis 2010-04-25 11:29
Citazione:
se non possiamo riprodurre la scherma "vera", almeno prossiamo provare ad aumentare il grado di verosimiglianza . Il che significa che i regolamenti non sono tutti uguali:


Su questo sono senz'altro d'accordo. E non poche volte ho proposto anche di cambiarli, questi benedetti regolamenti, e questi trattati, ormai storici.

Ma il mio sforzo resta quello di individuare e far risaltare i fattori fondamentali della scherma: presenti anche in altri sport di competizione, ma non altrettanto evidenti.

Evidenziamo, in definitiva, la parte nobile e proiettabile nel futuro di tutti i nostri giochi, tentativi, o approssimazioni alla scherma che fu.
 
 
0 # Giovpass 2010-04-26 08:53
Dear Magis, ok non mi metto a competere concettualmente con un "mostro sacro" della scherma.... ma almeno in fondo all'articolo, puoi scrivere tipo "....tuttavia lo storikombat ha come obiettivo il ripristino dei principi del colpire senza essere colpiti.... ecc ecc.". E' vero che noi siamo sempre nell'angolo, come è successo a Formia, ma non siamo disposti ancora per molto a tener la testa bassa, oggi 50 domani 100 e poi attenzione, che gli allievi non superino i maestri. Grazie Giovanni P.
 
 
0 # Magis 2010-04-26 10:07
Ora devo sentirmi dare anche del mostro...
Comunque, ti accontento senza difficoltà veruna:

Citazione:
....tuttavia lo storikombat ha come obiettivo il ripristino dei principi del colpire senza essere colpiti....


... e l'obiettivo di aumentare la vorosimiglianza del combattimento, sempre nei limiti imposti dalle esigenze di sicurezza degli atleti.

Ok?

E poi: perché attenzione? Un maestro come si deve può solo essere contento se i suoi allievi diventano più bravi di lui (e gli riconoscono un tantino di merito, per questo...)
 
 
0 # Magis 2010-04-26 10:08
"vorosimiglianza "

Vedi cosa capita ad andare di fretta, e non rileggere?
 
 
0 # Rodomonte 2010-07-04 16:55
tristo quell'allievo che non supera il suo maestro (Leonardo da Vinci)

Solo se ammettessimo che un solo colpo ben dato, pulito, possa mettere fine all'assalto, allora saremmo ancora più vicini. Come gli assalti di spada ad una botta.
 
 
0 # Rapier 2010-04-26 11:17
Giovanni, ti ricordo che senza l'opera di Giancarlo oggi non ci sarebbe la scherma storica in FIS! Inoltre, cominciamo finalmente a ragionare non più in termini di contrapposizion e, ma di unione. Nel futuro della scherma non ci dovrà più essere una dicotomia tra storica e olimpica, un noi e un voi, ma un unico e autentico Noi.
 
 
0 # Giovpass 2010-04-26 15:55
So perfettamente che Giancarlo è per noi un pilastro, me ne avete parlato per delle ore, ho letto i suoi scritti, l'ho ascoltato a Roma, e per me rimane "un mito", e proprio per questo una parola in piu' scritta da lui, è oro che cola, e poi mi conosci, sono un istintivo verticale testone, seppur fedele nelle idee :) e stimo voi tutti; tuttavia trasparente in cio' che desidero.
 
 
0 # Giovpass 2010-04-22 08:56
Per Ella: credimi, non scrivo oltre cio' detto da Rapier, perchè il 30 di Maggio a Padova, come da calendario ci sarà il nazionale, venite e vedrete, una serie di appassionati che come unica base hanno la storia della scherma, basi sprtive, tanta passione, e che si stanno sacrificando oltre i propri mezzi economici per gli alti oneri del materiale, una manifestazione auto finanziata, chiedi a Rapier, ma che scendono nel cerchio per stabilire il n°1.

Ci stiamo allenando a dismisura.... solo per questo meritiamo la Vs. presenza e sostegno, e pensa che non ci sono Master o che, qui i 20 anni possono fare la differenza nei 3 minuti....In primis venga Magis, e poi faccia una percentuale di confronto sulla conservazione tra le nuove discipline e quelle olimpioniche..... Un saluto a tutti di super stimi!!!!!!!!

P.S. nessuno si offenda, sono focoso di natura, e con Rapier stiamo sudando 7 camicie per lavorare al progetto.....
 
 
0 # Rodomonte 2010-07-02 21:07
Gran bell'articolo Giancarlo! Complimenti, come sempre ineccepibile
 
 
0 # Magis 2010-07-04 15:44
Grazie, Rodomonte. Posso chiederti chi sei? Non sarai mica lo stesso della poesia del Borsi...
 
 
0 # Rodomonte 2010-07-04 16:50
Borsi? non ho una grande prelidezione per gli stilnovisti...
Sono Gianluca
 
 
0 # redazione web 2011-07-14 13:08
Commenti su Fencing.net all’articolo “Scherma contro natura” del Maestro Toràn: www.fencing.net/forums/thread55025.html#post931073, traduzione di gram



edew Post #2

Concordo completamente. Due luci nel fioretto o nella sciabola? E cosa importa, a condizione che avevo la priorita` e ho guadagnato il punto. Colpo doppio nella spada? Cosa importa fintantoche` sono in vantaggio col colpo doppio o lo tocco 0,04 secondi prima di lui (ah, peccato). Qualsiasi coach che dice, “se queste fossero spade vere in un duello cosa faresti...” non dovrebbe manco metter piede in una sala di scherma.


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edew Post #3

Toràn scrive:
Fate spratico con un bambino e ... là, quando il suo attacco è iniziato, gli tirate un bell'arresto sbagliato. Cosa fa, lui: continua? Certo che no! Va a parare, l'anima candida! Non ha ancora capito che deve fare una cosa contro natura: lasciarsi colpire, mentre lui colpisce insieme, o addirittura dopo. E quanti tentativi, e quante spiegazioni, prima di instaurare il nuovo comportamento, contro natura, sì, ma tanto efficace!

Questo e` esattamente come do` lezione io sia di sciabola che di fioretto. E questa e` anche la ragione per cui faccio indossare la divisa completa ai miei studenti prima di lavorare con me. Anche i principianti devono imparare a finire un attacco contro un contrattacco e non vado leggero quando contrattacco. Li alleno a ricevere attacchi simultanei, ad essere piu` veloci di me, ad essere piu` lenti di me (e forse anche a tirare indietro [retrocedere] per fare una parata-risposta). Non allenerei mai nessuno senza che riceva stoccate [serie] da me durante la lezione.

Apprezzo pure la sua nota finale—molto simile alla mia filosofia. La scherma consiste nell’essere capace di controllare il proprio corpo. 90% dello sport e` controllare il proprio corpo. Il rimanente 10% e` controllare il corpo dell’avversario.

E sulle contrarie: l’arte delle contrarie costituisce la caratteristica che distingue la scherma dagli altri sports. In quasi tutti gli altri sports esiste il concetto del “follow-through” (accompagnamento, compiere il movimento completo). Che si tratti di golf, boxe, baseball, calcio, football americano, tennis, automobilismo, biliardo… l’accompagnamento, il compimento del movimento completo e` parte integrale per eseguire il movimento corretta, o meglio un movimento con maggiore successo. Fare un grande “swing” nel baseball? Nessun problema. Fare un grande swing con la sciabola? Grande problema. E` piu` difficile in realta` controllare contro il follow-through [cioe` non fare il follow-through di un gesto/movimento] che eseguire un bel follow-through [del gesto/movimento], e per questa ragione la scherma e` piu` affascinante che viceversa [cioe` se i movimenti/gesti richiedessero un bel follow-through come nel tennis o golf ad esempio].


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mrbiggs Post #4

Se uno rispondesse ad ogni azione aggressiva con una parata, la scherma sarebbe alquanto noiosa. Simile ai duelli che per quanto ho capito leggendo e guardando i videos che ho potuto trovare erano anche alquanto noiosi [i duelli—ovviamente non capisce la differenza che nel duello ti giochi la vita...].
Ma penso anche che [la scherma] non sia TANTO distante [dal duello—a parte rimetterci la vita...].
Certo, finire invece di parare non e` un buon movimento, ma personalmente io affronterei piuttosto un tizio qualsiasi incontrato per strada in un duello piuttosto che ad esempio Seth Kelsey [spadista americano]. Anche se una buona parte del suo allenamento consiste nel cercare il doppio, sara` anche molto abile in altre cose come parare e creare delle situzioni efficaci per lui. Anche se non esattamente la stessa cosa, tirare di scherma [sportiva] e tirare in un duello richiedono entrambi un set di skills che non sono poi tanto separati tra di loro.


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Mac A. Bee Post #8

Citazione:
Toran scrive:
"... un fatto che sembra irreversibile, ed ha a che fare con un problema ancora più ampio, quello del modo di arbitrare: sembra che l'attacco inizi non dalla distensione del braccio (che non si usa quasi più), come ancor oggi prescrive il regolamento, ma dal movimento in avanti delle gambe.”


Allora questo non succede solamente negli States.


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Superscribe Post #9

Citazione:
Toran scrive:
"Fate spratico con un bambino e ... là, quando il suo attacco è iniziato, gli tirate un bell'arresto sbagliato. Cosa fa, lui: continua? Certo che no! Va a parare, l'anima candida! Non ha ancora capito che deve fare una cosa contro natura: lasciarsi colpire, mentre lui colpisce insieme, o addirittura dopo. E quanti tentativi, e quante spiegazioni, prima di instaurare il nuovo comportamento, contro natura, sì, ma tanto efficace!”


Questo sembra essere il nocciolo della questione ma per me l’esempio non calza. Il problema e` come al giorno d’oggi si insegna l’attacco. Ho visto pochissimi esempi di persone che si sono impegnate in un’azione d’attacco reagire a un arresto “sbagliato” in questo modo. Sai cosa considero io un arresto sbagliato? Un contrattacco. Tu contrattacchi un bambino che e` determinato ad infilzarti e lui finira` la sua azione d’attacco. Ci vuole molto molto piu` allenamento per esser capace di reagire ad un contrattacco mentre tu stesso stai attaccando.
Alcuni non attaccano nemmeno. Continuano col loro movimento in avanti ed hanno molte esitazioni. Trasalgono, saltano indietro quando li contrattacchi, come dovrebbero [e` naturale].
 
 
0 # redazione web 2011-07-14 13:10
Ancora commenti su Fencing.net all’articolo “Scherma contro natura” del Maestro Toràn:
www.fencing.net/forums/thread55025.html#post931073, traduzione di gram



edew Post #10

Citazione:
Originally Posted by Mac A. Bee

Toran scrive:
"... un fatto che sembra irreversibile, ed ha a che fare con un problema ancora più ampio, quello del modo di arbitrare: sembra che l'attacco inizi non dalla distensione del braccio (che non si usa quasi più), come ancor oggi prescrive il regolamento, ma dal movimento in avanti delle gambe.”
Citazione:
Allora questo non succede solamente negli States.


Questo e` l’unico punto dell’articolo sul quale non sono d’accordo. Un attacco dipende da quello che entrambi gli schermitori stanno facendo.


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edew Post #11

Originally Posted by Superscribe

Citazione:
Toran scrive:
"Fate spratico con un bambino e ... là, quando il suo attacco è iniziato, gli tirate un bell'arresto sbagliato. Cosa fa, lui: continua? Certo che no! Va a parare, l'anima candida! Non ha ancora capito che deve fare una cosa contro natura: lasciarsi colpire, mentre lui colpisce insieme, o addirittura dopo. E quanti tentativi, e quante spiegazioni, prima di instaurare il nuovo comportamento, contro natura, sì, ma tanto efficace!"


Questo sembra essere il nocciolo della questione ma per me l’esempio non calza. Il problema e` come al giorno d’oggi si insegna l’attacco. Ho visto pochissimi esempi di persone che si sono impegnate in un’azione d’attacco reagire a un arresto “sbagliato” in questo modo. Sai cosa considero io un arresto sbagliato? Un contrattacco. Tu contrattacchi un bambino che e` determinato ad infilzarti e lui finira` la sua azione d’attacco. Ci vuole molto molto piu` allenamento per esser capace di reagire ad un contrattacco mentre tu stesso stai attaccando. Alcuni non attaccano nemmeno. Continuano col loro movimento in Avanti ed hanno molte esitazioni. Trasalgono, saltano indietro quando li contrattacchi, come dovrebbero [e` naturale].

[Evidentemente]non hai insegnato ad abbastanza bambini o cercato di fare questo con un numero sufficiente di bambini. Ho avuto bambini che facevano un attacco, avevano la loro punta a pochi pollici dal mio petto e quando io estendevo il mio ferro in avanti trasalivano/indietreggiavano e cercavano di parare. A questo punto dico loro di non parare, di continuare nel loro colpo e di entrare nel mio ferro, che cosi` va bene. Dopo capiscono come va il gioco e non hanno problemi ad essere contrattaccati.

Ma per un principiante assoluto, prova cosi`. Dagli una spada e l’equipaggiamento necessario. Non spiegargli troppo le regole se non di toccarti con la punta usando una botta diretta. Ora fagli provare un paio di affondi. Poi quando e` nel mezzo di un affondo, rapidamente tira il tuo ferro contro di lui. Non farlo troppo veloce dato che non sara` capace di rispondere. Vedrai come para il tuo ferro o almeno tenta di pararlo. E` naturale. Questo e` come le persone pensano e[re]agiscono.
Sono i coaches che mai trattano di questo e che mai insegnano ad attaccare in un contrattacco che quando hanno i loro allievi ad una gara, cosa succede? L’avversario spaventandosi di fronte ad un attacco che gli arriva, estende il suo ferro. L’attaccante, non rendendosi conto che e` lui che continua ad avere la priorita` cerca invece di parare. Due sbagli, e il contrattaccante riceve il punto. Occhi che strabuzzano.

D’altro lato, per fare un buon controtempo, cioe` un falso attacco/preparazione per attirare un contrattacco, e poi parare e rispondere, e` qualcosa molto difficile da padroneggiare.


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catwood1 Post #12

Originally Posted by Superscribe

Questo sembra essere il nocciolo della questione ma per me l’esempio non calza. Il problema e` come al giorno d’oggi si insegna l’attacco. Ho visto pochissimi esempi di persone che si sono impegnate in un’azione d’attacco reagire a un arresto “sbagliato” in questo modo. Sai cosa considero io un arresto sbagliato? Un contrattacco. Tu contrattacchi un bambino che e` determinato ad infilzarti e lui finira` la sua azione d’attacco. Ci vuole molto molto piu` allenamento per esser capace di reagire ad un contrattacco mentre tu stesso stai attaccando.
Alcuni non attaccano nemmeno. Continuano col loro movimento in Avanti ed hanno molte esitazioni. Trasalgono, saltano indietro quando li contrattacchi, come dovrebbero [e` naturale].


Questo e` forse il post piu` intelligente che ho mai visto su f.net. Penso anche che sia una delle piu` grandi confusioni in tutta la scherma. Anche piu` della punta in linea!!

Insegnare a qualcuno ad attaccare NON e` la stessa cosa di insegnare a qualcuno come fare l’affondo. Ovvio che se dici a qualcuno di fare un affondo contro di te e to contrattacchi nel suo affondo, trasalira`. Ma questo non e` insegnare come attaccare. Questo e` insegnare come fare l’affondo! Insegnare un attacco attraverso un controattacco e` una cosa. Insegnare a qualcuno di correre in avanti e finire il suo “attacco” quando vede l’avversario che contrattacca, e` una cosa ben diversa.


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migopod Post #13

Citazione:
Originally Posted by catwood1

Questo e` forse il post piu` intelligente che ho mai visto su f.net. Penso anche che sia una delle piu` grandi confusioni in tutta la scherma. Anche piu` della punta in linea!!

Insegnare a qualcuno ad attaccare NON e` la stessa cosa di insegnare a qualcuno come fare l’affondo. Ovvio che se dici a qualcuno di fare un affondo contro di te e to contrattachi nel suo affondo, trasalira`. Ma questo non e` insegnare come attaccare. Questo e` insegnare come fare l’affondo! Insegnare un attacco attraverso un controattacco e` una cosa. Insegnare a qualcuno di correre in avanti e finire il suo “attacco” quando vede l’avversario che contrattacca, e` una cosa ben diversa.


Tranne naturalmente che nella spade.
 

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