| Nati per mentire |
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| Mercoledì 03 Febbraio 2010 21:01 | |
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La risposta a questa domanda potrebbe essere di vitale importanza, per evitare che il nostro sport diventi, lentamente, un fossile. Continuamente alla ricerca di nuovi stimoli e nuove suggestioni, i giovani potrebbero avvertire come stantia e superata l'offerta schermistica. Dobbiamo evitarlo. Per riuscirci, credo che dovremo modificare la nostra stessa cultura sull'argomento, proponendoci in modo nuovo, ma senza rinnegare il passato: che ha una ricchezza senza paragoni, ed è potente stimolo per la fantasia.
Già, ma come fare, per passare dai buoni propositi ai fatti? Fra le tante strade possibili, sono spesso attratto da quelle che ci mostrano aspetti nuovi e attuali della scherma, legati alle sue caratteristiche più essenziali, che la rendono unica, la nobilitano, e le attribuiscono, per così dire, una sorta di primogenitura rispetto agli altri sport. Per questo motivo, ad esempio, mi sono occupato molto di tattica: cercando di definire il termine con precisione, e slegandolo, per quanto possibile, dalla specificità dello strumento utilizzato. Spada, sciabola e fioretto non sono, quindi, gli unici strumenti con cui si fa scherma: bastoni, mani nude, parole, gesti, servono egregiamente a condurre quel rapporto di cui si nutre ogni competizione. Un rapporto fatto di osservazione, valutazione, tecniche, ma soprattutto – ed è qui la scherma – di finte, inganni, seconde intenzioni: una categoria dello spirito, come ha scritto qualcuno.
E' facile vedere che le stesse dinamiche sono di uso corrente in infinite altre situazioni, e non solo sportive. Dovunque c'è competizione intelligente, quando si cerca, contro un avversario, il massimo risultato col minimo sforzo, si ricorre alla tattica, che è l'essenza della scherma. Un fatto di testa, quindi, prima che di muscoli. Al giorno d'oggi si impone con prepotenza alla nostra attenzione l'analisi dei processi mentali: in un primo tempo, dal punto di vista psicologico. Poi, dal punto di vista dei meccanismi neuronali, forse con maggiore efficacia, e minore distanza dalla nostra fisicità. E vengo al dunque. Ho letto, in questi giorni, "Nati per credere", di Girotto–Pievani–Vallortigara, Codice edizioni, Torino, 2008. Sottotitolo: "Perché il nostro cervello sembra predisposto a fraintendere la teoria di Darwin". Gli autori sono, rispettivamente, esperti e docenti di Psicologia Cognitiva, Filosofia della Scienza e Neuroscienze Cognitive. Ci guidano per mano a scoprire comportamenti innati (geneticamente predeterminati), anche nei bambini di pochi mesi d'età, e concludono, in buona e numerosa compagnia, che il nostro cervello si sarebbe evoluto geneticamente, per la pressione della selezione naturale, in modo da precostituire dei moduli (collegamenti neuronali precostituiti per specifiche funzioni) che ci spingono a credere. Ogni evento deve avere una causa, insomma, e siamo fortemente orientati a cercarla, o ad attribuirla ad un agente intenzionale. Un comportamento che può indurci in errore ma, complessivamente, ci ha dato dei vantaggi, tanto da favorirci nella selezione naturale, e fissarsi nei nostri geni, che si trasmettono per via ereditaria. Fra i comportamenti che richiedono una spiegazione un po' più complicata, e tuttavia molto convincente, c'è la cooperazione altruistica, che a prima vista sembra in contrasto con la lotta dell'individuo per porsi in condizioni di vantaggio. Chi si sacrifica per gli altri sembra andare contro il suo personale interesse, e quindi contro la regola della sopravvivenza del più forte. Ma se l'interesse del gruppo, che è comunque portatore di geni in gran parte uguali, è favorito dal comportamento altruista, ecco aperta la strada. Sono i geni, non gli individui, o i gruppi di individui, l'oggetto diretto della selezione. Non si spiegherebbero, altrimenti, i comportamenti altruistici o cooperativi, che si sono affermati con tanto successo.
Lo sviluppo della capacità di cooperare deve quindi procedere parallelamente, come tutte le facoltà umane, allo sviluppo della capacità che è in grado di approfittarne: la capacità di ingannare. Come la gazzella e il leone, che devono, per sopravvivere, essere continuamente all'altezza dell'avversario, così nella nostra mente la capacità di ingannare e quella di valutare la possibilità dell'inganno devono essere in continua tensione, in continuo affinamento. Un tipo di competizione che senza alcun dubbio definirei schermistica, ed è alla radice, genetica, anche della nostra scherma in pedana. Eccola qui, la categoria dello spirito, tradotta in termini meno metafisici, e più concreti: la scherma come matrice delle più alte e sottili capacità sociali dell'uomo, affinatesi grazie al contrasto dialettico fra due forze opposte, ed entrambe necessarie l'una all'altra, che tentano costantemente di superarsi, e ciò facendo progrediscono, migliorano. Ancora una volta, la dimostrazione che la scherma non è uno sport qualunque, ma lo sport per eccellenza, alle origini di tutti gli altri; non la simulazione di un'attività, come la caccia, o la corsa, o i lanci, ma l'essenza stessa del confronto, la competizione delle intelligenze. Del resto è facile, con un po' di sincera e non preconcetta auto osservazione, verificare quanto le piccole e grandi bugie facciano parte del nostro quotidiano: tanto da non riconoscerle più per quello che sono. Non mi riferisco solo alle bugie che possono procurare evidenti vantaggi, a danno dell'altro, visto come un avversario da "fregare", ma anche e soprattutto a quelle utilizzate come normale lubrificante dei rapporti quotidiani con i nostri simili, alle schermaglie, ai giri di parole prima di arrivare al punto. Tipiche quelle della vita di coppia, che ritroviamo spesso nelle barzellette.
E i rapporti con i superiori? Ridiamo facilmente alle battute del capo? O del professore? E perché uomini e donne spendono tanti soldi per truccarsi? E non è questa la società dell'apparire, dell'immagine, del sembrare diversi da quel che si è? E i giochi di prestigio? Le bugie dei politici? E le bugie raccontate a se stessi, per non turbare i propri pregiudizi, ormai ben radicati? Diciamo sempre quel che pensiamo? Nascondere il reale, ed esibire il falso. Da sole, o insieme, sono le due facce dell'inganno. Nelle grandi e nelle piccole cose. E poiché le utilizziamo quotidianamente, tutti, siamo diventati bravissimi a nasconderne la natura anche a noi stessi, per mantenere intatta la nostra autostima: poiché l'inganno, ci è stato sempre insegnato, è sempre un male. Mentre invece, pare, è una raffinata capacità degli esseri che vivono in società: sviluppata al massimo grado fra gli esseri umani. Sembra quindi che la capacità di mentire, e quindi la tattica, i principi della scherma applicati alla comunicazione, siano parte integrante del nostro modo di vivere. Nella scherma in pedana, lo sappiamo, si inganna apertamente, in un contesto di regole note e condivise. Ma, anche qui, ci sono inganni permessi, e inganni proibiti: truccare le armi, ad esempio, non è consentito. Anche nella vita ci sono delle regole da rispettare, ma sappiamo bene che c'è chi non le osserva, e ci guadagna, almeno finché non viene scoperto. La scherma - che è una forma di comunicazione - studiata in profondità, può aiutarci a capire meglio il mondo che ci circonda, e ad evitare di essere facilmente ingannati. Ma torniamo all'inizio. Per far si che il fascino della scherma, al di fuori dell'ambito di chi già la pratica, o l'ha praticata, non si eroda col tempo, acquisendo un'immagine demodé di sport di nicchia, per pochi eccentrici, dobbiamo saper vedere, e poi soprattutto saper mostrare, gli aspetti sempre nuovi e interessanti, e sicuramente attuali, che continuano ad affiorare. La scherma è cultura. Cultura viva, non solo storia. E' questa la via.
P.S.: Bugie, a se stessi e agli altri, seconde intenzioni, terze intenzioni. Nelle barzellette gli esempi non mancano. Eccone un piccolo campionario.
Un uomo trova la propria auto, parcheggiata sotto casa, con una vistosa ammaccatura. Nel vedere un biglietto infilato sotto il tergicristallo si rincuora. Poi lo legge: 'Gentile signore, purtroppo nell'uscire dal parcheggio ho urtato la sua macchina, danneggiandola. La gente che mi guarda pensa che ora io stia scrivendo le mie generalità, come sarebbe giusto in questi casi. Ma non mi sogno nemmeno di farlo. Buona giornata!"
Il signor Angelo va all'ospedale a far visita al suo amico Berto che ha avuto un incidente con la macchina. 'Ciao, come stai?'. E Berto: 'Sto meglio, grazie'. 'Ma puoi alzarti?' chiede ancora Angelo. 'Mah, guarda', risponde Berto 'secondo il medico sì ... secondo l'avvocato assolutamente no!'.
Un uomo e una donna si scontrano in un incidente in macchina. Le due automobili sono distrutte, anche se nessuno dei due è ferito. Riescono a strisciare fuori dalle loro macchine sfasciate e la donna fa all'uomo: "Non posso crederci: tu sei un uomo... io una donna. E ora guarda le nostre macchine: sono completamente distrutte, eppure noi siamo illesi. Questo è un segno: Dio voleva che ci incontrassimo e che divenissimo amici e che vivessimo insieme in pace per il resto dei nostri giorni..." E lui: "Sono d'accordo: deve essere un segno del cielo!" La donna prosegue: "E guarda quest'altro miracolo... La mia macchina e' demolita ma la bottiglia di vino non si è rotta. Di certo Dio voleva che noi bevessimo questo vino per celebrare il nostro fortunato incontro...." La donna gli passa la bottiglia, lui la apre, se ne beve praticamente metà e la passa a lei... Ma la donna richiude la bottiglia e la ridà a lui... L'uomo le chiede: "Tu non bevi??" E lei risponde: "No... io aspetterò che arrivi la polizia..."
Un poliziotto ferma un giovane in macchina che andava a 100 all'ora nella zona residenziale con limite 30 km/h. Questa è la conversazione che ne segue. Pol.: - Posso vedere la sua patente? - Com.: - Posso vedere la sua patente? -
Un tizio, che passa molto volentieri le serate libere alla sala biliardi, dice alla moglie: "Cara, vado nel parco per fare un po' di jogging". E la moglie: "Va bene, caro, ma torna entro un'ora perché siamo invitati a cena dai miei genitori e non voglio fare tardi". Il marito esce e comincia a correre per il parco, finché incontra una bellissima bionda tutte curve, anch'essa dedita allo jogging. I due fanno amicizia e la donna poco dopo lo invita a casa sua a bere un drink. L'uomo non se lo fa ripetere due volte. Appena in casa la bionda dice: "Le dispiace se mi faccio una doccia?" e così si spoglia nuda ... e poi da cosa nasce cosa e ovviamente finiscono a letto per due ore di filata. Naturalmente si ricorda troppo tardi di avere la cena con i suoceri e deve inventare una scusa plausibile. Così si sporca le mani di gesso e torna dalla moglie che gli urla: "Beh, ti sei dimenticato della cena? Dove sei stato?". E il marito: "Cara, sai, mentre facevo jogging ho incontrato una bionda stupenda che mi ha invitato a casa sua, e poi mi ha sedotto e siamo finiti a letto...". E la moglie: "Ma che balle mi vai raccontando! Fammi vedere le mani! Ecco! Sei andato come al solito a giocare a biliardo!".
Un signore, esperto di opere d'arte, sta passeggiando per il centro quando vede davanti al negozio di un antiquario un gatto che sta leccando il latte da un piattino che riconosce essere molto antico e di inestimabile valore. Entra allora dall'antiquario e gli chiede: "Senta, ho notato davanti alla sua porta quel bel gattino. Mi sembra giovane ed arzillo e io ho proprio bisogno di un gatto simile per la mia casa infestata dai topi. Me lo venderebbe per 100 euro?". Il proprietario non ha problemi: "Certo, lo prenda pure, ne ho tanti". Allora il signore, facendo finta di essere scarsamente interessato, chiede: "Senta, non mi regalerebbe anche quel piattino su cui il gatto sta mangiando? Mi sembra che ci sia molto affezionato". E l'antiquario: "Mi dispiace, ma quel piattino lo tengo come portafortuna. Mi ha già fatto vendere 45 gatti!".
Sono il primo degli eliminati!
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Perché, oggi, si sceglie la scherma? Fra i tanti sport, vecchi e nuovi, offerti e pubblicizzati, spesso con maggiore efficacia del nostro, perché un giovane, ad esempio, dovrebbe preferire proprio questo?
La scherma è lo sport tattico per eccellenza. Quali sono gli "sport tattici"? Quelli in cui le variabili principali sono costituite essenzialmente dal comportamento dell'avversario, che cambia in funzione del nostro. Un sistema in cui ognuno, oltre a controllare il comportamento dell'altro - stabilendo così la distanza e il tempo necessari per farlo - cerca di influire su di esso, per avvantaggiarsi. Il mezzo più efficace, a parità di forze, è l'inganno: per ottenere una involontaria collaborazione, che l'altro concede illudendosi, a sua volta, di averne un vantaggio. Fingere un attacco, scoprendosi, per favorire un'uscita in tempo dell'avversario, che siamo ben preparati a neutralizzare con la parata e risposta, è un classico esempio schermistico, noto col nome di controtempo. E
Ma non c'è bisogno di ricorrere ai casi limite, ai santi o agli eroi, a quelli che sacrificano la propria vita per quella degli altri. E' più che sufficiente l'altruismo reciproco che, cito dal libro: "...può evolvere a condizione che vi sia una certa probabilità che l'individuo beneficiato contraccambi, in un secondo momento, l'atto di generosità. Perché possa evolversi un tale comportamento di reciprocità è necessario che l'individuo che compie l'atto altruistico sia in grado di riconoscere il beneficiario, di ricordarselo e di valutare se quest'ultimo contraccambia con atti di pari valore. Questo fenomeno implica l'evoluzione di una psicologia sofisticata. L'altruismo reciproco è infatti soggetto, molto più di quello genetico, al rischio del parassitismo e dell'imbroglio".
Come sto, caro? Divinamente (purché ti sbrighi), andiamo! Passano gli anni e non invecchi mai, anzi migliori! Davvero? Anche tu stai benissimo! A chi vuoi più bene, a me o al mio fratellino? Scusate il ritardo, un traffico bestiale! Mi hai pensato? Non ho fatto altro! Bella giornata, vero?

Commenti
Grazie davvero Giancarlo
Un tizio si avvicina al bancone del bar, guarda il proprietario con aria di sfida, poi gli dice :
"scommette che da qui, dove sono io, senza spostarmi di un centimetro, posso fare pipì nel portaombrelli accanto all'entrata, senza far cadere a terra nemmeno una goccia? "
Il barista lo guarda interdetto, poi guarda il portaombrelli accanto alla porta d'ingresso e dice " Impossibile, e poi è troppo distante....! "
L'uomo non si perde d'animo e ribatte :" sono convinto di farcela, e sono disposto a scommettere 1000 euro sulla mia riuscita ! "
Pensando di aver a che fare con uno sprovveduto a cui spillare soldi facili, il proprietario del bar accetta la scommessa.
L'avventore si mette in posizione, si sbottona i pantaloni e comincia ad urinare ma ovviamente il getto non riesce nemmeno ad avvicinarsi al portaombrelli, facendo un bel lago sul pavimento del locale.
Il barista soddisfatto si mette a ridere a crepapelle ma l'uomo, senza scomporsi, si abbottona nuovamente la patta dei pantaloni e posa 1000 euro sul bancone del bar, salutando gentilmente con un sorriso affabile.
Il barista, a questo punto, incuriosito dal comportamento dall'omino lo richiama e gli dice, ridendo ".. ma credeva davvero di vincermi mille euro, riuscendo ad urinare dentro il mio portaombrelli, senza far cadere a terra nemmeno una goccia?..."
E l'uomo : "ovviamente no... ma avevo scommesso tremila euro con quei signori seduti al tavolo là in fondo che avrei pisciato sul pavimento del suo locale e che lei sarebbe stato anche contento della cosa..."
Alle porte del Paradiso, una voce urla:
Per Dio e per la Madonna!
San Pietro esce stravolto dal portone, con gli occhi fuori dalla testa ed esclama:
Chi si permette?!
e la voce:
Postaaa!
Il medico di una vecchia signora di 80 anni va in pensione e la signora va da un nuovo medico, che, per prima cosa, vuole vedere l'elenco delle medicine che le erano state prescritte. Il nuovo medico e' sconvolto dal fatto che nella lista sono prescritte anche delle pillole anticoncezional i.
"Signora, sa che queste pillole sono anticoncezional i?".
"Mi aiutano a dormire la notte".
"Le garantisco che e' scientificament e impossibile che queste pillole possano aiutarla a dormire!!".
"Si', lo so: pero', vede, ogni mattina ne metto una nel succo d'arancia della mia nipotina di 16 anni e ... mi creda... mi aiutano a dormire la notte!!"
Tira fuori qualche altra barza anche tu!
"Da quando è venuta tua madre, manca la mia padella".
Il ragazzo risponde: "Non credo proprio che mia madre abbia preso la tua padella, ma se ti fa stare meglio glielo chiedo la prossima volta che la sento".
Così, nella successiva lettera alla madre, il ragazzo aggiunge la seguente
frase: "Cara mamma, non voglio dire che hai preso o che non hai preso la padella della mia coinquilina, ma il punto è che da quando sei venuta per cena non si trova più".
Dopo un paio di giorni arriva una lettera della madre che scrive:
"Caro figlio, non voglio dire che vai a letto o non vai a letto con la tua
coinquilina, ma il punto è che se lei nelle ultime settimane avesse dormito nel suo letto avrebbe già trovato la padella!!!"
Il portiere gli dice: "Beh, in effetti un posticino ci sarebbe, pero' dovrebbe adattarsi a dormire in un letto matrimoniale assieme al cuoco, il quale russa come un mantice".
Il rappresentante e' talmente stanco che accetta la sistemazione. Appena arriva in camera si spoglia, entra nel letto dove il cuoco sta dormendo a pancia in giu', lo scopre, gli abbassa le mutande e gli da' un sonante bacio sul sedere. La mattina dopo appena scende per la colazione il portiere gli chiede: "Allora, come ha dormito? Le ha dato fastidio il russare del cuoco?".
Il rappresentante: "Ah, guardi, io ho dormito benissimo; il cuoco pero' e' stato tutta la notte sveglio con gli occhi spalancati!!!".
"Sul ramo di un albero, ci sono cinque beccacce in fila. Un cacciatore spara e ne colpisce due: quante beccacce restano sul ramo?"
"Nessuna!", ribatte pronto Pierino.
"Ma come nessuna! Pensa bene. Ce ne son cinque, ne vengono abbattute due, ne restano...?"
"Non ne resta nessuna! Due muoiono e le altre scappano per la paura!"
"Pierino - sorride la maestra - apprezzo il tuo ragionamento logico, ma è sbagliato; dovevi semplicemente fare 5 - 2 e il risultato, 3, è la risposta esatta!"
Pierino, contrariato, non si perde d'animo e controbatte: "Maestra, posso farle io una domanda?"
"Va bene, fai pure"
"Ci sono tre signore, sedute su una panchina, che stanno mangiando un gelato. Una lo lecca da destra a sinistra, un'altra da sinistra a destra e la terza lo succhia dall'alto: quale delle tre è sposata?"
La maestra, un po' imbarazzata, tergiversa, poi risponde: "Quella che lo succhia dall'alto?"
E Pierino: "No signora maestra, è quella che ha la fede al dito, comunque apprezzo il suo ragionamento logico!"
L'avventura di Suor Logica (SL) e Suor Matematica (SM)
SL e SM sono a passeggio nei boschi attorno al convento. E' tardi e comincia ad imbrunire...
SM: Hai notato l’uomo che ci segue? Chissà cosa vuole...
SL: E’ logico… ci vuole violentare!
SM: Benedetto nostro Signore… dalla distanza a cui si trova ci raggiungerà in 5’ e 18”. Cosa facciamo?
SL: L’unica cosa logica è accelerare il passo.
SM: Dio ci salvi… non funziona!
SL: Eh.. logicamente ha accelerato anche lui.
SM: Sorella, la distanza è diminuita! Ci raggiungerà in 1’ e 44”!!!
SL: L’unica soluzione logica è dividerci, tu vai di là e io di qua. Logicamente non può seguire tutt’e due!
L'uomo decide di seguire SL.
SM raggiunge salva il convento ma è molto preoccupata per la consorella che peraltro arriva in convento poco dopo.
SM: SL, grazie a Dio! Racconta, racconta!
SL: Niente...l’uomo non poteva che seguire solo una di noi, e logicamente ha scelto me!
SM (un po’ irritata): Sì, sì, ma dopo?
SL: Secondo i canoni della logica, io correvo sempre più forte e lo stesso faceva lui.
SM: Ebbene?
SL: Come è logico, mi ha raggiunta.
SM: Madonna addolorata! E tu?
SL: L’unica cosa logicamente possibile: ho sollevato la veste, su su...
SM (facendosi il segno della croce): Signore salvaci! E lui?
SL: Logicamente, si è abbassato i pantaloni...
SM: Orrore!!! E poi?
SL: Logico!
SM: ?
SL: Eh eh... Una suora con la veste su, corre più velocemente di un uomo con i pantaloni giù!
Mi sa che dovrò trovarne un'altra...
Umberto Bossi si presenta al Papa e gli chiede:
- Lei mi deve autorizzare ad uccidere 67 meridionali ed un francese!!!
Il Papa incuriosito:
- Un francese? Perché un francese?
E Bossi:
- Ahh!! Lo vede che anche a lei non interessa nulla dei meridionali!!!
Il pasto è quanto di meglio offra la cucina ligure, ed entrambi alla fine sembrano tanto soddisfatti dell'accordo quanto dell'abbondante mangiata.
Nasce però il problema del pagamento, non specificato ovviamente in precedenza. Si sente allora la voce del genovese che piano piano dice:
- Pago io!-
Il giorno dopo i giornali riportano a tutta pagina: "Noto ventriloquo ebreo eliminato per un regolamento di conti".
Si racconta che durante una lezione di chimica un professore sia entrato in laboratorio con in mano un barattolo pieno di urina dicendo:
- Due buone qualità, indispensabili per un chimico, sono ingegno e concentrazione. L'ingegno vi potrebbe far scoprire che un metodo semplice per scoprire la presenza di zuccheri nelle urine e' assaggiarle.
Detto questo mette un dito nell'urina e poi lo lecca.
- Qualcuno vuole provare?
Uno studente che non crede che quello sia urina ci mette dentro il dito e lo lecca, e poi fa una smorfia di disgusto...
Al che il professore continua:
-La concentrazione invece vi potrebbe far scoprire che ho immerso il medio e ho leccato l'indice.
Perché Dio non ha mai ottenuto una cattedra all'università?
Perché ha solo una pubblicazione. Oltretutto questa non è in inglese ma in ebraico e non ha nessuna bibliografia e non è mai apparsa su nessuna rivista specializzata. Inoltre qualcuno dubita persino che l'abbia scritta lui.
Può anche darsi che abbia creato il mondo, ma cosa ha fatto fin da allora?
La comunità scientifica si è data molto da fare per riprodurre i suoi risultati.
Non fa mai lezione, agli studenti dice solo di leggere il libro.
Ha espulso i suoi primi due allievi perché desideravano la conoscenza.
La maggior parte degli studenti non supera il suo esame, sebbene contenga solo dieci requisiti.
Le sue ore di ricevimento sono molto rare, e di solito hanno luogo in cima a una montagna.
Pardon. Parlare di una cosa o un'entità come se la si credesse vera - ma in realtà non ci si crede - a che cosa corrisponde nella scherma?
Chiedo lumi.
Il vecchietto scrisse dei suoi problemi a suo figlio il quale rispose immediatamente con una breve nota:
"NON SCAVARE nell'orto perché é lì che ho nascosto la DROGA!"
Alle 4 della mattina seguente una decina di macchine della Polizia con tanto di pale si presentarono nella fattoria dell'anziano e scavarono tutto l'orto.
Il vecchietto era confuso e scrisse dell'accaduto al figlio il quale gli rispose: "Adesso devi piantare le patate da solo, non saprei come farle piantare a loro..."
- C'è qualcuno più forte di me in questo bar?
Si alza un "armadio".
- Sì, io sono più forte di te.
Il tizio, a voce bassa, umilmente:
- Mi darebbe una mano a spingere la mia Uno?
Un aereo precipita in pieno deserto.
L'unico sopravvissuto, dopo un'estenuante marcia, raggiunge una magnifica oasi, colma di alberi da frutto e con una sorgente d'acqua fresca. L'unica altra creatura vivente, nell'oasi, è un cammello, evidentemente perso da una carovana. Dopo alcuni giorni, l'uomo, che mangia beve e dorme ottimamente, sente il bisogno di sfogare un altro... istinto primario
Dopo circa un mese, da un altro incidente aereo, sopravvive una giovane donna, bellissima, che giunge casualmente anche lei all'oasi. È stremata, ma l'uomo, che si proclama il signore dell'oasi, le impedisce di bere e mangiare.
"Qui io sono il padrone, e se vuoi bere e mangiare dovrai fare tutto ciò che ti chiederò!"
La donna, pur di salvarsi la vita, risponde: "E va bene, tutto quello che vuoi!
"Tutto, ma proprio tutto?" rincara l'uomo con sguardo concupiscente.
"Si, tutto" dice la donna, rassegnata e pronta a concedersi.
"Allora tienimi fermo quel fottuto cammello!"
"Ciao, ma tu lo conosci Nando?"
"E chi è Nando?"
"Quello che ti frega camminando!"
E regolarmente il ragazzino ci casca:
"Ciao, oggi in classe la maestra ha dato una nota a... hai presente Nando?"
"E chi è Nando?"
"Quello che ti frega camminando!"
Il ragazzino ci resta male e ne parla col padre che gli dà un suggerimento:
"Quando becchi questo furbacchione chiedigli se conosce Romano."
"E chi è Romano?"
"Quello che ti frega piano piano!"
Il ragazzino tutto contento, il giorno dopo incrocia il furbacchione e gli chiede:
"Ciao, hai sentito la novità di Romano?"
"Romano? L'amico di Nando?"
"E chi è Nando?"
"Signore e Signori, in quest'ultima serata, il circo Farlocc lancia a tutti voi una sfida incredibile: la metà degli incassi di una settimana a chi tra il pubblico riuscirà a far sedere su questo sgabellino di legno il grande elefante Drumbo!"
Drumbo entra in scena, ed in effetti non sembra proprio possibile che un tale gigante possa sedersi su di uno sgabellino di legno.
Ad un tratto una mano si alza: "Ci provo io!" e un tizio non molto alto si fa largo per raggiungere il centro della pista.
"Un bell'applauso al coraggioso che si vuole cimentare in un'impresa al limite dell'impossibile! Ha bisogno di qualcosa per il tentativo?"
"In effetti, mi servirebbero buio in sala e rullo di tamburi per una ventina di secondi e... un badile!"
"Beh... strana richiesta, ma accordata. Ecco il badile, buio in sala... rullo di tamburi.... Luci!"
E, meraviglia, l'elefante Drumbo è seduto sullo sgabello che scricchiola, ma grazie all'attenzione dell'animale, non si rompe.
Il direttore, visibilmente contrariato, paga l'ometto, poi il circo si trasferisce in un'altra città, poco distante.
Altra settimana di successi, quindi la solita sfida finale.
"Signore e Signori, in quest'ultima serata, il circo Farlocc lancia a tutti voi una sfida incredibile: tutti gli incassi di una settimana a chi tra il pubblico riuscirà a far dire di sì e di no col testone al grande elefante Drumbo!"
Ovviamente, ecco alzarsi la solita mano ed ecco il solito ometto arrivare nel centro della pista.
"Questa volta niente di niente, nè luci, nè tamburi, nè badili, nulla, voglio proprio vedere come farai!"
"Beh, dovrei parlare a Drumbo e sono basso... almeno una scala..."
"E va bene, quella te la concedo"
L'ometto appoggia la scala su Drumbo, che in effetti lo guarda abbastanza terrorizzato, poi gli solleva un orecchio e gli sussurra:
"Ciao Drumbo, ti ricordi di me?"
E l'elefante fa un palese cenno di assenso con la testa.
"La vuoi un'altra badilata nelle palle?"
E l'elefante scuote decisamente la testa.
-Senti, prima che io mi ritiri, fammi un favore: fammi fare bella figura con le galline. Facciamo una corsa, ma tu mi lasci 5 metri di vantaggio, e per un po’ sembrerà che io riesca a tenerti testa. Poi, alla fine, mi superi e vinci, ma io ne esco con l’onore delle armi.
-Va bene, vecchio, ma poi...
-Poi niente, mi ritirerò e non ti darò più fastidio. Promesso.
I due galli si mettono sulla linea di partenza, il vecchio scatta, cinque metri avanti. Prontamente il galletto lo insegue, mantenendo la distanza, come d’accordo. Ma subito dopo si sentono due colpi di fucile, e il galletto giovane cade a terra, morto.
Arriva di corsa il contadino, col fucile in mano, e guarda il galletto stecchito:
-Accidenti a me, è il secondo gallo omosessuale che mi rifilano!
-Scommettiamo dieci euro che non sai perché sono venuto a trovarti?
-Figurati se non lo so - sospira Filippo - vuoi un prestito, come al solito.
-Invece no. Sono passato soltanto per salutarti... Hai perso la scommessa, fuori il deca!
-Tre biglietti?
-Per tuo padre, tua madre e tuo fratello.
- Io le faccio una domanda e se lei non sa rispondere, mi dà 5 euro, e viceversa...
La ragazza cortesemente risponde che vorrebbe riposare un po', ma l'avvocato insiste:
- Okay, facciamo così, se lei non sa la risposta, mi dà 5 euro, ma se sono io a non saper rispondere, gliene do 500!
Pensando di avere a che fare con una biondona è convinto di poter vincere facilmente il gioco. A questa proposta la bionda si vede obbligata ad accettare la sfida, se non altro perché una volta
finito il gioco potrà dormire un po'. E allora l'avvocato inizia con la prima domanda:
- Qual è la distanza tra la terra e la luna?
Senza dire una parola la bionda tira fuori dalla borsetta una banconota da 5 euro e la porge all'avvocato. Ora tocca a lei, che chiede all'avvocato:
- Qual è quella cosa che sale per una collina con tre gambe e scende con quattro?
L'avvocato la guarda sbalordito: comincia a cercare sul computer, si collega a Internet per cercare la risposta, ma non la trova. Poi manda delle e-mail a varie persone, ma nessuno gli sa dare la risposta.
Dopo un'ora sveglia la signorina bionda e le dà i 500 euro che le spettano. Lei ringrazia educatamente e si rimette a dormire.
L'avvocato, scocciatissimo, la scuote e le chiede:
- Bè, ma allora qual è la risposta?
Senza dire una parola, la bionda prende 5 euro dal portafoglio, li porge all'avvocato e si rimette a dormire.
Nel caso che segue, l’inganno è dato dalla metafora del medico, che si propone di dare al vecchietto la consapevolezza dell’autoingann o di cui è vittima. Il vecchietto, logicamente, è affezionato alla sua interpretazione . La metafora, con altri personaggi, crea un parallelo che lo costringe a vedere quello che non vuole, a dire la sua: e il medico para e risponde. Meglio: esce in tempo sull’uscita in tempo. Ed ora la storiella.
Un signore di 80 anni va a fare il suo controllo annuale dal dottore, che gli chiede come si sente. "Non sono mai stato meglio in vita mia." Risponde il vecchio. "Ho appena sposato una ragazza di diciotto anni. E' già incinta e tra poco sarò padre. Cosa ne pensa?"
Il dottore pensa un momento e dice: "Le voglio raccontare una storia. Ho conosciuto un tale che era un cacciatore accanito. Non aveva mai mancato una stagione di caccia. Ma un giorno uscì di casa
precipitosament e e prese l'ombrello al posto del fucile. Quando fu nel bosco, improvvisamente
un orso si precipitò verso di lui. Prese l'ombrello, lo strinse con forza e lo puntò verso l'orso. E sapete cosa successe?"
"No." Rispose il vecchio.
Il dottore continuò: "L'orso cadde morto davanti a lui!"
"E' impossibile!" gridò il vecchio. "Qualcun altro deve aver sparato al posto suo!"
"E' esattamente quello che sto cercando di spiegarle!" rispose il medico.
La maestra pone dei quesiti di matematica: "Pierino, su un ramo ci sono tre uccellini. Il cacciatore ne uccide uno, quanti ne rimangono?" "Non ne rimane nessuno signora maestra, perchè gli altri volano via" "No pierino, avresti dovuto rispondere che ne rimangono due, ma apprezzo il tuo ragionamento logico" "Signora maestra, ora posso farle una domanda io?" "si, Pierino" "Su una panchina ci sono tre signore che mangiano un cono gelato. Una lo morde, l'altra lo mangia con il cucchiaino e la terza lo lecca. Chi è quella sposata?" La maestra, un po' imbarazzata risponde "ehm.. forse quella che lo lecca?" "No signora maestra, è quella con la fede al dito. Ma apprezzo il suo ragionamento logico"