| Forse che sì forse che no |
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| Martedì 25 Maggio 2010 19:19 | |
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E' pur vero che sulla portaerei Forestal le duemila persone di equipaggio non si conoscono tutte tra di loro ma in una gara di scherma, ove gli addetti ai lavori sono quasi sempre gli stessi pur nelle diverse tipologie di evento, comincia ad essere inconcepibile che nell'era della passeggiata sulla Luna e del pc formato lenticchia ancora non si possa giungere ad un completo, strutturato, preciso sistema di informazione! Informazione strettamente dipendente dalla formazione, dalla competenza e dalla preparazione per il tecnico, per l'arbitro o per l'atleta. Così, tra parole di oggi, articoli scritti ieri e considerazioni di domani, nonché la possibilità, l'impegno e la disponibilità di qualche raro appassionato volonteroso, si riesce a sapere dell'ultima variazione del regolamento che, ispirandosi alla tradizione aedica, sembra sempre di più rimanere ancorata alla tramandazione e divulgazione orale. Infatti, spesso e volentieri sul luogo di gara si può trovare di tutto e di più ma si avverte la latitanza del Sig. Regolamento. Sì, proprio lui... quello in vigore da... cavolo!... aggiornato all'ultima riunione... chi, e dove? Boh! E' logico che nei molteplici paragrafi del Regolamento ci sia scritto di tutto: norme e definizioni più immediate e forse scontate, di cui si parla poco o niente, ed altre che sono oggetto di discussione quasi ad ogni gara di scherma. Allora, visto che sulla pedana si ripetono alternandosi situazioni che non sono infinite, basterebbe catalogarle tutte, dare loro un'univoca interpretazione ed i giochi dovrebbero essere fatti. Per esperienza personale, avendo dovuto discutere ben quattro ripeto quattro volte in quattro gare diverse, di cui una a livello internazionale - potrei citare luogo, gara ed attori dello show – nel mio piccolo vorrei contribuire a far chiarezza su una situazione che imperversa sulle pedane di sciabola e che è il motivo delle quattro discussioni di cui sopra: ma questa cavolo di manichetta, o meglio copriguanto, è parte dell'abbigliamento dello sciabolatore? Insomma, sono obbligato ad indossarla sì o no? Vorrei precisare quanto segue a titolo informativo per coloro che si imbatteranno nella medesima discussione: il famigerato copriguanto non è obbligatorio se viene garantita la copertura di tutto il bersaglio valido della sciabola. Ovviamente qui ci si riferisce agli ultimi cinque centimetri dell'avambraccio, ossia dove termina la manica del giubbetto elettrico. A - nella parte terminale della manica è presente un elastico che venendo colpito non provoca la segnalazione del colpo; Questo è quanto.
Caffè a chi dà risposta certa! Ehi, solo a chi risponde per primo! Tony Pagano
Immagine a destra nel testo: la costruzione della Torre di Babele in una miniatura tratta dal "Bedford Book of Hours" del 1424. |



I soliti volti della solita gente sulle solite pedane che parlano due o forse tre lingue diverse: il fiorettese, lo spadese e lo sciabolese.
Infatti, se ad una gara si discute della tal situazione o della corretta interpretazione di questa o di quella frase d'arme e poi immancabilmente alla gara successiva persone diverse ridiscutono per l'ennesima volta la stessa questione... mi viene da dire che qui c'è qualcosa che non va! Forse, anzi sicuramente, manca quel collegamento sempre auspicato tra i vari componenti l'equipaggio della nave scherma. Altri quel collegamento lo chiamano comunicazione efficace.
Concludo con una domanda a cui non so rispondere e chiedo lumi.
Commenti
Tony, dovresti produrre un po' di più! Sei efficace e di lettura assai gradevole.
E le proposte grafiche di Ella sono sempre deliziose.
Vedremo i commenti... saranno all'altezza?
La manichetta copriguanto, infatti, è SEMPRE obbligatoria. Vediamo perchè.
Dapprima leggo sul regolamento dei materiali (disponibile sul sito www.fie.ch), alla voce che riguarda il guanto di sciabola, che:
m33.1 Le gant réglementaire de la main armée du tireur doit être recouvert de tissu amovible ou fixé sur toute la manchette jusqu’au dessous du styloïde cubital extérieur (petit os saillant du
poignet), aussi bien dans la position "en garde" que dans la position "bras allongé".
m.33.1 Il guanto regolamentare della mano armata del tiratore dev’essere rivestito in tessuto [elettrico] rimovibile o cucito su tutto il manicotto sino al di sotto dello stiloide ulnare esterno (piccolo osso che sporge dal polso), sia nella posizione "in guardia" che nella posizione "a braccio teso".
Continuando in italiano, per maggior facilità, sempre a proposito del guanto, si legge anche nei paragrafi contigui del regolamento:
m.33.3 Per garantire un buon contatto con la manica del giubbotto elettrico, è necessario l'utilizzo di un elastico, un bottone a pressione o altri sistemi per garantire la conducibilità che siano
approvati dalla commissione SEMI.
Quando si indossa un manicotto conduttivo, esso dev’essere dotato di un dispositivo che fissi la posizione del manicotto sul braccio in modo che la sua posizione sul braccio non possa essere modificata nel corso dell’assalto.
Poi, per ciò che riguarda le maniche del giubbetto elettrico, troviamo scritto soltanto che:
m.34.1 Lo schermidore indossa sopra la divisa un giubbetto elettrificato con una superficie conduttiva che deve coprire interamente e senza omissioni il bersaglio valido del corpo situato sopra la linea orizzontale che passa alla sommità delle pieghe formate dalle cosce e il tronco del tiratore nella posizione "in guardia”.
m.34.5 Le maniche del giubbetto elettrico devono essere fissate ai polsi della mano con una banda elastica. Un nastro passante tra le gambe del tiratore manterrà il giubbotto in posizione (vedi disegno).
La logica direbbe che se dove si regolamenta il giubbetto elettrico non si danno indicazioni sulla lunghezza della manica e dove si parla del guanto invece si dice che "per garantire un buon contatto con la manica del giubbotto elettrico, è necessario l'utilizzo di un elastico, un bottone a pressione o altri sistemi per garantire la conducibilità" oppure "quando si indossa un manicotto conduttivo, esso dev’essere dotato di un dispositivo che fissi la posizione del manicotto sul braccio" ... facendo due più due, allora sigifica che esistono solo due opzioni:
A) o posseggo un guanto elettrificato, in effetti non molto diffuso, ma esiste;
(esempio: https://www.allstar.de/index.php?cPath=5_540&products_id=217497&option=com_oscommerce&osMod=product_info&Itemid=3&osCsid=4d9356d930c6b4ceed99ac969918026);
B) o devo mettere una manichetta copriguanto a prescindere dalla lunghezza della manica del mio giubbetto elettrico (anche se fosse talmente lunga da coprire il mio polso).
Però io voglio avere una certezza provata di questo mio ragionamento e di ciò che ho letto nel regolamento, al di là di ogni ragionevole dubbio e possibile errore di interpretazione e scrivo allora anche una richiesta di informazioni alla Commissione SEMI della F.I.E., chiedendo al Presidente J.E. Dias Silvestre Correia Dos Santos.
----- Original Message -----
From: "Alberto Bernacchi"
To: ; ;
Sent: Friday, May 28, 2010 10:35 AM
Subject: demande de renseignements sur le Règlement du materiel
Commission SEMI
Bonjour,
je voudrais des éclaircissement s officiels sur le paragraphe M.33 du
Règlement du materiel (Sabre).
Ma question est: si la manche de ma veste conductrice (sabre) est assez
longue pour couvrir le bras jusqu'au dessous du styloïde cubitale extérieur
et se termine par une bande élastique, sont encore obligés de porter un
manchette conductrice pour couvrire mon gant?
Je vous remercie de votre attention.
Alberto Bernacchi
Il Presidente della Commissione F.I.E. per i Materiali mi risponde come segue:
Da: Jose Eduardo Dias Silvestre Correia Dos Santos [jecdossantos@g mail.com]
Inviato: mercoledì 2 giugno 2010 4.54
A: fie.wangwei
Oggetto: Re: demande de renseignements sur le Règlement du materiel
Priorità: Alta
Cher Monsieur Alberto Bernacchi
la situation qui vous décrivez n`est pas prévue dans le règlement, alors il faut
suivre le paragraphe m.33.
Le règlement est évolutive et modifiable soit par proposition des pays, commission ou COMEX de congrès la FIE et approuvé en congrès.
Si le paragraphe a un texte qui preconise le gant avec tissu conducteur, ou l`utilisation d`une manchette ou d`un gant avec manchette, c`est parce qu`il y a des raisons:
Une est le fait qu`il faut assurer que le bras doit rester couvert dans toutes les positions et après tout sort de mouvements.
Si la suppression de la manchette était bonne, quelq`un deja l`avait proposé. Mais c`est pas convenable et il y aurait des problèmes.
Cordialement
Best Regards
Caro Signor Alberto Bernacchi
la situazione che lei descrive non è prevista nel regolamento, quindi bisogna attenersi al paragrafo m.33.
Il regolamento è evolutivo e modificabile, si voglia per proposta dei Paesi, commisioni o COMEX del congresso della FIE ed approvato nel congresso.
Se il paragrafo è un testo che prescrive un guanto con tessuto conduttore, o l'utilizzo di una manichetta copriguanto o di un guanto con manichetta, è perché vi sono delle ragioni:
Una è il fatto che è necessario assicurare che il braccio resti coperto in qualunque posizione e dopo qualunque genere di movimento.
Se la soppressione dell'uso della manichetta copriguanto fosse stata consigliabile, qualcuno l'avrebbe già proposta. Ma non è raccomandabile e presenterebbe diversi problemi.
Cordialmente
Eng. Jose Eduardo Correia Dos Santos
IFF / FIE Federation Internationale d`Escrime - SEMI`s Commission President SEMI =
Signalisation Electrique du Matériel et des Installations Cellulaire/mobile phone
00351 96 5092091 email jecdossantos@gm ail.com
Avendo avuto una risposta ufficiale dai referenti della F.I.E. per il regolamento dei materiali, a questo punto, mi fiderei senza più riserve di ciò che dicono, per iscritto, a prescindere dalle voci più o meno autorevoli che circolano al proposito e che finiscono per alimentare quella pratica del sentito dire che affligge il mondo della scherma.
La manichetta copriguanto, dunque, è sempre obbligatoria a prescindere dalla lunghezza della manica del giubbetto elettrico.
M° Alberto Bernacchi
Anche se devo dire che da noi si mette sempre il copriguanto.
mi unisco a Sergio nel ringraziarti. Hai chiarito un arcano anche al sottoscritto. La tua alacrità è lodevole, fa di te un prezioso elemento, inserito nel contesto che ti stai ritagliando.
Avrei evitato la chiosa che ti è sfuggita di penna su schermaonline ma sei giovane, almeno anagraficamente , e allora non hai potuto rinunciare alla velenosa rampogna agli anziani "arrivati".
Ti ringrazio anche a loro nome.
Alberto Coltorti
Tony, il caffè spetta a me in ogni caso perché ho risposto per prima!
Un contributo importante, nello spirito della nostra Associazione e del nostro sito, nati proprio per tentare di rispondere a domande concrete e chiarire aspetti dibattuti del mondo della scherma.
Si parla del bersaglio valido della sciabola e si cita IL GUANTO!!! MA CHE C'AZZECCAA!!??
E' avvilmente logico che il guanto DEVE essere coperto dal tessuito elettrificato DELLA MANICA DEL GIUBBETTO!!!! altrimenti il furbo di turno potrebbe presentarsi in pedana indossandolo al di sopra della manica !!..
Quindi che cavolo c' entra il fatto che il bersaglio DEVE essere coperto costantemente da tessuto elettrificato, cosa ormai a tutti nota, con il fatto che quel tessuto DEBBA per forza di cose appartenere al copriguanto? quindi niente caffe'
Possiamo discutere che il regolamento sia scritto male o che possa essere migliorato e lottare nelle sedi opportune per cambiarlo e su questo potrei anche essere d'accordo.
Ma finché non viene cambiato con regolare procedura, sarebbe meglio attenercisi senza alimentare il "sentito dire".
E' lo stesso discorso dei trattati FIS: vecchi ed obsoleti, non corrispondono più alla scherma di pedana e spesso è ridicolo considerarli ancora testi di riferimento per gli esami; ma finché sono quelli i testi dichiarati nei programmi d'esame come testi di riferimento, bisogna conoscerli bene. Personalmente ritengo che soprattutto si debba conoscere sempre molto bene e minuziosamente qualunque cosa, prima di poterla criticare e modificare.
Sempre rimanendo ai trattati, potremmo per esempio, con buona logica, ritenere che oggi la parte di lama della sciabola che si chiama "taglio" vada dalla parte di lama prossima alla coccia fino alla punta. Del resto l'apparecchio segnapunti non fa distinzione. Tuttavia a chiamarsi "taglio", per la trattatistica, sono solo gli ultimi due terzi della lama, dalla parte della punta e non tutta. Altrimenti anche di fioretto potremmo tralasciare le distinzioni accademiche tra parte debole, media e forte ecc. Mi chiedo allora se la scherma sia solo pedana ed efficacia atletica o anche addestramento al rigore, o meglio se abbia da insegnare solo l'una o anche l'altra cosa. Perchè se fosse solo pedana, credo che perderebbe molta della sua efficacia culturale ed educativa.
PS. Il caffè non lo amo, grazie, mi rende eccessivamente puntiglioso!
Ora io continuo a chiedere: ma il Santos di turno della Commissione SEMI , come il guanto...CHE c'AZZECCA?
Il signore in questione dovrebbe rispondere sulla esatta lunghezza,carat teristiche... Se si parla di trama o di ordito, dovrebbe precisare gli Ohm di resistenza, dovrebbe specificare come si chiude e come si apre..e tante altre belle cose, ma A MIO AVVISO chi gestisce la corretta applicazione del regolamento DEVE essere, E' e DOVREBBE rimanere SOLO sempre e SOLTANTO il Sig ARBITRO che appunto nel dirigere è l'unico garante, supportato dalla Direzione tecnica per quanto riguarda la corretta applicazione ed il rispetto degli ARTICOLI DEL REGOLAMENTO CHE CODIFICA IL GIOCO DELLA SCHERMA.
QUINDI IO LA DOMANDA L'AVREI FATTA ALL'ARBITRO, a chi insomma è preposto con conoscenza, scienza e coscienza a far ripettare le regole SCRITTE nel regolamento.
Visto che facciamo voli pindarici dalla superficie del bersaglio alla nomenclatura delle parti della lama di sciabola( il nesso mi sfugge ma non mi interessa) devo, rispettanto il participio presente del verbo ignorare, dare dell'ignorante a:
" colui che non sa" all'ex arbitro dei Giochi Olimpici ed attuale Maestro di sciabola Sig Tommaso Dentico che a RImini mi ha confermato la NON obbligatorietà del copriguanto SE le condizioni rimangono quelle indicate in precedenza;
ignorante è la D.T. di Rimini che ha dato ragione alla mia tesi; ignorante è la D.T. del trofeo internazionale cadetti di Sofia ( Bulgaria) ove si è ripetuta la stessa scena ma a fare osservazione era il CT della Grecia e mi è stata data ragione;
ignorante è l'ex arbitro e Maestra Slgra Sara Vincenzin con la quale ho discusso a Bientina e la stessa DOPO sua opportuna visione del regolamento mi ha dato ragione ...
Sei andato a cercare in un posto sbagliato...FAI la stessa domanda a qualche autorevole rappresentante del GSA, soprattutto poni la domanda in modo PIU' CHIARO E PIu' ESPLICITO! Ponila a quelli che fanno rispettare le regole del gioco scritte nel REGOLAmento e, se è così, ne prenderò atto ed aggiungerò il mio nome alla lista degli ignoranti.
Ma ti prego LIMITATI al quesito "manichetta sì manichetta no", non iniziare una dissertazione sull'origine del copertino..azione tipicamente invernale piuttosto che primaverile..
Grazie per il contributo a nome di tutto il movimento sciabolistico nazionale.
Tony Pagano
m.33.3 Per garantire un buon contatto con la manica del giubbotto elettrico, è necessario l'utilizzo di
un elastico, uno bottone a pressione o altri sistemi per garantire la conducibilità che siano
approvati dalla commissione SEMI.
Quando si indossa un manicotto conduttivo, esso dev’essere dotato di un dispositivo che fissi
la posizione del manicotto sul braccio in modo che la sua posizione sul braccio non possa
essere modificata nel corso dell’assalto
QUANDO SI INDOSSA..
Allora 'quando si indossa' in italiano significa e deve essere interpretato chiaramente che QUALORA si dovesse indossare per i motivi noti la manichetta, quest'ultima... quindi se viene usato il condizionale NON significa OBBLIGO altrimenti avrebbe usato l'imperativo!...
Per quanto riguarda l'altra ipotesi della parte del guanto che deve essere indossata SOPRA la manica della GIACCA BIANCA DELLA DIVISA DELLO SCHERMIDORE.. embè?? e chi ha detto il contrario??
Infatti, per motivi di sicurezza il guanto va indossato facendo in modo che la parte terminale, ovvero quella parte che ricopre l'avambraccio dell'atleta
- SE è di tessuto conduttivo va indossata SOPRA la manica del GIUBBETTO ELETTRICO;
- se NON è di tessuto conduttivo , come il 90% dei casi, va indossata SOPRA la manica della giacca della DIVISA MA SOTTO LA MANICA DEL GIUBBETTO ELETTRICO DEL QUALE IL TESSUTO CONDUTTIVO GARANTISCE LA COPERTURA COSTANTE DEL BERSAGLIO VALIDO SECONDO IL CASO PREVISTO DALLA LEGGE del regolamento.
Ora non ci vogliamo aggiungere l'obbligo della manichetta anche su quel particolare tipo di guanto che ha l'ultima parte rivestita di tessuto conduttivo??!!
Quindi cari signori, e tu Alberto Bernacchi, qui io cito cose scritte lette comprese e CAPITE! NON come tu dici cose dette e ripetute per sentito dire che alimentano i dubbi!!
SOLO quando tu mi farai leggere che il copriguanto è componente fondamentale dell'abbigliamento dello schermidore come la giacca, i pantaloni la maschera ed altro CHIARAMENTE CITATI ed ELENCATI nel regolamento FIE dei materiali io cambierò opinione.
Quindi tu e Dos Santos, al quale tu hai posto una domanda diversa, formulata in modo diverso evete parlato di due cose diverse..lui non ha capito la logica della domanda, tu forse volevi convincerci e farci accettare una situazione che non ha nessuna logica!
Tony Pagano
"Cari Maestri,
la questione del copriguanto è stata posta dal nostro caro Alberto Bernacchi al Presidente della Commissione FIE per i materiali Jose Eduardo Dias Silvestre Correia Dos Santos.
La risposta è stata che bisogna attenersi al paragrafo m. 33 ovvero bisogna utilizzare un guanto rivestito di una superficie con tessuto conduttore o una manichetta copriguanto.
Ribadisce inoltre che se il paragrafo è un testo che prescrive tutto ciò è perchè vi sono delle ragioni.
Cito testualmente da una sua mail - "Se la soppressione dell'uso della manichetta copriguanto fosse stata consigliabile, qualcuno l'avrebbe già proposta. Ma non è raccomandabile e presenterebbe diversi problemi".
Pertanto l'utizzo del suddetto materiale rimane obbligatorio.
Cordiali saluti
Pietro Ingargiola"
C’è una domanda, semplice semplice: la manichetta è sempre obbligatoria?
C’è una premessa, che fa riflettere: se molti non la usano, in Italia e all’estero, e se non usano il guanto regolamentare, gli addetti all’applicazion e del regolamento (GSA e SEMI) cosa facevano, prima? Chiudevano un occhio? Non lo sapevano?
C’è il buon senso: il regolamento è scritto com’è scritto, e non da oggi (quel benedetto art. 33), e vi si legge che il guanto regolamentare (che pochissimi usano) deve essere rivestito in tessuto conduttivo, e che quando si indossa un manicotto conduttivo (che, a lume di naso, vuol dire che ci sono casi in cui non si indossa) deve essere fissato così e così.
E ancora il buon senso mi induce a pensare che se indosso il guanto regolamentare, rivestito in tessuto conduttivo, che deve essere ripiegato verso l’interno per assicurare il contatto elettrico col tessuto conduttivo sottostante, l’uso di un ulteriore manicotto conduttivo (ammesso che sia sempre obbligatorio) è cosa, a mio parere, molto poco sensata.
E se così è – e mi pare difficile poter sostenere il contrario – e se fino ad oggi è stato consentito di mettere il manicotto del guanto normale (non ricoperto di tessuto conduttivo) sopra la manica conduttiva, oppure sotto, tra la manica della giubba elettrificata e quella della divisa, mi pare logico pensare che, nel primo caso, sia indispensabile il manicotto conduttivo, e nel secondo no: sempre che la manica abbia la lunghezza regolamentare, e la mantenga in ogni posizione del braccio armato.
Detto questo, resto pronto ad accettare qualunque interpretazione legittima del regolamento, anche quelle che non trovo eque o condivisibili.
Ma le interpretazioni legittime sono quelle diramate tramite circolari ufficiali, di cui non c’è traccia, e non tramite email private o chiacchiere sui siti.
Altrimenti, ci si ritrova in una di quelle orribili e ricorrenti situazioni: quando il maestro vede sanzionare un allievo e viene a conoscenza, come è capitato a me, di nuove regole, mai codificate, neanche con una circolare, ma da applicare perché “ce l’hanno detto in una riunione internazionale” , e “ se non le applichiamo non ci chiamano più ad arbitrare”.
Un obbrobrio tecnico e giuridico, che credevo fosse finito con l’era Roch.
Sì, ci sono dei casi in cui non si indossa: quando si indossa un guanto elettrificato!
Le opzioni previste dal regolamento -infatti- sono due: o guanto elettrificato, o manicotto. Tertium non datur.
Quoto: "E ancora il buon senso mi induce a pensare che se indosso il guanto regolamentare, rivestito in tessuto conduttivo, che deve essere ripiegato verso l’interno per assicurare il contatto elettrico col tessuto conduttivo sottostante, l’uso di un ulteriore manicotto conduttivo (ammesso che sia sempre obbligatorio) è cosa, a mio parere, molto poco sensata."
Infatti: se (E SOLO SE) indosso il guanto elettrificato, il manicotto non è obbligatorio.
Le opzioni restano sempre due, quelle dell'articolo m.33: o guanto elettrificato, o manicotto.
Quoto: "E se così è – e mi pare difficile poter sostenere il contrario – e se fino ad oggi è stato consentito di mettere il manicotto del guanto normale (non ricoperto di tessuto conduttivo) sopra la manica conduttiva, oppure sotto, tra la manica della giubba elettrificata e quella della divisa, mi pare logico pensare che, nel primo caso, sia indispensabile il manicotto conduttivo, e nel secondo no: sempre che la manica abbia la lunghezza regolamentare, e la mantenga in ogni posizione del braccio armato."
Infatti: proprio qui sta l'errore di chi pensa che il manicotto non sia obligatorio se la manica del giubbetto è lunga. Nel primo caso descritto è indispensabile il manicotto, nel secondo ANCHE. Il fatto è che quando si parla di regolamenti, ove una cosa non sia scritta, non si può dedurre per "logica". O meglio, che un regolamento non possa contenere tutto e che si possa interpretare ciò che non vi è scritto è assolutamente ovvio, ma non si può mai interpretarlo contraddicendo quanto vi invece vi è scritto di certo, perchè ciò significherebbe sostituirsi al "legislatore". .
Che un regolamento sia scritto in modo difficile o lacunoso o comunque come non ci piace, non ci dà il diritto di modificarlo "al volo".
E' vero che nel regolamento non c'è scritta la frase "la manichettà è sempre obbligatoria". E' vero anche che nel regolamento non c'è scritto un elenco dei materiali obbligatori. Se è per questo, nel regolamento dei materiali non si citano neppure le scarpe... ma a nessuno verrebbe il dubbio che si possano non mettere! Evincere l'elenco dei materiali dal regolamento è lasciato alla capacità di lettura ed approfondimento di ciascuno e non mi pare questo della manichetta neppure un caso molto difficile. Che non sia elencato il materiale nell'ordine e nella forma che ciascuno preferisce, non è un problema di tutti, ma soltanto un problema di ciascuno. Che il regolamento non sia facile da interpretare è un conto, che sia diverso da quel che è, solo perchè non di facile comprensione per tutti, è un altro conto. Per questo esistono i referenti FIE che ne danno, se richiesti, l'interpretazione autentica.
Ps. Mi scuso per il maiuscolo, che so essere segno di maleducazione quando si interviene in un forum, ma avendo usato sia grassetto che corsiveto non avevo altro tipo di carattere da usare per sottolineare alcuni concetti.
M° Alberto Bernacchi
Il mio precedente intervento è centrato su due punti, ignorati totalmente nella risposta, che qui riprendo:
Citazione:
E poi:
Citazione:
Su questi punti, che sono quelli fondamentali, si sorvola. E si insiste su un’interpretazione del regolamento che, sebbene confortata da due pareri autorevoli, resta un’interpretazi one : che, se vogliamo, potrebbe colmare una lacuna, ma mette in cattiva luce proprio chi l’ha data.
A chi, infatti, toccava la sorveglianza sulla corretta applicazione del regolamento? Serviva la letterina privata perché si svegliassero?
La lacuna del regolamento è evidente, ed è stata colmata dall’uso, in attesa di una norma ufficiale più precisa: il guanto normale sotto il giubbetto conduttivo.
Una domanda posta correttamente, e nelle sedi giuste, poteva essere questa: è ammesso l’uso del guanto normale sotto il giubbetto elettrico?
E le risposte potevano essere tre: sì, senza manicotto conduttivo, a condizione che…; sì, col manicotto conduttivo, sempre; no, mai.
Nella domanda posta a Dos Santos questa distinzione non si fa: e Dos Santos, che non precisa, potrebbe aver risposto pensando al guanto normale sopra il giubbetto conduttivo. La chiarezza mancava prima, e manca ancora oggi.
Cosa facciamo, ora: ritagliamo la risposta di Dos Santos e la incolliamo sul regolamento? Così, se qualcuno fa opposizione tecnica, la Direzione di Torneo gli legge la risposta privata, o i blog?
1 - Manca una comunicazione efficace tra i vari settori della scherma (Tony Pagano)
2 - Nel Regolamento ci sono norme e definizioni di comprensione più immediata e forse scontata, di cui si parla poco o niente, ed altre che sono oggetto di discussione quasi ad ogni gara di scherma.(Tony Pagano)
3 - Manca la comunicazione ufficiale su aggiornamenti e approfondimenti univoci del Regolamento (Tony Pagano)
4 - Il polso dell’atleta deve essere sempre protetto (Tony Pagano)
5 - Obbligo del copriguanto nei casi in cui non sia garantita la protezione del polso. (Tony Pagano)
6 - Obbligo del copriguanto sempre (Presidenti Commissioni SEMI FIE e Arbitrale Fis).
Domanda mia: per tutela dell’atleta, per essere sicuri della validità del bersaglio o per impossibilità logistica – nel corso di grandi e affollate manifestazioni- di ispezionare se ogni polso è coperto a sufficienza e quindi per maggior snellezza dei controlli?
Sulle scarpe
Non è sempre così implicito l’uso delle scarpe, né ovvio.
Ricordate l’incredibile performance a piedi nudi di Abebe Bikila nella maratona a Roma 60? Sarebbe interessante sapere se in seguito si fece diventare regola l’obbligo delle scarpe, visto che in quell’occasione anche un altro atleta indiano partecipò senza. Tornando alla scherma, se queste fanno parte del corredo obbligatorio, non sarebbe utile specificarlo analogamente ad altri accessori? Per esempio, a me piacerebbe poterle sostituirle con un bel paio di stivali da acchiappo confezionati su misura. Potrei con il regolamento corrente?
Resta senza risposta la domanda conclusiva del maestro Pagano; forse perché non è strumentalizzab ile?
Il Maestro Pagano, dopo aver invitato tutti a porre maggior attenzione a quanto scritto nel regolamento ed evitare così "il sentito dire":
"Infatti, spesso e volentieri sul luogo di gara si può trovare di tutto e di più ma si avverte la latitanza del Sig. Regolamento."
... scrive, senza però -a sorpresa- citare alcun punto del regolamento, che la manichetta copriguanto non è obbligatoria se la manica del giubbetto è abbastanza lunga.
"Vorrei precisare quanto segue a titolo informativo per coloro che si imbatteranno nella medesima discussione: il famigerato copriguanto non è obbligatorio se viene garantita la copertura di tutto il bersaglio valido della sciabola."
E si spinge anche fino ad aggiungere che:
"Spero di essere stato utile a qualcuno per evitare inutili perdite di tempo in discussioni su situazioni oggettive che dovrebbero essere assodate ed arcinote soprattutto tra gli addetti ai lavori."
Essendo stato coinvolto sul luogo di gara nella medesima discussione e quindi direttamente interessato (per non parlare del fatto che voci in tal senso mi sono arrivate anche da contesti formativi fuor di palazzetto), mi sono incuriosito ed ho inviato come contributo la mia opinione, suffragata però da citazioni puntuali del regolamento e da interpretazioni di organi ufficiali, che quando scrivono non scrivono "in privato".
Pertanto la frase, che cito dal M° Toràn:
"Ma le interpretazioni legittime sono quelle diramate tramite circolari ufficiali, di cui non c’è traccia, e non tramite email private o chiacchiere sui siti."
risulta controvertibile per almeno tre aspetti.
1° - Dos Santos o Ingargiola, quando parlano o scrivono, rappresentano sempre pareri ufficiali e non mi sembra giusto sminuirli così palesemente solo perché hanno un parere diverso dal nostro, che non è quello ufficiale anche se vorremmo farlo passare per tale in virtù di un certo credito di cui godiamo.
E' proprio questa la base del malcostume del "sentito dire".
2° - Non mi sembra che gli interventi del Presidente della nuova Accademia dei Maestri, Coltorti e del Consigliere Lazzaroni, abbiano indicato che i miei chiarimenti fossero "chiacchiere". Anzi, hanno testimoniato un apprezzamento per il mio contributo senza dubbio in linea con i dettami dell'associazione che loro rappresentano.
3° - Se non ci sono circolari ufficiali, è perché l'argomento è talmente chiaro a tutti che evidentemente non c'era bisogno di alcun chiarimento supplementare emanato al di là del testo già contenuto nel regolamento.
L'unico fine del mio contributo alla discussione è stato quello di presentare un esempio alternativo di come affrontare e risolvere i (molteplici) dubbi ed aspetti controversi che possono nascere sul regolamento; oltre che naturalmente quello di ristabilire la correttezza dell'informazione, che sembrava dar per certo ciò che certo non è. Sono sicuramente molti i giovani maestri che leggono e debbono potersi fidare della certezza dei modelli metodologici e delle informazioni che leggono.
Che ci siano da parte mia altri fini (addirittura strumentalizzaz ione!) è una bassa insinuazione che testimonia (e conferma) una certa mentalità da parte di alcuni (e sottolineo di alcuni), piuttosto in contraddizione, direi, con l'aria di novità propagandata dall'Accademia, il cui sito ha ospitato il sorgere e lo svilupparsi della discussione.
Non capisco perché, una discussione tecnica costruttiva, nel momento in cui si evidenzia che certuni hanno torto, si voglia diventi automaticamente una qualche forma di strumentalizzaz ione politica. Non sarebbe più semplice ammettere di aver dato un'informazione errata e basta?
Da bambino rischiai di essere bocciato in seconda elementare perché io e la mia mamma cercammo di spiegare alla maestra che 1/10 risulta 0,1 e non 0,01.
Da giovane qual sono oggi, mi aspetterei sempre, specie da coloro che per ruolo fungono per me e per altri da modello formativo, l'insegnamento di un certo rigore, onestà intellettuale e livello di approfondimento . Mi chiederei in caso contrario quali giovani si desideri davvero portare avanti da parte di alcuni: se quelli preparati o quelli inconsapevoli, facilmente manipolabili per mantenere un certo stato di cose.
Si sono quindi confrontati in questa discussione due tipi di metodologia: ai giovani ora la possibilità di scegliere con quale metodo procedere.
Sempre rispondendo al maestro Toràn, che dice:
"C’è una premessa, che fa riflettere: se molti non la usano, in Italia e all’estero, e se non usano il guanto regolamentare, gli addetti all’applicazion e del regolamento (GSA e SEMI) cosa facevano, prima? Chiudevano un occhio? Non lo sapevano?"
Non è questo un problema che possa oscurare l'interpretazione autentica della norma. Al Trofeo Città di Topolinia forse si può chiudere un occhio. Al G.P.G. di Rimini no, e infatti non è stato mai chiuso.
E poi, sempre citando Toràn:
"Altrimenti, ci si ritrova in una di quelle orribili e ricorrenti situazioni: quando il maestro vede sanzionare un allievo e viene a conoscenza, come è capitato a me, di nuove regole, mai codificate, neanche con una circolare, ma da applicare perché “ce l’hanno detto in una riunione internazionale” , e “ se non le applichiamo non ci chiamano più ad arbitrare”. Un obbrobrio tecnico e giuridico, che credevo fosse finito con l’era Roch."
Infatti sarebbe un obbrobrio tecnico e giuridico, che il mio intervento ha tentato di dimostrare come poter risolvere. Ovvero leggendo, conoscendo e soprattutto capendo il regolamento.
E ancora Toràn:
"Una domanda posta correttamente, e nelle sedi giuste, poteva essere questa: è ammesso l’uso del guanto normale sotto il giubbetto elettrico?"
Nella domanda posta a Dos Santos questa distinzione non si fa: e Dos Santos, che non precisa, potrebbe aver risposto pensando al guanto normale sopra il giubbetto conduttivo. La chiarezza mancava prima, e manca ancora oggi."
La domanda allora l'ho riproposta ancora, in modo più chiaro e meno fraintendibile (ammesso che prima lo fosse) a Marco Siesto (non perché il famoso Marco Siesto, ma perchè Marco Siesto è nella Commissione F.I.E. per l'arbitraggio e quindi la sua è una voce ufficiale) ed anche ancora a Dos Santos (ma perché poi le domande le debbo sempre porre io? Finiranno col pensare che sono io quello che non capisce il regolamento!!!) .
"La domanda è questa: qualora la manica del giubbetto elettrico di sciabola sia sufficientement e lunga da coprire per intero il guanto, sono comunque obbligato ad indossare la manichetta copri guanto?"
Risposta:
"Per quanto riguarda la F.I.E., per la sciabola, in assenza di copriguanto è consentito solo l'uso del guanto elettrificato. "
Sulle scarpe: per favore, non scherziamo, inutile divagare per cercare di sviare l'attenzione dal fatto che si è sbagliato e che non si vuole ammetterlo. Sì, concordo: sarebbe utile specificarle nel regolamento. Pozdniakov con gli stivali da acchiappo potrebbe essere un'originale inibizione all'iniziativa di attacco dell'avversario e va vietato assolutamente!! :/ Ma tutto sommato, ho anche di meglio da fare che supporre scenari fantascientific i e preferisco mantenere la discussione nel rigore tecnico, non ritenendo che una provocazione possa essere meno disturbante per la correttezza di una discussione costruttiva solo perché accompagnata da un sorrisino con la parentesi.
Penso che non ci sia più nulla da aggiungere, anche perché sottointendere che la mia sia una discussione politica anziché tecnica (non dimentichiamo che è stata originata dall'aver letto un articolo che conteneva un errore tecnico!), oltre che constatare che non c'è la capacità di ammettere gli errori in forma costruttiva, certamente mi scoraggia e mi toglie la voglia di essere collaborativo.
Conferme, altro che novità: chi non dà ragione alle persone giuste è reietto o punzecchiato e provocato anche quand'ha ragione.
E per favore, adesso non chiedetemi di scrivere i prossimi interventi in greco antico...perchè potrei anche farlo davvero. Anerriftho kubos.
Un cordiale saluto a tutti,
Maestro Alberto Bernacchi
Sei purtroppo scaduto pesantemente con quest'ultimo commento, e mi riferisco alla frase tra parentesi con cui hai esordito, frase decisamente infelice che potevi risparmiarti, dato che non ti trovi nella condizione di confidenza da permetterti battute su una condizione fisica che crea non poche difficoltà a chi deve conviverci.
Se poi si è trattato di un'infelice scelta di termini, prendine atto.
Delle scuse per questa caduta di stile mi sembrano il minimo.
Un tentativo piuttosto grossolano di sminuire ancora il mio intervento. Se avessi scelto un altro proverbio come "non si lava la testa all'asino", avresti pensato che dessi dell'asino a qualcuno. O se avessi detto "chi va con lo zoppo impara a zoppicare"?.
Non mi scuso quindi con nessuno, chiarisco solo, se mai ce ne fosse bisogno, che non ho inteso fare alcun riferimento esplicito alla condizione fisica di alcuno.
Se ho scelto parole infelici e sfortunate, beh, chi si dovesse esser sentito offeso abbia pace nel mio chiarimento.
E perdonami, mi offende che tu abbia pensato male, perché possiamo essere di vedute politiche differenti, ma arrivare a smentire la conoscenza diretta che hai di me, insinuando una tal mia bassezza, proprio è ingiusto e conferma quanto sopra da me scritto.
Sempre cordialmente,
Alberto
Se leggi bene ciò che ho scritto, la tua risposta in grassetto è la precisazione che si imponeva.
D'altra parte, conoscendoti, sarebbe stato quantomeno sorprendente che una tale caduta di stile fosse stata deliberata.
Ribadisco, anche per cavalleresca forma, che, se qualcuno può esser parso io abbia offeso, voglia accettare le mie scuse.
Alberto
Sarebbe bello, sempre per cavalleresca forma, che riportassi queste tue scuse anche su SOL