| Armi o non armi? Questo è il dilemma... |
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| Lunedì 21 Dicembre 2009 06:54 | |
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Vorrei suggerirvi il bel sito del dott. Edoardo Mori, magistrato di Cassazione ed esperto di armi, nel quale sono reperibili molti interessanti documenti sulla storia, la tecnica e le questioni giuridiche legate appunto al maneggio di ogni tipo di arma. Ad Ella, nostra ospite, chiedo di poter inserire tra i link dell'Accademia anche questo sito e tra i documenti scaricabili anche la sintesi del diritto delle armi, che, per quanto riferita soprattutto alle armi da fuoco, comprende anche quelle fattispecie che possono interessare il mondo della scherma, olimpica e storica. Riguardo le problematiche di quest'ultima, è interessante leggere la sentenza (e la nota di Mori in calce) che trovate a questo link Infine, per tutti, una domanda, una mia curiosità: quando tirate di scherma, state impugnando un'arma o no? A Voi! |



Commenti
Controdomanda: un'arma spuntata e senza filo è un'arma oppure no?
E una mano chiusa a pugno?
E' l'oggetto o l'uso a fare l'arma?
L'arma è solo un accessorio.
Vero, Qe. Un esempio concreto di scherma con le parole potrebbe essere il contraddittorio tra accusa e difesa in tribunale, cioè il confronto tra due persone che sostengono tesi diverse. Ma, ma... prima ho usato il condizionale perché sappiamo che l'obiettivo finale di chi tira di scherma vincere definitivamente . Almeno dall'esterno, la scherma è un gioco in cui o si vince o si perde, come nel pugilato o negli scacchi.
Allora dovremmo anche considerare la scherma della sopraffazione, usata da chi, con parole o atteggiamenti, vuole annientare la volontà dell'avversario (un collega, un partner, un diverso...).
Nota: questa è una piccola provocazione per allargare la discussione, non è mia intenzione mettervi in difficoltà perché non vi considero affatto miei avversari!
...
Credevo che la scherma fosse un gioco di strategia. Quale è la differenza, allora, tra l'una e l'altro?
Hehe volevo arrivare qui.. io non lo so.. spiegatemelo voi ;)
Anche se è affascinante la definizione di poco sopra "La scherma è una categoria dello spirito" la trovo molto poetica, ma poco applicabile. Altrimenti tutto è scherma.
Scherma magistra vitae
Nello specifico, il problema terminologico è tutt'altro che semplice: da un Flos duellatorum che, tra l'altro, tratta del combattimento disarmato, fino al moderno pugilato, in cui si parla di pugili "schermidori", in contrapposizion e ai "picchiatori".
Posto che sono perfettamente d'accordo con te, specifico però che pur essendo corretto concettualmente riferire il termine scherma ad ogni forma di combattimento occidentale codificato dalla trattatistica, d'altra parte nel tempo si è ben radicata la connessione tra il termine scherma e il maneggio di quella tipologia di armi manesche a lama lunga che passano sotto il nome di "spada"
È vero che la scherma è una categoria dello spirito, ma, in concreto, è solo un gioco sportivo o anche un vero addestramento pratico al maneggio delle armi bianche?
Pensa alla gestione del colpo doppio nella spada o all'attacco, regolato dalla convenzione, della sciabola o del fioretto...
In un maneggio di armi bianche questo non sarebbe accettabile, se non come extrema ratio.
Pur mantenendo invariati alcuni elementi comuni di base, allenandomi per affrontare un incontro di scherma sportiva sono alquanto lontano dall'addestramento pratico al maneggio di armi bianche.. magari in vista di un duello.
Facendo un'ipotesi estrema e cruenta, se un atleta tirasse in duello come tira nella scherma di spada sportiva o nella combat di scherma storica, sono convinto che durerebbe ben poco... o comunque ne uscirebbe davvero malconcio... Soprattutto se il suo avversario è stato addestrato specificatament e per quel tipo di confronto.
Detto questo, lo schermitore agonista è stato comunque educato ad adattarsi alle situazioni e, come ho scritto prima, molti concetti di base (tempo, misura, velocità, tattica, strategia...) sono simili, se non addirittura i medesimi. Vanno semplicemente adeguati al nuovo obiettivo e alle nuove condizioni.
In buona sostanza, si, con i dovuti accorginemti, con l'esperienza e l'insegnamento di un maestro, un atleta di scherma olimpica può avere una discreta disponibilità a sviluppare ANCHE un addestramento di tipo "marziale".
Se poi vogliamo vedere comunque nel confronto sportivo una metafora dell'antico duello, nulla in contrario sull'interpretazione individuale.
Per quanto mi riguarda però sono deciso a distinguere fra l'addestramento al maneggio di armi bianche e l'allenamento agonistico di scherma olimpica o di combat storico...
La discriminante però, a mio avviso, non è nello strumento (attrezzo o arma?) ma nell'obiettivo.
Anche l'attrezzo della sciabola sportiva può diventrare un'arma, pur senza punta e senza taglio, a tutti gli effetti se l'obiettivo del allenamento non è il Campionato Italiani Assoluti della FIS ma un duello alle 6 di mattina, dietro la Chiesa del mio paesino... se devo cioè comunque sopravvivere a discapito dell'altrui salute... In quel caso sarebbe di certo un'arma, esattamente come potrebbe diventarlo un giavellotto di atletica o una clavetta da ginnastica ritmica...
La questione su cosa sia o meno da ritenersi un'arma (propria o impropria) è comunque una cosa un po' più complessa, e spesso la discrezionalità di chi è deputato a fare i controlli del caso può fare davvero la differenza.
Faccio l'esempio di un mio conoscente che in occasione di una campagna elettorale si trovò implicato suo malgrado in uno scontro fra diverse tifoserie politiche.
I carabinieri intervenuti per sedare la rissa, fermarono anche lui e, dopo una perquisizione della sua auto, lo denunciarono per detenzione di armi improprie perché nel bagagliaio trovarono il manico di un piccone e un sacchetto di bulloni, acquistati per lavori di manutenzione a casa. Ovviamente il contesto in cui è stato fermato poteva indurre a dare una diversa intepretazioni dell'uso reale di quegli strumenti e delle sue intenzioni.
Se avessero trovato i medesimi oggetti nella medesima macchina, ma in un altro contesto e guidata magari dalla madre settantenne, le forze dell'ordine avrebbero dato sicuramente un'altra interpetazione.
La stessa cosa si può dire di uno che se ne va a scherma , trascinando tranquillamente i suoi "attrezzi sportivi" nell'apposita sacca con le rotelle (siano essi, spada, sciabola, fioretto, una striscia da combat o un bastone...), a confronto di quel tale che venne fermato a Massa perché si aggirava per le strade con fare minaccioso, sotto la pioggia, con un lungo impermeabile e una grossa spada da una mano e mezza sulla spalla.... Vai poi a spiegare alla pattuglia che ti ha fermato che quello è solo un complemento di arredamento scenico...
Ma di questo genere di episodi, il buon Giovanni potrebbe raccontarne ben più di me...
Essendo questo un comportamento a dir poco criminale, dobbiamo considerare l'idea inevitabile di allenarci a una scherma verosimile e credo fermamente che le regole della scherma olimpica siano molto meno verosimili rispetto al combat, che è stato sviluppato proprio cercando di evitare il problema del toccare senza essere toccato. Infatti, la differenziazion e dei valori riguardo il bersaglio e l'esecuzione del colpo, l'assenza di tempo schermistico codificato (grazie alla non interruzione dell'assalto) e la possibilità di muoversi in tutte le direzioni, rendono questo gioco sicuramente più realistico e verosimile di quello a norme FIE.
È evidente che riguardo il realismo, ancora meglio si sarebbe potuto fare con gli assalti a botta singola, ma questo avrebbe portato ad una scherma molto povera e poco godibile... come dovrebbe essere quella vera: massimo risultato, minimo rischio.
Ad ogni modo, l'addestramento al combattimento vero, per chi pratica già una scherma d'assalto, e che ha ben chiari in pratica i concetti di tempo, misura e velocità, non è certo di natura tecnica, quanto di natura psicologica e spirituale, nulla (ed è un eufemismo) di più.
Riguardo le armi: io credo che la perdita della connotazione marziale della scherma olimpica sia stata tra le cause della sua perdita di appeal: in fondo il kendo, per fare un esempio, pur essendo un'arte schermistica agonistica, mantiene rigorosa la sua matrice marziale e culturale e lo shinai pur essendo un simulacro d'arma, è rispettato come tale.
Credo inoltre che dal punto di vista pedagogico, far comprendere la responsabilità del maneggio di un arma, e le conseguenze terribili che da un cattivo comportamento ne possono derivare, sia importantissimo per l'educazione di un giovane, riprendendo quel celebre adagio di ragnesca memoria che recita "da un grande potere, nascono grandi responsabilità".
Un'arma conferisce un grande potere a chi la impugna ed è compito di chi insegna ad usarla trasmetterne non solo la tecnica ma anche l'etica.
Rispondo a Qebehut, che qui voleva arrivare, e per arrivarci si è servita della tattica: ha provocato, per ottenere la reazione desiderata, ed ha raggiunto lo scopo.
Strategia è programmare. Tattica pure, ma è quella parte del programma strategico che mira ad ottenere, necessariamente con l’inganno, la reazione voluta dall’avversario . La collaborazione, se la fornisse volontariamente .
Un buon procedimento è individuare, fra le azioni che il mio avversario ama eseguire, quella di cui io conosco e padroneggio la contraria. Poi, offrirgli l’opportunità, e tenermi pronto, sperando che ci caschi.
Non c’è tattica senza avversario. Può esserci strategia senza tattica, non il contrario.
Se vado per mare, a vela, le mie azioni non influenzano il mare e il vento, mentre è vero il contrario. Solo strategia, quindi, e tecnica. Se ho un avversario, invece, le mie azioni influenzano le sue, e molto. Quindi, tattica.
L’essenza della scherma è la tattica. Avere un arma in mano non ci rende schermitori. Un bravo schermitore senz’arma può aver ragione di un armato privo di scherma: può ingannarlo su tempo e misura, e mandarlo a vuoto, schivarlo, colpirlo, disarmarlo.
Uno schermitore deve possedere la tecnica necessaria, su cui appoggiare la sua competenza tattica: tecnica relativa alle caratteristiche dell’arma, sia essa di ferro, di legno, di carne o di parole.
Per farla breve, in palestra in mano ad una persona tesserata, è legalmente e inequivocabilme nte un Attrezzo ginnico, in quanto la sua Funzione Primaria è l'uso durante un allenamento marziale.
In Pubblico, in mano ad una persona tesserata, durante uno spettacolo è sempre un Attrezzo Ginnico (esibizione di arti marziali).
Durante il Trasporto non deve essere "facilmente impugnabile" (codice penale), e dunque, sempre in presenza di un tesserino che qualifichi l'atleta, è sempre un Trasporto di attrezzo ginnico per giustificato motivo.
Se la impugno sotto l'impermeabile allora è reato, Arma (propria o impropria) atta ad offendere. Esatttamente come se girassi con 5 amici, di notte, con un giubbotto di pelle e una catena in mano a testa
"hey ma mi serve per legare la bicicletta"
"si, si, raccontalo al giudice" replicherebbe giustamente un agente nell'atto dell'arresto.
L'auto nel quale il mio attrezzo ginnico è riposto (se non a vista e non facilmente impugnabile) è "Estensione di Domicilio", e dunque non perquisibile se non con un mandato.
La domanda dell'Agente di PS in genere è "cortesemente mi può aprire il portabagali?".
Domanda che può ricevere la risposta "no, perchè ci tengo materiale pornografico inerente mia moglie e non gradisco che lei lo veda"
La legge ha il compito di proteggere il cittadini.
La Legge è al servizio del Cittadino,
Sub Lege Libertas