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Nella mia conversazione e dimostrazione pratica parlerò dell'aspetto tecnico dell'anticipazione riferito alla scherma con tutte le metodiche didattiche per svilupparlo in modo consono all'efficacia del gesto.
L'anticipazione nello sport della scherma
Metodiche didattiche teorico - pratiche *
Nel nostro sport saper anticipare l'avversario, saper cogliere l'attimo precedente ad una sua reazione, saper prevenire ogni sua intenzione, fa parte di quella sfera cognitiva della teoria schermistica legata al tempo (una delle tre caratteristiche fondamentali nell'esecuzione della stoccata assieme alla misura ed alla velocità) ed in particolar modo alla scelta del momento di agire che nel caso specifico del nostro argomento è l'istante prima che agisca l'altro. La scelta di tempo peraltro è trovare l'interstizio giusto tra i momenti di pausa o ripetitivi,meccanizzati,automatici del pensiero motorio-schermistico dell'avversario e quindi molte volte non coincide con l'anticipo delle sue intenzioni, ma, provocando reazioni abitudinarie, si inserisce efficacemente in queste.
A noi oggi interessa sviluppare tutte le metodiche schermistiche atte ad aumentare la nostra abitudine nell'anticipazione dell'avversario e possiamo affermare che in tutte e 3 le specialità della scherma, oggi più che mai, questa dote trova maggior spazio di applicazione. Infatti, oltre alla spada di cui parlerò e dimostrerò nel dettaglio - che da sempre è l'arma principe dell'anticipazione del colpo - anche nel fioretto e soprattutto nella sciabola il concetto “anticipare l'avversario” trova fertile spazio nella didattica e nell'esecuzione agonistica, pur in presenza di armi regolate dalla convenzione schermistica.
E' appunto a causa dei recenti cambiamenti nella ricostruzione della frase d'assalto ed in particolar modo della diminuzione dei tempi di chiusura del circuito elettrico che soprattutto nella sciabola ci siamo trovati di fronte ad un nuovo modo di interpretare la conduzione dell'assalto, ad un nuovo uso del braccio armato (nella sciabola), ad un aumento dei colpi di contrazione sul ferro attaccante (nel fioretto).
Non voglio e non posso, per poca esperienza in materia, entrare nei particolari tecnici e didattici delle armi convenzionali ma cercherò di spiegarli, per quel poco di competenza che ho maturato in materia, applicandoli alla spada. Se l'obbiettivo primario nello sport della scherma è quello di “toccare senza essere toccato”, per quel che riguarda la spada si tramuta in “toccare prima di essere toccato”. I famosi 40 millisecondi dopo i quali il circuito elettrico s'interrompe e segnala solo il colpo portato all'accensione, sono un brevissimo lasso di tempo che ogni spadista deve tenere sempre presente nel momento in cui si accinge a voler colpire l'avversario.
E' basilare quindi nell'arma triangolare ricordare questo concetto in tutti gli aspetti motori-schermistici che eseguiamo nella competizione in modo che siano corretti ed atti allo scopo di “toccare prima di essere toccato”.
Ecco allora che l'impostazione didattica dello spadista deve partire da un dogma fondamentale: la punta della spada deve essere sempre attiva, la primaria intenzione di ogni tiratore deve essere di portare nel più breve tempo e spazio possibile la propria punta su bersaglio più vicino dell'avversario nel momento di vibrare il colpo.
Il concetto di attività della punta è strettamente legato con quello di profondità dei colpi; mi spiego: tirato il colpo al bersaglio più vicino e non andato a buon fine, si continuerà in avanti ad un bersaglio successivo sempre prossimo o al contrario si retrocederà, sempre con la punta attiva, tirando ad un altro bersaglio prossimo. L'importante è che la punta sia sempre pronta a colpire nel più breve tempo possibile e con uno spazio dal bersaglio più prossimo quanto più ridotto; quindi mai flessione dell'avambraccio (ad esempio nel ritorno in guardia) per evitare la fase passiva con la punta mai fuori dai bersagli avversari.
L'unica eccezione a questa norma è nella fase di parata o/e nella presa di ferro o/e battuta ma anche in questi casi dopo la deviazione del ferro deve essere istantaneo il ritorno sulle linee di offesa con contatto di ferro o al distacco.
Un altro aspetto sostanziale nell'impostazione dello schemidore è la coordinazione braccio armato-gambe che nella spada concorre in modo notevole per l'anticipo della stoccata. E' importante abituare l'allievo fin dai primi approcci ad eseguire almeno un gesto schermistico ogni movimento di un piede: ad esempio andando avanti, botta dritta al braccio con il piede anteriore, cavazione al braccio con il piede posteriore (passo avanti), circolata al petto con l'affondo.
Andando indietro, arresto diretto al braccio con il piede posteriore, parata con il piede anteriore (passo indietro), risposta al petto con l'affondo. E poi si può progredire con 2 movimenti del braccio armato ogni movimento di un piede (battuta e botta al braccio primo piede e battuta e botta al braccio secondo piede), muovendo 2 volte un piede avanti (piede anteriore con colpo al braccio e profondità al petto con affondo),muovendo il piede anteriore 2 volte avanti-dietro ( in controtempo con finale di arresto saltato) ecc...
Tutto questo lo dimostrerò dopo nella lezione, ma preme ribadire il concetto di anticipo riferito ai movimenti in pedana ed alla coordinazione; non ci devono essere movimenti passivi, ad esempio il passo avanti nella ricerca del ferro eseguito senza tenere conto dei concetti sopra espressi, implica un tempo passivo o sul piede anteriore o sul piede posteriore nel quale si può inserire l'anticipazione dell'avversario.
Ultimo concetto da tenere presente nella fase agonistica, forse il più importante perché consono alla realtà di esecuzione in assalto, è “quando tirare il colpo per avere più probabilità di colpire?”.
Nella risoluzione di questo fondamentale problema si fondono 2 aspetti principali della strategia di gara : la tattica e la scelta della giusta misura di esecuzione.
Per il discorso tattico è necessario far sempre riferimento al tipo di sport in questione; il confronto con l'avversario implica il ricorso a messaggi falsi da inviare nel modo più credibile a chi ci sta di fronte pur sapendo che anch'egli sta simulando qualcosa e contemporaneamente essere sempre vigili sulla situazione che abbiamo in continua evoluzione, al tipo di avversario, alle sue abitudinarie reazioni, al momento del match, al punteggio al tempo residuo, all'aspetto psicologico instaurato fra i 2 contendenti.
Pur di fronte a queste innumerevoli variabili, si può riassumere che, nel momento in cui vogliamo vibrare una stoccata, il suo buon fine dipende soprattutto dalla nostra determinazione a portarla, nel momento in cui l'avversario meno si aspetta la decisione che abbiamo progettato.
A questo si unisce oltre ai concetti sopra-espressi la ricerca della giusta distanza di effettuazione del colpo; anche qui riassumendo, dopo aver sollecitato il nostro avversario con spostamenti avanti-dietro e variazioni di ritmo e velocità in essi, si deve individuare il momento di appoggio del piede anteriore nel passo avanti, vibrando il colpo nella fase di non equilibrio che intercorre fino all'appoggio del piede posteriore, o al contrario nel passo indietro (più indicato nelle armi convenzionali che nella spada).
Oltre a questi principi fondamentali, per l'efficace effettuazione della stoccata c'è da ricordare la costante copertura del braccio armato sia in azioni con il ferro che a ferro libero, il corretto e graduale apprendimento di tutto il bagaglio schermistico riferito al braccio armato nella meccanica di esecuzione e di portamento della stoccata che andrò a dimostrare nella parte pratica seguente.
Roberto Piraino
Roberto Piraino, 62 anni, è maestro di scherma e direttore tecnico all'Associazione Sportiva Udinese sezione scherma di Udine.
Questo è il suo curriculum
scolastico:
- diploma I.S.E.F. conseguito nel 1978 con la votazione di centodieci e lode .
- abilitazione e passaggio in ruolo per l'insegnamento negli istituti superiori di istruzione secondaria conseguiti nel 1982 con la votazione di 90/100.
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sportivo:
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- diploma di maestro di scherma conseguito nel 1975 con la votazione di 9/10.
- allenatore dall'anno 1975 e direttore tecnico dall'anno 1988 ad oggi dell'A.S. Udinese sezione scherma di Udine allo stadio Friuli.
- allenatore nazionale della Federscherma nel settore assoluto e juniores della spada dal 1975 al 1995.
- titoli di campione del mondo dei maestri di scherma individuale ed a squadre conseguiti nel 1982.
- titoli di campione italiano dei maestri di scherma conseguiti negli anni 1975, 1976, 1978.
- membro della commissione d'esame dell' Accademia di Napoli per il rilascio del titolo di maestro di scherma sessione estiva 2000/2002/2004/2007/2008.
- docente nei corsi di aggiornamento per maestri di scherma organizzati dall' Associazione Maestri italiana in collaborazione con la Federazione Italiana Scherma (Misano Adriatica, 1998; Pesaro, 1999; Formia 2000, 2008; Norcia 2002, 2003, 2006, 2007; Mazara del Vallo, 2003).
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universitario:
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Dal 2008 al 2011 docente presso il Corso di laurea specialistica di Scienza dello sport ambito scherma
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Pubblicazioni:
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- dossier sui criteri di formazione dei quadri tecnici nelle accademie magistrali di scherma del mondo (Congresso Associazione Accademica Internazionale, Vichy, agosto 2000).

Associazione Sportiva Udinese, 1930 - Foto cortesia A.S. Udinese
( * ) Dalla giornata di aggiornamento per tecnici promossa dal Comitato organizzatore della Coppa del Mondo Under 20, Lignano Sabbiadoro 6-8 Gennaio 2012
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