|

Se vogliamo stimolare un figlio o un allievo, evitiamo prima di tutto ciò che non aiuta o, addirittura, danneggia, come le parole vuote, gli incitamenti teatrali, le urla che "fanno tremare i muri", le iniezioni di rabbia, le punizioni, la paura dell'avversario, le esaltazioni false o le prospettive di successi sicuri. Sono tutti atteggiamenti che ci allontanano, fanno sentire estranei noi e burattini ai quali basta tirare le fila gli allievi.
Trattiamoli come si dovrebbe fare con un adulto, con un atteggiamento spontaneo e naturale, senza fingere o esibire coraggio o trasmettere paura, e saper evitare tutto quanto può scoraggiare.
L'arte di offrire stimoli, quindi, è il nostro modo di essere e di proporci in tutti i comportamenti. Che abbiamo a che fare con figli, scolari o allievi. Innanzitutto, proporci come figure degne di essere seguite.
Quindi,
proponiamoci così come siamo, senza inutili finzioni o manipolazioni;
riconosciamoli per ciò che sanno fare, aiutiamoli a conoscersi, a provare il nuovo, a correggersi e a fare tutto ciò che è nelle loro possibilità;
valorizziamoli anche solo per ciò che cercano di fare; evitiamo tutto quanto li può indurre a mettere in dubbio le loro capacità;
consideriamo i loro limiti e aiutiamoli a correggerli; offriamo loro fiducia e accettiamo che possano anche sbagliare e non farcela;
apprezziamo qualsiasi idea e realizzazione purché siano costruttivi; spingiamoli a mettersi alla prova anche dove sono meno dotati, ed evitiamo giudizi se non riescono;
valutiamoli in modo obiettivo e veritiero, senza paura di appagarli o di ferirli;
non solleviamoli dai compiti, dalle responsabilità e dall'obbligo di correggersi;
consideriamoli responsabili delle loro azioni e trasgressioni, e faciamone pagare le conseguenze;
correggiamoli senza giudicarli o punirli, ma aiutandoli a correggersi o a trovare le soluzioni giuste;
accettiamo opinioni e contributi, approviamoli o aiutiamoli a capire gli errori, e siamo disponibili e presenti senza intervenire quando ce la possono fare da soli;
e, infine, ammettiamo e correggiamo i nostri errori senza paura di perdere autorità.
Vincenzo Prunelli, neuropsichiatra e ideatore del progetto Nuovo Sport Giovani
Per gentile concessione dell'autore
Cos'è il progetto Nuovo Sport Giovani
Dottor Prunelli: "Gli scopi del nostro progetto sono la scoperta e l'analisi dei fattori che possono intervenire sullo sviluppo dei giovani che fanno sport e la proposta di un metodo in grado di formare uno sportivo capace di esprimere compiutamente tutte le proprie potenzialità.
.
.
.
.
A proposito di stimoli
Nikolay Bogdanov-Belsky: "Un esercizio complicato", ovvero "L'aritmetica nella scuola di carità di S.A. Rachinsky",1895
Il prof. Rachinsky del dipinto,
lasciato l'insegnamento di scienze naturali all'università, volle insegnare matematica
nella scuola del suo villaggio, dedicando un'attenzione particolare al calcolo mentale.
Qualcuno vuole cimentarsi nella soluzione dell'espressione immortalata alla lavagna?

|