Rapporto sul Primo Congresso Nazionale per Insegnanti di Scherma PDF Stampa E-mail
Giovedì 23 Settembre 2010 00:27 | Scritto da Alberto Coltorti

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Sabato 11 e domenica 12 settembre 2010 si sono svolti a Prato i lavori del primo congresso dell'Accademia della Scherma.

Rispondendo alle esigenze che ci sono giunte da più parti e secondo gli obiettivi che ci siamo prefissati, abbiamo deciso di suddividere l'evento in due giornate, una diretta alla formazione, l'altra ad aspetti lavoristici del tecnico della scherma. Purtroppo, a causa dei tragici eventi che, nei giorni precedenti, hanno funestato il nostro microcosmo, è mancata la seconda sessione della domenica, quella dedicata al confronto tra l'Istituzione Federale e il mondo dei tecnici.

 

La mattina dell'11 settembre si è aperta con il saluto dell'Assessore alle Politiche Giovanili della Provincia di Prato, dott.ssa Loredana Ferrara.

Il tema fondamentale della giornata di studi, intitolato A, B, C ... SCHERMA, specificamente dedicato all'alfabetizzazione motoria, è stato introdotto dalla prof.ssa Fulvia Bendotti, presidente del Centro Giovanile di Formazione Sportiva (CGFS), che ha presentato l'esperienza unica di quest'associazione che agisce a Prato, esempio accattivante, ma difficilmente esportabile, di come operare efficacemente nel campo dell'avvio all'attività motoria nell'età infantile.

Il prof. Giulio Bencini, responsabile delle attività scolastiche del comune di Prato, ha relazionato sulla collaborazione con la scuola primaria e sulle problematiche inerenti. Sono stati affrontati i quesiti relativi all'introduzione in essa di collaborazioni esterne, alle richieste particolari, alle regole e ai linguaggi dell'ambiente scolastico.
Ancora, si è parlato diffusamente degli obiettivi e dei metodi del lavoro del CGFS e in cosa essi si discostano da un classico approccio legato al reclutamento di possibili leve schermistiche tra i bambini delle scuole.
Si è affrontato il tema di come strutturare un programma d'intervento attraverso un numero adeguato di incontri che spaziano da una fase di formazione e programmazione in cui condividere un percorso, ad una centrale di realizzazione degli obiettivi, ad una finale di verifica. Si è passato, poi, all'analisi del singolo incontro con le sue fasi di decollo (riscaldamento, contatto, conoscenza, ...), viaggio (realizzazione degli obiettivi della giornata) e atterraggio (riconquista della calma). Soprattutto si è posto l'accento sul ruolo centrale dell'insegnante che dovrebbe operare nell'ottica del ciascuno e non del qualcuno. Sarà il legame con questa figura che, nel futuro, condizionerà le scelte di specializzazione sportiva del piccolo atleta.

colombo-congresso-adsNel pomeriggio del sabato il Maestro Faustino Colombo ha dato una dimostrazione pratica del metodo. Tutti gli intervenuti, indipendentemente dalla loro età, hanno vestito i panni dei fanciulli e si sono trovati a partecipare ai giochi nel ruolo di attori, con la mentalità e l'esperienza del docente.

L'incontro ha avuto termine intorno alle ore 18,00 con la distribuzione degli attestati di partecipazione ai venticinque convenuti.

Personalmente sono uscito arricchito dall'esperienza che per me è stata nuova sotto il punto di vista dell'approccio e della metodologia. L'obiettivo di fare proseliti per la scherma è secondario ed è conseguenza naturale della capacità dell'insegnante di produrre, nei giovanissimi (e in lui stesso), la soddisfazione di sé attraverso la scoperta e l'utilizzo del linguaggio corporeo.

 

La mattina del 12 settembre è stata centrata su temi che, a ragione, possono essere considerati tra i diritti del Tecnico di Scherma.

In prima battuta è intervenuto il dr. Marco Ferrucci della FARO ASSICURAZIONI, main sponsor della FIS di cui, al tempo stesso, fornisce le polizze assicurative. Il suo intervento è stato centrato sulla spiegazione delle condizioni del contratto della nostra Federazione e sulla possibilità, da parte delle singole associazioni sportive, di stipulare polizze aggiuntive ad hoc, anche di responsabilità civile contro terzi. Il dibattito è spaziato, successivamente, sul tema previdenziale e sulla possibilità di aderire a richieste specifiche da parte della nostra categoria.

Successivamente l'avvocato, nonché tecnico del nostro sport, Marta Terzani, di Trieste [foto sottostante], ha tenuto una relazione sulla figura professionale del Maestro di Scherma. In particolare ha sottolineato le difficoltà di una definizione precisa della nostra attività, delle ambiguità in termini di diritto e ha consigliato, per quanto la legge lo consenta, tutta una serie di possibilità di contratti di lavoro.

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Il tema, ampiamente sovrapposto con le problematiche di natura fiscale, è stato successivamente dibattuto, dalla sua specifica visuale, dal dr. Maurizio Annitto, tra l'altro revisore dei conti della F.I.S. [con Terzani e Rapisardi nella foto sottostante]. L'intervento, calzante e molto apprezzato, si è articolato in due filoni: il tecnico di scherma quale "prestatore d'opera" e quale "imprenditore" (laddove gestisca l'associazione sportiva che presiede). In quest'ultimo caso è stata esaminata con grande attenzione la possibilità di costituire una S.R.L. Sportiva Dilettantistica, oltre alla classica A.S.D. o alla Società Cooperativa. Nel caso la figura di tecnico si espliciti quale "prestatore d'opera" sono stati analizzati pregi e difetti delle tre classiche forme d'inquadramento: collaborazione sportiva (legge 133/98), dipendenza subordinata, professionista (con partita IVA).

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Nel pomeriggio di domenica 12 settembre è sfumato il confronto tra la F.I.S. e i Tecnici di Scherma perorato, non più tardi del mese di agosto 2010, dallo stesso Presidente Scarso. Il destino tragico che lo ha colpito, associato a quello altrettanto atroce che ha coinvolto Silvia Pierucci, hanno chiaramente distolto le istituzioni dal dibattito. È mancata anche la partecipazione dell'AIMS invitata, formalmente nella figura del suo Presidente Crisci, a riprova che quando si discute delle problematiche dei maestri non devono esistere divisioni di parte, semmai strategie differenti per affrontare le stesse difficoltà.

Ho voluto lo stesso, nel mio intervento, riassumere i cambiamenti del mondo dello sport, della scherma e, in particolare, del mondo dei Tecnici, negli ultimi dieci anni e rilevare come la nascita della nostra Accademia abbia, tra gli scopi primari, quello di creare una coscienza di categoria e di fungere da pungolo per offrire fantasia e dignità alla nostra professione, considerata in tutte le sue diverse sfaccettature.

La sessione è stata chiusa dall'intervento del dott. Pasquale La Ragione [foto sottostante], presidente della più famosa Accademia, quella Nazionale di Scherma di Napoli, ente emerito e ultracentenario. Egli ha voluto sottolineare i rapporti di amicizia e di collaborazione instaurati tra la nostra associazione e la Grande Accademia e, da visuale decentrata, ha plaudito la nascita del nostro consorzio di cui, a suo parere, si sentiva l'esigenza da molto tempo, indicando altresì, per sommi capi, la via che dovremmo percorrere.

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Si è consumato quest'atto, importante punto di partenza per tutta una serie di iniziative programmate nel futuro, con la soddisfazione di aver posto una pietra angolare al nostro edificio. Ciò che rimane è la consapevolezza di essere sulla giusta strada e l'entusiasmo di una partecipazione, se non eclatante, comunque numerosa, attenta, critica, stimolante. La speranza è che, in tempi migliori, si rafforzi il dialogo con l'istituzione federale e con un numero sempre maggiore di tecnici in modo da collaborare, con serietà, alla risoluzione dei problemi della nostra categoria che ancora oggi si configura come una moltitudine di monadi slegate che agiscono con individualismo improduttivo.

Alberto Coltorti

 

 

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