| Il punto su Ravenna |
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| Lunedì 24 Gennaio 2011 10:37 | |
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Gli sparuti interventi (ricordo soprattutto quelli dei presidenti di Club Proietti, Castrucci e Molinari) hanno sottolineato la sofferenza economica delle società e degli iscritti, soprattutto nella situazione contingente, che contrasta con un calendario agonistico oltremodo infarcito di eventi agonistici, alcuni di scarso livello e validità. Le contestazioni hanno riguardato soprattutto la scomparsa dell'assemblea di metà quadriennio, a mio modo di vedere opportuno momento di dibattito per giudicare l'operato federale, la regionalizzazione della elezione dei rappresentanti degli atleti e l'articolo 64 del nuovo statuto, relativo all'elezione del Presidente della Federazione, che permetterà all'eventuale candidato per il terzo mandato di essere "ripescato" nel caso abbia raggiunto la maggioranza assoluta ma non il quorum del 55%. I votanti si sono schierati, perlopiù, sulle indicazioni della maggioranza e dell'opposizione, in maniera fideistica. L'Accademia della Scherma non ha voluto allinearsi politicamente, fare pressione sui propri iscritti affinché esprimessero l'una o l'altra opinione. Altrettanto si è astenuta dal giudicare la F.I.S. circa i riconoscimenti all'A.I.M.S., tenendo fede all'impegno di andare avanti per la propria strada, evitando futili e sconvenienti litigi. Personalmente auguro un futuro in cui il gruppo dirigente, qualsiasi esso sia, abbia attenzione per i problemi della base ed, in particolar modo, per quelli della nostra categoria. Mi sembra, invece, emerga una pericolosa tendenza alla limitazione del dialogo, alla chiusura. Mi riferisco soprattutto all'inopportuno svolgimento dell'assemblea nel corso di un'importante manifestazione agonistica che ha impedito a diversi atleti e tecnici di intervenire. Ancora, mi sono opposto strenuamente all'abolizione dell'Assemblea Biennale, nonostante le rassicurazioni del Presidente Giorgio Scarso riguardo alla volontà di trovare momenti pubblici di confronto. Se da una parte si vogliono risparmiare denari sopprimendola, dall'altro se ne spendono a iosa per la realizzazione di eventi agonistici, alcuni di dubbia utilità, che depauperano le energie fisiche e finanziarie di atleti, tecnici e società. Mi sembra poter riassumere l'atteggiamento di molti tecnici dicendo che siamo in trepidante attesa che il Presidente Federale mantenga l'impegno preso nella intervista rilasciata a Ella Loescher del 4 ottobre 2010, " ... nei due anni che mancano alla fine del mio mandato voglio dedicarmi alla tematica dei maestri a 360°: professionalità, crescita, rappresentatività; anche al discorso economico seppur con difficoltà enormi dal punto di vista gestionale.". Penso che gran parte del nostro consenso si giocherà sul rispetto di questa promessa. Alberto Coltorti
Presidente di Accademia della Scherma
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Le assemblee ordinaria e straordinaria della F.I.S. si sono consumate. L'attuale gruppo dirigente ha avuto conferma della fiducia dell'elettorato, non il plebiscito che ha caratterizzato le ultime elezioni. Una minoranza, valutabile tra il 20 e il 30 percento, si è opposta.
Commenti
Assemblea F.I.S. – Ravenna 22 gennaio 2011
A Ravenna si sono concluse l'assemblea Ordinaria e Straordinaria della Federazione Italiana di Scherma.
Comunichiamo con soddisfazione che l'unica nostra proposta di modifica, quella dell' Art. 37, è passata, quasi all'unanimità, essendo stata ritenuta, al termine dell'illustrazione da parte dei proponenti, necessaria anche dalla Commissione Statuto e dal Consiglio Federale F.I.S.
Ringraziamo quindi tutti i partecipanti all'assemblea per il voto espresso e per aver condiviso con noi la nostra proposta di modifica statutaria.
La modifica all'art. 37 statuto darà in futuro una possibilità di impugnazione nel caso di archiviazione di procedimenti da parte del Procuratore Federale, assicurando una maggiore tutela dei diritti di tutti i tesserati che ritenessero essere stati calpestati i loro diritti (come noto, il Procuratore Federale viene eletto dall'Assemblea Ordinaria Elettiva, insieme al Presidente ed al Consiglio Federale ).
Andiamo, però, ad analizzare con ordine l'andamento dei lavori assembleari che sono stati, invero, piuttosto rapidi e si sono conclusi per l'ora del lunch.
In apertura dell'Assemblea Ordinaria biennale, il Presidente ha tenuto una lunghissima relazione sull'attività svolta, dichiarando la piena soddisfazione per lo stato di salute dell'organizzazione federale e le tante iniziative adottate nell'interesse dei tesserati ( Società, tecnici ed atleti ).
Dopo la relazione vi sono stati solo 4 interventi tutti da parte di rappresentanti di Società.
Il Circolo della Spada di Legnano ha parlato delle difficoltà dei rapporti con la RAI ed ha difeso la scelta di Sportitalia per la recente importante competizione tenutasi a Legnano.
Diverse critiche sono state invece mosse dai Presidenti di Iesi, SS Lazio Ariccia e Frascati Scherma sostanzialmente per la mancanza di supporti alle problematiche economiche dei Club e per l'assenza di considerazione da parte degli Organi Federali ad alcune istanze portate avanti dalla base.
Al dibattito assembleare, che viene svolto a due anni di distanza dalla precedente assise, è mancata del tutto la voce dei tecnici e quella degli atleti, che evidentemente hanno ritenuto soddisfatte le esigenze delle rispettive categorie dal lavoro svolto in loro favore, in questo lungo periodo, dal Consiglio Federale.
In tutto il dibattito assembleare è durato circa 15 minuti.
Al termine dell'Assemblea si è proceduto alla cerimonia di premiazione delle Società prime classificate nelle varie categorie, alle quali vanno le nostre più sentite congratulazioni , e alla consegna delle onoreficienze della F.I.S. a personalità del mondo della scherma e della vita politica nazionale.
A tutti loro va il nostro sentito ringraziamento per l'impegno profuso a favore della Scherma.
Si è, poi, passati all'Assemblea Straordinaria che era stata convocata per deliberare su numerose modifiche statutarie, quasi tutte proposte dal Consiglio Federale.
In realtà l'attenzione dei delegati si è concentrata, oltre che sulla modifica dell'Art. 37, da noi supportata, e di cui abbiamo detto in apertura, su pochi altri articoli.
In particolare vi è stato qualche intervento in ordine alla modifica dell'Art. 17 che chiedeva l'eliminazione dell'Assemblea Biennale e, anche di fronte alle perplessità manifestate da qualche Società per la perdita di un'occasione di confronto, è prevalsa la linea federale che giustifica la scelta a causa dei costi che questa Assemblea determinerebbe interventi e il quasi inesistente dibattito sul punto sembrerebbero convalidare la bontà della scelta del Consiglio Federale.
Al riguardo, invece, noi continuiamo a sostenere fondamentale un periodico momento assembleare per evitare che si verifichi un pericoloso scollamento tra tutte le componenti del mondo della Scherma.
Il Consiglio Federale F.I.S. ha ritenuto di modificare anche l'art. 61 dello statuto prevedendo che i rappresentanti degli atleti siano eletti, in futuro, su base regionale.
La giustificazione addotta, in assenza di suggerimenti sul tema da parte del CONI, è che tale scelta garantirebbe una maggiore rappresentativi tà e democraticità del voto espresso.
Nel corso di un intervento in Assemblea abbiamo cercato di chiarire che la scelta di regionalizzare il voto, se in astratto, in una realtà diversa, potrebbe garantire maggiore rappresentativi tà, in sostanza, nel caso dell'attuale assetto della F.I.S., produrrà l'effetto opposto.
Sarebbero, infatti, i club delle grandi città e delle grandi regioni, con elevati numeri di atleti iscritti maggiorenni, rispetto a quelli di altre società della propria regione, a poter beneficiare del nuovo sistema, monopolizzando di fatto le rappresentanze elettorali, a scapito delle piccole realtà.
Dobbiamo prendere atto che il Consiglio Federale la pensa esattamente all'opposto e che la modifica è stata approvata dall'Assemblea. Speriamo di non dover riscontrare i paventati effetti negativi alle prossime votazioni regionali e nazionali !
Da ultimo si è discusso sulla modifica del tanto controverso art.62 dello statuto (legge Melandri) e di questo dobbiamo essere molto soddisfatti perché la discussione da noi aperta, nella fase pre assembleare, pur avendo ingenerato una miriade di polemiche, ha portato a dei fondamentali chiarimenti sulla portata della modifica statutaria proposta dal Consiglio Federale F.I.S.
Leitmotiv per i favorevoli alla proposta è stato che la modifica, essendo stata suggerita dal CONI, doveva intendersi legittima nonchè obbligatoria. A nulla sono valsi gli sforzi tesi a richiamare il rispetto della normativa vigente, che non può essere eluso neppure dai Principi del CONI.
L'unica consolazione per noi è che un cultore della materia come il Presidente del Club Scherma Torino, avv. Vecchione, pur ritenendo di dover accettare il Principio CONI, lo ha definito comunque contro legge.
Il primo chiarimento in data 13/01/2011 è arrivato dal CONI stesso che, dopo aver arzigogolato nei propri Principi, forse, per venire incontro ai numerosi Presidenti di Federazione oltre il secondo mandato, consapevole della confusione che aveva ingenerato, ha dovuto emanare una Circolare con la quale viene ribadito lo sbarramento minimo al 55% per l'elezione di un presidente uscente dopo due mandati, sia in prima convocazione e sia nel caso di un eventuale ballottaggio.
Il nostro No non era determinato da alchimie sui numeri ma, crediamo ormai sia palese per tutti, dal rispetto della Legge.
Soddisfatti, comunque, per le parole espresse dal Presidente della Federazione Italiana Scherma che ha escluso, nell'apportare questa modifica, intendimenti diversi da quelli espressi dalla legge Melandri, impegnandosi, addirittura personalmente, a non voler andare ad un eventuale terzo mandato, ove decidesse di presentarsi alle prossime elezioni, senza il conseguimento di un amplissimo voto di maggioranza in sede di prima votazione.
A conclusione dei lavori possiamo anche essere soddisfatti per aver stimolato, come da tempo non si faceva, un leale ed aperto confronto e dialogo tra le varie componenti della scherma italiana.
Unico nostro grande rammarico è quello, ripetiamo, di aver riscontrato una scarsissima viva partecipazione all'assemblea di Ravenna da parte dei Tecnici e da parte degli Atleti aventi diritto al voto, non completamente giustificata dal contestuale svolgimento di una gara nazionale che ne rendeva difficile per loro seguire i lavori. Su quanto avvenuto bisognerà riflettere e valutarne le cause e gli effetti.
Ha meravigliato molti osservatori che gli Atleti, a quanto ci era dato di sapere, si erano già definiti molto perplessi, anche in sede di loro Commissione su questa modifica, non siano intervenuti apertamente nella discussione a favore o contro la modifica dell'articolo 61.
Auspichiamo infine che la Federazione Italiana Scherma, come promesso, dal Presidente Federale, in mancanza di obbligo di tenere l'assemblea di metà mandato, nel futuro prossimo, decida di promuovere una conferenza annuale per ricreare quel momento associativo e di confronto che per due anni è mancato e che, invece, è necessario per dare nuovi impulsi e proposte per il miglioramento della nostra Federazione e per affrontare le tante problematiche esistenti ancora in attesa di soluzioni.
A questo punto si chiude il nostro Speciale sull'Assemblea e va a continuare la fase di studio, ricerca e proposte per La Scherma del Futuro.
Ero convinto, e per una volta mi sbagliavo, di assistere al facile affossamento delle modifiche allo statuto proposte dalla Fis, soprattutto dopo la consistente campagna preassembleare condotta da quella che mi appariva come una opposizione piuttosto coesa ed agguerrita.
Anche la partecipazione di tecnici e atleti, i grandi elettori, più consistente che in passato, poteva lasciar presagire un esito diverso da quello che si è verificato: quasi tutti presenti i tecnici (33 su 36), più numerosi del solito gli atleti, ma meno della metà degli aventi diritto (26 su 72).
Sono stato materialmente presente solo verso la fine, per cui qualcosa ho visto, e qualcosa mi hanno raccontato.
La storia del 55%, ad esempio. Chiarito, per voce del presidente Scarso, che non è sua intenzione insistere, nel caso non dovesse raggiungerlo in prima votazione, resta il problema di una eventuale candidatura alternativa di altri, appartenenti al suo gruppo: che non si potrebbero presentare per non rischiare di rosicchiare voti al presidente che si ricandida per la terza volta. Mi sembrava un problema facilmente risolvibile, con una prima votazione dedicata solo al presidente che chiede la riconferma. Successivamente , mancando questa, una seconda votazione aperta a tutti gli altri candidati, e solo a quelli. Senza le spese e il disagio di una nuova assemblea.
Contrariamente a quanto prevedevo, dunque, le modifiche proposte dalla Fis sono passate tutte, e con facilità. Ricordo ancora interminabili assemblee, dove, alla fine, si votava per sfinimento: i superstiti, intendo, perché molti se ne andavano prima. A Ravenna, invece, assemblea liscia e veloce, superando senza difficoltà gli scogli principali. Oltre a quello già citato, che riguardava il presidente, quello della regionalizzazio ne del voto degli atleti, davvero importante.
Atleti e tecnici non rappresentano solo una fetta consistente dell’elettorato , il 30%: le modalità delle elezioni federali ne fanno un punto cruciale di tutto il sistema. Le loro elezioni si svolgono prima di quelle federali. Se si lascia la possibilità, come in passato, che la totalità dei candidati sia tutta dalla stessa parte, grazie alle liste preconfezionate , è normale che avvenga quanto già avvenuto nelle precedenti due elezioni, e resti in lizza un solo aspirante alla presidenza.
I tecnici, ormai, sono divisi, ed esistono due associazioni. E pare che ci sia anche un notevole e progressivo scollamento interno alla stessa Aims: al vertice, e fra il vertice e la base. Più che le indiscrezioni, lo dimostra l’andamento dell’assemblea.
Gli atleti, invece, non hanno un’associazione che li rappresenti. La Commissione Atleti è un’altra cosa, e rappresenta gli interessi degli atleti di vertice, che sono una minoranza, rispetto alla maggioranza che vota, e che ha altri problemi. E gli atleti che votano sono informati, e spinti, dalle società e, più ancora, dai tecnici. Ecco quindi che anche dettagli apparentemente secondari, come la scelta della sede e della data, possono influire notevolmente sull’esito del voto.
Il problema degli atleti, che tanto contano, e tanto poco sono organizzati e consapevoli della loro importanza, ci riporta a quello che a me appare il punto dolente della Fis, che pure, come appare evidente leggendo la relazione del presidente, ha non pochi meriti: la comunicazione. Si sono fatti passi da gigante, in tante direzioni, e non si possono negare: merito della tecnologia, e anche di chi ha saputo coglierne le potenzialità. Ma la comunicazione, oggi, avviene solo dall’alto verso il basso. Collaborazione, proposte e proteste avvengono solo in canali separati, quando salgono dal basso, e se ne viene a conoscenza nel modo peggiore, con i pettegolezzi tra le pedane, e non attraverso pubblici e benefici confronti. L’abolizione dell’assemblea biennale, come ha fatto rilevare il presidente dell’Ads, Coltorti, pur se giustificata per motivi di spesa, lascia un vuoto che le buone intenzioni non possono colmare. Siti web, Facebook ed affini, danno voce a molti, ma in modo disorganizzato, frammentario o, quel che è peggio, facilmente manipolabile. In qualche modo, però, gli atleti, e poi tutti gli altri, devono trovare modo di esprimersi e di dialogare. Troverei logico e lungimirante, da parte della Fis, occuparsi del problema.
Solo un punto, mi pare, ha visto l’accoglimento delle proposte del gruppo alternativo, ma solo dopo che la Fis le aveva fatte proprie: la possibilità di impugnare l’eventuale archiviazione di un esposto, da parte del Procuratore federale. Un passo avanti, che vedo con favore, ma certo non sufficiente a garantire una giustizia che, a mio parere, è ancora troppo vincolata alla politica, e non del tutto autonoma.
Il gruppo che fa capo all’Avv. Tonucci, e che si prefigura come possibile alternativa all’attuale gruppo dirigente, non ha colto, quindi, a mio parere, quel successo che sembrava alla sua portata. E sarebbe giusto - ma non tocca a me farlo – per valutarne l’effettiva consistenza, separare quelli che nel gruppo si riconoscono da quelli che, per altri motivi, si sono trovati dalla stessa parte. Per me è difficile capire come possano andare a braccetto persone e società che fino a poco prima si guardavano in cagnesco, mentre è più facile intuire il motivo di altre conversioni, sulla via di Damasco. E tuttavia il dissenso e la proposta alternativa sono sempre utili, anzi preziosi.
Non vorrei, però, che ci ritrovassimo, fra qualche tempo, ancora a discutere sui nomi, e solo su quelli. Mi piacerebbe, ben prima delle prossime elezioni, sapere da ogni candidato alle cariche federali cosa si propone di fare, e come. Impegni personali, o anche di gruppo, sulle cose concrete.
Mi ha fatto molto riflettere, proprio su questo sito, l’intervento di Esedra, e il fatto che sia rimasta l’unica ad illudersi di poter avere risposte su quanto accaduto in passato. Vicende che hanno toccato l’intera categoria magistrale (se ancora esiste, in quanto tale) e me personalmente.
Forse è anche per questo che mi sono deciso a scrivere queste righe. La scherma resta al centro della mia vita, anche dopo le delusioni per i fatti accaduti, e ancor più per le persone. Ma da un male può sempre nascere un bene, mi hanno insegnato, e la vita va avanti.