Comunicati
11.1.2010. Prima riunione C.D. dell'Accademia della Scherma PDF Stampa E-mail
Sabato 19 Maggio 2012 04:51
riunionecdPRESENTI:

Presidente: Alberto Coltorti.

Vice Presidente: Roberta Giussani.

Consiglieri: Davide Lazzaroni, Giovanni Rapisardi, Tony Pagano, Faustino Colombo.

Consigliere assente giustificato: Marco Melli.

La riunione svolta, come da accordi, in audio conferenza  è stata moderata da Giovanni Rapisardi.

Il Presidente aggiorna il direttivo su gli adempimenti pratici concretizzati che vedono:

- l'acquisizione del codice fiscale

- l'iscrizione all'ufficio del registro

- l'apertura di un conto corrente postale di cui, a breve, avremo le coordinate.

Il Presidente informa, inoltre, che relativamente alla proposta di collaborazione con l'Accademia Nazionale di Scherma essa dovrà essere ulteriormente esaminata dal Consiglio Direttivo della stessa.

Dopo un primo giro di interventi, nei quali i consiglieri hanno dichiarato la loro prelazione in merito alle attività da porre in essere nell'immediato futuro, si è svolta la discussione regolamentata da un ordine prestabilito nel quale ognuno ha avuto tre minuti di tempo per esprimere il proprio pensiero.

Il consigliere Giovanni Rapisardi ferma l'attenzione sulla necessità di dare vita a delle commissioni che diano prova dell'operatività della Accademia e, nel contempo, consentano a coloro che intendono apportare il proprio contributo, di parteciparvi secondo l'idea dell'open source.

Il consiglio accetta la proposta in modo unanime e definisce le seguenti commissioni affidate, ognuna, a un consigliere responsabile:

Commissioni Accademia della Scherma

1) Commissione di Formazione Magistrale: Alberto Coltorti (corsi di preparazione e protocolli d'esame per candidati Istruttori e Maestri, realizzazione dei testi di riferimento, formazione degli esaminatori)

2) Commissione Giuridico-Economica: Giovanni Rapisardi (Statuto, Regolamenti, contrattualistica, questioni legali, amministrative, tributarie, previdenziali)

3) Commissione Regolamenti Tecnici: Marco Melli (Regolamenti agonistici, rapporti con gli arbitri)

4) Commissione Bibliografica: Davide Lazzaroni (archivio bibliografico, trattati, tesi d'esame, biblioteca digitale della scherma)

5) Commissione Materiali : Tony Pagano (tecnici delle armi, rapporti con i produttori e rivenditori di materiale schermistico)

6) Commissione Etica:  Roberta Giussani (Lista tecnica, Codice deontologico e organismo di controllo)

7) Commissione di specializzazione Fioretto:  Davide Lazzaroni (organizzazione corsi)

8) Commissione di specializzazione Spada:  Roberta Giussani (organizzazione corsi)

9) Commissione di specializzazione Sciabola: Tony Pagano (organizzazione corsi)

10) Commissione di specializzazione Storica Medievale:  Giovanni Rapisardi (organizzazione corsi)

11) Commissione di specializzazione Storica Rinascimentale:  Giovanni Rapisardi (organizzazione corsi)

12) Commissione di specializzazione Storica Classica:  Giovanni Rapisardi (organizzazione corsi) (....)

13) Commissione Scherma Paraolimpica:  Marco Melli

14) Commissione Psicopedagogica:  Faustino Colombo (tecniche didattiche per l'insegnamento a bambini, adolescenti e adulti)

15) Commissione Marketing e Comunicazione:  Marco Melli (analisi di mercato, marketing applicato alla scherma)

16) Commissione Medica:  Alberto Coltorti (pronto soccorso, metodologia dell'allenamento, alimentazione, doping)

17) Commissione Propaganda:  (rapporti con enti e associazioni, comunicazione dell'associazione) C.D.

18) Commissione Interna:  (servizi ai Soci, ordinamento interno) C.D.

Si decide anche una priorità operativa per le seguenti commissioni:

Formazione Magistrale;

Giuridico-Economica;

Psicopedagogica.

Il consigliere Davide Lazzaroni chiede se non sia il caso di approntare un corso di formazione nel mesi di Luglio sulla falsa riga di quelli agiti a Norcia; anche i questo caso il direttivo si pronuncia positivamente con parere unanime e chiede a Colombo di interessarsi in merito per la fattività del corso in località S. Anna Pelago (MO), quale scelta primaria, o a Prato.

Non essendoci altro da deliberare si rinvia il direttivo al 19 Gennaio per un'altra riunione da tenere con il medesimo sistema della audio conferenza e con ordine del giorno che sarà definito dal Presidente una volta acquisiti i suggerimenti dei consiglieri e comunicato tramite mail.

11 Gennaio 2010

 

 
Noi procediamo sulla nostra strada PDF Stampa E-mail
Sabato 19 Maggio 2012 04:51

Hoda-lazz 37 anni.

Frequento le sale di scherma da quando ero un ragazzino, come tanti di noi. Come tanti di noi sono stato prima un allievo, poi un allievo istruttore, poi insegnante a tutti gli effetti.

Nel corso del tempo mi sono fatto un'idea precisa del perché continuassi a passare il mio tempo nella palestra di scherma .

Come molti miei colleghi, ad un certo punto della mia esistenza ho deciso di rinunciare a quanto avevo davanti per dedicarmi completamente all'attività di pedana.

Forse sarei potuto diventare un insegnante di Storia contemporanea o uno dei tanti ricercatori universitari – precari - che lottano per un posto fisso; o magari avrei seguito la carriera del giornalista professionista, chissà...

Un caro amico mio collega dice che la scelta del maestro di scherma è una scelta di precariato a vita. Forse ha ragione: nessuna certezza, nessuna garanzia.

L'idea di "riuscire", di "arrivare ad affermarsi" da protagonista in un determinato contesto, è un'aspirazione legittima di ciascun professionista.

Nel mio caso il motore che ha fatto della scherma la mia scelta professionale non è stato il bisogno di affermazione, no. La verità è che questo "giochino", così affascinante e difficile, mi piace davvero tanto.

Mi piace insegnare, mi piace vedere i miei atleti crescere: come esseri umani, individui unici, uomini e donne, con un po' del mio tesoro nel loro bagaglio. Mi piace sperimentare, mi piace provare a soddisfare la mia curiosità vorace; mi piace sviluppare idee e respirare l'aria un po' claustrofobica e spesso decisamente insalubre delle sale di scherma.

C'è decisamente una forma di masochismo in tutto questo, lo so, ma siamo in molti a credere che nella scherma vi sia una qualche sorta di componente "dopante" che determina dipendenza.

L'Accademia della Scherma nasce da lunghe chiacchierate e lunghi confronti, a volte molto accesi, con amici, colleghi insegnanti, che con me condividevano la sensazione che l'Associazione Maestri di Scherma, nonostante le tante cose positive, non potesse rispondere appieno ai tanti interrogativi e alle tante necessità che emergevano nel confronto delle rispettive situazioni.

Una discussione molto precedente ai tempi dei grandi scontri che hanno determinato la frattura AIMS come dimostrano alcuni interventi, anche del sottoscritto, sul prezioso forum di Schermaonline.

Un insegnante di scherma all'atto pratico, oggi come oggi è, nel migliore dei casi, un meritevole dilettante. Ripeto: nel migliore dei casi.

Questo a prescindere dal fatto che sia un istruttore nazionale che opera in una piccola società di provincia o un maestro che sforna e segue campioni nel circuito della Nazionale.

Dilettanti senza alcun riconoscimento formale della propria professionalità, nessuna considerazione del lungo percorso fatto per acquisire abilità, competenze; con sacrificio e dedizione.

Dilettanti che possono essere accantonati, sospesi, messi da parte in qualsiasi momento, senza alcun tipo di garanzia assicurativa, previdenziale, giuridica...

Senza nemmeno l'ipotesi di una valida forma di contratto: provate a chiedere ai consulenti del CONI quale tipologia contrattuale è preferibile stipulare nei rapporti fra un maestro e una società di scherma...

Eppure sempre più giovani maestri scelgono, come me, di fare della scherma il proprio mestiere.

E' il mondo stesso del lavoro che ci spinge verso queste scelte; da un lato perché mai come in questo momento il buon vecchio detto "impara l'arte e mettila da parte" si rivela essere valido, dall'altro perché oggi come oggi il mercato del lavoro impone una sempre maggiore specializzazione che lascia poco spazio al dilettantismo, al (passatemi il termine) "dopolavorismo".

Se oggi vuoi vivere di scherma sei chiamato a saper vendere il tuo "prodotto" nel migliore dei modi possibili. Non vergognamoci di questo : i maestri lo hanno fatto da quando esiste la scherma.

Non basta lavorare "in sala": devi fare marketing, propaganda e comunicazione.

Devi avere fantasia e professionalità.

Devi saper operare nelle scuole nel modo giusto (quindi apprendere il linguaggio della scuola, che ha delle regole e delle esigenze precise) e saper proporre un percorso formativo/didattico che sia convincente, soddisfacente e soprattutto capace di essere preferito ad altre offerte che potrebbero arricchire i piani di offerta formativi dei singoli istituti.

Se vuoi vivere di scherma devi imparare a sperimentare, elaborare progetti, sviluppare forme alternative di proposte: agonismo e formazione, cultura e spettacolo.

Devi investire sul tuo prodotto per convincere altri ad investire su di te.

Se vuoi vivere di scherma, se cioè vuoi fare della scherma il tuo mestiere, devi metterti a confronto con gli altri sport, che più del nostro hanno saputo sviluppare negli ultimi anni tutti questi concetti. Pure sport cosiddetti "minori", minori anche per risultati agonistici.

E' evidente che il maestro di scherma moderno deve avere una base culturale forte – oltre ad una capacità didattica non indifferente.

Si rende sempre più necessaria una formazione che solo una laurea in Scienze motorie o percorsi di studi affini possono dare.

Chi conosce la teoria e la metodologia dell'allenamento sa che non è sufficiente affidare un gruppo di atleti ad un Preparatore, se l'intervento del professionista non è coordinato dal maestro stesso - il quale deve avere le idee chiare su ciò che vuole e concordare con lui gli obiettivi ed i percorsi.

Inoltre non è sufficiente , e spesso dannoso, affidarsi ad un preparatore atletico qualunque, per quanto professionista : la scherma ha esigenze precise che devono saper essere affrontate nel modo giusto.

Conoscenze e competenze.

Il tutto ha un nome preciso: professionalizzazione.

E questo non dipende affatto dagli esigui mezzi delle società schermistiche italiane, sempre alla ricerca di qualche spicciolo in più per tirare avanti la carretta: questo dipende dalla volontà di ciascun tecnico che opera nel mondo della scherma. E' una precisa scelta individuale.

La base fondamentale per il riconoscimento di una professionalità è dimostrare di essere professionali, investendo sulla propria formazione e sull'aggiornamento costante.

Da qui possiamo cominciare a fare le nostre battaglie per ottenere la giusta considerazione, anche giuridica, del nostro mestiere.

E quindi anche pretendere un peso maggiore nelle scelte decisive che hanno per oggetto il nostro lavoro.

Qualcuno ci ha forse consultati seriamente, preventivamente, quando vennero cambiati i tempi del fioretto elettrico? O forse è stata ascoltata la nostra opinione quando è stata introdotta la maschera con la parte trasparente o la recente gorgiera elettrificata del fioretto ?...

Viviamo del ricordo di una grandezza che, temo, nel prossimo futuro non sia più sufficiente a reggere il confronto con l'evoluzione della realtà.

Vero, l'Italia continua a sfornare grandi campioni e collezionare medaglie importanti, ma quanti insegnanti di scherma contribuiscono a questo successo, lavorando ciascuno nelle proprie sale, arrabattandosi fra un problema e l'altro, senza avere un adeguato riconoscimento per il sacrificio e la dedizione?

Nel nostro paese abbiamo una indubbia tradizione consolidata, confermata proprio dal fatto che continuiamo ad essere protagonisti della scherma mondiale.

La bravura dipende probabilmente proprio dalla coralità delle scuole, dalle tante molteplici sfumature che rappresentano – tutte insieme – la scuola magistrale italiana : una unità fatta di una miriadi di valide individualità, in costante confronto.

Probabilmente non esisterà mai una Scuola nazionale unica– intesa come un modo unico di intendere la scherma – e io aggiungo "per fortuna".

Mi piace pensare che dietro ad un campione italiano che sale su un podio olimpico ci sia dietro un mondo vivo e dinamico che ci rappresenta tutti.

Ma la domanda che dobbiamo porci noi insegnanti di scherma è:

Perché un bambino dovrebbe cominciare a frequentare la nostra sala, e restare con noi almeno vent'anni, anche se non diventerà mai un campione?

La risposta "perché la scherma è il più bel gioco del mondo" non è sufficiente.

La nostra associazione è nata con l'obiettivo di unire gli insegnanti di scherma (maestri ed istruttori) disposti a confrontarsi in modo serio e in assoluta autonomia sui problemi legati alla nostra categoria  - volenti o nolenti siamo una categoria, anche se non ne abbiamo ancora una coscienza diffusa -, quindi sviluppare e proporre concretamente progetti per migliorare la nostra condizione, su un piano lavorativo, contrattuale, giuridico, culturale, formativo; offrendo servizi agli associati e non.

Per parlare in modo diretto, la nostra associazione non è nata per fare guerra all'AIMS né per sostituirsi all'Accademia di Scherma di Napoli. Tutt'altro.

Dire cose che altri non dicono, portare avanti idee che altri non hanno affrontato non significa fare ostruzionismo o polemica sterile, ma mettersi su un piano di proposta e di stimolo per l'intero movimento della schermaiItaliana.

Che nel direttivo dell'Accademia della Scherma ci siano solo persone di idee diverse da quelle dell'attuale dirigenza AIMS non è affatto la conseguenza di un chiusura nei confronti dei tanti maestri che hanno votato in modo diverso dal nostro.

Molti colleghi che hanno scelto di votare per l'attuale dirigenza dell'Associazione Maestri di Scherma sono stati coinvolti direttamente - e lo possono confermare - nel percorso progettuale, confrontandosi più di una volta con noi sull'opportunità o meno di partecipare alla costituzione di questa associazione.

Di contro, diversi colleghi che si riconoscono nell'Accademia della Scherma hanno rinnovato anche la tessera dell'AIMS e non c'è alcuna contraddizione in questo, né alcuna preclusione da parte nostra.

Evitiamo inutili strumentalizzazioni, dunque: ciascuno fa le proprie scelte più che legittime.

Noi procediamo sulla nostra strada, in modo autonomo ma con un atteggiamento collaborativo nei confronti dei soggetti che compongono il mondo della scherma: dalla Fis e dall'Accademia Nazionale di Scherma, interlocutori principali, fino alle singole società.

Segno di questo nostro impegno e di questa correttezza è il primo atto concreto della nostra associazione:  la sottoscrizione di un CODICE DEONTOLOGICO in cui tutti noi ci riconosciamo e che rappresenta un impegno chiaro, formale, individuale e di gruppo.

E' la prima volta, probabilmente, che un sodalizio di maestri nel mondo della scherma ragiona su una questione tanto delicata e vincolante come un codice etico.

E credo che ciascuno di noi possa portare tanti esempi di quanto sia importante riconoscersi in una deontologia professionale.

La storia della scherma ne è piena. Si favoleggia di maestri che avvicinano (magari alle gare) atleti di altre società con il solo fine di "rubarli" ai loro colleghi... Maestri con incarichi federali o dirigenziali che minacciano giovani e non promettenti colleghi di escluderli dai circuiti nazionali a causa di loro possibili scelte politiche in ambito federale... Maestri che denigrano immotivatamente l'operato di un collega per i motivi più disparati, causando gravi danni all'immagine di un professionista.. Accordi sottobanco sui nominativi degli atleti da far accedere al giro della Nazionale, in barba alle posizioni del ranking e della storia agonistica di un atleta... Certamente queste sono leggende.

Ad ogni modo noi abbiamo deciso di autoregolamentarci.

So che qualcuno ha già rilevato qualche piccola mancanza nel nostro codice etico, pubblicato in questo sito e visibile a tutti. Bene, siamo pronti a confrontarci con chiunque per migliorare le nostre proposte.

Un abbraccio a tutti, associati e non.

Davide Lazzaroni

 
Una casa dalle fondamenta solide PDF Stampa E-mail
Sabato 19 Maggio 2012 04:51

coltortiIl panorama della scherma italiana ha un nuovo soggetto, l' Accademia della Scherma, associazione professionale indipendente con l'ambizione di riunire gli insegnanti di questa disciplina intorno ai temi e alle esigenze proprie della categoria.


Il consorzio nasce dalla consapevolezza, ampiamente condivisa, dei diritti e dei doveri di coloro che, seppure in ambiti diversi e con diverso impegno, fanno della didattica di questo sport la loro passione e il loro lavoro.


Gli eventi degli ultimi anni hanno riproposto contraddizioni, insoddisfazioni e, di conseguenza, fornito la forza propulsiva per la nascita di un'associazione che parli un nuovo linguaggio. La diaspora dei maestri sorta dalla spaccatura dell'A.I.M.S., una rappresentanza formale nell'ambito della Federazione Italiana Scherma, con delegati eletti in quota di tecnici che ricoprono le più alte cariche della stessa, disgiunta da un sostanziale interesse per le problematiche della categoria, ha unito e convinto un gruppo di tecnici a intraprendere la strada del cambiamento.


L'Accademia di Scherma nasce con l'intento di fornire gli strumenti in campo didattico, professionale, previdenziale, etico affinché il lavoro di insegnante di scherma a tutto tondo acquisti dignità e cresca consapevolmente.


L'eterogeneità del comitato promotore con esperti impegnati in diversi campi, dall'agonismo di alto livello, alla promozione sportiva, alla formazione degli insegnanti, alla ricerca storica, allo spettacolo e così via, è garanzia di un'attenzione rivolta alle più svariate sfaccettature della didattica della nostra disciplina sportiva.


Laddove ce ne sia l'opportunità e nel reciproco interesse l'associazione collaborerà, seppur nel rispetto della propria e dell'altrui indipendenza, con tutte le istituzioni ed enti del nostro microcosmo: Federazione Italiana Scherma, A.I.M.S., Accademia Nazionale di Scherma di Napoli e così via.


Vogliamo perseguire le più alte ambizioni partendo con umiltà, costruendo giorno dopo giorno, esperienza dopo esperienza una casa dalle fondamenta solide.

Alberto Coltorti
 


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