| Una discussione "virtuale" transatlantica sulla convenzione e le tre armi di oggi |
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| Martedì 05 Ottobre 2010 00:50 | |
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Non tirando di scherma trovo che le discussioni tecniche su Fencing.net, dove anche l'ultimo venuto non ha alcuna remora ad esprimere opinioni su cose che non ha minimamente approfondito, siano spesso alquanto noiose (colpa mia ovviamente), ma ogni tanto alcuni commenti o dichiarazioni mi incuriosiscono. Quando succede chiedo il parere di qualcuno che considero esperto sperando di riuscire ad ampliare i miei ristretti orizzonti schermistici. (originale su Fencing.net/forums/thread52568)
E' il caso di uno scambio tra ixid, peet e Allen Evans nel thread Scoring Systems Post #22 & #23. Ho chiesto al Maestro Giancarlo Toran di commentare su questo scambio intergettando pure domande/commenti da parte mia. Quanto segue è una discussione "virtuale" (non si è svolta come trascritta) tra il Maestro Toran, ixid, peet, Allen Evans, e il sottoscritto (che su Fencing.net usa il nickname di gladius) Mi auguro che le spiegazioni ed i commenti del Maestro Toran e la sua prospettiva storica ed analisi delle tre armi d'oggi attirino interesse.
gladius a Toran: Questo thread Scoring Systems contiene il dibattito che ricorre sovente sulla convenzione; perché esiste in generale e nella sciabola in particolare? Lo scambio è tra ixid e peet (Post #22) ed il commento di Allen Evans (Post #23). Quello scritto tra [ parentesi ] è o una mia chiarificazione o quello che io suppongo voglia esprimere l'autore. Hai dei commenti? ixid scrive a peet: peet, ho di sicuro meno esperienza di te nella scherma, ma vorrei chiederti alcune cose su quanto hai postato in precedenza: • è logico trarre delle conclusioni sulla sciabola a partire dalla spada? E' molto più facile toccare con la sciabola che con la spada dato che non devi esercitare pressione su un bottone e puoi usare qualsiasi parte della lama per toccare. Quindi sembrerebbe che la sciabola sia molto di più propensa all'offesa [attacco?] della spada irrispettivamente dalle regole stabilite per la natura dell'arma. Toran a gladius Rispondo al tuo dubbio in [ parentesi ]. Offesa è qualunque azione tendente a colpire. Quindi, • oltre all'attacco (= mi muovo per primo per andare verso l'altro e colpirlo: questa definizione è diversa da quella formale del regolamento), • c'è la risposta (= offesa dopo aver parato), • la controffesa (= qualunque colpo tirato durante una qualunque azione di offesa dell'altro, In senso più ristretto, viene usato più spesso come contrattacco, ovvero un colpo tirato durante l'attacco dell'altro. Ma è da definire con maggior precisione il concetto di attacco, che i francesi spesso limitano alla parte finale, il colpo, mentre noi includiamo azioni, come ad esempio la battuta, che loro considerano preparazione. E secondo me sbagliano.), • la rimessa (= un secondo colpo tirato subito dopo che il primo è andato a vuoto, per errore, o parata dell'altro, o schivata) peet risponde a ixit: Sì, è logico trarre conclusioni per la sciabola a partire dalla spada quando suggerisci l'idea di togliere una delle differenze più importanti tra le due: la convenzione. E' vero che la differenza tra arma di punta e arma di taglio è anche importante, ma tieni presente questo: anche con quella differenza [punta e taglio], quando il lockout time più corto rese il contrattacco nella sciabola più redditizio come azione, il gioco subì un rallentamento. Non dico che con questo la sciabola sia peggiorata, dico solamente che se si toglie la convenzione si renderebbe il contrattacco un'azione molto più redditizia, il che dà all'attaccante meno certezza, che a sua volta renderebbe lo sciabolatore meno incline ad attaccare. Commento di Toran: Vero Continuazione della risposta di peet a ixit: Questo è un fatto e lo puoi vedere nella differenza tra armi con e senza convenzione, e anche nella differenza tra [il modo di tirare di] sciabola e fioretto prima dei cambiamenti dei tempi e dopo i cambiamenti degli stessi. ixid continua: • L'altro punto sull'importanza dell'offesa [attacco?] nella sciabola- Se il gioco diventasse molto più difensivo di quanto lo era prima, perché è ancora necessario proibire la frecciata? Il fatto che la frecciata sia ancora proibita nella sciabola indica per me che un'aggressività senza limiti è ancora ben possibile. peet risponde a ixit: La frecciata non c'entra in tutto questo. L'incrociare delle gambe era illegale nella sciabola ben prima dei cambiamenti dei tempi. Ma il mio punto è veramente questo: qualsiasi cosa tu fai per rendere il contrattacco un'opzione più redditizia rende giocoforza l'attacco un'azione meno redditizia. E' semplicemente così e questo è stato comprovato dalla storia attuale (recente) della scherma. Commento di Toran: Vero, ma la frecciata è stata abolita per rendere più facile la ricostruzione dell'azione da parte dell'arbitro, rallentando il gioco. Ma non è bastato, e la Fie ha continuato a tentare di risolvere il problema non migliorando gli arbitri - cosa davvero difficile, data la situazione in cui devono arbitrare (troppo vicino alle pedane, spostamenti troppo veloci) per poter vedere, insieme, azione e luci di segnalazione. Nelle armi di convenzione, è necessario, più che nella spada, seguire bene lo sviluppo delle azioni: chi si muove per primo, e chi minaccia per primo, e poi le numerose varianti possibili della cosiddetta "frase d'armi". Gli scambi, le parate e risposte, le finte, con le sospensioni, le esitazioni, la mancanza della minaccia... Tutte cose che richiedono un giudizio fin troppo soggettivo di per sé: ma che sono diventate più difficili a giudicare in maniera consistente con l'aumento del dinamismo della scherma moderna. L'arbitro dovrebbe poter osservare, nello stesso istante, le azioni dei due tiratori e le luci dell'apparecchio di segnalazione: il che comporta che dovrebbe muoversi più velocemente di loro, perché è più lontano dall'apparecchio (che normalmente è unico, e al centro). Poi, avrebbe bisogno di osservare la pedana da una certa distanza, per cogliere il movimento nel suo insieme. Salvo che per la finale, questo non è quasi mai possibile, e l'arbitro è troppo vicino. E' anche per questo che gli arbitri sono diventati, nel tempo, più sensibili al movimento (visione periferica) che al dettaglio (minaccia, movimento delle cocce), e l'applicazione pratica del regolamento ne ha risentito. La Fie ha continuato a tentare di "risolvere il problema" cambiando spesso le regole: e spesso e tra un cambiamento ed il prossimo con disposizioni agli arbitri non scritte nel Regolamento! Vedi, ad esempio, la priorità attribuita, in caso di azione comune, a chi manda a vuoto l'azione di offesa dell'altro: il regolamento prevede il diritto di risposta (quindi, la priorità in caso di colpo doppio) solo a chi para col ferro. Scambio tra gladius e Toran: gladius a Toran: In primo luogo il discorso generale è logico o no? In altre parole, la sciabola, arma di duello almeno nel passato, è logico che sia soggetta alla convenzione? Se sì, perché nella spada invece no? Quando o perché la sciabola venne trattata differentemente dalla spada una volta che si è iniziata l'attività sportiva? Credo di capire la logica della convenzione per il fioretto, arma da training, ma spada e sciabola? Toran a gladius: Non è questione di logica, ma di trasformazioni sociali e culturali nel corso della storia. Ma non andiamo troppo indietro nel tempo. Partiamo dal 1700 circa. La spada è ancora un'arma, con un forte valore simbolico, ed ha la punta ed i due fili, anche se l'uso prevalente è di punta. Ma non si usa quasi più in guerra, dove resiste la sciabola, arma per le cariche di cavalleria, che richiede un maneggio semplificato, perché si utilizzava a cavallo. La spada è diventata arma quasi rituale, perché il duello è un rito, con regole rigorose: riservato ai nobili, distintivo di una èlite sociale. E i nobili si allenano in sala d'armi, quando la maschera in rete di acciaio non è ancora stata inventata. Occorrono regole per ridurre i rischi in allenamento. Da qui la convenzione: una volta tiri tu, una volta io. Inizialmente, per tirare a tua volta, dopo aver parato, dovevi attendere che io tornassi in guardia, e io non potevo contrattaccare. Poi, man mano, le regole si sono arricchite e complicate. Ma era una cosa artificiale, e andava bene fin quando i nobili, educati allo stesso modo, tiravano fra loro. Poi venne la rivoluzione francese e, quasi insieme, l'invenzione della maschera, che consentì maggiore libertà di sperimentazione. E le regole della convenzione cambiarono ancora. Ma soprattutto il duello non fu più riservato solo ai nobili. Tutti potevano battersi, e si vide, in breve, che un buon tempista, con poche lezioni, poteva spesso avere la meglio su chi aveva alle spalle tanti anni di scherma accademica. Ne nacque la rivoluzione spadistica, merito dei francesi, che idearono la spada (attrezzo) con le regole e la didattica moderne. Gli italiani seguirono. Ma la "nuova" arma (che serviva sempre per il rito del duello, rigidamente codificato, su terreno lineare) non fece dimenticare il fioretto che, grazie alla convenzione, si era arricchito di movimenti e variazioni poco adatti alla spada, arma più "vera", che aveva ancora molti estimatori. Probabilmente sarebbe col tempo scomparso, il fioretto: ma nacquero proprio allora le moderne Olimpiadi, e la disciplina fu codificata. Anche se oggi, va detto, il fioretto è radicalmente diverso da quello della fine dell'ottocento. La sciabola, arma di cavalleria, fu codificata anch'essa. Era scesa da cavallo, ed era stata per così dire reinventata, nella sua didattica e teoria, perché spesso, specie in Italia, i duelli si facevano con quell'arma. E in quest'arma, gli italiani precedettero i francesi. Dalle Olimpiadi in poi, ogni arma ha seguito il suo corso, trasformandosi.
gladius a Toran: Se vuoi commentare anche sulla necessità o sul merito della convenzione anche per il fioretto, a me va bene. Ma ti chiedo, mantenere la convenzione (anzi le convenzioni per sciabola e fioretto) non è forse un modo per preservare le tre armi? Toran a gladius: Questo è un punto importante: le medaglie della scherma sono dieci, ma dovrebbero essere dodici. C'è chi vuole ridurle, c'è chi vuole che ci siano tutte e dodici. Ogni tentativo di semplificare le regole, avvicinando le tre armi, porta acqua al mulino di chi vuol ridurle. gladius a Toran: Da un punto di vista pratico, nel futuro uno potrebbe dire manteniamo solo la spada come sport olimpico che è ben più comprensibile e permetterebbe una maggiore espansione mediatica della scherma ridotta ad una sola arma, la spada appunto, dato che il pubblico delle altre due non ne capisce nulla. Toran a gladius: E' da vedere. Per molti la spada è noiosa: non è più "vera" delle altre, è solo più semplice da capire. In fondo, il pubblico segue anche sport molto complicati, e non credo che ne capisca bene le regole. Ma vuole emozioni, e noi della scherma ci dimostriamo poco bravi a suscitarle e venderle, purtroppo. gladius a Toran: Facciamo un esempio estremo: sports di racchetta. Nessuno si sogna di insistere di avere tennis (=scherma) con strumenti diversi tipo racchetta di legno (=fioretto) di dimensioni precise e ridotte come nel passato, e racchetta gigante di fibra di carbone (=spada) come si usano oggi.... Toran a gladius: Proverei a fare il paragone col nuoto: sono necessarie tante specialità? In fondo, nuotare è stare a galla e andare... gladius a Toran: Dato che il discorso sulla convenzione/i risorge regolarmente, vorrei sapere se secondo te mantenerla sia necessario (perché?) o utile (perché?) per 1, 2, 3 armi o nessuna delle tre. Toran a gladius: Credo di averti già risposto. [Questo non è un dialogo in tempo reale, ma una serie di risposte a svariate domande inviate tutte assieme] Forse, fra qualche anno, le proposte verranno dal movimento della scherma storica, che si sta lentamente sviluppando e sta diventando sport con le sue gare. ixid continua: • Non metto in questione la soggettività della convenzione. Quello che ritengo è che essa porti a molte situazioni dove lo spettatore pensa 'questo è ridicolo!' Perché viola il concetto [degli spettatori] di cosa dovrebbe essere una lotta tra due che usano una spada/sciabola, cioè che si cerca di colpire di punta o di taglio e allo stesso tempo si cerca di evitare di essere colpiti di punta o di taglio. ixid continua: ... la domanda che mi frulla in testa è sarebbe possibile bilanciare/riequilibrare il metagame [*] delle scelte dello schermitore, attraverso come il sistema di punteggi funziona, incoraggiare/favorire stili di tirare che tendono a produrre colpi puliti sia di offesa che difesa senza incoraggiare/promuovere attacchi da kamikaze che vanno contro l'idea che la gente ha di un duello. peet gli risponde: Mi secca dire che sono d'accordo con quanto scritto da Inquartata [uno sciabolatore un po' particolare che interviene moltissimo su Fencing.net facendo spesso commenti fuori tema] in questo caso (o in qualsiasi altro caso, credimi!), ma come lui sostiene la scherma non ha bisogno di cambiare per il beneficio della "idea che la gente ha del duello." La scherma non è un duello più di quanto il football americano rappresenti la guerra di trincea o il "caber tossing" [lancio del palo-scozzese] abbia a che fare con l'agricoltura o la vita di un pastore [originariamente serviva a lanciare un palo per poter passare oltre ad un torrente, a mo' di ponte]. Questi sono giochi. E tutti i giochi simulano qualcosa della vita reale, ma non sono la vita reale. Sono giochi con regole che li rendono divertenti. La ragione per avere regole è di rendere il gioco meno pericoloso, fair, e divertente. Senza la convenzione sia fioretto che sciabola sarebbero molto meno divertenti. Commento di Toran: Vero. La scherma deriva dal duello, ma se ne è allontanata moltissimo. E non poteva essere altrimenti. Ne ha conservato alcuni aspetti, ma ne ha letteralmente capovolto altri. Questa risposta di peet: La ragione per avere regole è di rendere il gioco meno pericoloso, fair, e divertente. Senza la convenzione sia fioretto che sciabola sarebbero molto meno divertenti. ... viene ripresa da Allen Evans: Infatti uno potrebbe sostenere che sono proprio le regole della convenzione che consentono al fioretto ed alla sciabola di esistere come "giochi" da giocare. Le regole della convenzione sono fondamentali per gli stimoli e le sfide che sono uniche in entrambe le armi. Commento di Toran: Vero. Regole e convenzioni (due, perché di fatto, anche se non nel regolamento, la convenzione è applicata in modo differente, dagli stessi arbitri, nella sciabola e nel fioretto) modificano sempre il gioco (aggiungo: anche i nuovi materiali contribuiscono). E poiché le regole cambiano, il gioco si modifica nel tempo. Un duello vero, con la vita in ballo, era emozionante per questo, e non per la bellezza delle azioni schermistiche. La trasformazione in gioco ha permesso di sperimentare molte azioni più spettacolari e divertenti, o utili ai fini del punteggio: tanto, al massimo, si prende una botta. Anche di spada, non dimentichiamolo, è uso comune, per chi è in vantaggio, cercare il colpo doppio: cosa che dal punto di vista del duello è impensabile. La sciabola oggi, con l'introduzione dei nuovi tempi, si avvicina per certi aspetti alla spada, e ne segue il percorso. Ma resta più spettacolare perché è più facile mettere la botta, sia con l'attacco, sia con la controffesa. Nella spada la punta (una volta con tre cuspidi, poi zigrinata, oggi liscia e con bordi stondati) per segnare un colpo, deve colpire per bene e con un certo angolo e con una certa pressione (750 grammi, almeno) il bersaglio. La punta, quando la spada era vera, si infilava facilmente nel bersaglio, sfiorandolo appena. Nella sciabola, poiché non è possibile, come invece nella spada, controllare il "peso" della botta, per far accendere la luce basta sfiorare il bersaglio. E questo ci dà ragione del fatto che è più facile toccare con l'attacco. Ma con la controffesa? Prendiamo il caso, nelle due armi, della parata e risposta. Lo spadista, come lo sciabolatore, può rimettere (= tirare un secondo colpo) durante la risposta dell'altro. Ma non è cosa facilissima liberare il ferro e colpire con il giusto angolo e pressione, specie al braccio, in quelle condizioni. La risposta richiede tempo, e anche la rimessa. Nella sciabola, l'equilibrio si sposta a favore della rimessa. Non esistono, nella pratica, le risposte di filo (in cui si mantiene il contatto dei ferri), e quando i ferri si staccano, la lama dell'attaccante è già vicinissima al bersaglio, e basta sfiorarlo, mentre la risposta deve percorrere una strada più lunga, e c'è solo poco più di un decimo di secondo di vantaggio, perché si accendano due luci, e la risposta abbia "ragione" sulla controffesa. La conseguenza è che nella sciabola le parate (intendo quelle col ferro, non quelle di misura, mandando a vuoto l'altro) sono quasi scomparse (anche se i più bravi ancora le fanno, ma è cambiata la tecnica), mentre nella spada ci sono sempre state, anche se in misura minore del fioretto. Stranamente, pur essendoci la stessa convenzione nella due armi, il tempo del colpo doppio è nella sciabola circa un terzo che nel fioretto: arma in cui una risposta più lenta è quindi possibile. Ma anche in quest'arma la variazione del tempo di impatto (il tempo in cui il pulsante sulla punta deve restare a contatto col bersaglio) ha spostato l'equilibrio a favore della controffesa. Quindi, si attacca meno volentieri, e si para meno spesso di quanto non avvenisse prima. Anche la spada, agli inizi del percorso sportivo, ha subito modifiche consistenti. Quando non c'era la segnalazione elettrica, gli assalti erano ad un colpo, e si svolgevano sul terreno, all'aperto, come nei veri duelli. Gli arbitri dovevano valutare la precedenza, considerando la possibilità che il colpo arrivato per primo potesse inibire, in un duello reale, la continuazione dell'azione dell'altro. Con la segnalazione elettrica, e poi con l'aumento delle stoccate a disposizione (prima tre, poi cinque, poi dieci, oggi quindici), il tempo fu fissato a un quindicesimo di secondo: ma era difficile, con un intervallo così lungo, evitare il colpo doppio, se tiratori ben addestrati lo cercavano volontariamente. Così, il tempo fu portato ai valori attuali (tra un ventesimo e un venticinquesimo di secondo).
Ringrazio i partecipanti a questa discussione transatlantica "virtuale." Ho imparato molto da questo scambio, spero sia utile anche per altri. gram
Commento alle immagini Le due immagini sono a corredo, rispettivamente, dei trattati di Malevolti (quello senza immagine dell'Autore) e del Marchionni, entrambi italiani. Il primo fondò una celeberrima e longeva Scuola di scherma a Londra, e scrisse nel 1763 un trattato che fu giudicato da Diderot & D'Alembert, autori della famosa Encyclopédie (in cui il trattato fu nuovamente pubblicato), come il migliore fra quelli esistenti. L'ultima tavola riporta questa specie di panoplia dedicata ad armi ed attrezzature di scherma da sala, quindi da allenamento. La seconda immagine proviene dal trattato del Marchionni, altrettanto importante, se pur meno prezioso per le immagini, stampato nel 1847. Marchionni fu l'ideatore della "Scuola mista", che cercava di fondere le tecniche più utili delle due Scuole rivali, l'italiana e la francese. Tipica, di quella Scuola, l'impugnatura con un anello, contrassegnata dal n°10. Giancarlo Toran
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