| Tonucci risponde a Esedra |
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| Venerdì 14 Gennaio 2011 16:01 | |
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rispondo personalmente in quanto chiamato direttamente in causa nella Sua nota, forse in quanto il mio nome e' girato molto, grazie al ruolo di portavoce riconosciutomi dal gruppo di amici della "Scherma del Futuro"
Sicuramente avrà già letto chi siamo. Per comodita', Le riporto quanto si legge sul nostro sito: La "Scherma del Futuro" è un gruppo di lavoro formato da appassionati di questo sport, nato circa un anno fa attorno ad una iniziativa del Club Scherma Roma, iniziativa che va sempre più allargandosi, avendo a cuore, innanzi tutto, il rinnovamento e l'armonico sviluppo della Scherma Italiana. La "Scherma del Futuro" intende riunire intorno ad un tavolo tutti coloro i quali vogliono confrontarsi su idee e prospettive di crescita del nostro sport, partendo dal presupposto che alla base della nostra disciplina ci sono, prima di tutto, le esigenze degli Atleti e delle loro famiglie, delle Società Sportive e dei loro addetti. L'occasione dell' Assemblea Biennale e la necessità di aprire un confronto con tutta la base, che purtroppo non c'è stato, con particolare riferimento alle modifiche statutarie proposte dal Consiglio della F.I.S., ci hanno suggerito di creare questo sito in linea con il metodo di lavoro che ci siamo proposti. Auspichiamo che si creino i presupposti perchè, al di là del momento contingente dell'Assemblea F.I.S., questo sito diventi uno degli strumenti che possano facilitare il confronto e la diffusione di idee e progetti. Come avra' capito la "Scherma del Futuro" ha iniziato da poco il proprio cammino e non parte gia' con un "verbo" da diffondere. Tra l'altro, il gruppo e' piuttosto variegato (societa', tecnici, atleti e loro familiari) ed ha come denominatore comune solo la voglia di dare un'impronta diversa ad una struttura ed organizzazione federale che non si ritiene in linea con le aspettative degli appassionati e soprattutto con i tempi. La "Scherma del Futuro" trae ragion d'essere anche dagli avvenimenti da Lei citati e cerca, attraverso un corretto metodo di confronto rivolto a tutti, di migliorare la gestione della "cosa" federale con un progetto, quanto piu' condiviso e proiettato al domani. In prima battuta La ringrazio perchè mi consente di chiarire che il mio non è un impegno circoscritto, se si riferisce alle problematiche statutarie, come Lei scrive, perché nella mia vita da 10 anni la scherma occupa una parte rilevante e da imprenditore, quale sono nella mia attività professionale, ho intrapreso questa avventura consapevole delle responsabilità che mi assumevo nei confronti del CLUB e di coloro che si erano affidati a me. Presiedere un grande Club impone impegni pari a quelli di una impresa dove la qualità del lavoro prodotto, si coniuga con la certezza degli operatori di vedere riconosciuto il loro impegno. E questa è la ricetta del mio Club. Per parlare poi proprio dei fatti circoscritti a cui si riferisce, Le dico subito, senza polemica, che la mia contrarietà alla modifica relativa al terzo mandato è dovuta al fatto che, a mio parere, questa proposta è contraria ad una legge dello Stato. Questo ha convinto me e gli altri amici di "Scherma del Futuro" a non votarla. Con la stessa onestà intellettuale nasce il mio no alla modifica statutaria relativa alla elezione regionale degli atleti all'Assemblea Nazionale. Per assurdo che Le possa sembrare, la mia scelta è contraria agli interessi elettorali del mio Club. E sta qui la differenza: il futuro della scherma nasce superando gli interessi di bottega a favore del coinvolgimento di tutti gli attori protagonisti di questo mondo. Infatti Le chiedo: non crede che questa proposta favorendo i grandi Club farebbe si' che i piccoli (quelli maggiormente impegnati nella promozione e nella crescita dei giovani schermitori ) praticamente non conterebbero più nulla? Nessuno può convincermi del contrario e cioè che con questo sistema un grande Club con i propri atleti puo' da solo egemonizzare la rappresentanza regionale degli stessi, e magari insieme ad altri 4/5 Club di diverse regioni, potrebbe creare una sorta di cartello nelle Assemblee federali? A me pare evidente ma anche ad altri, per fortuna, che questa proposta presentata come una specie di paradigma di rappresentatività democratica sia invece la testimonianza di un progetto federale condizionato sempre più da una visone che tende a dividere spezzettandolo un movimento che deve avere, invece, ampio respiro. Da ultimo "Scherma del Futuro" si e' limitata ad intervenire sulle modifiche proposte all'art. 37 dello Statuto che parla del procuratore federale (infatti le regole di giustizia oltre a quelle elettorali sono capisaldi prioritari da salvaguardare), segnalando una carenza che mina garanzie elementari per l'ottenimento di giustizia. Purtroppo qualcuno di fronte all'intervento di "Scherma del Futuro" ha voluto immediatamente vedere un disegno politico per le prossime elezioni e cerca di sminuirne la valenza riformatrice degli interventi sullo Statuto. Tonucci si candida? Questa è la domanda più frequente negli ultimi giorni e da quel momento sono iniziati a circolare i soliti discorsi. Quello a cui ci stiamo dedicando in questi giorni non e' un programma elettorale, ma solo il tentativo di porre un argine alla perpetuazione del vecchio attraverso regole che non consentono i ricambi. Vorremmo arrivare, finalmente, al momento in cui i voti sono conseguenti ai programmi condivisi e non a giochi di potere. Non ci si e' chiesti il perche' si arrivi all'Assemblea biennale senza che i Club siano stati nel tempo consultati per richiedere il loro eventuale contributo su specifiche problematiche e tra queste su quelle che minacciano la sopravvivenza della categoria magistrale, componente primaria della scherma italiana. Certamente non sottovalutiamo ne' io ne' i miei amici le problematiche gravi ed irrisolte dei maestri. Su questo tema, sul quale credo che si giochera' il futuro della scherma, e su molti altri, torneremo molto presto, appena usciti dalle insidie assembleari. Spero tanto di incontrarLa a Ravenna ed avere la possibilita' di scambiare opinioni sul tema che a Lei ed a noi sta tanto a cuore. Mario Tonucci |



Gentile Esedra,
Commenti
La ringrazio per la cortese risposta e per la sollecitudine con la quale ha scelto di darla.
Mi fa piacere che abbia deciso di farlo personalmente ma, a dire il vero, non attribuirei alla mia iniziativa l’effetto propulsivo sulla Sua esposizione: l’ingresso di schemadelfuturo , in questo sito che ci ospita, è stato accompagnato proprio “Da Mario Tonucci” e dai suoi auguri di buon anno. La mia ‘nota’ si rivolgeva, dunque, a Lei. Sebbene non soltanto.
Leggo nel Suo scritto, ancora una volta, ciò che già era stato proposto e motivato da schermadelfutur o in varie fasi del dibattito innescato proprio dal Vostro gruppo di lavoro.
E leggo, a conclusione del Suo, un accenno alle “problematiche gravi ed irrisolte dei maestri” alle quali dichiarate di non voler sottrarre la Vostra attenzione “appena usciti dalle insidie assembleari”.
Dunque, se lo vorrete, e se le Vostre energie rimanessero floride dopo il meeting ravennate, rimanderei a più tardi l’unico argomento sul quale la mia ‘nota’ si fosse, in realtà, soffermata.
Orbene, premesso di non trovare affatto disdicevole il Vostro interesse e il conseguente atto critico nei confronti della bozza di riforma dello Statuto federale, e premesso soprattutto di non ritenere carente della necessaria buona fede la Vostra volontà di promuovere “il rinnovamento e l'armonico sviluppo della Scherma Italiana”, non posso altresì non percepire un evidente, ancorché legittimo, allestimento della macchina da guerra pre-elettorale, ormai fin troppa nota e subìta, a più riprese, da noi italiani.
Perché, se pure è vero che ciò cui vi state “dedicando in questi giorni non e' un programma elettorale”, del quale, infatti, poco si è letto, è anche vero che chi arrivi poi ad attuare dei programmi, o a tentare di farlo, debba prima uscire vittorioso da una elezione, saltando, inevitabilmente , attraverso il cerchio di fuoco dei cosiddetti “giochi di potere”, fatti di alleanze e di progetti condivisi all’interno delle singole fazioni (non chiamiamoli promesse o scambi… non si addice a un contesto con presunta onestà intellettuale).
Però, se mi è consentito procedere in un discorso senza sottintesi, devo dire che conosciamo tutti la prassi abituale della politica contemporanea: in prospettiva di elezioni, ognuno cerca di modificarne il criterio nella direzione più favorevole al proprio successo e, di certo, chi è al governo riesce a muoversi con considerevole vantaggio.
Dunque, anche il Vostro NO alla modifica statutaria relativa all’elezione regionale degli atleti all'Assemblea Nazionale, non riesco francamente a leggerlo come una “scelta contraria agli interessi elettorali” del Suo Club.
In realtà non sono una veterana della politica né un’esperta di giurisprudenza, e non sono certa di comprendere esattamente la ricaduta effettiva di una regionalizzazio ne del voto.
Però Lei mi ha rivolto una domanda precisa “non crede che questa proposta favorendo i grandi Club farebbe sì che i piccoli (quelli maggiormente impegnati nella promozione e nella crescita dei giovani schermitori) praticamente non conterebbero più nulla?” e io vorrei limitarmi a leggere nelle sue stesse dichiarazioni una possibile risposta.
Lei ha scritto: “un grande Club con i propri atleti può da solo egemonizzare la rappresentanza regionale degli stessi, e magari insieme ad altri 4/5 Club di diverse regioni, potrebbe creare una sorta di cartello nelle Assemblee federali.”
Ma la schermadelfutur o ha anche scritto: “se una regione con un ristretto numero di atleti superasse la soglia di poco, questi ultimi avrebbero, comunque, una rappresentanza lì dove in altra regione un gruppo anche più numeroso di atleti, magari di un singolo club, non avrebbe alcuna certezza di eleggere un proprio rappresentante.[…] Gli atleti agonisti della scherma non sono moltissimi e si conoscono molto bene tra loro in quanto, a causa del lunghissimo calendario nazionale, si incontrano spessissimo durante le gare ed i ritiri federali estivi. Perché impedire loro di scegliere come loro rappresentanti colleghi di altre regioni che stimano e di cui si fidano?
Infine, è da rilevare come, regionalizzando il voto, ci si priverebbe, in qualche caso, automaticamente della possibilità di avere come rappresentanti alcuni atleti di primissimo piano, se localizzati nella stessa regione. Questi atleti, i quali conoscono molto bene il mondo della scherma, le sue caratteristiche e le relative criticità, avendo avuto il merito e la fortuna di calcare le pedane in grandi competizioni e ne hanno fatto esperienza, sicuramente potrebbero garantire un serio e responsabile contributo alla soluzione di problemi di interesse della categoria.
In sostanza, con il sistema regionale, si finirebbe per rischiare di dare voce, invece, ad altri atleti che non vantano una esperienza significativa nel campo, ma sono spesso legati a gruppi forti di dirigenza regionale.”
Dunque, in buona sostanza, e se ho ben compreso, asserite che un grande club, particolarmente ricco di atleti di primo piano e di maggiore ascendente sull'elettorato, potrebbe rischiare di perderne qualcuno per strada, in caso di regionalizzazio ne, e di non riuscire a contrastare i blocchi di potere delle altre regioni.
E allora, gentile Avvocato Tonucci, se da un lato un club come il Suo, con un elevato numero di atleti iscritti rispetto a quello di altre società laziali, potrebbe beneficiare del nuovo sistema monopolizzando le rappresentanze a scapito delle piccole realtà della stessa regione, dall’altro rischierebbe, e forse con un danno ben peggiore, di perdere l’elezione di qualcuno, forse molti, dei propri atleti d’élite.
E, forse, pur ammettendo che tale proposta di regionalizzazio ne, “presentata come una specie di paradigma di rappresentativi tà democratica” contenga in sé elementi di convenienza elettorale per l’attuale dirigenza, mi sembra che il mantenimento della normativa in atto non rappresenti, comunque, l’alternativa democratica cui la base possa affidare il rispetto pieno delle proprie esigenze reali.
Gli atleti d’élite, la cui rappresentanza, in realtà, abbiamo sentito agitarsi sempre poco nell’ambito della politica federale, non credo siano orientati a sostenere le istanze della base e a difendere gli interessi di tutta la loro categoria, costituita in grandissima parte da atleti che non sono d’interesse nazionale né fanno della scherma una professione.
E perciò, forse, la presenza di rappresentanti di ogni regione potrebbe meglio garantire il rispetto di tutti quegli interessi in campo, che coinvolgono la maggioranza delle società e delle famiglie che sostengono in pratica tutto il nostro movimento. Interessi, dunque, che non debbano limitarsi ai progetti olimpici dell’élite.
Quindi, gentile Avvocato, sarei dell’idea di accettare con semplicità, ciascuno di noi, la possibilità che ognuno voglia difendere i propri interessi e che altri si oppongano, temendo di vedere lesi i propri, battendoci ognuno per ciò che riteniamo giusto e, nei limiti, pure conveniente.
Consentiamoci tutti la prospettiva della critica e il diritto a dubitare.
Perché, come Lei sa, il dubbio è un sintomo di onestà intellettuale, oltre che d’intelligenza.
Buona fortuna, Avvocato, un po' a Lei e un po' a tutti gli altri.
Da Repubblica.it un articolo di Fulvio Bianchi del 20/01/2011 - Scherma, stoccate decisive
Appuntamento a Ravenna, sabato 22 gennaio: il mondo della scherma si ritrova per due assemblee (ordinaria e straordinaria, per le modifiche statutarie).
In questi giorni si è acceso un interessante dibattito su vari siti (www.laschermadelfuturo.it e www.schermaonline.org): a dare il via è stato il Club Scherma Roma, il più titolato d'Italia negli ultimi anni.
Il presidente del Club romano, l'avvocato Mario Tonucci, ha stimolato un utile confronto su diversi argomenti.
Ora siamo arrivati alla giornata decisiva: in questo periodo si sono tenute molte riunioni nei comitati regionali alla presenza dei consiglieri federali che hanno spiegato le modifiche statutarie che dovranno essere votate dall'assemblea e che non hanno convinto tutti.
Curioso il fatto che i vicepresenti e i consiglieri non abbiano utilizzato il sito federale ma solo i blog personali.
All'ordine del consiglio federale, in programma domani alla vigilia delle assemblee, si parlerà anche della proposta televisiva (vedi Spy Calcio del 17 gennaio) e del riesame degli incarichi. Da discutere anche in merito alle critiche del vicepresidente Andrea Cipressa nei confronti del numero 1 della scherma, Giorgio Scarso, e sulle gare a squadra civili.
Insomma, tantissimi argomenti: è positivo che il mondo della scherma ne discuta, per la prima volta. E' lo sport che ha dato più medaglie olimpiche all'Italia: giusto che guardi verso il futuro, aprendosi sempre più all'esterno.