| Scherma. La Francia guarda l'Italia e si chiede perché |
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| Lunedì 21 Giugno 2010 14:41 | |
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"Qual è la differenza - in termini di risultati - tra scherma francese e scherma italiana e perché c'è una tale differenza? Cos'hanno di meglio gli Italiani per ciò che riguarda la formazione, la formazione giovanile, ecc? Eventuali commenti?" Chiede Rochon su escrime-info.com
Questa è una selezione delle osservazioni che sono seguite, la traduzione è mia.
3 TigerOups ... La differenza è nello spirito di squadra, nell'orgoglio nazionale, e nel denaro. Gli Italiani sanno radunarsi sotto la loro bandiera e difenderla. Come molte nazioni, combattono per il loro paese e ne sono orgogliosi. Potremmo dire lo stesso dei Francesi? Poi c'è il denaro in quanto i loro risultati sportivi sono sostanzialmente meglio retribuiti che da noi. Poi, naturalmente, non ci sono solo i soldi in questo sport: c'è la bellezza del gesto tecnico, la passione, l'amore per la disciplina scelta, eccetera. E se il denaro non è l'unica spiegazione possibile e non è l'unico fattore da prendere in considerazione, contribuisce grandemente a moltiplicare in qualsiasi concorrente italiano un furioso desiderio di riuscire.
4 Arbitre Si potrebbe anche spiegare i risultati con il sistema esistente in Italia.
5 TigerOups E' vero, Arbitre. Il loro sistema è diverso dal nostro. Gli schermitori italiani emergono e brillano più precocemente nelle competizioni (vedere risultati cadetti a Campionati Europei e Mondiali). Il sistema francese è orientato a preservare i nostri futuri campioni che arrivano certamente meno agguerriti ai junior e senior, ma i loro corpi sono anche meno (ab)usati. Alla fine dei conti, nella sola categoria dov'è importante brillare (la senior), Francesi e Italiani si dividono i titoli tra loro. La conclusione è che i Russi, Ucraini, Coreani, Cinesi, Ungheresi, Tedeschi, Svizzeri e gli altri non possono fermarli. Oggi, la torta non è divisa in due fette quasi uguali come è stato per anni. Numerosi commensali sono invitati alla tavola delle medaglie.
9: Pissoune Il risultato è dato dal numero di praticanti, il numero di ore di pratica, la copertura del paese, il tasso di riempimento delle sale d'armi, il numero dei maestri, il dinamismo nell'impiegarli, il livello tecnico generale degli schermitori e la loro passione, il grado di soddisfazione degli operatori, il numero di persone che conoscono e sono interessate alla scherma senza praticarla, il pubblico presente alle competizioni, i vantaggi sociali e i benefici per la salute della pratica schermistica, il numero delle medaglie nelle competizioni internazionali, la classifica dei tiratori a livello internazionale, i redditi generati dai prodotti derivati. Ridurre la scherma, il suo risultato, ad un numero di medaglie internazionali, porta alla politica FFE di pseudo-professionalizzazione della scherma, vale a dire lo spettacolo sportivo per la cassa. Con questo approccio non è più scherma, solo mercanti nel tempio.
10: Poison Bisogna avere passione per lo sport e non guardare solo alle medaglie. Sono orgoglioso di accompagnare i miei figli a tutte le competizioni, anche se mi stressa. Ma vedo in loro la gioia e passione e questa è la cosa più importante. Pissoune, ci vorrebbe una persona come te a capo della FFE per dimostrare che la scherma merita di essere vista e apprezzato non solo alla TV durante le Olimpiadi.
12: Mogouail La domanda iniziale è stata: "Perché gli italiani (con meno iscritti) sono risultati globalmente migliori (un maggior numero di medaglie) di noi francesi?" Oggetti di discussione: o Numero di medaglie internazionali o Classifica di schermitori italiani (FIE)
16: vTROTTA Il calendario provvisorio italiano per 2010-11 e il modo in cui vengono contati i punti è riportato qui http://www.scherma-fis.it/file/37028.pdf . Non so se gli schermitori stranieri possano competere in occasione di eventi nazionali in Italia, ho inviato una mail per chiedere. Inoltre, il ranking nazionale tiene conto di tutti gli eventi ( Coppa del Mondo e circuiti nazionali). Nella spada, ho contato più di 1500 tiratori italiani, e circa 420-360 rispettivamente nel fioretto e nella sciabola. Domanda: qualcuno ha visto il calendario provvisorio della FFE?
17: Newfencer A proposito di calendari di previsione: questo è un ottimo esempio della differenza tra Francia e Italia ... la Francia non ne ha ancora uno ...
18: Vieuxbretteur Nessuno parla del numero di schermitori italiani iscritti? Questo è qualcosa che potrebbe far irritare le persone... o il costo di iscrizione, il curriculum e la preparazione per diventare maestro... E ci sono altre situazioni uniche: la collaborazione con le forze armate e la polizia (in cui gli atleti sono impiegati). Pochi anni fa il build-up, il trasporto delle attrezzature e il montaggio delle pedane lungo tutta la penisola sono stati effettuati utilizzando personale e camion militari messi a disposizione della FIS durante la stagione schermistica. Ma tutti sanno che soprattutto l'Italia ha un atteggiamento protettivo verso i suoi schermitori d'élite, ben distinto dal sistema che abbiamo in Francia con le direttive dell'ultimo minuto che spesso cambiano e sono comunicate tardivamente dalla FFE.
20: Pissoune Ci sono molti modi per valutare i risultati. Nel post 12 Mogouail indica due criteri: Purtroppo abbiamo raggiunto un livello di idiozia collettiva. Oggi, se si è 20° nel mondo, qualcosa di straordinario in sé e per sé, si è trattati con condiscendenza da parte del pubblico e dei media. Abbiamo perso il nostro senso comune a causa dei valori sbagliati: il feticismo delle medaglie (per non allargarsi ancor di più a quello del campione di alto livello).
21: Rochon È vero, gli Italiani hanno un grande successo e detto tra noi mi piace la loro scherma ... così fluida e piacevole da guardare, ma la mia domanda è: perché hanno così successo?? Potrebbe essere la formazione/educazione dei loro maestri? In ogni caso trovo che il loro sistema sia meno rigido del nostro ... eppure, Giulio Tomassini non insegnava a Lione tempo fa?
22: Rochon Non è solo una questione di denaro e posti di lavoro su ordinazione, come i Russi! Ma questi Italiani sono davvero super, dobbiamo riconoscere.
23: Rochon Aneddoto: nel 1993 ho avuto la possibilità di stare a fianco di un italiano MdA, super sympa. Poi l'ho visto a Rovigo, che felicità! E' responsabile del fioretto cadetto, a lui si deve la differenza ... e il riconoscimento delle competenze, merita una riflessione.
24: Poison Non si diventa maestro con i riconoscimenti e la gloria, ma per la tua passione per la scherma. Se si trova che gli Italiani hanno una scherma fluida e piacevole da vedere, perché non andare da loro ad un seminario per imparare il loro stile o per insegnare scherma italiana al vostro club, o andare in esilio là. Pensi che essi siano meno inceppati di noi, sei francese e se pensi che scherma italiana sia migliore della scherma francese, vai là ad insegnare scherma italiana al tuo club per i tuoi schermitori d'élite. E se la loro scherma è migliore della nostra, tanto meglio per loro ma anche noi qui in Francia abbiamo ottimi maestri che sono stati invitati a guidare squadre nazionali all'estero (ad esempio la Cina).
26: Twofingers2 Sono d'accordo con il post 21 (Rochon). Anch'io sono un fan di scherma italiana, una scherma che mi affascina ... ben distinta, con finezza, con astuzia, una scherma latina che noi francesi tendiamo a dimenticare. Ora, se i nostri sciabolatori fossero andati a fare uno stage a Roma, invece di competere in Coppa del Mondo a New York, a mio parere sarebbe stato molto più utile per loro.
27: Alberto06 Ho avuto l'opportunità di guardare diverse coppe e campionati del mondo, dai cadetti agli anziani. Se si confronta come gli allenatori italiani seguono i loro schermitori e come i coach francese trattano i loro... a mio parere non c'è paragone... (L'implicazione è che gli allenatori italiani sono di gran lunga superiori, ndr]
28: Vieuxbretteur Una risposta tardiva e parziale alle domande sul numero italiano in quanto non riesco a trovare i dati di più. o Il numero di schermitori membri della FIS è basso (circa 1/10 quella della Francia) o La quota associativa dei club è alta, in linea con i club francesi più cari o L'Italia non ha regolamentato in passato il titolo di maestro di scherma, ma questo potrebbe essere cambiato secondo i regolamenti della Comunità europea. Detto questo, avendo soprattutto affrontato negli ultimi anni gli schermitori veterani in Italia, constato come siano tutti seri, preparati, coesi, e sostenuti dalla loro federazione.
29: Pissoune Vieuxbretteur ha scritto: Proprio per questo arrivo a preferire il sistema francese. Io preferisco stare con chi pratica la scherma invece di una scherma ossessionata dalle medaglie internazionali. Io credo che noi beneficiamo della storia e la tradizione di uno sport popolare teso a diffondersi fra tutti, anche i più svantaggiati. Da una parte abbiamo uno sport e la sua pratica. D'altra parte abbiamo uno spettacolo/show che conduce alla commercializzazione. Per il resto anch'io ammiro la tecnica italiana molto e sono contento di questa discussione in corso. Mi piacerebbe però fare un'eccezione riguardante Valentina Vezzali che, nonostante il suo palmares, per me almeno sembra tirare in un modo che non è affatto piacevole. |







Commenti
Molti dei successi italiani sono legati a veri e propri talenti che il “sistema” italiano aiuta ad emergere.
La mancanza di una scuola rigida, come quella che mi pare esista in Francia, non standardizza tutto, non ingessa in temi preconfezionati , non riduce all'obbedienza l'estro, la creatività, la personalità, la modalità interpretativa del tutto particolare del talento.
Il nostro “sistema” o non sistema (perché sviluppatosi autonomamente e non scientemente governato dall’alto) consiste nel lavoro libero, artigianale dei club in cui pochi atleti sono seguiti da molti e bravi maestri.
Non essendoci una scuola centrale non c’è un indottrinamento rigido, uno schema da seguire sempre e comunque ma metodi e sensibilità diverse che ben si adattano ai disparati atleti permettendo ad ognuno di essi di esprimere la propria personalità.
È difficile, in tal senso, riconoscere stilisticamente uno schermidore italiano, inquadrarli tutti in un modello. Terenzi, Caserta, Tarantino, Montano, Occhiuzzi, Pastore, Samele, tanto per parlare di sciabola, sono tutti diversi, da ognuno di loro ci si può aspettare qualcosa di particolare, di non inquadrabile.
Il tutto finirà quando i club saranno costretti, data la congiuntura economica, a operare con grandi numeri privilegiando l’aspetto industriale rispetto a quello artigianale.
Alberto Coltorti