| Memorie da Flawil |
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| Venerdì 06 Agosto 2010 20:21 | |
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Ovvero come, dopo una vita di cappa e spada, scoprire una dannata voglia di accendere le lampadine.
E va bene, lo ammetto, da ragazzino la scherma sportiva mi aveva profondamente deluso. Diavolo, io dovevo imparare l'arte della spada per indossare le insegne del vendicatore in nero e mi si imponeva una divisa bianca, per di più con le culottes, delle armi che parevano più pistole che spade e, soprattutto, 'sto giochino di accendere le lampadine che mi pareva svilire l'aura marziale della scherma! Sono passati più di trent'anni, tra sperimentazioni più o meno folli e tra battaglie più o meno improbabili, a recuperare antichi trattati, a scovare armaioli e ad assaltare con spade, scudi, pugnali, e seppure con la maturità io abbia ben compreso il valore dell'attuale disciplina olimpica, non l'ho mai potuta provare dal punto di vista del trasporto emotivo e del puro entusiasmo. Fino a Flawil.
Come cavolo sarà venuto in mente ai miei colleghi consiglieri di affidare a me, al pazzo della scherma storica, la guida della delegazione italiana al campionato del mondo Maestri? Beh, in effetti sono gli stessi che con me hanno fondato l'Accademia della Scherma, quindi sono dei pazzi pure loro... insomma, senza dilungarmi troppo, mi ritrovo ad arrivare, dopo un viaggio pressoché notturno, per evitare il traffico dei vacanzieri, in un paesello della campagna svizzera, immerso tra prati verdi, popolati dalle vacche. Se non altro, l'ambiente sembra ameno e tranquillo... molto tranquillo. Dirigo verso il Mattenhof [a destra] che, teoricamente, dovrebbe essere l'hotel che ospiterà la squadra italiana, ma una volta giunto, scopro, non senza un certo disappunto, che si tratta di una specie di scuola elementare estiva, con stanzette a letti a castello, bagni e docce comuni. Pensando affettuosamente di accoppare il mio amico Tony Pagano, lo chiamo immediatamente, ma anche lui rimane stupito della cosa, essendosi accertato che la sistemazione fosse stata di tipo alberghiero. Fortunatamente la signora Lisanna, ribattezzata prontamente "Angelo" per il suo italiano e la sua disponibilità mi aiuta, dopo la doverosa richiesta di autorizzazione al mio Presidente, nel mio deciso e improvviso cambio di tattica: i Maestri italiani meritano una sistemazione da professionisti ed eccomi dunque ad Uzwil in un bell'hotel a quattro stelle [a sinistra], dove mi accoglie Patrick Schneider, il direttore, padrone di un perfetto italiano, sempre sorridente e disponibile, felice di ospitare la squadra nazionale italiana.![]() Tornato al Mattenhof ritrovo i colleghi stranieri conosciuti a San Marino 2008: il burbero, ma simpaticissimo Gérald Williot dal Belgio [foto a destra], Tony Gillham dagli USA sempre cordiale, Fionbarr Farrell dall'Irlanda e, ovviamente, il mitico Mike Bunke, nostro Presidente, cui consegno la bandiera dell'AAI, e Edouard Starzynski, nostro ospite, dell'Accademia Svizzera. Il clima è cordiale e credo proprio che potremo lavorare in modo molto proficuo. Nel pomeriggio arrivano i primi colleghi, ed ho occasione di ritrovare gli amici Danao Leggio (con la sua Lucia) e Vittorio Carrara [foto a sinistra, con la tuta dell'AdS], e di conoscere Magda Melandri (e il simpatico marito Stefano), Laura Lotti e Ramona Cataleta (con la sua mamma Maristella, subito nominata capo della tifoseria con tanto di fascetta tricolore), Massimiliano Bruno e Serena Pivotti, uniti dalla scherma e dal matrimonio (con relativa banda di amici e parenti).Sarò in battaglia con voi, amici miei e ancora una volta dimostreremo il valore guerriero delle lame italiane!... in effetti mi devo ricordare che loro non sono abituati a queste frasi e infatti mi guardano come se fossi un marziano... ma subito i sorrisi e la cordialità vincono la perplessità iniziale. La campagna di Svizzera è iniziata! Il giorno dopo la cerimonia di apertura è semplice, ma emozionante, ed ho l'onore di portare il tricolore italiano in testa all'intero corteo. Maurice Gondian della Svizzera, che avevo già conosciuto a San Marino, si esibisce in una performance di scherma artistica ed è l'occasione di parlare con i miei e con qualche collega straniero anche di questo tipo di scherma.
Uguale od Opposto spopola, anche tra i colleghi più conservatori, e alcuni ragazzi svizzeri (o francesi, non ricordo) consumano letteralmente i due bacchi che ho portato. Lauretta Lotti diventa in poco tempo una temibile bacchiatrice. Iniziano le sciabole e dopo una giornata di intensi scontri gli italiani mietono subito nove successi. ![]() L'emozione degli incontri e questi esempi di stile, lo ammetto, mi hanno emozionato e fatto tornare alla memoria i miei entusiasmi di bambino: chi l'avrebbe mai detto che avrei provato una simile emozione, per giacche e culottes bianche e lampadine verdi e rosse? Ci raggiungono Brando (che altro nome potrebbe avere un maestro di scherma?) Messinese e Marco Folgori, pronti alla loro impresa nel fioretto e la sera stessa, l'intera squadra italiana maschile, durante una vera e propria tempesta di vento e pioggia, rimane all'interno della tensostruttura usata per la cena a sorreggerne i pilastri, sprezzanti del pericolo ed eroici al di là della scherma. Bravi, amici miei, questo è vero valore!
Il giorno dopo è ancora battaglia; purtroppo la temperatura agonistica sale un po' troppo e ci sono momenti di tensione coi francesi (e ti pareva) e gli svizzeri e a farne le spese sono i giovani arbitri, messi un po' sotto pressione. La sera siamo alla steakhouse di Uzwil e svelo a tutti, in particolare a Marco e Brando, l'esistenza della misteriosa Setta degli Intagliati. Insomma, il giorno dopo Giuliano consegue una vittoria sfolgorante tra i veterani, lasciando il terribile Blaschka a 2 ed Ewa, dolcissima senza la maschera, ma implacabile in combattimento, guida le ragazze verso il trionfo. Serena si batte costantemente con il saki (lo spirito combattivo) a mille e Laura combatte bene, ma è troppo nervosa, pensa troppo al risultato e... alla fornitura d'acqua Pradis in palio per le medaglie. Pasquale La Ragione, Presidente dell'Accademia Nazionale di Scherma di Napoli, ci raggiunge a Flawil e passa la serata con tutti noi. E ancora sventola il tricolore e ancora l'inno di Mameli risuona a Flawil. Il congresso dell'AAI mi vede portare i saluti del mio Presidente, Alberto Coltorti e di tutti i Maestri italiani, che vivono un momento difficile, ma che si confermano tra i migliori professionisti, pur non essendo riconosciuti, purtroppo, come ad esempio i francesi o gli svizzeri, da una legge che li tuteli. Eugenio Roque, del Portogallo, è felice, perché il prossimo Campionato del mondo di scherma artistica sarà all'Estoril, mentre Alek Movshovic, dalla Russia, che pur aveva presentato candidatura, non ne fa un dramma, e insiste, a ragione, per lavorare nei prossimi due anni ad un regolamento più chiaro e condiviso.
Vicino a me c'è Roberto (detto Tito) Codon, dalla Spagna, che non conosce nè francese, nè inglese e al quale devo fare da traduttore simultaneo: in effetti io non conosco lo spagnolo, ma parlandogli in dialetto veneto mi capisce perfettamente! Alla fine si parla dei progetti futuri e dei punti da chiarire: un passaporto internazionale per i maestri di scherma, per il riconoscimento automatico dei diplomi dei maestri che vogliano lavorare all'estero e l'incremento delle iniziative didattiche dell'AAI, con l'assoluta precedenza e autorizzazione preventiva delle accademie locali.
Tito Codon propone di organizzare ogni anno, non più ogni due, un evento dell'AAI e questa idea sarà discussa dal prossimo congresso nel 2012.
Il nuovo Consiglio Direttivo AAI - Anthony Gillham - Giovanni Rapisardi - Mike Bunke - Fionbarr Farrell - Cédric Deloison Il presidente chiede infine se ci sono candidature per il Campionato Maestri 2014 ed io presento la candidatura italiana, sempre che la prevista fine del mondo nel 2012 non ci guasti la festa; con noi competerà una cooperazione anglo-irlandese (la scherma fa miracoli). Roberto Codon mi regala una caterva di camisetas (magliette) spagnole ed io ricambio, con la nostra tshirt by Gabriele Magni (in vendita presso il nostro negozio virtuale) e mi commuovo, quando vedo le sue lacrime nell'ascoltare l'inno spagnolo, per aver vinto la combinata alle tre armi.
PS. Prego tutti gli amici e colleghi medagliati di scrivermi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. comunicandomi i loro recapiti e eventualmente il loro supermercato preferito, per organizzare la consegna del loro premio in acqua Pradis.
Le foto di Flawil sono scatti di Stefano Iemoli, i ritratti dei Consiglieri AAI sono presi da fechtkunst.org e dal sito AAI e le foto dei Maestri Carrara e Pianca rispettivamente dai siti Officina della Scherma e Scherma Imola. |




Dirigo verso il Mattenhof [a destra] che, teoricamente, dovrebbe essere l'hotel che ospiterà la squadra italiana, ma una volta giunto, scopro, non senza un certo disappunto, che si tratta di una specie di scuola elementare estiva, con stanzette a letti a castello, bagni e docce comuni. Pensando affettuosamente di accoppare il mio amico Tony Pagano, lo chiamo immediatamente, ma anche lui rimane stupito della cosa, essendosi accertato che la sistemazione fosse stata di tipo alberghiero. Fortunatamente la signora Lisanna,
ribattezzata prontamente "Angelo" per il suo italiano e la sua disponibilità mi aiuta, dopo la doverosa richiesta di autorizzazione al mio Presidente, nel mio deciso e improvviso cambio di tattica: i Maestri italiani meritano una sistemazione da professionisti ed eccomi dunque ad 
Nel pomeriggio arrivano i primi colleghi, ed ho occasione di ritrovare gli amici Danao Leggio (con la sua Lucia) e Vittorio Carrara [foto a sinistra, con la tuta dell'AdS], e di conoscere Magda Melandri (e il simpatico marito Stefano), Laura Lotti e Ramona Cataleta (con la sua mamma Maristella, subito nominata capo della tifoseria con tanto di fascetta tricolore), Massimiliano Bruno e Serena Pivotti, uniti dalla scherma e dal matrimonio (con relativa banda di amici e parenti).



Comunque sono impagabili Marco, dal focoso temperamento e Brando, con quella sua aria da simpatica canaglia e l'incredibile somiglianza con Alain Delon da giovane (chi non lo ricorda ne il Tulipano Nero, al fianco di una bellissima Virna Lisi? Praticamente tutti... sono troppo vecchio...).
È il momento delle nuove elezioni del direttivo: Mike Bunke [foto a sinistra] è riconfermato presidente ed io, con Tony Gillham (USA), Cedric Déloisin (Svezia) e Fionbarr Farrell (Irlanda) [foto a destra] sono eletto vicepresidente in seno al Comitato Direttivo. Altra battaglia vinta! Penso ai miei compagni impegnati in pedana e sono felice di essere stato alla loro altezza.
Ma il tricolore deve sventolare più in alto anche oggi, perché è nostra la Coppa delle Nazioni ed io ricevo la medaglia, assieme ai miei prodi compagni e canto l'inno nazionale.
Commenti
Delizioso reportage!