| Tra dieci anni |
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| Mercoledì 22 Dicembre 2010 21:23 | |
![]() Dicembre, tempo di bilanci e previsioni per il nuovo anno. Qualcuno si è sporto ben più in là, tra dieci anni: ecco le principali tendenze sociali nel 2020 secondo Domenico De Masi, professore ordinario di Sociologia del Lavoro all'Università La Sapienza di Roma.
"Dalla società analogica alla società digitale", intervento allo IAB Forum, la fiera del marketing digitale in Italia. Milano, novembre 2010 Alcuni di questi trend [il trend è l'andamento complessivo di un fenomeno] sono molto interessanti per le loro implicazioni nel mondo sportivo.
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Chi preferisce può cliccare questo link:
porta al video, molto gradevole, con la versione completa dell'intervento sul sito dello IAB Forum.
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Dieci trend per il 2020 di
Domenico De Masi
Credo che le linee fondamentali dell'evoluzione, in un futuro non remoto – diciamo, entro il 2020 – si avvicineranno abbastanza ai dieci trend qui sintetizzati. 1. Longevità. Se le nuove tecnologie biomediche manterranno le loro promesse, l'Aids e molti tipi di cancro saranno curabili più efficacemente; la fecondazione assistita e la terapia genica saranno all'ordine del giorno; il biossido di carbonio dell'atmosfera diminuirà in modo significativo; i ciechi potranno recuperare alcune funzioni visive attraverso apparati artificiali; i trapianti di organi naturali e artificiali permetteranno di vivere più di 800.000 ore e di restare in ottima salute, prolungando ulteriormente l'aspettativa di vita.
Si tenga conto che la maggioranza delle persone diventa vecchia soltanto negli ultimi due anni della propria esistenza, durante i quali le spese farmaceutiche sono pari ai soldi che abbiamo speso per comprare medicine durante tutti gli anni della vita precedente.
2. Tecnologia. Un numero crescente di automobili andranno all'idrogeno e potranno essere teleguidate; la durata dei beni di consumo sarà superiore a quella attuale. Per la legge di Moore, la potenza dei singoli chip raddoppia ogni 18 mesi: dunque, entro qualche decennio, un chip sarà grande quanto un neurone umano, costerà pochi dollari e la sua potenza supererà quella di un miliardo di transistor. In altri termini, fra una ventina di anni un solo chip avrà più potenza di quanti ne avevano venti anni fa tutti i computer della Silicon Valley messi assieme. Potremo portare in un taschino tutta la musica, tutti i film, tutti i libri, tutta l'arte e tutta la cultura del mondo.
Come il XX secolo fu segnato dall'automazione e dall'informatica, così il XXI secolo sarà segnato dalle biotecnologie. Occorre dunque prepararsi ad accogliere con fiduciosa prudenza le meraviglie dell'ingegneria genetica.
3. Lavoro e formazione. Come l'analfabetismo, così le mansioni di natura manuale e quelle di natura intellettuale ma ripetitive ed esecutive saranno quasi scomparse dal Primo Mondo, ormai assorbite dalle macchine, o trasferite nel Secondo e nel Terzo Mondo, o affidate a immigrati dai paesi poveri. I lavoratori creativi lavoreranno full time e full place, senza orario né sede, spinti dalla loro motivazione. Gli altri, se e quando troveranno un lavoro, lo svolgeranno in regime di precarietà, per un numero decrescente di ore, sottoposti a controlli sempre più severi.
In passato i poveri lavoravano senza consumare e i ricchi consumavano senza lavorare;oziava in futuro i ricchi avranno il privilegio di lavorare, produrre e consumare mentre agli altri sarà precluso il lavoro e la produzione ma non il consumo. Molti di coloro che lavoreranno, lo faranno in forma di volontariato. Nessun lavoratore intelligente svolgerà mansioni operaie per tutta la vita. Per chi svolgerà attività creative, sarà sempre più difficile distinguere lo studio, il lavoro e il tempo libero: la migliore definizione della loro attività è quella di "ozio creativo". Queste attività si confonderanno tra loro durante tutte le 24 ore, si destruttureranno nel tempo e nello spazio, si femminilizzeranno, si sottrarranno sempre più ai controlli quantitativi, potranno essere incentivate solo attraverso la motivazione, la condivisione delle méte, la leadership carismatica.
Vi sarà guerra senza quartiere tra creatività e burocrazia. L'istruzione sarà intesa come formazione permanente e occuperà almeno 100mila ore della vita. Sarà sempre più necessario, ma difficile, ridistribuire la ricchezza, il lavoro, il sapere e il potere.
4. Ubiquità e plasmabilità. Internet avrà trasformato il mondo intero in un'unica agorà capace di contenere tutto l'amore e tutto l'odio del pianeta. Potremo metterci in contatto ovunque e con chiunque, in qualsiasi punto del pianeta, tramite cellulari, computer e reti: senza muovere un passo. Tele-apprenderemo, tele-lavoreremo, tele-ameremo, ci tele-divertiremo. Correremo perciò il rischio di diventare obesi per mancanza di moto e troppo astratti per mancanza di contatti materiali con i nostri simili. Grazie alla chirurgia plastica, i corpi e i lineamenti potranno essere modificati a piacimento. Grazie alla farmacologia, ciascuno potrà inibire i propri sentimenti, acuirli, simularli, combinarli come meglio crederà. 5. Tempo libero. Ciascun individuo disporrà almeno di 400mila ore di tempo libero. Esse costituiranno il problema più assillante: come occuparle? come evitare la noia, la violenza, la droga? come riuscire a crescere intellettualmente? Si sfocerà in maggiore violenza o in maggiore pace sociale? e la violenza, sarà virtuale o reale? Occorrerà dunque prepararci al tempo libero, fin da oggi, più di quanto usiamo prepararci al tempo di lavoro. 6. Androginìa. Molte donne avranno un figlio senza avere un marito mentre agli uomini non sarà ancora possibile avere un figlio senza avere una moglie. Anche per questo, le donne saranno al centro del sistema sociale e ne gestiranno il potere con la durezza che deriva dai torti subìti nei diecimila anni precedenti. I valori fin qui coltivati prevalentemente dalle donne – estetica, soggettività, emotività, flessibilità – avranno colonizzato anche gli uomini. Entrambi condivideranno le attività di produzione e di cura. Negli stili di vita prevarrà l'androginìa. 7. Etica. Il lavoro sarà quasi completamente terziarizzato. Nella società dei servizi, l'affidabilità delle prestazioni costituirà il primo vantaggio competitivo e l'etica dei professionisti costituirà il loro più alto merito. Come la società industriale è stata assai più onesta e meno violenta di quella rurale, così la società postindustriale sarà assai più onesta e meno violenta di quella industriale.
Dunque, se vorremo avere successo, ci toccherà essere dei galantuomini.
8. Estetica. Quasi tutte le tecnologie saranno più precise di quanto occorra a coloro che le useranno: già oggi gli orologi da polso spostano solo un milionesimo di secondo all'anno e sono 200 volte più precisi di quanto occorre a chi li indossa. Ne consegue che non interesserà tanto la perfezione tecnica degli oggetti, perché scontata, ma interesserà soprattutto la loro qualità estetica. 9. Soggettività e motivazione. Ognuno tenderà a diversificarsi il più possibile dagli altri per quanto riguarda i gusti, i desideri, i comportamenti individuali. Tenderà a fare solo ciò per cui avrà passione e si attiverà solo nei settori per i quali sarà intensamente motivato. La motivazione, non il controllo, sarà la leva dell'efficienza. 10. Qualità della vita. La maggior parte delle persone sarà convinta che si vive una volta sola e che, quindi, occorre vivere bene. Gran parte delle professioni consisteranno in attività dedicate al benessere proprio e dei propri simili. Poiché si vivrà a lungo, ogni cittadino, durante tutta la sua giovinezza e la sua maturità, si preoccuperà sempre meno della quantità della vita e sempre più della sua qualità. L'attenzione alla salute e alla malattia, alla bellezza del corpo e all'equilibrio della mente occuperà il primo posto nella gerarchia dei nostri interessi.
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