| Generale Tricarico: "Scandaloso spendere per arruolare atleti" |
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| Martedì 30 Novembre 2010 00:45 | |
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Lo afferma il Generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica, secondo cui «tra le voci facilmente epurabili senza impatto sull'efficienza operativa vi è lo sport».
Secondo Tricarico, «analogo discorso vale a maggior ragione per la Commissione Internazionale di Sport Militare (Cism), un'organizzazione nata durante la Guerra fredda per favorire il dialogo anche tra avversari ma oggi superata dalla storia. Gli stessi atleti vedono malvolentieri la partecipazione a campionati militari, di basso valore sportivo e forte intralcio al vero calendario agonistico, quello delle Olimpiadi o dei mondiali». (ANSA) Fonti: • forzearmate.org/sideweb/2010/rassegna-stampa/sport_101128-825.php • direttanews.it/2010/11/28/generale-tricarico-scandaloso-spendere-per-atleti-militari (tutto l'articolo)
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«In un tempo di vacche magre per la Difesa come l'attuale, in cui scarseggia il carburante per gli aerei e le risorse per l'Esercizio dello strumento militare hanno subito un taglio di 320 milioni, è scandaloso che per un dubbio e fatuo ritorno d'immagine si continuino ad arruolare atleti e sostenerne le forti spese collegate».
«Ma quanti davvero sanno – osserva Tricarico – che Andrew Howe è un militare dell'Aeronautica, soprattutto quando lui si guarda bene dall'evidenziare la propria appartenenza e la madre-allenatrice indossa durante le gare il berretto della Polizia? A che serve sostenere sport quali la ginnastica ritmica o altre discipline per nulla riconducibili all'attività militare operativa?»
Commenti
Così facendo, settore dilettantistico e professionistic o si aiuterebbero a vicenda per i rispettivi scopi primari, il primo per promuovere lo sport come formazione ed educazione, il secondo per lo spettacolo di alto livello.
... e non ci sarebbe il problema del campionato a squadre
Ma aldilà dell'utopia perchè aumentare le risorse belliche del paese? Ce n'è davvero bisogno?
Non credo si tratti di aumentarle bensì di non renderle troppo sgangherate.
Ciò non vuol dire, però, abbandonare a se stessi i giovani che rappresentano l’eccellenza nello sport e portano prestigio e dignità all’Italia dovunque gareggiano.
Volendo capire qualcosa di più su come funziona il rapporto tra sport e militari, lo scorso anno ho fatto una ricerca per scoprire e leggere su che cosa si basa questo rapporto, su quale accordo, se sono previste delle regole da rispettare, etc…
Confesso di aver trovato poco (certo per mia incapacità) ma quel poco che ho trovato mi ha convinto del fatto che il CONI (quell’Ente che dovrebbe rappresentare le Società sportive e difenderne gli interessi) foraggia in molti modi i gruppi militari, anche prevedendo finanziamenti non indifferenti per la realizzazione di impianti sportivi proprio a vantaggio dei “militari”.
D’altronde non ho motivo di dubitare che i militari (non atleti) in forze ai gruppi sportivi sarebbero ben contenti di fare il loro lavoro, scaricandosi dell’immane peso di trasferte, incontri, cene, etc.., insomma del peso enorme rappresentato da tutte le incombenze di un dirigente sportivo.
Che tornino, quindi, con giusta soddisfazione, alle loro incombenze militari.
Ciò, dicevo, non deve però necessariamente significare togliere sostegno allo sport, anche di eccellenza.
I famosi concorsi adesso gestiti dai vari ministeri degli interni o della difesa, possono certamente essere guidati dal ministero dello sport e non per fingere di fare i militari, ma per fare realmente attività sportiva.
I “privilegi” o il sostegno economico incanalati verso il parassitismo dei gruppi militari potrebbero, così, andare alle società sportive di appartenenza; in poche parole a chi lo sport lo fa veramente e non a chi lo sfrutta a proprio vantaggio.
Ancora, ritengo frutto di abissale ipocrisia da parte soprattutto dei nostri ineffabili politicuncoli (anche del Coni e delle Federazioni), trincerarsi dietro la “mancanza di denaro”.
Percentuali sul gioco d’azzardo autorizzato, sulle innumerevoli lotterie, sull’enalotto, etc.., possono bastare a sostenere tranquillamente lo Sport italiano, senza togliere sostegno economico a nessuna attività importante, tranne forse ai numerosi traffichini e ai politici che li sostengono.
Infine, una riflessione: parlando di “politici” (si ritengono orgogliosamente tali, come già accennato, anche molti “dirigenti” delle nostre federazioni) sento spesso, nel commentare comportamenti e scorrettezze di vario genere, l’affermazione che “per fare politica ci vuole pelo sullo stomaco”.
Questa caratteristica presenza di pelo sembra altresì indispensabile per una serie di categorie umane: ladri, assassini, stupratori, truffatori, traditori, corruttori, corrotti, violenti, stragisti, delinquenti e via simpaticamente elencando.
Non ho mai sentito dire che tale peluria sia necessaria per essere onesti, leali, corretti, rispettosi di sé e degli altri, in sintesi per essere semplicemente delle brave persone.
Gianni Sperlinga