| Progetto di legge: Disciplina della professione di insegnante sportivo |
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| Mercoledì 27 Ottobre 2010 07:12 | |
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Desidero pubblicare il progetto di legge che ho preparato e che mi piacerebbe poter proporre come argomento di discussione parlamentare. Aspetto vostri commenti, soprattutto dei colleghi più autorevoli. Giovanni Rapisardi
Progetto di legge
Disciplina della professione di insegnante sportivo
Art. 1 (Oggetto della legge) 1. La presente legge stabilisce i princìpi fondamentali in materia di ordinamento della professione di insegnante sportivo. Art. 2 (Oggetto della professione di insegnante sportivo) 1. È insegnante sportivo chi insegna professionalmente o comunque a fronte di una retribuzione in qualsiasi forma corrisposta, anche in modo non esclusivo e non continuativo, a persone singole e a gruppi di persone, una qualunque attività motoria o una disciplina sportiva, regolamentata o meno nell’ambito di una Federazione Sportiva Nazionale. 2. Ai fini della presente legge è altresì considerato insegnante sportivo chi svolge le attività di cui al comma precedente temporaneamente o stagionalmente. Art. 3 (Albi professionali degli insegnanti sportivi) 1. L'esercizio dell'attività di insegnante sportivo è subordinato all'iscrizione agli albi professionali tenuti ed aggiornati dalle Federazioni sportive nazionali di competenza. 2. Ogni Federazione stabilisce mediante apposite delibere le attività che gli appartenenti al proprio albo professionale sono abilitati ad esercitare. 3. In caso di violazione delle disposizioni emanate dalla Federazione di competenza, l'insegnante è passibile delle sanzioni disciplinari di cui all'articolo 12. 4. L’insegnamento di discipline sportive non regolamentate dalle Federazioni Sportive Nazionali, è consentito esclusivamente ad insegnanti qualificati nelle discipline regolamentate più simili, o, in ogni caso, ai laureati in Scienze Motorie. Art. 4 (Requisiti comuni per l’iscrizione agli albi professionali degli insegnanti sportivi) 1. Possono essere iscritti agli albi professionali degli insegnanti sportivi delle Federazioni Sportive Nazionali coloro che sono in possesso della relativa abilitazione, conseguita con le modalità di cui all'articolo 5, nonché dei seguenti requisiti: Art. 5 (Abilitazione teorico-pratica) 1. L'abilitazione all'esercizio della professione di insegnante sportivo si consegue mediante la frequenza di appositi corsi teorico-pratici ed il superamento dei relativi esami finali in conformità a quanto stabilito dall'articolo 8. 2. I corsi di cui al comma 1 sono organizzati a livello regionale e nazionale in relazione alla qualifica da conseguire a cura degli organi regionali e nazionali della Federazione Sportiva Nazionale di competenza, in conformità a quanto indicato dagli articoli 6 e 7. 3. I quadri formativi dei profili professionali sono espressamente specificati dai regolamenti delle singole Federazioni Sportive Nazionali, i quali devono prevedere gradi di qualifica professionale regionale, di avviamento alla professione, e nazionale, per l’esercizio della professione stessa. 4. Ogni Federazione Sportiva Nazionale stabilisce ed aggiorna entro il 31 dicembre di ogni anno le quote di iscrizione a carico degli allievi per la partecipazione ai corsi di cui al presente articolo nonché ai corsi di aggiornamento di cui all'articolo 10. Art. 6 (Competenze formative dei comitati regionali delle Federazioni Sportive Nazionali) 1. I corsi per la formazione degli insegnanti regionali di cui al comma 3 dell’articolo 5 sono organizzati dai comitati regionali delle Federazione Sportive Nazionali, in forma singola o associata secondo le modalità stabilite dai comitati stessi, sulla base di eventuali indicazioni emanate dalle regioni, nonché di standard qualitativi omogenei fissati dalle Federazioni Sportive Nazionali. Art. 7 (Competenze formative delle Federazioni Sportive Nazionali) 1. I corsi per la formazione degli insegnanti nazionali di cui al comma 3 dell'articolo 5, sono organizzati dalle Federazioni Sportive Nazionali su base nazionale. 2. Le Federazioni, quali associazioni senza scopo di lucro soggette alla vigilanza del Comitato olimpico nazionale italiano, definiscono il piano di studi, i criteri di ammissione e la durata dei corsi di formazione relativi ai profili professionali degli insegnanti sportivi e individuano i componenti del corpo docente per lo svolgimento dei corsi per il conseguimento nazionale. Art. 8 (Prove d’esame) 1. Al termine dei corsi di cui agli articoli 6 e 7 i partecipanti sostengono le prove di esame teorico-pratiche organizzate in conformità a quanto disposto dal presente articolo. 2. Le commissioni d'esame sono costituite dal corpo docente che ha tenuto le lezioni dei corsi, composto da docenti indicati dagli organi federali preposti alla formazione. 3. Le prove d'esame devono comprendere una prova teorica, una prova pratica e un tirocinio formativo; l'esame è superato se il candidato raggiunge la sufficienza in ciascuna delle tre prove. 4. La prova teorica deve comprendere anche materie relative ai diritti, ai doveri e alle responsabilità degli insegnanti sportivi. Art. 9 (Insegnamento alle persone diversamente abili) 1. Le prove d'esame di cui all'articolo 8, comma 3, devono includere espressamente nozioni relative all'insegnamento sportivo a persone diversamente abili. 2. Ogni Federazione deve organizzare corsi di specializzazione per l'insegnamento alle persone diversamente abili. Art. 10 (Corsi di aggiornamento) 1. Il rinnovo dell'iscrizione all'albo è subordinato alla frequenza nell'arco di tre anni di almeno uno dei corsi di aggiornamento organizzati dalla Federazione Sportiva Nazionale di competenza. Art. 11 (Insegnanti sportivi extracomunitari) 1. L’autorizzazione all’esercizio della professione in Italia per gli insegnanti sportivi di Stati non appartenenti all'Unione europea è subordinata al riconoscimento, demandato alla Federazioni Sportive Nazionali, della equipollenza dei titoli e della reciprocità, nel rispetto dei princìpi stabiliti dalla normativa comunitaria. Art. 12 (Sanzioni disciplinari) 1. Gli insegnanti sportivi iscritti agli albi professionali delle Federazioni di cui all'articolo 3 che violano le norme deontologiche, ovvero le disposizioni della presente legge sono passibili delle sanzioni disciplinari previste dalle rispettive Carte federali, che devono prevedere necessariamente: 2. I provvedimenti disciplinari di cui al comma 1 sono adottati dagli organi giurisdizionali della Federazione di competenza secondo le procedure già previste dalle rispettive Carte federali. Art. 13 (Cancellazione dagli albi) 1. Oltre che per radiazione, si procede alla cancellazione dall'albo in caso di: a) rinuncia all'iscrizione; b) condanne penali di cui all'articolo 4, comma 1, lettere d) ed e); c) mancato pagamento della quota annuale di iscrizione entro i sei mesi successivi dalla data della sua scadenza. Art. 14 (Esercizio abusivo della professione) 1. L'esercizio abusivo della professione di insegnante sportivo è punito ai sensi dell'articolo 348 del codice penale. 2. Ai fini di cui al comma 1, all'insegnamento professionale è equiparata qualsiasi forma di esercizio dell'attività di cui all'articolo 2. Art. 15 (Disposizioni transitorie) 1. Ogni Federazione Sportiva Nazionale è tenuta ad emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge disposizioni transitorie per consentire la transizione dall'albo e dagli elenchi attualmente tenuti dalla Federazione medesima all'albo di cui all'articolo 3. |




Commenti
Ma una domanda si fa subito strada: per quali percorsi, e con quali appoggi, si può sperare che il progetto diventi legge?
Per quanto noi non ci si veda da anni, e nonstante la mia personale stima nei tuoi confronti, sono decisamente contrario ad aggiungere legislazione inutile su un tema che non farebbe altro che aggiungere clientelismo.
La domanda base è "Chi giudica se un Maestro di Scherma Antica è competente ?"
In cosa sarebbe meglio un "laureato in Scienze Motorie" (i.e. ubn insegnante di ginnastica) rispetto ad un praticante di alto livello di arti marziali ?
L'articolo 9 lo trovo inaccettabile. Per la Scherma Storica Da Combattimento servono dei requisiti fisici (come per il pugilato etc).
Quello che temo in tutto questo è che le 5 persone conosciute, che seguono le regole politiche qui dettate ricevano un brevetto/diploma non in base alle proprie conoscenze, ma alle proprie amicizie, mentre coloro che combattono realmente, disputando Tornei anche internazionali, vengano messi al bando.
Il più bravo combattente che abbia mai incontrato (e ne ho incontrati veramente tanti), nonchè titolare di una minuscola scuola, è Maxim di Kiew. Se fosse in Italia, in base a queste regole, non potrebbe insegnare quello che ha appreso nel corso degli anni.
Beh, vediamo come procede la cosa
Saluti
M. Ulisse Provolo
www.ranaan.it
La risposta alla tua domanda è semplice: un maestro di scherma storica è giudicato con le stesse modalità con cui è giudicato un maestro di scherma olimpica, cioè da esperti di settore che hanno presentato all'Accademia Nazionale di Napoli le loro credenziali (pubblicazioni, studi e titoli) e sono stati riconosciuti idonei a prendere parte alle commissioni esaminatrici.
Un istruttore nazionale o un maestro di scherma storica condivide oggi il grado di istruttore regionale con i tecnici di scherma olimpica e per ottenere il titolo
di IN bisogna dimostrare di conoscere i fondamenti della scherma storica dal medioevo alla prima metà del XX secolo, sapendo usare ed insegnare, ad esempio, la tecnica di spada e brocchiere così come quella di sciabola da terreno.
Del resto ti chiedo: tu andresti a farti curare da uno che si dichiara medico, non perché laureato in medicina, ma perché istruito da uno stregone zulu, o da uno sciamano algonchino? Io personalmente no, e in Italia chi esercita abusivamente una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dallo Stato (come la professione medica) commette un illecito penale (art. 348 cp).
Ora, un insegnante sportivo, che deve insegnare una disciplina sportiva, nello specifico un'arte marziale, quanti danni può causare se non conosce metodologie di allenamento e norme tecniche di pratica in sicurezza?
Riguardo la scherma storica, disciplina antica, ma nuova dal punto di vista dello sport contemporaneo, non trovi che sia più serio prima conseguire un titolo di istruttore riconosciuto Federscherma e poi dedicarsi a studi sperimentali e magari pubblicare qualcosa sull'argomento, piuttosto che proporre insegnamenti senza un background certificato alle spalle?
Credo ti verrebbe da ridere se ti dicessi che io sono diventato avvocato, pur senza essere laureato in giurisprudenza, perchè ho ricevuto la benedizione da un vecchio principe del foro che mi ha insegnato i segreti del processo civile e penale e mi ha autorizzato a patrocinare cause.
Se dei praticanti di qualunque disciplina sportiva vogliono associarsi per svolgere la loro attività, liberi di farlo, anche attraverso un ente di promozione sportiva, ma se tra loro c'è qualcuno che si propone come insegnante, magari facendosi anche pagare, questi dovrebbe dimostrare di avere competenze certificate per esercitare tale professione.
Riguardo i laureati in Scienze motorie, se leggi bene la norma, essi avrebbero facoltà di insegnare un'attività sportiva non regolamentata da una Federazione sportiva nazionale del CONI (e non associazioni sportive che pretendono di essere riconosciute dal CONI in quanto affiliate ad un ente di promozione sportiva). Per la scherma esiste la FIS, che ha promulgato anche la normativa per la scherma storica, quindi tale regolamentazion e esiste, così come esistono gradi tecnici, rilasciati dall'unico ente storicamente riconosciuto dallo Stato al rilascio dei diplomi magistrali (l'Accademia Nazionale di Scherma di Napoli) e riconosciuti dalla FIS.
Riguardo i disabili, ogni disciplina sportiva può essere da loro praticata, con i dovuti accorgimenti e regolamenti specifici, comprese le arti marziali (ad esempio, il judo per non vedenti è una realtà collaudata, per non parlare della scherma in carrozzina, che ci ha portato bei risultati anche agli ultimi mondiali parigini).
Riguardo infine i combattimenti cui tu ti riferisci, si tratta, sia in Italia che all'estero, di attività più pertinenti all'animazione, alla rievocazione storica o al gioco di ruolo live (e tu credo sia stato il primo a portare lo SCA in Italia) che a forme schermistiche codificate a livelli normativi accettabili. Chi più chi meno, tutti gli schermidori storici ci sono passati, me compreso, ma oggi i tempi sono ampiamente maturi per un salto di qualità che porti la nostra disciplina ad un grado di accuratezza nelle modalità di esercizio e di didattica decisamente superiore, per ottenere possibilmente dei riconoscimenti in ambito FIE e magari CIO.
I cosiddetti "veri combattimenti" sono pratiche estreme e del tutto illegali, quindi da non prendere nemmeno in considerazione.
Un saluto
Giovanni Rapisardi
"un maestro di scherma storica è giudicato con le stesse modalità..."la domanda è "chi giudica i giudici" ?
Per fare un esempio rapidissimo, sul "tuo" Flos (che io contuinuo a suggerire a discapito del Rubboli/Cesari a causa della sua chiarezza e leggibilità) definisci la "Breve Serpentina" come guardia di studio della distanza (ricordo il significato non le parole esatte) mentre nella nostra scuola è la posta di combattimento più importante ed efficente fra le corazzate, come più volte (centinaia di volte) dimostrato in combattimento contro sconosciuti. La domanda "chi giudica" non è una domanda da poco.
Per buttarla sull'estremo (e ovviamente non mi sto riferendo a te) può un Bibliotecario (i.e. esperto/archeologo etc) giudicare un Atleta ?
Questa estate ho visto per la PRIMA volta usare in un torneo una Posta del Falcone. Nei 14 anni nei quali ho insegnato, combattuto e girato, e nei dieci precedenti (in realtà di più) nei quali ho studiato, non l'avevo mai vista usare correttamente da nessuno. Come ho fatto a capire che questa volta era "giusta" ? Era un Torneo di Alto Livello e, semplicemente, funzionava, per la prima volta.
- Io un Campionato di sport da combattimento (i.e. Pugilato) in sedia a rotelle non l'ho mai visto.
- In America i Giudici (ben più importanti degli avvocati) prendono la carica in maniera Elettiva, in italia ho conosciuto parecchi Assessori alla Cultura che nella vita facevano i Macellai, i salumieri, e avevano la licenza media.
- Pur disprezzando sinceramente gli "insegnanti" di spada medioevale raffazzonati che si trovano in giro (per non parlare di quelli di Spada Celtica che sono addirittura peggio) trovo che la Federazione Scherma non sia titolata per conferire riconoscimenti in materia (come non lo è la Federazione Kendo).
- Tornei Medioevali di Combattimento e Combattimento (tua definizione) "Estremo":
Non si tratta affatto di "animazione" ma di una disciplina a se stante. I Tornei sono nati in Italia nel 2003 e hanno un circuito proprio, con una federazione propria e un regolamento. Spesso vengo disputati a porte chiuse (o aperte agli addetti di settore e ai gruppi storici), proprio per la caratteristica agonistica, molto lontana dall'Animazione che suggerisci. In Polonia a grunwald c'è il famoso "Torneo dei Campioni" (1200 combattenti all'evento, 25 abilitati al torneo) che da quest'anno ha arricchito il proprio porfolio della disciplina "Spada bastarda" oltre all'usuale Spada e Scudo. Ogni torneo ha delle regole leggermente differenti pur mantenendo le linee generali in comune. In olanda ad esempio è consentito il colpo di punta, e vietato il colpo alla testa (che rimane obbligatoriamen te protetta da un elmo completo). Quando l'anno scorso siamo andati pensavamo di prenderne un sacco (data l'incredibile differenza con ciò con il quale siamo abituati) mentre siamo usciti praticamente imbattuti. In Polonia alle semifinali un colpo (proibito) alla mano (ovviamente protetta da mittene) mi ha mandato fuori alle semifinali nonstante tecnicamente avessi vinto l'incontro (non avrei potuto comunque affrontare la finale). L'anno prossimo metterò uno strato maggiore di Feltro sotto l'acciaio.
I regolamenti da Torneo sono estremamente codificati, ma non nella forma o nel giudizio "estetico" (o altre cazzate simili) ma, soprattutto, riguardo alle protezioni e alle cose vietate per motivi di sicurezza.
La tenica "esatta ma che non funziona"... uno strano connubio. Non è più probabile che la tecnica che difendo come "Storicamente precisa", sia probabilmente applicata in maniera sbagliata ? Non è improbabile che i Grandi Maestri sul loro trattati abbiano voluto tramandarci "tecniche che usate sul serio in realtà non funzionano" ?
Io dico (ad esempio) che la tua Posta del Falcone sia una cazzata poichè ti lascia completamente scoperto a qualunque mio attacco (e lo dimostro dandoti un sacco di botte) poi sostengo che la mia Posta del Falcone sia corretta (e lo dimostro dandoti un sacco di botte). A questo punto chi ha veramente ragione ? un bibliotecario che continua ad insistere che la sua sia corretta ? e ha costui diritto di decidere della mia abilitazione all'insegnamento delle Tecniche Storiche ?
Per il resto c'è il Giudizio di Dio ( e qualcuno lo nega lo Sfido subito
Non avevo mai sentito parlare di scherma corazzata, così sono subito andata a curiosare in Rete. Mi sembra, però, che la vostra scherma somigli più ad un gioco di ruolo che ad una disciplina sportiva:
www.youtube.com/watch?v=YqsLzgOFT2k
Il sidro che bevevi nel filmato sarà stato senz'altro buono, se proveniva dalla valle del Neckar...
proprio quello facciamo
Già non aver mai sentito parlare del combattimento in armatura è piuttosto grave, ma anzicchè guardare un video della televisione svizzera che è ovviamente creato da un regista per la sua audience, proviamo a guardiare uno dei sovracitati duelli (Torneo dei campioni di Grunwald) www.youtube.com/watch?v=i56Z3NobD68 dopodichè, sempre su youtube, per avere un'idea di cosa sia uno Scontro in armatura 5 contro 5 cerca la parola Buhurt.
Comprare una moto e andare a 180km/h è da pazzi, i Professionisti invece, in circuito, raggiungono volocità massime intorno ai 320Km/h.
Ecco cosa stai guardando nei video, dei professionisti.
Nulla da eccepire sulla professionalità ma la sostanza del vostro spettacolo mi sembra la teatralità, non lo sport.
Azzardando un paragone, un po’ come nel Circ du Soleil i cui acrobati, pur cimentandosi in uno spettacolo con performances degne dei più valorosi ginnasti, sono consapevoli di essere in un set.
come si può "recitare" se non si è mai visto l'avversario prima, il quale sta seriamente ed intenzionalment e tentando di piantarti una spada nell'elmo? erano come detto le Semifinali del Torneo, e li non ci sono "giudici di estetica". Quello che dopo due minuti è per terra, ha perso.
Consiglio spassionatament e di andare a vedere altra gente che recita come noi, in singolo (nella box) o in ruppo (nell'hockey)
PS: Non posso sinceramente credere tu abbia visto i video sulla Buhurt e che li giudichi "recitazione"
A parte il fatto che i due tengono una spada in mano, e si menano reciprocamente, a mio modesto parere di scherma ne vede davvero poca (o niente).
Nessuna gestione consapevole - strategica e tattica - del tempo, della misura, della tecninca, dell'iniziativa; anche in relazione alla tipologia di armamento di offesa e difesa.
Più simili a fabbri ferrai , con tutto il rispetto per la categoria dei fabbri ferrai; che però fanno altro rispetto alla scherma.
Le stesse impressioni le ho avute in un recente torneo in armatura, a cui ho assistito dal vivo.
Meritoria, pregevole, condivisibile, la passione per la ricostruzione storica, il lavoro filologico di ricerca su armi, vestiti, armature, oggetti...
Divertenti i campeggi medievali con il maialino sul fuoco, l'idromele e l'ippocrasso... ma per parlare di scherma non è sufficiente prendersi a mazzate, vestiti di tutto punto.
Per il resto, confuto anche il giudizio di dio; per cui attendo la sfida.
Tecnica e Mazzate: Il combattimento in armatura non è molto "cortese" e non ci si ferma dopo una stoccata. Il colpo che arriva, se arriva pieno, causa in genere dolore (anche se contenuto dall'armatura). Come il pugilato, è ai punti, ma l'obbiettivo similmente al pugilato, è la resa dell'avversario. Il video Polacco parla di una semifinale, il livello è molto alto, e i colpi se non parati fanno sinceramente un male d'inferno. Non c'è tempo per arzigogoli. Le regole vietano colpi di punta, colpi intenzionali al collo, colpi intenzionali alla mano e non mi ricordo altro. Il Flos Duellatorum del 1410, tanto per fare una citazione banale, ha una sezione vastissima riguardo prese, disarmi, calci alle ginocchia e altro. Sono allora da definirsi "scherma"? in realtò _SI_ in quanto presenti su un trattato di scherma universalmente riconosciuto.
La ricerca filologica, a prescindere dal fatto che venga compiuta a vario livello da tutti i gruppi, è in realtà completamente irrilevante, proprio in quanto stiamo parlando di uno sport, non del fatto di essere vestiti di tutto punto. Nelle Buhurt (combattimento a squadre) è usanza indossare un proteggivertebr e da moto sotto all'armatura.
La definizione di Mazzata per una persona che non capisce esattamente quello che vede è molto larga. Prendiamo un pugile e lo mettiamo in una rissa da strada, poi filmiamo il tutto e lo rivediamo. Una persona che non capisce vedra solo due tizi che si prendono a cazzotti. Dei due tizi, uno dopo poco soccombe (sicuramente non il pugile). Siamo in grado di vedere il gioco di gambe del pugile? la sua guardia? le sue schivate? o vediamo solo i cazzotti?
Una invece Enorme differenza con la Scherma Olimpica (perdonatemi il termine) è dato dall'incredibile sportività dei membri. Quante volte avete visto gente togliersi la maschera e gettarla a terra? Fare gesti di stizza alla fine di un assalto per aver perso?
Volete dire di non averlo MAI visto succedere ? ho fatto 5 anni di fioretto e spada, e so benissimo di cosa sto parlando (ho smesso proprio per questo). Al contrario nel Duello Medioevale non ho _MAI_ visto (in più di 20 anni) accadere una cosa simile. Neanche una volta. Dopo le mazzate, la sera gli avversari si ritrovano SEMPRE a bere qualcosa, anche se spesso non si conosce neanche la lingua del proprio avversario (con nascosta negli occhi una scintilla "quest'oggi hai vinto tu...ma la prossima volta...")
ps: un insieme di tende medioevali si chiama "Accampamento" non "campeggio"
Non mi occupo solo di scherma "olimpica".
Recentemente ho preparato atleti anche per le vostre tipologie di torneo (nello specifico, quelli della compagnia dei Fanti di Spade di Sarzana) e, ripeto, dal mio modestissimo punto di vista, in quel video c'è ben poca scherma.
Vedo per lo più un prendersi a mazzate con ben poche idee tattiche e strategiche (e tattica e strategia non sono arzigogoli).
Nessuna pianificazione o programmazione dell'avversario.
Proprio come quando vedo due pugili che smettono di fare boxe e cominciano a prendersi a mazzate alla Bud Spencer, facendo a chi incassa meglio.
Ma la boxe (come la scherma) è decisamente un'altra cosa.
Di sicuro non è la mera applicazione pedissequa delle regole di un trattato - né un trattato (o un insieme di trattati) può essere esaustivo per la definizione di un sistema efficace di tecniche di combattimento relative ad una tipologia di arma, ad un periodo storico, ad una convenzione condivisa...
Quando parlo di scherma non faccio distinzioni fra scherma "storica" e scherma "olimpica".
Purché si tratti di scherma.
Se l'obiettivo è quello di toccare cinque volte il bersaglio valido di un avversario con un fioretto, nell'ambito di un sistema convenzionale concordato, il maestro di scherma cercherà di studiare le migliori soluzioni, tecniche, tattiche e strategiche per quella tipologia di scherma e sperimenterà l'approccio metodologico migliore per trasmettere queste conoscenze ai suoi allievi; che a loro volta tenteranno di applicarle in ambito di combattimento.
Se l'obiettivo, per assurdo, è invece quello di sfondare il cranio all'avversario con una spada a due mani, in camicia e calzebraghe, o quello di colpire una volta al ginocchio, con uno stuzzicadenti, un avversario vestito con uno scafandro da palombaro, il maestro di scherma elaborerà la soluzione migliore per la scherma con spadone e calzabraghe o per la scherma di stuzzicadenti e scafandro da palombaro.
Scherma - un obiettivo, un'arma o un simulacro d'arma, almeno un avversario, un sistema di regole condivise (compresa l'assenza di regole), lo studio delle soluzioni tecniche più efficaci in un contesto di cofronto tattico e strategico.
Il resto mi interessa poco.
Ps : preferisco l'immagine degli allegri campeggiatori medievali a quella di invasati guerrieri accampati.
Per poco non mi conveincevi
Obbiettivo di un torneo: Vincere.
Le tecniche di scherma Aiutano a farlo.
Se tecnica contro forza bruta vince forza bruta, allora la tecnica è _evidentemente_ sbagliata.
La tecnica è qualcosa che si adatta all'avversario, oppure di viene sbattuti fuori nel primo girone.
La potenza di uno spadone è qualcosa che è molto difficile da immaginare, se non lo si è provato di persona. Quando si è sul campo (all'estero ovviamente, dove il livello è infinitamente superiore che da noi) non ci sono ne forse ne mah. Posso trovarmi davanti un pazzo che ha intenzione di rompermi un braccio (visto più volte), e la cui filosofia è "se non vuoi farti male non partecipare". Contro questo tizio io posso _solo_ opporre la mia tecnica, e per dimostrare la sua efficacia c'è il fatto che sia vivo.
Il "Maestro di scherma medioevale" riallacciandomi al discorso del Grande Rapisardi, è raramente qualcuno che sa di cosa sta parlando, non avendo esperienza (questa volta parole mie) diretta di tornei e combattimenti, ma solo di libri e di posizioni ipotetiche.
quando avevo 19 anni, durante il mio periodo di scherma olimpica, ho affrontato un maestro Kendoka (è una lunga storia) e ho trovato la sua difesa assolutamente ridicola (tecniche a confronto). MI spiego più tardi un amico (con di nuovo una katana in mano) che io ero si più veloce e avevo si colpito per primo, ma ero anche morto, perchè la mia tecnica (di fioretto) era ottima in velocità e precisione, ma inutile per uccidere un uomo. Ripetemmo la prova tre volte. Per tre vlte lo "infizai". Per tre volte fermò la sua katana a tre dita dal mio collo.
L'eserienza è una Grande Maestra.
PS: Agli accampamenti medioevali i guerrieri sono una percentuale minima della gente seduta attornao al fuoco
PPS: è ora che gli scritti tacciano, e sia la verità delle armi a parlare
[Livorno, Lucca o Recco]
Non capisco come mai pensi che in generale i Maestri di scherma non abbiano esperienza e quindi non sappiano di cosa stanno parlando. Forse dipende da quali sedicenti Maestri di Scherma con cui sei in contatto.
Non capisco nemmeno la tua poca propensione ad estendere la scherma storica alle persone diversamente abili. Scherma storica non significa affatto forza bruta. Chiaro che non potrebbero mai partecipare ad un torneo standard, ma non pensi che alcuni aspetti della scherma storica potrebbero aiutare a sviluppare alcune caratteristiche ? (Strategie, tempi, misure, studio dell´avversario ..)
Ritroveresti questo spirito nei Master