Argomenti giuridici e amministrativi
Posizione lavoro e copertura assicurativa PDF Stampa E-mail
Sabato 04 Febbraio 2012 23:25

glazer-angebote-1Da quest'anno un altro servizio di consulenza si affianca al valido contributo dello studio legale dell'avvocato Gianmaria Acciai, con il quale l'Accademia della Scherma ha avviato un percorso di collaborazione sin dalla sua costituzione.

La collega e socia Marta Terzani, avvocato presso il Tribunale di Trieste, ha infatti offerto a tutti i nostri soci un servizio di consulenza dedicato ai maestri e agli istruttori che intendessero regolarizzare la propria posizione lavorativa nelle sale dove operano. Una questione annosa e molto delicata che tocca da vicino la nostra categoria ed il mondo della scherma nel suo complesso.

L'avvocato Terzani, che abbiamo avuto modo di apprezzare nel suo intervento all'interno del Convegno di Prato dello scorso settembre, si è dedicata allo studio delle specifiche giuridiche relative alla figura professionale dell'insegnante di scherma, arrivando a definire alcune proposte valide per l'intera categoria.

Chi fosse interessato può contattare direttamente l'avvocato Terzani alla mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Solo per gli associati dell'Accademia della Scherma l'onorario per il servizio di redazione di un contratto personalizzato è di € 300,00 (iva e cassa incluse).

 

 

glazer-angebote-2Rinnovo dell'affiliazione CSEN: copertura assicurativa ulteriore per i soci dell'Accademia della Scherma
 
Anche quest'anno si è deciso di rinnovare l'affiliazione della nostra associazione allo CSEN (http://www.csen.it/).

L'iscrizione a questo grande Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI, oltre ai tanti vantaggi che offre alla nostra associazione, permetterà ai nostri soci di avvalersi dei servizi che il tesseramento garantisce; fra cui  - cosa di non poco conto - una valida copertura assicurativa.

In seguito sarà inviata una comunicazione specifica con tutti i dettagli riguardanti l'affiliazione.

 
Comunicazioni dal Cons. Cafiero - 2 PDF Stampa E-mail
Sabato 04 Febbraio 2012 23:25

... e questa è la seconda.

Giovanni Rapisardi

 

 

Cari amici e colleghi,

Mi è stato richiesto da più parti di meglio motivare le ragioni della proposta di regionalizzazione della elezione dei rappresentanti degli atleti e l’eventuale meccanismo elettorale da adottare  se la modifica verrà approvata.

La spiegazione data con le note esplicative inviate la scorsa settimana era volutamente sintetica ed asettica, essendo solo informativo lo scopo della stessa. Poiché però su tale ipotesi si sono concentrati la critica di diversi tesserati ed il conseguente dibattito, ritengo necessario ritornare con maggior dettaglio sulla materia. Così  facendo non posso esimermi dall’entrare nel merito, ma ritengo inevitabile farlo, considerate le affermazioni non sempre appropriate che sono circolate in questi giorni.

Viene contestata l’affermazione che l’elezione dei rappresentanti degli atleti con un criterio di proporzionalità su base regionale abbia lo scopo di rendere più democratica la rappresentatività della categoria e di garantire a tutte le regioni una presenza proporzionata al numero di tesserati, ottenendo così un miglior bilanciamento territoriale, cosa che le precedenti tornate elettorali su base unica nazionale hanno dimostrato non realistica. Salvo errore, avremo infatti a questa assemblea 73 rappresentanti, di cui 22 del Lazio, 7 della Toscana, 6 della Lombardia, 5 delle Puglie, 5 della Liguria,  e solo 28 per tutte le altre 15 regioni, di cui 5 neppure rappresentate. Lascio a voi la conclusione su quale sistema sia più bilanciato e rappresentativo.
Si teme che i piccoli club siano sacrificati, favorendo i più grandi, ma come non vedere che questo rischio è ben maggiore su una base nazionale ? Se non si può evitare che i gruppi più numerosi abbiano maggior rappresentanza (questo è peraltro il gioco della democrazia…), si avrà perlomeno una rappresentanza di tutte le regioni e non una prevalenza delle più numerose sulle più piccole. È inoltre previsto di limitare le preferenze in ciascuna regione alla metà dei rappresentanti da eleggere, proprio per consentire uno spazio anche alle minoranze.

Nella stessa logica si tende anche a ridurre la possibilità che le “manovre” preelettorali, tendenti a creare “cartelli elettorali”, consentano di conquistare la totalità della rappresentanza ad uno schieramento con una limitata prevalenza di voti. Sicuramente il frazionamento regionale limiterà questa eventualità.

E inoltre la limitata quantità di rappresentanti eleggibili in ciascuna regione potrà impedire che qualche atleta di vertice sia eletto nelle regioni dove essi sono più numerosi, darà per contro spazio ad eletti della ben più ampia base di atleti meno importanti, ma altrettanto degni di essere rappresentati. Peraltro, agli atleti di vertice è più appropriatamente dedicata la Commissione Atleti, in questo caso eletta giustamente su base nazionale, prevalentemente orientata a tutelare gli interessi dei più forti, e che ha inevitabilmente meno attenzione alle problematiche della base di appassionati che non fanno della scherma la loro attività principale.

Mi sia poi consentito un rilievo: è stato insinuato che tale proposta sia nell’interesse della rieleggibilità dell’attuale dirigenza. Sarebbe se mai vero il contrario: l’esperienza insegna che la maggior possibilità di manovra di chi ha il potere è favorita dalla concentrazione e non dal frazionamento degli elementi da controllare.
L’errore di pensare ad uno statuto come ad uno strumento per interessi contingenti è già stato fatto in un  recente passato, ottenendo uno risultato imperfetto a cui si è dovuto rimettere mano per rimediarne le incongruenze.

Un’ultima osservazione: è stato chiesto perché questo criterio non sia esteso anche ai tecnici; le ragioni sono in sintesi le seguenti: i tecnici sono assai meno numerosi ed il rapporto tra elettori e rappresentanti è almeno 10 volte inferiore agli atleti; la distribuzione regionale è molto disuniforme e diversi tecnici operano in più regioni; la conoscenza reciproca e quindi la valutazione interpersonale, anche per l’esistenza di associazioni di categoria (AIMS, Accademia) è molto più elevata che tra gli atleti, per i quali la conoscenza sovra regionale è limitata a coloro che fanno attività nazionale e soprattutto all’arma che praticano.

Per quanto riguarda i dettagli delle procedure elettorali che è previsto di introdurre nel Regolamento Organico, ma che il CONI potrebbe, in analogia ad altri casi, richiedere di esplicitare nello statuto, preciso che esse possono essere le seguenti:
individuato il numero di atleti maggiorenni tesserati in ciascuna regione al 30 giugno precedente l’assemblea elettiva, si calcola il quoziente tra il totale nazionale ed il numero di rappresentanti da eleggere. Si divide quindi il numero di atleti di ciascuna regione per il suddetto quoziente, arrotondandolo per difetto all’unità se superiore a uno e arrotondandolo a uno se inferiore. La somma di questi evidenzia i rappresentanti residui, che vengono attribuiti in ordine progressivo alle regioni con il resto più elevato nell’arrotondamento suddetto. In caso di parità di resti ha la priorità la regione più numerosa.
In ciascuna regione il numero di preferenze che ogni elettore può esprimere è pari alla metà dei rappresentanti da eleggere, arrotondata all’unità superiore.

È ovvio che i numeri possono variare ad ogni tornata elettorale, ma resta fermo il minimo di almeno un rappresentante ove ci siano almeno 30 elettori.

Spero di avere meglio chiarito il mio pensiero e rinnovo il mio saluto, in attesa di incontrarvi a Ravenna

cafiero-giuseppe    Giuseppe Cafiero
Consigliere federale referente per la Commissione statuto e regolamenti

 

Leggi anche Comunicazioni del Consigliere Cafiero - 1

 

 
Comunicazioni dal Cons. Cafiero - 1 PDF Stampa E-mail
Sabato 04 Febbraio 2012 23:25

Ricevo presso la mail della mia Società una comunicazione da parte del Consigliere FIS Giuseppe Cafiero, che mi sembra interessante riportare nell'ambito delle considerazioni sviluppatesi finora.

Un saluto a tutti

Giovanni Rapisardi

 

Cari amici e colleghi,

ho avuto il piacere di coordinare i lavori della Commissione Statuto e Regolamenti della nostra Federazione per la revisione dello Statuto Federale, che nella versione attuale, oltre a diverse imperfezioni e carenze purtroppo frutto della frettolosa approvazione del 2004, non è ormai più conforme ai rinnovati Principi Fondamentali del CONI per gli statuti delle federazioni sportive, approvati nello scorso mese di maggio, il cui testo è disponibile nel sito federale alla voce “Statuto e regolamenti”.
Ricordo che l’entrata in vigore dello Statuto decorre dall’approvazione formale del CONI stesso, che si riserva di prescrivere modifiche in conformità a detti Principi, in massima parte inderogabili e che dovremo doverosamente recepire.

Appare ora opportuno descrivere l’iter attraverso il quale si è pervenuti al testo a Voi inviato con la convocazione dell’Assemblea straordinaria del 22 gennaio prossimo.
La Commissione, presieduta dall’ Avv. Sergio Fabrizi, ha generato il testo che è stato esaminato dal Consiglio Federale il 5 giugno u.s. Esso è poi stato sottoposto al parere preventivo del CONI, che, con lettera del 28 settembre, ha indicato diverse modifiche, anche alla luce dei suddetti Principi Fondamentali.
La nuova stesura che recepisce integralmente le suddette prescrizioni, è stata riproposta al Consiglio Federale nella seduta del 2 ottobre. In questa sede è stato fissato il termine del 31 ottobre per eventuali osservazioni da parte dei Consiglieri e Revisori, trascorso il quale senza obiezioni si è proceduto alla diffusione unitamente alla convocazione formale.

Per una più facile comprensione delle innovazioni, credo comunque utile riassumere gli elementi più significativi delle modifiche sopra ricordate, che verranno sottoposte alla Vostra approvazione, assieme ad alcune ulteriori proposte nel frattempo pervenute da altri soggetti aventi diritto di voto, oggetto di specifico verbale della Commissione.
Gli articoli modificati appaiono numerosi, ma molti ritocchi hanno solo natura lessicale o sono stati introdotti per eliminare imprecisioni formali, unificare la terminologia e rendere più facile l’interpretazione delle norme.

Venendo a quelli di contenuto più sostanziale, ricordo in particolare:

Art. 1
Viene riconosciuta la natura di associazione autonoma dell’AIMS, e precisata la possibilità di delegarle specifiche  funzioni.
Viene specificato che tra i compiti istituzionali della FIS c’è quello di promuovere la scherma dei diversamente abili, materia che è oggetto di un protocollo d’intesa nel frattempo sottoscritto con il Comitato Italiano Paralimpico

Art. 2
Viene inserita tra le specialità la scherma storica, ormai dotata di una specifica normativa agonistica e per la sicurezza, approvata dal Consiglio Federale.

Art. 4
Contiene maggiori precisazioni richieste dal CONI.

Art. 9
Riordina le categorie di tesserati, introduce i tecnici di specie diversa dai maestri , quali i tecnici delle armi ed i preparatori atletici.

Art. 12
Viene istituzionalizzata la maggior tutela delle atlete in maternità, già adottata dalla nostra federazione ed ora inserita nei principi fondamentali del CONI.

Art. 16
Oltre al riordino della terminologia, viene introdotta la figura del Giudice sportivo, che avrà il compito di accertare la regolarità delle competizioni e di sanzionare comportamenti scorretti nel corso delle gare. La finalità di questo Magistrato sportivo è quella di rendere più immediati e quindi efficaci i provvedimenti conseguenti allo stretto ambito agonistico, cosa evidentemente impossibile seguendo l’iter degli altri gradi di giudizio, ed al tempo stesso di ridurre l’onere del Procuratore Federale per episodi di minor rilevanza. I dettagli del ruolo e delle modalità operative saranno precisati nel Regolamento di Giustizia.
Viene introdotta formalmente la Lista Tecnica, le cui caratteristiche e funzioni sono precisate al successivo art. 53.

Art. 17
Viene esclusa l’obbligatorietà dell’Assemblea biennale, non più prevista dalla normativa del CONI, pur restando facoltà dei tesserati di richiedere momenti di incontro e verifica dell’attività federale nei termini previsti dallo statuto. Sono stati altresì adeguati alle prescrizioni del CONI i requisiti per il diritto di voto di Affiliati, Atleti e Tecnici.

Art. 25
Viene sostanzialmente mantenuta la struttura attuale del Consiglio Federale, essendo pendente il ricorso del CONI e di molte federazioni sportive avverso la norma contenuta nella manovra finanziaria del 2010 che limiterebbe a 5 componenti, compreso il presidente, gli organi direttivi degli enti pubblici a cui la FIS è impropriamente assimilata.
La norma è di difficile applicazione anche per il vincolo imposto dalla legge Melandri, che impone nel direttivo la rappresentanza di tecnici ed atleti e quindi lascerebbe spazio a soli 2 rappresentanti degli Affiliati. Nella deprecata ipotesi che la norma venisse confermata, per evitare la convocazione di una nuova assemblea, verrà richiesta delega all’Assemblea per adeguare lo Statuto secondo le indicazioni della legge e del CONI.

Art. 31
Oltre alla revisione della terminologia, comporta una problematica per il Collegio dei Revisori Legali analoga al Consiglio Federale.

Art. 37
È stato richiesto da alcuni affiliati di prevedere l’impugnabilità dell’ archiviazione decisa dal Procuratore Federale. La norma è presente negli statuti di alcune federazioni, mentre altre non l’hanno prevista: è pertanto una ipotesi da rimettere al giudizio dell’Assemblea, comunque, sul punto, la commissione statuto ha dichiarato di condividere il proposto emendamento.

Art. 40 e Art. 46 (ex 45)
Si tratta di adeguamenti alla nuova struttura del CONI e modifiche su indicazione del CONI stesso.

Art. 49 (ex 48)
I dettagli relativi alle Commissioni, già presenti nel Regolamento Organico, sono stati riportati per esteso su richiesta del CONI.

Art. 59 (ex 56)
I requisiti di eleggibilità sono stati adeguati alle prescrizioni del CONI.

Art. 63 (ex 61)
È stato semplificato su indicazione del CONI, rimandando i dettagli al Regolamento Organico.
È stata prevista l’elezione dei rappresentanti degli atleti con un criterio di proporzionalità su base regionale, al fine di rendere più effettiva e pluralistica la rappresentatività della categoria, le cui conoscenze interpersonali non sono nella generalità dei casi estese ai colleghi delle altre regioni. È infatti in ogni caso garantita la presenza di tutte le regioni con il minimo di un rappresentante, ove esistano almeno trenta atleti.
Obiettivo di tale impostazione è anche quello di garantire a tutte le regioni una presenza proporzionata al numero di tesserati, ottenendo così un miglior bilanciamento territoriale, cosa che oggi, con la intuibile preponderanza delle regioni più numerose, può non essere sempre rispettata .
Essa è infine orientata ad evitare che ristretti gruppi di candidati possano acquisire la totalità della rappresentanza pur con una limitata maggioranza di preferenze.

Art 64 (ex 62)
La modifica del comma 6, che prevede le condizioni di rieleggibilità al terzo mandato del Presidente uscente, ha suscitato qualche perplessità perché la formulazione proposta potrebbe secondo alcuni rappresentare un accorgimento per aggirare la prescrizione del quorum minimo del 55 %.
Sottolineo che la primitiva stesura approvata dal Consiglio Federale riproduceva senza modifiche i commi 4 e 6 dell’attuale statuto, senza eccezioni. Il nuovo comma 6, che prevede la possibilità di ripresentarsi al ballottaggio ove il presidente uscente abbia ottenuto la maggioranza assoluta alla prima votazione, è stata indicata dal CONI in sede di revisione, motivata dalla applicazione letterale dei nuovi Principi Fondamentali come da delibera n. 1410 del 19 maggio 2010 del Consiglio Nazionale CONI  che trascrivo:

7.2. Elezione del Presidente federale
1. Il Presidente federale, anche in caso di ballottaggio, è eletto con la maggioranza assoluta dei voti dei presenti.
2. Nell’ipotesi prevista dall’art. 16, comma 4, del D.Lgs. n. 15/2004, qualora il Presidente uscente non raggiunga alla prima votazione il quorum del cinquantacinque per cento dei voti validamente espressi, ed in presenza di almeno altri due candidati, verrà effettuata contestualmente una nuova votazione, alla quale il Presidente uscente non potrà concorrere, salvo il caso in cui abbia conseguito la maggioranza assoluta dei voti dei presenti.
3. In caso diverso, si dovrà celebrare una nuova Assemblea a cui il Presidente uscente non potrà candidarsi.
Tale formulazione è stata prescritta dal CONI con la comunicazione citata.

Per superare tale formulazione, alcuni affiliati hanno proposto di escludere comunque il presidente uscente dal ballottaggio, ma di imporre un quorum minimo di 25 % dei voti per poter partecipare al ballottaggio stesso. Se anche questa formulazione non dovesse essere approvata dall’Assemblea, resterebbe in vigore il testo attuale con le correzioni formali del caso, salva diversa prescrizione del CONI in conformità a quanto sopra.

Spero con queste note di aver meglio chiarito il senso e le finalità del nostro lavoro.
Auspico che possiate partecipare numerosi all’Assemblea dando la necessaria approvazione al nuovo Statuto, che è uno strumento fondamentale per il continuo miglioramento della funzionalità e dell’efficienza della casa comune.

Sono a vostra disposizione per ogni ulteriore chiarimento ed in attesa di incontrarvi a Ravenna, Vi saluto cordialmente

cafiero-giuseppe      Giuseppe Cafiero
Consigliere Federale referente per la Commissione Statuto e regolamenti

 

Leggi anche Comunicazione del Consigliere Cafiero - 2

 

 

 
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